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mercoledì, Maggio 18, 2022

Polimorfa 2022: La Terra, le sue meraviglie e le sue malattie

Prosegue la seconda edizione di Polimorfa, la rassegna di arti performative che si svolge nel pluriuso di Alice Superiore (Val di Chy) fino al 3 giugno. Come la passata edizione, il festival è diretto ed organizzato dal collettivo Biloura in collaborazione con il comune di Val di Chy e la Fondazione Piemonte dal Vivo. Sei spettacoli distribuiti nei fine settimana della tarda primavera per una rassegna che ha nella multidisciplinarietà e nella partecipazione degli abitanti della Valchiusella i suoi punti di forza, come testimoniato dal successo della prima edizione.

La Terra, le sue meraviglie e le sue malattie sono il nucleo di Polimorfa 2022, che il 13 maggio alle ore 21 ospita la compagnia toscana La Ribalta Teatro, che presenta “Settimo Continente”, ironica riflessione sull’inquinamento ambientale di cui l’uomo è responsabile. Per i più piccoli, invece, domenica 15 maggio alle ore 16 il collettivo nomade Ortika è ospite con “Orsòla e il pesciolino d’oro”, un poetico racconto sull’accogliere “l’altro da sé” affidato al linguaggio immaginifico delle marionette.

“Settimo Continente” – di e con Alberto Ierardi, Giorgio Vierda e Luca Oldani

Light Design Alice Mollica

Costumi Chiara Fontanella

Vincitore del Bando Italia dei Visionari-Festival le Città Visibili, Rimini 2020

Vincitore di Earthink Festival, Torino 2018

Premiato a Giovani Realtà del Teatro-Udine 2018, Minimo Teatro Festival-Palermo 2019 e Inventaria Festival-Roma 2019

“L’oceano è grande perché non respinge nessun fiume” – detto cinese

Tutto quello che abbiamo dimenticato, che non abbiamo più amato, insomma che ci è servito e poi non più, ha sempre percorso i fiumi fin dall’antichità. Chissà se gli antichi cinesi nel pronunciare il loro detto avrebbero potuto immaginare che il grande oceano, la mitica culla che ha dato vita a tutto, e che si è sempre inghiottita tutto, avrebbe incominciato un giorno a sputare fuori, dopo averle masticate, le chincaglierie che tutti gli abitanti di tutto il mondo da sempre hanno dimenticato.

L’oceano ha il mal di pancia! Se ne è accorto da trent’anni Charles Moore, marinaio, esploratore, ambientalista, scrittore statunitense che, da Cristoforo Colombo dei giorni nostri denuncia, non con troppo successo, la scoperta, o meglio l’emersione, o più correttamente, “l’agglomerazione” coatta della più grande opera artificiale mai costruita, la più grande improvvisazione ingegneristica mai concepita dall’essere umano, e si sa, dalle improvvisazioni, nascono grandi cose. Al momento, è grande tre volte la Francia ed è chiaramente visibile dallo spazio (altro che grande muraglia). È il Pacific Trash Vortex, per alcuni la grande zuppa di plastica, per i più fantasiosi l’isola di plastica.
Tre antropologi clown, attraverso uno stile comico-surrealista, ci illustrano il tragicomico rapporto tra uomo e plastica. Tra goffi tentativi, belle speranze e improbabili soluzioni, si consuma la disperata impresa di compire “la grande magia”, quella di far scomparire tutta la plastica dal mondo.

“Orsòla e il pesciolino d’oro” – di Ortika

Ideazione, regia, costumi e marionette Alice Conti

Disegno sonoro Dylan Alexander Lorimer

Disegno luci Alice Colla

Foto di scena Erik Ragni

In scena Alice Conti

Coproduzione Teatro della Caduta (TO), Il Mutamento (TO)

Ora ritornatene al mare azzurro, per quanto è immenso libero và. Alexandr Pushkin

Una marionetta a taglia umana, una piccola marionetta, un pesce e un’attrice cantano una storia contemporanea di solidarietà e convivenza. Alla fine della favola “Il pesciolino d’oro” di Puskin, l’anziana moglie del pescatore, spinta da una febbre di accumulo illimitato di ricchezza, ha perso tutto. Ora Orsòla si prepara a pescare da sola, a sopravvivere a se stessa. Cattura il pesciolino d’oro a cui vuole fare la pelle, lo sventra e vi trova un fagotto avvolto in una coperta termica, una bimba dalla pelle scura. La rianima, la scaccia come un insetto, infine la guarda in viso e la culla. È la storia di una relazione – inaspettata e indesiderata – che le trasforma entrambe, un rapporto d’amore non convenzionale. Un contatto sconvolgente tra mondi lontanissimi, come possono essere esotiche e tuttavia familiari e intime le relazioni tra generazioni, come tra bisnonna e nipote. Come tra vecchi e nuovi cittadini, autoctoni e migranti, pescatori e pesciolini d’oro.

“Il pesciolino d’oro” è una favola che ci ricorda come la ricchezza non faccia la felicità e che per essere felici nella vita sia necessario saper scorgere la bellezza in ciò che ci circonda. Saper dare valore a quello che c’è, imparare a prendersene cura. Qui comincia la nostra azione.

“Il concetto di cura della Terra e della propria comunità è qualcosa che è nelle nostre corde da sempre – dice Silvia Ribero, fondatrice di Biloura – perché consideriamo le arti performative uno dei possibili nuclei di una comunità, un luogo per riflettere sul presente senza rinunciare allo stupore e alla bellezza del ricercare, insieme, altre possibilità”.

“Polimorfa è un piccolo porto franco, un’agorà artistica aperta al pubblico di ogni età e provenienza: per questo il prezzo del biglietto, come la passata stagione, rimane popolare e anche quest’anno abbiamo aperto le chiamate per volontari che vogliano dare una mano e per partecipanti al laboratorio teatrale gratuito che sfocerà in “Senderos de Fuga”” racconta Chiara Bosco di Biloura.

E’ ancora possibile coniugare offerta culturale di qualità e spessore, dialogo con le amministrazioni, e apertura internazionale? Polimorfa 2022 vuole essere tutto questo e ha scelto una chiocciola che si alza in volo legata ad un palloncino come suo simbolo. Non resta, quindi, che seguirla e innalzarsi con fantasia e leggerezza.

 

“La Fondazione Piemonte dal Vivo che, insieme alla compagnia Biloura collabora alla programmazione della rassegna Polimorfa, auspica che quest’ultima possa essere per tutti i cittadini un’occasione per la crescita culturale del territorio, grazie a una proposta multidisciplinare che spazia nei diversi generi della contemporaneità con incursioni di musica, danza, circo e teatro ragazzi, con una particolare attenzione rivolta ai temi ambientali e alla multiculturalità. Ci auguriamo che il cartellone in programma sappia entusiasmare il pubblico e che si continui a parlare di spettacolo dal vivo e di quanto bene possa portare a tutta la comunità che lo abita”, afferma Matteo Negrin direttore di Piemonte dal Vivo.

Homepage – Fondazione Piemonte dal Vivo

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