“Ebrei a Shanghai. Storia dei rifugiati in fuga dal Terzo Reich”

Ebrei a Shanghai. Storia dei rifugiati in fuga dal Terzo Reich”
Copertina volume

La presenza dei rifugiati Ebrei a Shanghai a seguito dell’avvento del nazismo in Europa e delle leggi razziali è un episodio quasi sconosciuto in Italia. Elisa Giunipero, Direttrice dell’Istituto Confucio dell’Università Cattolica, ne approfondirà i vari aspetti nel corso nella presentazione presenterà suo nuovo libro “Ebrei a Shanghai.

Storia dei rifugiati in fuga dal Terzo Reich”, che si terrà mercoledì 14 marzo alle ore 18 presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, in Largo Gemelli 1. L’evento si inserisce nell’ambito delle celebrazioni della prima Giornata dei Giusti dell’Umanità, tenutasi il 6 marzo.

In occasione della presentazione del libro, sarà possibile ascoltare anche la testimonianza diretta di Sonja Mühlberger, figlia di ebrei tedeschi, nata a Shanghai nel 1939, e il racconto di Ho Manli, figlia del console cinese a Vienna Ho Feng Shan, uno dei primi diplomatici che si impegnò nel soccorso degli Ebrei, fornendo loro passaporti cinesi per fuggire dalle deportazioni

Il torto del soldato

Autore: Erri De Luca

Edizione: Feltrinelli

11 luglio 2012, di Elisa ZiniIl torto del soldato, il nuovo libro di Erri De Luca, è un tuffo nel cuore e nell’anima più profonda dello scrittore napoletano. Una storia emozionante, ruvida, in parte autobiografica e traboccante di poesia quella che ci regala Erri De Luca.

Con la semplicità e l’eleganza di sempre Erri racconta i sentimenti profondi di una figlia che poco più che ventenne scopre di avere un padre criminale di guerra. Un padre convinto che l’unico vero torto di un soldato sia la sconfitta. Incapace di spiegare la disfatta del Terzo Reich, nell’ultima parte della sua vita crede, in modo ossessivo, di poter trovare risposta nella Kabbalà ebraica, antica scienza che permette di prevedere il futuro attraverso profezie dedotte da numeri. L’infanzia di Erri De Luca, i sentimenti della sua maturità intellettuale e i pensieri della protagonista si rincorrono con forza spingendosi, abbracciandosi, tenendosi per mano. Un racconto commovente intriso di poesia da respirare e assaporare: una storia che lascia traccia sulle labbra come le gocce di acqua del mare.

Quel mare che è molto caro a Erri De Luca:”Per lui il vento era un sistema di comunicazione. Si bagnava il corpo per sentirlo meglio…si spruzzava il mare sulla pelle per raccogliere le notizie in corsa dentro l’aria”.

E’ disarmante Erri De Luca quando ricorda gli orrori della guerra: ”Gli insorti del ghetto di Varsavia spararono per un mese prima di essere vinti…Passai per via Krochmalna, dove abitavano i Singer, e per via Sliska, dove c’era l’orfanotrofio diretto da Janus Kortzhak, che s’incamminò con i suoi centonovantadue bambini allineati verso i vagoni aperti di Umschlagplatz. Se riferiti a persone, i numeri vanno scritti per me in lettere. Le cifre vanno bene per ogni contabilità, tranne che per le vite umane. Per loro ci vogliono le lettere: centonovantadue bambini”.

De Luca diventa così un personaggio, insieme al vecchio soldato nazista e alla figlia austriaca, capace di emozionare profondamente: “Feci una passeggiata per smaltire il desiderio sballato di un’ora di sazietà. I fogli con i caratteri ebraici, tenuti tra il gomito e le costole, facevano la giusta supplenza del braccio di una donna che non c’era. Andavo accompagnato da loro, mi davano il calore di un fianco”.

Un bellissimo racconto, da leggere in un fiato.