Quella bomba alla stazione di Bologna, 2 agosto 1980

di Stefany Sanzone – Si ricordano oggi 2 agosto le vittime della strage della stazione di Bologna avvenuta trentadue anni fa.

Alle ore 10,25 del 2 agosto 1980 una bomba esplose nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione di Bologna provocando 85 morti, più di 200 feriti, e il crollo delle strutture sovrastanti le sale d’aspetto di prima e seconda classe dove si trovavano uffici e locali pubblici.

«Quella bomba alla stazione di Bologna, come le altre di quegli anni, è stata un crimine contro l’umanità, per il disprezzo delle vite umane, per la cieca ferocia e per l’efferatezza». Così il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, ha ricordato questa mattina, intervenendo in Comune a Bologna, il trentaduesimo anniversario della strage. «Il 2 Agosto non deve più essere occasione di divisioni ideologiche, lo dobbiamo alle vittime ai familiari alle giovani generazioni e a noi stessi».

Il ministro affrontò la vicenda giudiziaria che condannò all’ergastolo nel 1995 come esecutori della strage i terroristi del Nar Francesca Mambro, Valerio Fioravanti e Luigi Ciavardini: «Il raggiungimento della verità giudiziaria non è stato né breve né indolore – ha detto la Cancellieri – C’è voluta tutta la forza dei familiari per arrivare a scoprire gli esecutori materiali. Molti interrogativi restano e non possiamo tenere chiusa nessuna porta per arrivare all’accertamento della verità […]. Io sono con voi pronta a percorrere tutte le strade che possono portarci alla verità. C’è una verità giudiziaria, ci sono molti passi da fare per raggiungere una verità storica senza alcun pregiudizio».

Questo il messaggio del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano inviato all’Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna: «Il tener vivo il ricordo delle vittime innocenti del terrorismo consente di trasmettere e condividere il senso della libertà e della democrazia, la volontà di contribuire alla tutela dei principi e dei diritti costituzionali. Il decorrere del tempo non lenisce il loro dolore e rinsalda in essi l’impegno nel perpetuare la memoria di uno dei più tragici fatti della storia del nostro Paese».