E’ ripartito il 22 luglio dal Jazz and Blues Festival di Edimburgo, il tour di presentazione di “Limitless” ultimo album solista del talentuoso pianista, compositore e producer, FABIO GIACHINO. Le tappe successive passeranno da Alghero il 21 agosto, Cles (Trento) il 29 settembre, Milano il 6 ottobre e si concluderà a Parma il 22.
“LIMITLESS” uscito per la CamJazz è un disco strumentale di nove tracce tra pianoforte acustico, live electronics e samples che danno vita ad una visione più ampia del mondo sonoro al quale FABIO GIACHINO aveva abituato pubblico e critica; una produzione in cui suoni, melodie e ritmi si intrecciano evolvendosi in un dialogo senza soluzione di continuità.
Intervista
Cosa ti ha ispirato l’artista per questo suo ultimo album creato infondo, in pieno Covid ? Una crescita personale dove si sono riscoperti silenzi e suoni grazie (a causa) della pandemia?
“Il silenzio è sicuramente stato un elemento che mi ha influenzato e che continua a farlo. Inoltre mi ha aiutato molto nella ricerca dei miei spazi interiori dai quali attingere le emozioni e l’ispirazione giusta per il mio percorso creativo. Se c’è una cosa che sto imparando sempre di più in merito è proprio questa: ascoltare ed ascoltarsi”
Fano e Alghero, con concerto all’alba, idea audace e poetica allo stesso tempo, già provata in passato?
“No, è la prima volta che ho l’occasione di esibirmi all’alba e ne sono felice, ho sempre desiderato vivere quell’atmosfera!”
“Dove ti aspetti di ricevere maggior empatia con il pubblico, tra le date organizzate? E perché..”
“È difficile dirlo, i festival dove avrò il piacere di esibirmi sono tutte situazioni di grande prestigio con un pubblico attento e partecipe, inoltre in alcune di loro ho già avuto il piacere di esibirmi in passato e non vedo l’ora di tornare. Sarà la prima volta a “Musica sulle bocche” e a “Parma jazz frontiere”, due realtà che ho sempre apprezzato molto, spero di soddisfarne le aspettative”
L’elettronica quanto sta impattando sul lavoro di pianista solo, rispetto al Fabio Giachino trio..
“Il mio lavoro è un continuo conflitto tra la parte più acustica è quella elettronica, sono soddisfatto quando riesco a trovare un buon bilanciamento tra le due ma non è semplice. In generale posso dire che è il suono che guida la direzione espressiva verso la quale andare, e a determinare di conseguenza su cosa porre di più l’attenzione o meno.
Nessuna limitazione dunque all’impatto che potrà accadere di più o di meno a seconda delle situazioni”
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