Elena Santarelli protagonista della copertina di F n. 42

f n 42
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Elena Santarelli è la protagonista della copertina di F – il settimanale femminile di Cairo Editore diretto da Marisa Deimichei – in edicola domani.

La showgirl torna a parlare della malattia che circa due anni fa ha colpito il suo primogenito Giacomo, 10 anni, avuto dall’ex calciatore Bernardo Corradi. E lo fa con una buona notizia: il bambino dallo scorso maggio sta bene. Invece di lasciarsi tutto alle spalle, Elena, che è mamma anche di Greta, 3, ha scritto un libro, Una mamma lo sa (Mondadori, Piemme, in uscita il 22 ottobre) raccontando il dramma vissuto nell’ultimo anno e mezzo. Lo fa senza censure, chiamando le cose con il proprio nome («tumore») e rivelando quanto ha sofferto anche quando sembrava affrontare tutto con il sorriso.

A maggio scorso le hanno detto che suo figlio era di nuovo sano. Come avete passato questa prima estate liberi dalla terapia?
«Giacomo ha chiesto di fare un viaggio a New York, siamo andati solo io, lui e il papà. Quando eravamo lì mi ha detto: “Sto bene perché nessuno mi riconosce”. A giugno, durante un pranzo al mare, è entrato in acqua e ha cominciato a nuotare vestito. “Mamma quanto è bello fare il bagno!”, mi ha detto con gli occhi così brillanti che mi ha fatto commuovere».

Perché attirare di nuovo l’attenzione mediatica decidendo di scrivere questo libro? Sui social ha ricevuto molte critiche.
«Non avrei mai accettato di farlo se non avessi potuto devolvere l’intero ricavato del libro all’associazione Heal, che sostiene la ricerca nell’ambito della neuro-oncologia pediatrica. Sarebbe stato più facile sparire, ma il presidente mi ha detto: “Ti prego, Elena, hai portato tanto alla nostra causa”. Allora non mi sono tirata indietro. Anche se quelle critiche, i dubbi sulla mia buona fede, mi hanno profondamente ferita».

Quanto le è costato scriverlo?
«Tanto, anche se in parte è stato terapeutico. Chi ti dice di lasciarsi tutto alle spalle non sa di che cosa sta parlando, non ha vissuto la malattia. Ripercorrere alcune vicende mi ha fatto male, per questo, e non mi vergogno a dirlo, sto seguendo una terapia psicologica. Si chiama “Emdr” e si basa sul movimento degli occhi tra la psicoterapeuta e il paziente per elaborare il dolore. Questa tecnica ha aiutato anche Giacomo».
In effetti sembrava affrontare tutto con il sorriso. «E l’ho pagato caro (…) Ovunque andassi tutti mi facevano domande senza rendersi conto che Giacomo non aveva una banale influenza ma un tumore».

L’aiuto in questi casi è necessario?
«Quando Giacomo era sotto terapia, volevo fare tutto da sola, mi sentivo Wonder Woman. Il mio unico pensiero era andare avanti, sembravo dopata. Poi c’è stato il crollo e ho capito di aver bisogno di aiuto».

Nel libro racconta che nove giorni prima della diagnosi di suo figlio anche lei si è sottoposta a una biopsia.
«Ero stata operata per una coxartrosi. L’operazione era andata bene, ma il dottore mi disse che aveva trovato un tessuto che lo preoccupava, e quindi mi fecero una biopsia per capire se si trattava di una massa benigna o maligna (…) Se avessi dovuto fare il percorso di Giacomo non avrei avuto la sua forza e il suo coraggio».

Come sta oggi Giacomo?
«Sereno, felice, anche se è cresciuto parecchio, sia in altezza che in maturità. Siamo nella fase “Follow up”, quindi per i prossimi cinque anni dobbiamo comunque fare controlli, ma l’ottimismo non ci mancherà mai».

Pensate ad allargare la famiglia?
«Adesso proprio no, perché quando metti al mondo un figlio non ti rendi conto di tante cose, non pensi certo a quelle brutte. In questo caso sarebbe veramente rischioso per me, devo prima riprendermi, recuperare me stessa».

“F” nuovo numero in Edicola

COPERTINA F n 39
COPERTINA F n 39

Elena Santarello a quasi un anno dalla scoperta del tumore del suo primogenito, è tornata a lavorare in tv ed è un’altra donna.
Mai un momento di rabbia? «Non sono arrabbiata, anzi sono contenta di aver vissuto questo passaggio. Molti hanno conosciuto un lato di me che non era visibile con i miei lavori precedenti, mi hanno visto più umana. Non ho mai dato la colpa a nessuno di quello che è successo, anche perché i bambini più reattivi alle cure sono quelli con i genitori che non accusano nessuno […]» e prosegue «[…] Sono una donna fortunata, lo scriva. Da certe esperienze si esce trasformati: so che non sarò più quella di prima, ma so anche che sono diventata una persona migliore».

Dice di essere fortunata, eppure molte al suo posto si sarebbero chieste: perché proprio a me? «Io invece guardo le altre madri in ospedale con me. Non solo quelle che hanno figli più gravi del mio, ma anche quelle che non abitavano a Roma e per trasferirsi vicino all’ospedale dove fanno le terapie hanno lasciato tutto: famiglie, altri figli neonati, lavoro, casa, affetti […]».

Suo figlio sta meglio? «La nostra battaglia non è ancora finita ma noi siamo molto fortunati: ci siamo accorti che Giacomo non stava bene prima che succedesse il patatrac. E poi lui è un bambino forte, fa una vita normale, corre, gioca. La parola tumore fa paura ma in questi mesi ho scoperto che esistono malattie peggiori, anche per i bambini. […]».
Sono diverse le reazioni di madri e padri di fronte alla malattia di un figlio? «I padri reagiscono più lentamente, ingranano piano piano, le mamme sono più corazzate. […] Con le dovute eccezioni, la verità è che le donne per la loro straordinaria forza si sobbarcano sulle spalle il peso maggiore».

Nella sua coppia invece come è andata? «Andavamo già bene e la nostra complicità è continuata. Lui mi fa tantissimi complimenti, mi dice sempre ‘se non ci fossi tu’ […]».

Ha annunciato che non posterà più foto dei suoi figli «Una riflessione che non avrei mai fatto senza la malattia di Giacomo. Ho sempre postato le foto dei miei bambini, mi faceva piacere. Oggi ho deciso che non lo farò più perché desidero che mio figlio, anche quando sarà guarito, sia libero di uscire senza essere indicato come il figlio della Santarelli. Tra un anno sarà diverso e nessuno lo riconoscerà più».

Il settimanale F è disponibile anche in versione iPad e iPhone, nell’edicola di iTunes Store.

Ilary Blasi, sul nuovo numero di “F”

F n 27 - COPERTINA
F n 27 – COPERTINA

Popolarità e successo come non mai per Ilary Blasi che si racconta a F – il settimanale di Cairo Editore diretto da Marisa Deimichei – in edicola domani.

Tra programmi di calcio e musica è la nuova regina della tv e non ha intenzione di fermarsi, né di fare il quarto figlio: “È il mio momento, adesso tocca a me. Mi diverto io. Mentre lavoro in tv Francesco pensa ai bambini”.

Si fa consigliare da suo marito su come condurre un programma che parla di calcio?

“Francamente non ce n’è bisogno. Il nostro è un programma che io definisco bipolare, nel senso che nella prima mezz’ora si parla della partita, ma dopo si passa all’intrattenimento”.

Com’è Totti pensionato, l’ottavo re di Roma senza più corona?

“A parte il fatto che non si mette gli scarpini e non va in campo, nulla è cambiato. Lui segue la squadra e ha responsabilità più impegnative”.

Se gli proponessero un contratto super miliardario ma in capo al mondo lo seguirebbe?

“Ho sempre detto che qualsiasi scelta l’avremmo condivisa. Quando sposi un calciatore lo sai: quella è la vita che ti aspetta. Anzi a me è andata anche di lusso: non ci siamo mai spostati da Roma”.

Suo marito è geloso?

“Là dove c’è sentimento, c’è sempre un po’ di gelosia. […] Comunque, quelle rare volte che usciamo insieme gli uomini guardano lui, mica me”.
Chi è la sua conduttrice preferita? “

Da bambina avrei risposto Raffaella Carrà, oggi dico Simona Ventura”.

In che rapporti è con Belén? Siete amiche?

“Prima di Balalaika ci siamo incontrate un’unica volta sul palcoscenico del Grande Fratello Vip, ma non ci siamo scambiate neanche una parola. Ci stiamo conoscendo adesso grazie a questo programma”.

Due primedonne della tv che fino ad oggi non si erano quasi neppure sfiorate…

“Questa storia della rivalità e dell’antagonismo fra primedonne non mi interessa. Io non mi metto mai in competizione con nessuna donna: al contrario, io sono amica delle donne, vengo da una famiglia tutta al femminile, siamo tre sorelle più mia madre. Papà era davvero in minoranza”.

Da amica delle donne che impressione si è fatta sul movimento #Metoo?

“Credo che il confine tra verità e menzogna possa essere molto labile. Quando ci sono delle testimonianze e delle prove è sacrosanto che una donna denunci. […] Però, succede che delle volte ci si butta in mezzo al calderone per far chiacchiera e allora è un’arma a doppio taglio”.

Il settimanale F è disponibile anche in versione iPad e iPhone, nell’edicola di iTunes Store.

F: Il settimanale festeggia il 6° compleanno

F n 23
F n 23

“In un momento in cui la stampa sta soffrendo, F compie 6 anni e consolida uno splendido risultato: rimane il femminile di target alto più venduto in edicola e con questo numero – dichiara la direttrice Marisa Deimichei – raggiunge un nuovo record pubblicitario”.
A rendere unica la testata sul panorama editoriale, è innanzitutto il rapporto fiduciario che ha stretto fin dall’inizio con le lettrici.

Nelle 7 rubriche di posta, il dialogo è profondo e quotidiano e coinvolge tutti i settori della vita femminile: dal rapporto con i figli e il compagno, sempre in evoluzione, alla richiesta di consigli utili per migliorare il proprio lavoro, ai problemi più intimi, F è diventato un solido punto di riferimento per migliaia di donne che scrivono ogni anno al settimanale di Cairo Editore.
“Dal 6 giugno 2012 a oggi sono arrivate in redazione oltre 14 mila mail che ci offrono uno spaccato esistenziale interessante e unico. – racconta la direttrice – In questi anni si è formata spontaneamente nella nostra redazione una mappa dei desideri e dei progetti al femminile, da cui attingiamo per scegliere ogni settimana le nostre storie. Per noi l’informazione va sempre declinata con le emozioni: siamo infatti convinte che solo coinvolgendo profondamente cuore e mente della lettrice diamo ancora un senso, un valore e una dignità alla carta stampata”.

Per celebrare il compleanno, nel numero in edicola domani, F regala alle lettrici una guida completa ai piaceri dell’estate:

 7 storie: i più autorevoli esperti di benessere, psicologia, moda e costume ci suggeriscono come godere al massimo i benefici della bella stagione, come lasciarsi andare all’incontro con la natura che rigenera, come divertirsi nelle notti estive con le nuove tendenze, come scegliere una vacanza romantica per rinfrescare la coppia, come riflettere sulla bellezza lontana dagli stereotipi.

 Speciale moda: sei donne che hanno stile raccontano che cosa mettono nella valigia delle vacanze: tanti spunti glamour adatti a ogni età. Inoltre la scelta più completa per la spiaggia: dai costumi perfetti per le varie forme fisiche a che cosa indossare di giorno e di notte al mare.

 Speciale vacanze: tre servizi che aiutano a scegliere la meta ideale. Le otto spiagge più belle in Italia con i b&b e i resort dove soggiornare; i family hotel per chi ha bambini piccoli; e un’insolita Grecia con gli indirizzi segreti. E ancora: uno sguardo divertente sui luoghi amati dai vip per la loro estate; la dieta per restare giovani e i sex toys per giocare in due.

F, il settimanale: Sandro Mayer racconta 50 di carriera

F settimanale
F settimanale

Cinquant’anni di carriera e un numero incalcolabile di copie vendute: Sandro Mayer, in occasione dell’uscita del suo libro “Storie da palcoscenico”, racconta la sua storia personale e professionale su F, il settimanale femminile di Cairo Editore diretto da Marisa Deimichei, in edicola domani.

Quando ha deciso che avrebbe fatto il giornalista? «Presto (..). Vivevo a Napoli e mi sono formato ascoltando la gente dei bassi, mescolati ai discordi dell’aristocrazia partenopea. Poi ci trasferimmo a Milano e vinsi un posto fisso in Fiat ma non ci andai mai e partii per Londra, dove ho fatto il cameriere per imparare l’inglese».

Tornato in Italia gli venne offerto un posto di traduttore all’Europeo e dopo di entrare nella redazione di Novella: «Il direttore editoriale della Rizzoli era Enzo Biagi che ci chiedeva di mettere il registratore sotto il letto dei vip. Alla mia collega Maria Venturi, oggi scrittrice, chiese di approfondire un gossip di cui si parlava a Roma: il fratello minore di Claudia Cardinale, Patrick, in realtà sarebbe stato suo figlio partorito in gran segreto a Londra qualche anno prima. […] Chiesero a me di andare a Londra a scovare il certificato di nascita perché parlavo la lingua […]».

Il maestro di scoop è il direttore del settimanale Dipiù dal 2004, di DipiùTv con gli allegati Cucina e Stellare e di TvMia, ha vissuto 50 anni nei giornali, sempre a contatto con i personaggi famosi, con un’unica missione: intrattenere la gente. «Allora le celebrità erano molto più disponibili a parlare di sé. Avevano capito che gli conveniva: se entri nel cuore della gente e permetti che i giornali facciano di te un personaggio, la tua carriera si rafforza e puoi superare il fallimento di un film, che prima o poi capita a tutti».

Tante le interviste a personaggi di spicco della politica internazionale, da Gheddafi a Indira Gandhi, a Ronald Reagan, quando era ancora un semplice candidato alla Casa Bianca: «Comprai un biglietto sullo stesso volo e lo aspettai fuori dalla toilette. Quando uscì mi disse: “Please” e fece il cenno di farmi passare. E io: “Grazie ma non sono qui per fare la pipì, ma per intervistare lei”. Lui, senza battere ciglio, disse: “Come on, my friend” e mi fece sedere vicino a lui. Parlammo per il resto del viaggio».

Lo scoop più clamoroso? «Quando vidi le foto al bar dell’Hotel Negresco di Nizza ancora un po’ cado dalla sedia: ritraevano il marito di Stéphanie di Monaco, Daniel Ducruet, in una performance a luci rosse con una ballerina. Chiamai subito Alberto Rusconi che comunque era un tipo frizzantino e mi autorizzò all’acquisto. […] Successe il finimondo: Stéphanie chiese il divorzio. Ma non fu certo colpa mia».

Perché ha sposato la causa di Padre Pio? «È successo che una notte mi è apparso in sogno ed era incavolato nero perché non lo mettevo sul giornale; io nel sogno gli rispondevo: “Non ti metto perché non mi fai vendere”. E lui: “Tu mettimi e vediamo” […]». Il giorno dopo fece riaprire il giornale per inserirlo, con uno strillo in copertina, e il giornale andò a ruba. «Da allora è nato un legame e non faccio più un numero senza Padre Pio».

Ammette di essere un’esteta e di amare le persone curate nell’aspetto. Per questo qualche anno fa ha deciso di dire addio alla calvizie e si è presentato in tv con i capelli? «Non è un parrucchino, ma un trattamento che non mi decidevo a fare perché troppo costoso. Un giorno mi sono guardato allo specchio e ho capito che dovevo superare quel blocco (…). E l’ho fatto. Per me».