“Apprendiamo dalla stampa che il Comune di Milano ha intenzione di portare avanti un cosiddetto “progetto sperimentale” per registrare tramite sensori fissi l’inquinamento acustico generato dalla movida (in primis rumore antropico e musica), attività che danneggia in maniera irreparabile la salute e il riposo della popolazione residente. Le zone prescelte per il monitoraggio saranno decise dai tecnici di Palazzo Marino.
Ancora una volta si è deciso di bypassare l’apporto di quei comitati che attraverso atti formali – prima una diffida, infine una denuncia/querela – hanno lavorato per assicurare la tutela di diritti fondamentali negati ai cittadini milanesi. A pochi mesi dalle elezioni l’amministrazione si limita quindi a proporre “uno studio” che si concluderà in una maniera ovvia, confermando cioè i dati già in loro possesso tramite le rilevazioni ARPA. Se ci fosse l’intenzione di agire la posa dei sensori nelle zone della movida milanese potrebbe diventare esecutiva nel giro di poche settimane, trattandosi di una tecnologia validata già in uso, per esempio in Corso Garibaldi.
Oltre a proporre studi sulla movida sarebbe tempo che l’amministrazione proponesse soluzioni strutturali a uno scempio che colpisce ormai tutta Milano. Un fragoroso silenzio accompagna questa domanda da ben 5 anni”, spiegano dai comitati
ASSOCIAZIONE PROARCO SEMPIONE
COMITATO DEI NAVIGLI
COMITATOSANTAGOSTINO
COMITATO DI VIA MELZO E DI VIA LAMBRO (Quartiere P.ta Venezia)
COMITATO DEL LAZZARETTO (Quadrilatero del Lazzaretto – P.ta Venezia)
COMITATO PIAZZA ARCHINTO



