Iniziativa Alveare Rosa, Casa di Rosanna

Alveare Rosa
Alveare Rosa

“Codice rosso” Italia! Un allarme ma anche una legge, quella varata lo scorso luglio contro la violenza domestica e quella di genere. Accelerazione delle indagini e l’obbligo per i p.m. di ascoltare entro tre giorni le vittime denuncianti tra le novità introdotte. È questa la risposta al moltiplicarsi dei casi di femminicidio in tutta la nazione.

Solo a Napoli e provincia, per esempio – stando ai dati forniti dalle Procure di Napoli Nord, Nola e Torre Annunziata – negli ultimi sei mesi ci sono stati ben 132 arresti cautelari e 37 domiciliari, oltre a 58 divieti di avvicinamento alla parte offesa.

Numeri che la scorsa settimana hanno portato il capo della Polizia, Franco Gabrielli, ad affermare: «Non bisogna trattare i casi di violenza sulle donne come una mera burocrazia. Occorre un supplemento di attenzione, non bisogna deluderne l’aspettativa di tutela».

Come per le 33 donne del napoletano già costrette a cambiare residenza, a separarsi da amici, parenti, a volte anche dai figli per adeguarsi, poi, alla convivenza in una casa famiglia protetta. Ma ce ne sono tante, troppe, in tutta Italia: donne tre i 30 ed i 50 anni, di ogni ceto sociale e di cultura media, solitamente con due figli minori.

Anche per questo, per la paura di trovarsi sole e senza un lavoro, nell’80% dei casi le denunce faticano a pervenire. Così dal 2000 ad oggi circa duemila minori sono divenuti orfani di femminicidio; e, solo negli ultimi cinque anni, ben 865 donne sono state uccise dai propri mariti o fidanzati: 70 solo quest’anno.

«Scia di sangue e di scarpe rosse che – secondo il presidente dell’associazione “Il Gazebo Rosa” di Torre del Greco, Rosa Visciano – esigono idee e mezzi, e non simboli stereotipati di pura solidarietà».

Idee e mezzi che sta provando a mettere in campo l’associazione Casa di Rosanna, con il progetto “Alveare Rosa”: assistenza medica, psicologica, accesso al gratuito patrocinio, orientamento e formazione al lavoro e realizzazione di uno spazio neutro per i figli in età minore vittime morali del femminicidio.

Tutto, però, nel tentativo di costituirsi come luogo di transito verso l’autonomia della donna, che viene considerata soggetto agente, attrice principale del suo percorso di uscita dalla violenza con un’equipe strutturata con lei e non per lei. «La repressione e il carcere non bastano – afferma Antonio Piccolo, promotore dell’iniziativa e vice presidente di Casa di Rosanna – perché curare le ferite delle vittima di violenza significa trasformarle in feritoie di speranza».

«Infatti, per scardinare la violenza contro le donne bisogna educare alle relazioni umane – così Evelina Dipineto, psicologa e consulente della Procura napoletana – studiare in che modo il comportamento rifletta i valori morali ed il contesto culturale di cui facciamo parte ed indi intervenire. La scuola, mi sembra il luogo deputato a questo ruolo».

Perciò per Casa di Rosanna lunedì prossimo doppio appuntamento: alle 10,30 incontro con gli studenti del Liceo Orazio Flacco di Portici, dove per l’occasione saranno esposti anche alcuni lavori del Contest fotografico “Lotto per le donne”, a cura delle reporter Nunzia Esposito e Flavia Monti; e alle 16,30 – presso le Scuderie di Villa Favorita, in Ercolano (Corso Resina) – seminario dal tema “Le donne che avanzano e restano ferme”, con la relativa presentazione del progetto “Alveare Rosa.