Edita Gruberova tre volte regina

Edita Gruberova

La grande belcantista affronta in una sola serata in concerto con l’Orchestra e il Coro del Teatro alla Scala

i cosiddetti “Finali Tudor” di Donizetti: Maria Stuarda, Anna Bolena e Roberto Devereux

Dirige Marco Armiliato

Giovedì 23 luglio Edita Gruberova torna al Piermarini con l’Orchestra e il Coro del Teatro alla Scala diretti da Marco Armiliato per una serata straordinaria dedicata ai tre finali delle opere dedicate da Gaetano Donizetti alle regine d’Inghilterra: Maria Stuarda, Anna Bolena e Roberto Devereux.

Con lei sul palcoscenico il basso Alessandro Spina e cinque solisti dell’Accademia di Perfezionamento per Cantanti Lirici del Teatro alla Scala: il soprano Chiara Isotton, i tenori Sehoon Moon e Azer Rza-Zade e il basso Petro Ostapenko.

Negli anni ’30 dell’Ottocento Donizetti ambienta alla Corte d’Inghilterra tre opere che aprono alla tradizione belcantistica nuove prospettive drammatiche. Il precedente era Elisabetta, regina d’Inghilterra, la prima opera napoletana di Rossini (1815), ma le regine donizettiane esplorano nuovi territori in campo vocale e teatrale: tre donne fiere, combattute fra dubbi, passioni e ragion di stato le cui parti culminano in tre finali incandescenti, cui corrispondono tre decapitazioni regali. Ruoli nati per esaltare il carisma di tre cantatrici leggendarie (Maria Malibran, Giuditta Pasta e Giuseppina Ronzi de’ Begnis) e restituiti alle scene e all’esaltazione dei melomani da alcune tra le più grandi cantanti del ‘900. La prima artista capace di riaccendere il vigore drammatico e il fasto vocale delle primedonne donizettiane è Maria Callas, che fa rivivere Anna Bolena; negli anni seguenti si impongono tra le altre Joan Sutherland, Beverly Sills, Leyla Gencer e Montserrat Caballé, fino a Edita Gruberova, che di questi personaggi è interprete di riferimento in teatro, in disco e in video.

La prima regina, la cattolica e chiacchierata Maria Stuarda, già moglie del re di Francia e regina di Scozia, verrà imprigionata per vent’anni e alla fine giustiziata dalla cugina Elisabetta I. Donizetti intitolò “Aria del supplizio” il nobile finale in cui perdona tutti. L’opera fu battezzata alla Scala il 30 dicembre 1835 con Maria Malibran come protagonista.

Il matrimonio di Anna Bolena con Enrico VIII, che per lei divorzia da Caterina d’Aragona, è all’origine della separazione della Chiesa d’Inghilterra da quella di Roma e dura appena tre anni. L’opera, su libretto di Felice Romani, fu composta da Donizetti per il Teatro Carcano di Milano, dove andò in scena il 26 dicembre 1830: Anna Bolena era Giuditta Pasta.

Infine Elisabetta I, figlia di Enrico e Anna Bolena, che in preda a opposti sentimenti deve consegnare l’amante Roberto Devereux al boia, con grazia concessa a sentenza eseguita. L’opera, su libretto di Salvatore Cammarano, andò in scena il 28 ottobre 1837 al Teatro di San Carlo di Napoli con Giuseppina Ronzi de’ Begnis nella parte di Elisabetta.

Il debutto di Edita Gruberova al Teatro alla Scala avviene in un allestimento leggendario: Die Entführung aus dem Serail di Mozart con la regia di Giorgio Strehler, nel 1978; nel 1984 è Zerbinetta, parte vertiginosa di cui è interprete ineguagliata, nell’Ariadne auf Naxos di Richard Strauss diretta da Sawallisch e Lucia di Lammermoor nell’opera di Donizetti diretta da Giuseppe Patané con la regia di Pier Luigi Pizzi. Torna come Donna Anna nel Don Giovanni diretto da Riccardo Muti con la regia di Giorgio Strehler per l’inaugurazione della stagione 1987/88. Resta come presenza concertistica costante con recital nel 1983, ‘85, ‘92, ’95, ’97; nel 1998 interpreta un altro ruolo donizettiano, Linda di Chamounix con la direzione di Adam Fisher e la regia di August Everding. Nuovi applauditissimi recital la riportano alla Scala nel 1999, 2008 e 2012.

Maria Stuarda è stata eseguita per l’ultima volta in forma scenica alla Scala nel 2008 in un allestimento di Pier Luigi Pizzi diretto da Antonino Fogliani: Elisabetta I d’Inghilterra era Anna Caterina Antonacci, Maria Stuarda Mariella Devia. Gli allestimenti precedenti comprendono l’edizione del 1971 firmata da Margherita Wallmann per la regia e da Carlo Felice Cillario per la direzione, con Shirley Verrett come Elisabetta e Montserrat Caballé come Maria.

Anna Bolena non va in scena alla Scala dal 1982, anno della ripresa dell’allestimento storico di Luchino Visconti con scene e costumi di Nicola Benois con la direzione di Giuseppe Patané: Giovanna Seymour era Elena Obraztsova, mentre nel ruolo del titolo cantò in una prima tempestosa Montserrat Caballé, cui nelle repliche succedette Cecilia Gasdia. L’allestimento di Visconti era stato battezzato nel 1957 (e ripresa l’anno seguente) con la direzione di Gianandrea Gavazzeni e Maria Callas nella parte di Anna e Giulietta Simionato nella parte di Seymour.

Assai più remota l’ultima volta in scena di Roberto Devereux: occorre infatti risalire al 1852, direttore il primo violino Eugenio Cavallini. La sola aria “Vivi ingrato” è stata eseguita in recital da Mariana Nicolesco nel 1993 e da Raina Kabaivanska nel 1997.

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Giovedì 23 luglio 2015 ~ ore 20

CORO E ORCHESTRA DEL TEATRO ALLA SCALA

Direttore MARCO ARMILIATO

Soprano EDITA GRUBEROVA

“LE TRE REGINE”

Gaetano Donizetti

 

Finali da

Maria Stuarda

Anna Bolena

Roberto Devereux

Solisti dell’Accademia di Perfezionamento per Cantanti Lirici del Teatro alla Scala

Maestro del Coro BRUNO CASONIPrezzi: da 121 a 9 euro

Infotel 02 72 00 37 44

www.teatroallascala.org