Protagonista di “La giovinezza é sopravvalutata” é Paolo Hendel, che con la scrittura di Marco Vicari e la regia di Gioele Dix, riesce a dare vita ad una stand up comedy ricca di autoironia.
Confessioni reali raccontate filosoficamente e anche in maniera pratica, del quotidiano maschile. La visita necessaria dall’ urologo, gli imbarazzi che ciò ne comporta, la sfera sessuale che arriva quasi ad un bivio, visto che l’attuale società, ci porta a immaginare che la terza età non debba più farne parte.
Il comico si burla sulle paure vissute in gioventù che si rincontrano con quelle della vecchiaia , laddove é inevitabile parlare della dipartita.
La morte, parola tanto spaventosa ma l ‘unica ad avere la certezza di esistere.
Ecco che tutti, anziani e più giovani, riescono a rispecchiarsi in quegli errori di giovinezza e anche di equivoci della terza età, perché salvo “gli imprevisti” della vita, siamo tutti destinati a vivere la terza fase della nostra esistenza.
Gli aneddoti buffi e sinceri, narrano inoltre l ‘Italia di oggi, secondo paese al mondo dopo il Giappone, ad essere abitata da più persone anziane rispetto ai giovani.
Lo spettacolo crea risate collettive, il pubblico riesce a stabilire una correlazione con il cabarettista che cita alcune frasi di celebri e defunti colleghi, mettendo in luce uno dei benefici dell’essere anziani: avere il tempo per “perdere tempo”. L’assenza dell’affaticamento “a tutti i costi”, e la posizione che si conquista nel poter osservare ed indignarsi con stupore, “fino alla fine”, la tappa che ci accoglie tutti.
Restare curiosi e autoironici é il modo migliore per invecchiare in totale libertà .
In scena fino al 26 giugno al Teatro Franco Parenti di Milano, sempre accurato nelle brillanti opzioni teatrali
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Di Viviana Vitariello



