Mit Jazz Festival: “Tentets”

Enrico intra
Enrico intra

Piccolo Teatro Strehler
Lunedì 19 e 26 ottobre, 2 novembre 2020

MIT JAZZ FESTIVAL
QUINTA EDIZIONE

Organizzato da Musica Oggi e gemellato con JAZZMI, il MITJAZZ FESTIVAL si conferma un appuntamento importante dell’autunno milanese. Come sempre strutturato in tre appuntamenti basati su progetti originali, la rassegna presenta come di consueto sia la Civica Jazz Band, diretta da Enrico Intra ed emanazione dell’eccellenza didattica dei Civici Corsi di Jazz, sia altre produzioni.

Due dei tre concerti in cartellone erano parte del programma di Orchestra Senza Confini, sospeso dopo il primo appuntamento a causa dell’emergenza Covid e che oggi vengono riprogrammati nella loro interezza: si tratta di Jazz è Donna, spaccato della scena jazzistica italiana al femminile, e dell’omaggio a George Gruntz e Franco Ambrosetti con la ripresa di una loro importante produzione discografica degli anni ‘80, Tentets.

A questi appuntamenti si aggiunge il collaudato e singolare Piani Diversi, una singolare e commentata conversazione tra pagine classiche e improvvisazione che coinvolge il maestro del piano classico Carlo Balzaretti, un grande del jazz come Enrico Intra e il musicologo Maurizio Franco.
Nonostante le difficoltà del momento, MITJAZZ ha voluto esserci dando un segnale della volontà dei jazz milanese di riprendere pienamente e in modo creativo la propria attività.

“The Repetition, Histoire(s) du théâtre

the repetition, histoire..
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Un’inchiesta in forma di spettacolo sul passato, presente e futuro della più antica forma d’arte dell’umanità, il teatro: con The Repetition, Histoire(s) du théâtre (I),al Piccolo Teatro Strehler dall’8 al 10 maggio, il drammaturgo e regista Milo Rau prosegue nel lavoro di ricerca su uno dei temi fondamentali del suo percorso artistico: la questione della rappresentatività in scena della violenza.

In una notte di aprile del 2012, un uomo di nome IhsaneJarfi parla per qualche tempo con un gruppo di ragazzi in una Polo grigia, all’angolo di una via di Liegi, davanti a un bar gay. Due settimane più tardi, il suo cadavere è rinvenuto al limitare di un bosco. È stato torturato per ore e assassinato con inaudita violenza.

Milo Rau ha tratto spunto da quella vicenda per ricostruirla in teatro con attori professionisti e non.«Punto di partenza del mio lavoro è come la realtà può essere influenzata dal teatro e, al contrario, come possa essere rappresentata sulla scena» dichiara il regista e drammaturgo.

“Sogno di una notte di mezza estate”

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Da martedì 12 a giovedì 21 giugno 2018
Piccolo Teatro Grassi,
Compagnia Marionettistica Carlo Colla & Figli:
“Sogno di una notte di mezza estate”

La messa in scena di Sogno di una notte di mezza estate, terzo spettacolo shakespeariano dei Colla dopo La tempesta (1985) tradotta in napoletano da Eduardo De Filippo e dopo Macbeth (2007) che aveva debuttato a Chicago in collaborazione con lo Shakespeare Theater della città americana, è stata “costruita” partendo dagli appunti lasciati da Eugenio Monti Colla prima della sua scomparsa nel novembre scorso.

Sulla scena sono presenti circa sessanta marionette fra figure regali, guerrieri, amazzoni, servitori, fate ed esseri o esserini fantastici, come sempre sontuosamente vestiti, mentre è più complesso contare i cambi di scena che, alternando una decina di fondali differenti e una più numerosa quantità di elementi, propone una grande varietà di ambienti e situazioni in una sorta di caleidoscopio visivo.

Lo spettacolo si basa quindi sulla metamorfosi continua e fluente di un ambiente che si trasforma in continuazione passando da situazioni realistiche e stilisticamente definite ad ambienti più leggiadri e impalpabili che ci trasportano nel mondo onirico denso di brezze, colori e luci notturne che caratterizza questo testo.

I personaggi sono ben identificati dai costumi, come sempre ricchissimi, e dalle sculture dei volti che sottolineano e delineano le sfere di appartenenza: vengono così definiti il mondo della corte ateniese, il mondo fiabesco con stretti riferimenti all’epoca del Bardo e della Regina Elisabetta, ma rivisitati per le scelte cromatiche e per i materiali utilizzati e, infine, il mondo degli artigiani, che provano la loro recita “sgangheratamente ma con coraggio”, con una serie di personaggi che suggeriscono la caricatura dell’essere umano.

La regia è stata sviluppata, seguendo le linee guida indicate da Eugenio Monti Colla, da Franco Citterio (nuovo Direttore artistico della Compagnia) e Giovanni Schiavolin, storici collaboratori dell’ultimo marionettista della famiglia Colla, che fanno parte della Compagnia da circa quarant’anni e che con lui hanno lavorato alla messa in scena di quarantasei nuove produzioni.

Le storiche voci degli allestimenti degli ultimi decenni, con qualche nuovo inserimento, sono state coordinate in fase di registrazione da Lisa Mazzotti.
Le musiche di Danilo Lorenzini, appositamente composte per lo spettacolo e registrate da un ensemble musicale di giovani strumentisti formatosi nel Conservatorio di Como, diretto da Carlo Balzaretti, sono nate da una stretta e continua collaborazione e vogliono suggerire allo spettatore sensazioni e sfumature emozionali che lo accompagnino lungo tutto lo spettacolo.

A Piccolo Teatro il Mitjazz Festival

EnricoIntra1_fotoAttilioMarasco
EnricoIntra1_fotoAttilioMarasco

Seconda edizione per MITJAZZ Festival, questa volta focalizzato su tre produzioni di ampio respiro, in prima esecuzione assoluta o milanese, che toccano gli Stati Uniti, l’Europa e l’Italia e propongono, in linea con la logica progettuale della rassegna, concerti commissionati per l’occasione, che arricchiscono in maniera originale l’offerta musicale di Milano.

Teatro Studio Melato – Martedì 5 dicembre, ore 21
NOR SEA, NOR LAND, NOR SALTY WAVES
Con Civica Jazz Band
Ospiti: Signe Irene Stangborli (voce)
Renata Vinci clarinetto (basso)
Eloisa Manera e Caterina Caramella (violini)
e la partecipazione di Enrico Intra
Direttore Roberto Bonati
Introduzione al concerto a cura di Maurizio Franco
Prima esecuzione a Milano-in collaborazione con Parmafrontiere

Importante produzione del contrabbassista e compositore Roberto Bonati, esponente di spicco di un jazz che utilizza materiali provenienti dalla cultura europea e dal jazz scandinavo, scritta dall’autore per il Bjersted Jazz Ensemble, con un linguaggio denso che spesso riprende fraseologie tipiche dell’improvvisazione.

Teatro Studio Melato – mercoledì 6 dicembre, ore 21
ITALIAN WAY
Con Lydian Sound Orchestra
con Gianluca Carollo (tromba, flicorno), Roberto Rossi (trombone),
Robert Bonisolo (sax soprano e tenore), Mauro Negri (sax alto e clarinetto),
Rossano Emili (sax baritono, clarinetti), Giovanni Hoffer (corno), Glauco Benedetti (tuba),
Paolo Birro (pianoforte), Marc Abrams (contrabbasso), Mauro Beggio (batteria),
Vivian Grillo (Voce)
Direttore Riccardo Brazzale
Introduzione al concerto a cura di Maurizio Franco
Prima esecuzione assoluta

Più volte vincitrice del referendum della critica italiana quale miglior gruppo nazionale, la Lydian Sound Orchestra è una small band diretta dal compositore e arrangiatore Riccardo Brazzale, che da quasi trent’anni realizza progetti originali con questa orchestra di solisti nella quale suonano figure rilevanti della scena italiana e a cui, per questo speciale concerto, si unisce come solista ospite il clarinettista e sassofonista Mauro Negri. Per MITJAZZ, sul palco del Piccolo la Lydian presenta un progetto speciale, commissionato per l’occasione, dedicato alla musica dei jazzisti italiani in cui il repertorio si compone di arrangiamenti originali di grandi personalità artistiche quali Enrico Intra, Enrico Rava, Claudio Fasoli, Roberto Rossi, Paolo Fresu, Antonello Salis, Franco D’Andrea, Mauro Beggio, Gianmaria Testa sino allo stesso Brazzale.

Teatro Strehler – giovedì 7 dicembre, ore 11
UNA BAND PER IL MODERN JAZZ QUARTET
Ospite Luca Gusella vibrafono
Elaborazioni e arrangiamenti di Enrico Intra, Marco Visconti Prasca, Luca Missiti
Direttore Enrico Intra
Introduzione al concerto a cura di Maurizio Franco
Prima esecuzione assoluta

La Civica Jazz Band si propone con un organico ridotto, di dodici musicisti, per realizzare un programma unico, che per la prima volta in assoluto presenta la musica del celeberrimo Modern Jazz Quartet arrangiata per un contesto orchestrale grazie a un pool di penne molto diverse tra loro: Enrico Intra, Luca Missiti e Marco Visconti Prasca, che esploreranno le pagine del MJQ mantenendo la chiarezza e il fascino delle composizioni originali di John Lewis (Milano, Afternoon in Paris, Blues in Minor, Django, Véndome) e Milt Jackson (Bag’s Groove).

Teatro Studio Melato – martedì 5 e mercoledì 6 dicembre, ore 20.30
Musica Oggi presenta Altre biografie opera audiovisiva
disegnatore e artista Andrea Strizzi

Prima dei due concerti del Teatro Studio, il giovane disegnatore e artista Andrea Strizzi, diplomato all’Accademia di Brera e specializzato in ritratti umoristici di musicisti già ospitati con successo a Jazz al Piccolo presenterà per MITJAZZ, un’opera audiovisiva legata ai membri della Civica Jazz Band. Si tratta cioè di un montaggio astratto dei suoi disegni, ingranditi sino ad assumere una configurazione assolutamente nuova, singolare e integrati dalla registrazione delle improvvisazioni realizzate dagli artisti ritratti lasciandosi ispirare dalle immagini.

Prezzi: posto unico 20 euro

Le avventure di Numero Primo al Teatro Strehler

Numero Primo©MarcoCaselliNirmal
Numero Primo©MarcoCaselliNirmal

Raccontare storie ambientate nel futuro prossimo è un esercizio confinato in un genere: la fantascienza.
Esiste una tradizione di fantascienza in letteratura e nel cinema ma a teatro non è molto diffusa.
Numero Primo è un esperimento di fantascienza narrata a teatro.

Le avventure di Numero Primo è un racconto di formazione, che però non riguarda la generazione dell’autore dell’Album, questa volta nelle vesti di padre e narratore.
Ettore è il protagonista della narrazione, fotografo di guerra freelance; Nicola (come il protagonista degli Album) è suo figlio, di madre incerta, arrivato via internet, che però preferisce farsi chiamare Numero Primo. Ettore scopre un po’ alla volta, assieme allo spettatore, le singolarità del figlio, il suo approccio al mondo e i suoi “poteri nascosti”.

Ma scoprirà anche le minacce che si addensano sulla loro testa e la sua vita ne verrà travolta, costringendolo a viaggiare per proteggere quel figlio che gli somiglia poco ma che diventa presto la sua ragione di vita.

“Le avventure di Numero Primo” è una storia classica con molte prove da superare per i protagonisti, ed è una storia fantastica che nasce dall’immaginazione ma si fonda sul confronto con le conoscenze della fisica, della biologia, delle neuroscienze e della robotica.

Si può definire anche come un racconto di fantascienza, ma la dimensione del teatro impone un punto di vista e un taglio narrativo completamente diverso da quello del cinema e dei romanzi di quel genere.
Gli ambienti e i paesaggi attraversati nel racconto sono ancora quelli cari a Paolini: Venezia e la sua terraferma dal Garda a Trieste, dalla Laguna alle Alpi. Sono gli stessi eppure sono diversi perché si immagina come potrebbero diventare in un futuro prossimo.

Paolini e il coautore, Gianfranco Bettin, sono partiti da alcune domande: qual è il rapporto di ciascuno di noi con l’evoluzione delle tecnologie? Quanto tempo della nostra vita esse occupano? Quanto ci interessa sapere di loro? Quali domande ci poniamo, e quali invece no, a proposito del ritmo di adeguamento che ci impongono per stare al loro passo? Quanto sottile è il confine tra intelligenza biologica e intelligenza artificiale? Se c’è una direzione c’è anche una destinazione di tutto questo movimento?