
Balletto in due atti basato sull’omonimo romanzo di Lev Tolstoj
Coreografia: Boris Eifman
Musica: Pëtr Il’ič Čajkovskij
Serenata per orchestra d’archi, Suite n.1, ballata sinfonica Il Voivoda, Scherzo op.42, Sinfonia n.6 “patetica”,
poema sinfonico Manfred, fantasia sinfonica Francesca da Rimini, Adagio Cantabile, Sinfonia n.2, Amleto ouverture fantasia, Suite n.3,
Souvenir d’un lieu cher, fantasia sinfonica La tempesta,
Romeo e Giulietta ouverture fantasia
Scene: Zinovij Margolin
Costumi: Vjačeslav Okunev
Luci: Gleb Fil’štinskij
Effetti speciali: Leonid Eremin
Teatro degli Arcimboldi di Milano
V.le dell’Innovazione 20 – Milano
Mercoledì 9 e giovedì 10 maggio 2012
ore 21:00
“La danza è un’arte che permette di realizzare i drammi psicologici. Offre la possibilità di sondare l’inconscio. Ogni nuovo spettacolo è una ricerca dell’ignoto. Il romanzo di Anna Karenina mi ha sempre affascinato. Quando si legge Tolstoj, si percepisce lo sguardo acuto che indaga il mondo psicologico dei suoi personaggi. In Anna Karenina troviamo non soltanto lo studio profondo del mondo psicologico della sua eroina, ma una vera rivelazione psico-erotica della sua personalità.
Tutto questo è diventato il senso delle mie riflessioni coreografiche. Il ritmo tranquillo della famiglia Karenin (funzionario di stato, rispetto rigoroso, convenzioni sociali) lascia trasparire un’illusione di armonia e di pace. La passione di Anna per Vronskij sconvolge la loro vita abituale. Anna è completamente invasa dalla sua nuova passione, trascura perfino i suoi doveri di madre.
Troppo per la società ipocrita e convenzionale che la circonda e che la condannata a una vita da esclusa. Anna dipende dal suo amante e questa dipendenza si trasforma in sofferenza, malattia. Per me Anna è un camaleonte, perché ha in sé due esseri. È emblema del desiderio inappagato di essere compresi, sia nella vita che nella morte”.
Boris Eifman



