Collio, terra di gusti, sapori e cultura

Collio, terra di vini in Friuli
Collio, terra di vini in Friuli


La  zona collinare del Collio, situata nel Friuli Venezia Giulia che ha come capoluogo Gorizia, è collocata tra le Alpi Giulie e il mare Adriatico ed è rinomata in tutto il mondo per la varietà dei vini bianchi grazie a un microclima unico per la ventilazione ed escursione termica. La posizione rimasta in Italia (la minore) al confine con la Slovenia dopo la guerra del 1915-1918  si dispone ad arco con i dossi erosi da profondi solchi che sono litii di piccoli abitati, resti di antichi castelli, frutteti, boschetti di querce e faggi e ottimi vigneti.

Sono quattro i vitigni autoctoni: Malvasia, di colore paglierino chiaro con riflessi verdi  e profumo che richiama la frutta esotica e il pepe bianco. Ribolla Gialla, il più antico vitigno autoctono che i documenti fanno risalire al 1300 e a ha colore paglierino vivace e profumo intenso e vivace. Friulano, chiamato Tocai Friulano ha un colore paglierino con caratteristici riflessi verdolino e un delicato aroma fresco vegetale e sentore di mandorla: in zona è usato anche come aperitivo. Picolit, vino nobile e rarissimo dal colore giallo paglierino con riflessi dorati e profumo che ricorda i fiori di campo e il  miele d’acacia. Inoltre accanto a queste colture sono  numerosi i vigneti internazionali e tra questi citiamo Chardonnay, Pinot Bianco, Muller Thurgan, Riesling, Sauvignon, Traminer Aromatico. Non mancano nel territorio i vini rossi come Collio Cabernet,  Franc, Sauvignon, Merlot.  

Circa duecento sono le cantine della zona  riunite nel Conorzio Collio che producono il “nettare di Bacco” e  la grande quantità di bottiglie vengono esportate in tutto il mondo:  tra queste citiamo quella di Livio Felluga a Cormòns e Franco Toros .

Per quanto riguarda i prodotti alimentari tipici locali segnaliamo i funghi, caffè, miele, olio, frutta, radicchio di Gorizia, gubana  (dolce), lavanda, pasta, verza Sant’Andrea, liquori, frutta e gli insaccati come i prosciutti, salsicce, salami, cotechini.

I piatti tipici goriziani sono il prosciutto cotto nel pane che spolverato di cren grattugiato può considerarsi da piatto unico per il mezzogiorno, la minestra di orzo e fagioli “uardi e fasui”,  gnocchi di patate imbottiti con prugne secche, risotto con verdure, gulash, maiale in umido, asparagi Sant’Andrea. Ovviamente ciascun  ristoratore  può destreggiarsi nell’elaborazione  di ciascuna ricetta in base anche ai gusti diversi e la disponibilità dei prodotti stagionali. Per conoscere i gusti del territorio a Gorizia si è tenuta in settembre la dodicesima edizione  enogastronomica “Gusti di frontiera” organizzata dalla locale Provincia.

Un soggiorno nel Collio non è solo soddisfare le esigenze della gola  ma è l’occasione di arricchire la propria cultura visitando a Gorizia la Piazza Vittoria dominata dal colle del Castello,  la piazza grande e la chiesa Barocca di S. Ignazio con la fontana di Nettuno e al centro la colonna dedicata al santo, il complesso del Borgo Castello, il Sacrario Militare di Oslavia, il Monte San Michele (m.276 km.16) caposaldo sud per la difesa della città durante la Grande Guerra, il Monte Calvario (m. 240 a circa 6 km) ampio panorama   e cippo ai caduti, Palazzo Torriani sorto tra il 1644 e 1705 di stile palladiano e oggi sede municipale che ospita Galleria Regionale d’Arte Contemporanea, il Museo provinciale della Grande Guerra in Borgo Castello 13 che presenta nelle varie sale ben ordinate armi, manichini in divisa, fotografie, attrezzi inerenti alle  distruzioni dei due eserciti contendenti nonché la ricostruzione di una prima linea del fronte contestato e il Castello Formentini in località  San Floriano di origine medievale.

Carlo Torriani