“Non è cambiato sostanzialmente nulla, di fatto per noi sotto il profilo normativo non è cambiato assolutamente nulla. Eppure noi in questo momento ci stiamo preoccupando che manchi quasi completamente l’operato dell’organismo di controllo a livello statale.
Siamo in un momento di vuoto per il passaggio all’Ansfisa (Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali) degli Ustif (Uffici speciali trasporti a impianti fissi) e questo ci preoccupa.
La scelta di sostituire un ufficio interno a Ministero con un’agenzia non è una cosa nata a dopo il 23 maggio, era già in corso, però sta di fatto che in questo passaggio si è creato un vuoto. Proprio una Regione come il Piemonte, che ha dimostrato di avere delle lacune importanti, è rimasta completamente scoperta.
Ma non si tratta solo di controllare che non rispettiamo le regole, non vengono autorizzati progetti nuovi, non vengono verificati i lavori straordinari che sono stati fatti, non vengono fatti i collaudi, è una situazione veramente imbarazzante.
C’è un nostro collega che a fine gennaio ha scritto di aver ultimato la revisione generale, questo collega dopo aver scritto quattro volte, ci siamo attivati anche noi come associazione, è rimasto chiuso a Pasqua, che per una realtà che vive solo d’estate come la sua e che ha già perso l’intero anno per il covid francamente perdere la Pasqua non è proprio il massimo.
Senza collaudo e senza nulla osta noi non apriamo”. Così ad un anno dalla strage del Mottarone, Valeria Ghezzi, presidente dell’Anef (Associazione Nazionale Esercenti Funiviari) a 24 Mattino su Radio 24.
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