La Canzone Fattapposta

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I Duperdu, “storica” coppia di chansonnier milanesi, Marta M. Marangoni e Fabio Wolf, hanno pensato a un modo molto particolare, moderno e antico al contempo, per fare sentire il nostro affetto a chi in questo momento è lontano: la Canzone Fattapposta.

«Dacci un titolo, un tema, dei ricordi, un’idea, una foto, qualsiasi ispirazione possibile, e noi scriveremo una canzone per te», questo è lo slogan firmato Duperdu. Le occasioni per regalare una canzone non mancheranno: compleanni, anniversari, onomastici… ma anche, soprattutto in un periodo come questo, la semplice voglia di sentirsi vicini con un pensiero speciale.

Ordinare una Canzone Fattapposta è molto semplice, si può fare via mail: bisogna rispondere a un breve questionario che inquadra il destinatario, chi è, che lavoro fa, quali sono le sue caratteristiche, le cose che gli piacciono e quello che proprio non vuole sentire.

I Duperdu, coppia sulla scena e nella vita, comporranno ad hoc una canzone e poi chiameranno al telefono, direttamente dal salotto di casa, la persona a cui è destinato l’omaggio. Il piccolo concerto sarà eseguito dal vivo ma poi la canzone, registrata in mp3, verrà inviata per mail o whatsapp.

Tutto il ricavato andrà a sostegno delle attività di Teatro Sociale e di Comunità organizzate dall’APS Minima Theatralia. www.minimatheatralia.it

La stessa associazione, a sua volta, devolverà direttamente il 10% del totale alla Cooperativa Diapason, partner del progetto di teatro e periferia, che in questo difficile momento offre con grande sacrificio servizi di prossimità per le famiglie bisognose nel quartiere Niguarda. www.coopdiapason.it

INFORMAZIONI
Per prenotare mandare una mail a info@duperdu.org, vi sarà mandato il questionario da compilare e potrete fissare un appuntamento telefonico
per informazioni 347 890803
costo 50 €
donazione del 10% del ricavato alla Cooperativa Diapason www.coopdiapason.it
www.duperdu.it
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Al Teatro Sociale di Como, i Sulutumana

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Il prossimo 27 Ottobre, al Teatro Sociale i SULUTUMANA celebreranno l’imminente riversamento del loro ultimo lavoro discografico, “VADAVIALCÙ” in un vinile di pregio con un concerto speciale, per contenuti e contesto.

Il fatto sarà l’occasione per un affettuoso ricordo di UGO TOGNAZZI, con cui il gruppo ha condiviso il brano che dà il titolo all’intero CD, tanto da registrare il nome di Ugo, con l’accordo della famiglia, presso la SIAE in quanto co-autore della parte letteraria, cioè il testo e, per la band, di fare il punto della loro rinomata carriera artistica, rimasta sempre all’apice della migliore espressione della canzone di qualità.

Nella serata di domenica, quindi, avranno modo di ribadire la loro visione, contenuta nel loro sesto CD, “VADAVIALCÙ”. Un motto che, in un’epoca dominata dal turpiloquio quotidiano, anche ad alto livello istituzionale, appare poeticamente efficace, come un rimedio omeopatico con un retrogusto addirittura filosofico; un intercalare che non sempre e non per forza, rappresenta un’offesa ma, anzi, nel suo tradizionale uso, può indicare liberazione e riscatto.

Della fenomenologia del termine essi dicono: «Un VADAVIALCÙ nasce spontaneo, un pò come lo starnuto. Quando sta per esplodere non puoi (e non devi) trattenerlo. E così abbiamo sentito il dovere di farci portavoce di questo “caloroso invito”, rivolto prima di tutto a noi stessi»

Il CD è un sorprendente viaggio musicale, suonato e cantato, tra scommesse giocate, vinte e perdute, piccole fortune conquistate, nuove consapevolezze acquisite, preziose esperienze maturate. Alla ricerca di un’estetica musicale che fissasse il nocciolo del loro stile, stando ben attenti a non tradire l’emozione del lampo creativo iniziale.

Il risultato è quello di un “fermo-immagine” che rappresenta questo nuovo incrocio, tra punto di arrivo e di partenza.

Un materiale che porta al suo interno importanti e originali considerazioni attraverso uno scritto, a corredo del disco, sul “non mestiere” del fare canzoni («Forse hanno ragione quelli che dicono che questo non è un mestiere. Certo, col tempo puoi metterci qualche trucco del mestiere, puoi cavartela con un po’ di mestiere quando ci vuole, abbiamo anche noi i ferri del mestiere. Ma non è un vero e proprio mestiere.».

Domenica 27 Ottobre, ore 20.30 TEATRO SOCIALE DI COMO, Via Vincenzo Bellini, 3, 22100 Como (CO) – BIGLIETTO D’INGRESSO A PARTIRE DA 20 €.

Premio Arlecchino d’oro a Natalino Balasso

Balasso_ARLECCHINO_ph Bepi Caroli_
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La sera del 19 novembre alle ore 21 il Teatro Sociale ospiterà il secondo appuntamento della stagione di Prosa al teatro Sociale. Natalino Balasso sarà in scena con Arlecchino servitore di due padroni, capolavoro di Carlo Goldoni, e trasporterà lo spettatore in una dimensione giocosa e leggera, a tratti malinconica e ricca di suspense invitandolo e ad una festa che celebra la potenza stessa del teatro e il talento di chi ogni sera calca le tavole del palcoscenico.

La regia di Valerio Binasco crea un perfetto meccanismo comico, una girandola di maschere e personaggi della Commedia dell’Arte, specchio di una borghesia dinamica e virtuosa, celebrazione dell’intraprendenza femminile e dell’amore romantico, ma soprattutto commedia che dal 1745 non smette di affascinare il pubblico.

L’attore veneto sarà doppiamente Arlecchino perché al termine della serata riceverà il premio Arlecchino d’oro, un riconoscimento alla carriera che, a partire dal 1999, viene attribuito una volta l’anno, a Mantova, ad un artista di rilievo internazionale nel cui percorso abbia saputo valorizzare la mescolanza tra le varie arti.

Sono stati insigniti del premio:
1999 Dario Fo – 2000 Marcel Marceau – 2001 Ferruccio Soleri – 2003 Paolo Poli – 2004 Giorgio Albertazzi e Patrice Chéreau – 2005 Umberto Artioli– 2006 La Fura dels Baus – 2007 Enrico Bonavera – 2008 Meredith Monk– 2009Carolyn Carlson – 2010 Sandro Lombardi – 2011 Leo Gullotta – 2012 Donato Sartori – 2013 Umberto Orsini – 2014 Gabriele Lavia – 2015 Luca Barbareschi – 2016 Brian Eno – 2017 – Massimo Ranieri.

Per Mantova è un grande onore premiare un artista come Natalino Balasso che, con ingegno multiforme e grazie alle tecniche creative tipiche della Commedia dell’Arte, ha saputo elaborare personaggi innovativi e di assoluto rilievo.

Attore, comico e autore di teatro, cinema, libri e televisione, Balasso ha debuttato nel 1990 in teatro, nel 1998 in televisione, nel 2007 al cinema e negli ultimi anni è approdato anche su youtube con il canale di satira Telebalasso, show monologante ruvido e terrigno, stonato e fuori tempo, ridicolo e straziante.

Proprio nel 2018 ha ricevuto il 53° premio basilica palladiana e ha recitato per Alice Rohrwacher in Lazzaro Felice, premiato per la miglior sceneggiatura a Cannes.

Mantova lo aveva già ospitato come autore in occasione del Festivaletteratura e lo accoglie nuovamente con un premio che cade a pennello, considerata la sua interpretazione di un Arlecchino originale e fuori dagli schemi, che ha saputo infondere nuova vita alla maschera che tutti conosciamo.

Epopea dell’irrealtà di Niguarda

Epopea dell’irrealtà di Niguarda
Epopea dell’irrealtà di Niguarda

Ispirati dal genio multiforme del grande autore di teatro e cinema Alejandro Jodorowsky, un gruppo di cittadini-attori, guidato da Marta Maria Marangoni, mette in scena una irreale ma personalissima storia del quartiere Niguarda e dei suoi abitanti dal IV secolo ad oggi.

Il racconto è accompagnato dalle musiche del maestro Wolf, costruite dagli spunti di vita e di periferia dei cittadini-attori. Libertà e gioia sono la chiave di questo lavoro, basato sul gioco che si riesce a fare di sé, dei propri limiti e delle proprie peculiarità.

Attraverso una riscrittura collettiva, adattata alla scena dalla penna di Francesca Sangalli, è nato un testo originale frutto di improvvisazioni caleidoscopiche e pindariche capriole in cui mettere alla prova le proprie storie personali.

Un’epopea work in progress giunta, dopo due anni di ricerca, alla sua versione definitiva: la Grande Festa di Quartiere, coordinata da Minima Theatralia, con la partecipazione di gruppi e associazioni del territorio che propongono attività, intrattenimenti, installazioni, banchetti, buffet, nella splendida cornice delle corti ottocentesche niguardesi, come evento speciale nella stagione 2017/2018 del Teatro della Cooperativa.

Lo spettacolo è prima di tutto un esperimento di Teatro Sociale e un impegno per il territorio, che troverà sul palco del Teatro della Cooperativa la sua piena realizzazione per diventare un omaggio a Niguarda e ai suoi abitanti, passati e presenti, la celebrazione di una vera e propria epopea di comunità, a cui darsi tutti appuntamento.

Infatti, ogni anno per coinvolgere gli abitanti viene scelto come simbolo dello spettacolo un oggetto quotidiano che si raccoglie door to door nel quartiere e costituisce l’elemento principale di installazioni, scenografie e costumi: per rappresentare Jodorowsky abbiamo scelto il bottone.

Solo grazie a tale azione capillare la Festa diventa espressione di un impegno di tutta la comunità: si crea qualcosa di più grande della somma dei singoli contributi.
DATE E ORARI DELLO SPETTACOLO
sabato 9 giugno > 20.30
domenica 10 giugno > 17