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giovedì, Luglio 30, 2026

“Guerra o Pace” il nuovo saggio di Sebastiano Zanolli

Diversità e conflitto come punto di partenza per un destino comune nella vita e sul lavoro

Sebastiano Zanolli, nel suo nuovo saggio Guerra o pace (ROI Edizioni), offre riflessioni e strumenti utili e attuali per tornare a vedere sfumature che non cogliamo più, nella vita e nel lavoro, e per creare ambienti in cui esprimere idee diverse non sia una colpa o un pericolo, ma una ricchezza.

Perché litighiamo? Perché non litighiamo? E perché, quando succede, litighiamo male? La tendenza, oggi, nell’ambito professionale come nella sfera privata, è quella di creare fazioni identificandosi in relazione al proprio nemico.

Pensiamo ai social network e alla loro ormai consolidata potenza, legata alla possibilità di abbattere le distanze e alla condivisione di contenuti tutti diversi.

Quella stessa diversità dei contenuti, che potrebbe sembrare la soluzione ai conflitti interpersonali, spesso non fa altro che incrementare la polarizzazione delle opinioni, portandoci a una guerra di haters: «veniamo sì esposti a una visione diversa,» scrive Zanolli «ma questa spesso assume una forma estrema, che sembra pericolosa, nociva. Il risultato? Ci trinceriamo ancora di più in ciò che conosciamo.»

Finché la nostra visione del conflitto rimane negativa e dicotomica e finché associamo lo stesso conflitto sempre e solo a comportamenti spiacevoli, sarà sempre più difficile trovare dei punti di convergenza tra noi e gli altri.

Questo accade non solo nelle nostre vite, ma anche e soprattutto nel lavoro. Sono molte le cause che spingono verso il conflitto in azienda: resistenza al cambiamento, aspettative di lavoro poco chiare, comunicazione inadeguata, ambiente di lavoro tossico, differenze di personalità, tutte dinamiche da cui difficilmente una organizzazione riesce a rimanere immune.

Sempre più spesso questi problemi, nell’era dello smart working e del lavoro ibrido, tendono ad acuirsi: «chi lavora da remoto, specie se altri colleghi sono in ufficio» scrive Zanolli «perde buona parte della comunicazione, intesa anche come paraverbale.

Ciò porta quasi sempre a sentirsi messi da parte o poco considerati; è quanto emerge, per esempio, da un recente rapporto Achievers in cui circa il 23% dei dipendenti intervistati ha ritenuto che il proprio contributo non venisse riconosciuto in questo nuovo modo di lavorare a distanza e più della metà (51%) di coloro che attualmente lavorano da casa teme che il manager dubiti della sua produttività.»

Così si intacca uno degli elementi principali per un ambiente sicuro, in cui i conflitti possano emergere in maniera sana e costruttiva: la coesione del team.

In libreria dal 21 aprile 2022 – pag. 188 – Euro 22,00

www.roiedizioni.it

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Davide Falco

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