Una prima nazionale dai toni intensi. “Se la vita mia fosse poesia…”, spettacolo di e con Marco Di Stefano, andrà in scena domani, venerdì 21 ottobre alle ore 21, al teatro Don Minzoni di Biella.
L’evento, denominato recital tra sogni ed emozioni, nasce sotto l’auspicio di una fruttuosa collaborazione tra l’attore e regista lucchese e il poeta biellese Enrico Frandino, attraverso la sintonizzazione di più arti in direzione dell’unico vero incontro, quello con lo spettatore.
Un appuntamento speciale che rispecchia il concetto di spettacolo totalizzante ben evidente nel curriculum del Di Stefano. Significative alcune sue esperienze cinematografiche, televisive e teatrali: il metodo Stanislavskij studiato in gioventù, le collaborazioni con registi del calibro di Bolognini, Patroni Griffi, Taviani, Jens Jorgen Thorsen (con lui Gesù nel film “The Return”) e attori come Manfredi, Murray Abraham, Lollobrigida, Depardieu, l’amicizia con il clown e personaggio felliniano Romano Colombaioni, con la poetessa Maria Luisa Spaziani, l’incontro con Grotovski, i film d’azione e gli horror con Fulci e Lucchetti.
Di Stefano, fondatore e art director del festival internazionale di cinema e teatro di Amandola per una ventina di edizioni, è anche mimo, clown internazionale, docente all’European Film College in Danimarca.
La sua fama è particolarmente legata all’impegno artistico in favore dell’inclusione sociale e all’ideazione del Teatro della Comunità, genere di fama internazionale che vede protagonista la gente, e che Di Stefano porta avanti con la moglie, la nota coreografa Tanya Khabarova.
Lo spettacolo “Se la vita mia fosse poesia…” conta su una seconda presentazione, domenica 23 ottobre alle ore 16, nella splendida dimora della Fondazione “Emanuele Cacherano di Bricherasio” di Roppolo, l’ente morale biellese che, ispirandosi alla figura imprenditoriale del nobile torinese, da anni opera in modo dinamico e propositivo.
Entrambi gli eventi saranno aperti al pubblico in forma gratuita ma al contempo daranno modo di raccogliere offerte libere destinate a due progetti che il presidente della fondazione, Maurizio Aiassa, ha in cuore di realizzare: una biblioteca all’interno del parco e la ristrutturazione di uno degli stabili per la creazione di un laboratorio scolastico.
Dell’esibizione sono previste altre diciannove repliche in tutta Italia
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