Nuovo libro di Giorgio Galli e Mario Caligiuri

Il nuovo libro di Giorgio Galli e Mario Caligiuri
Il nuovo libro di Giorgio Galli e Mario Caligiuri

In libreria per Rubbettino “Il potere che sta conquistando il mondo. Le multinazionali dei paesi senza democrazia” di Giorgio Galli e Mario Caligiuri
Quanto conta il potere economico nello scacchiere della politica internazionale? Quali sono i rapporti che legano (e vincolano) le multinazionali agli stati nazionali? È vero i colossi dell’industria, ma ancor più della tecnologia e dell’informatica, sono strumenti nelle mani dei governi non democratici?

Facendo seguito al fortunato volume “Come si comanda il mondo” del 2017 in cui si è dimostrata la prevalenza dei leader della finanza su quelli della politica, Giorgio Galli, il decano dei politologi italiani, e Mario Caligiuri, uno dei più autorevoli studiosi europei di intelligence, analizzano nel loro nuovo libro “Il potere che sta conquistando il mondo. Le multinazionali dei Paesi senza democrazia” il ruolo delle corporation cinesi e russe, brasiliane e indiane, arabe e turche.

Vengono così approfonditi i rapporti con i fondi sovrani e la criminalità, i paradisi fiscali e la politica energetica, che replicano gli identici modelli occidentali. Nel frattempo, però, la Cina è diventata un gigante dell’intelligenza artificiale, egemonizzando l’Africa, il continente del futuro. In una situazione complessa più che il mercato probabilmente sarà di nuovo lo Stato a essere protagonista nel XXI secolo, poiché queste multinazionali sono in gran parte subordinate ai governi nazionali. Il declinante Occidente riuscirà a individuare strategie per non soccombere nell’eterna lotta per il potere? É l’interrogativo fondamentale al quale ha cercato di rispondere il libro di Galli e Caligiuri attraverso un’analisi documentata e rigorosa.

Le conclusioni degli autori sono insieme un ammonimento e una profezia: “L’intento di questo libro è fare assumere consapevolezza che una sfida decisiva per le democrazie del XXI secolo è la competizione crescente con le multinazionali. Gli esiti di questo confronto dipenderanno principalmente dall’efficienza dei sistemi di governo, costretti ad affrontare una realtà che non si potrà più eludere con la disinformazione”.

Dario Antiseri: nuovo ebook su libertà di scuola

Dario Antiseri
Dario Antiseri

Il nuovo ebook di Dario Antiseri sulla libertà di scuola
Da oggi in distribuzione gratuita “Più libertà per una scuola migliore” l’ebook edito da Rubbettino del filosofo allievo di Popper
Il libro è disponibile in ebook su tutte le piattaforme e sul sito www.rubbettinoeditore.it
«Dobbiamo essere propugnatori della scuola libera, della scuola lasciata all’iniziativa privata e ai Comuni. La libertà nella scuola è possibile solo se la scuola è indipendente dal controllo dello Stato».
Potrebbe sembrare l’affermazione di un ultraliberista, e invece a scrivere queste parole è Antonio Gramsci al quale potrebbe fare eco don Lorenzo Milani che, in una lettera ad Aldo Capitini del 9 marzo 1961, scriveva: «Scandalose sono le scuole clericali di lusso di Firenze, ma mai quanto la scuola di Stato che non solo da quando la DC è al potere, ma fin dal lontano 1860 quando guardava in cagnesco i preti, è stata sempre una fogna di propaganda padronale per nessun rispetto migliore delle equivalenti fogne ecclesiastiche. Non muoverei dunque oggi un dito in favore della scuola di Stato dove non regna nessuna “libertà d’idee”, ma solo conformismo e corruzione».

I due passaggi sono contenuti nel nuovo ebook di Dario Antiseri «Più libertà per una scuola migliore» che Rubbettino lancia gratuitamente sul proprio sito www.rubbettinoeditore.it e su tutte le piattaforme di distribuzione che hanno accettato di distribuire gratuitamente il libro.

Quello che stiamo vivendo è un momento particolare e difficile per le scuole paritarie. Questo libro di Antiseri e la scelta di Rubbettino di distribuirlo gratuitamente giungono come una netta scelta di campo a favore della libertà di scuola.

«In Italia – scrive Antiseri – la scuola libera è solo libera di morire e molte sono le sedi anche prestigiose rese ai nostri giorni e nei prossimi mesi economicamente agonizzanti dall’aggressione del maledetto coronavirus. E vale la pena qui sottolineare che, mentre non ci sono manifestazioni sindacali, occupazioni di scuole o convegni sulla scuola in cui non si lanciano slogan contro la Scuola paritaria che succhierebbe risorse a scapito delle scuole statali, non ci si rende conto che le rette pagate dalle famiglie che iscrivono i loro figli alla Scuola paritaria fanno risparmiare allo Stato circa sei miliardi di Euro ogni anno. E, dunque, è la Scuola paritaria a danneggiare la Scuola statale, oppure è una politica cieca e irresponsabile di destra e di sinistra – intossicata di statalismo – a danneggiare sia la Scuola statale sia quella non statale? Può essere considerato “laico” – cioè libero, non dogmatico – un sostenitore dello statalismo nella gestione del sistema formativo? Non è forse vero, per parafrasare Julien Green, che il laicismo statalista ha i suoi bigotti proprio come l’ortodossia?
Può essere considerato “laico” – cioè libero non dogmatico – un sostenitore dello statalismo nella gestione del sistema formativo? Non è forse vero, per parafrasare Julien Green, che il laicismo statalista ha i suoi bigotti, proprio come l’ortodossia?»

Quello della libertà di scuola è peraltro un diritti pienamente sancito anche dalla Dichiarazione universale dei diritti umani che, all’art. 26, recita: «I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli».

Eppure le misure adottate finora dai governi a favore di una reale ed effettiva libertà di scelta che consentano alle famiglie di far frequentare ai propri figli la scuola che ritengono per loro adeguata, al di là della condizione economica nella quale si trovano, sono state insufficienti. Il numero di scuole paritarie che negli ultimi anni hanno dovuto chiudere i battenti è impressionante. Cosa accadrà alla fine di questa epidemia durante la quale molte famiglie non riescono a pagare la retta della scuola frequentata dai figli?

Hanno scritto
«Il danno recato dal monopolio statale dell’istruzione, non è dissimile dal danno recato da ogni altra specie di monopolio»
Luigi Einaudi

«Lo Stato ha il dovere di educare beni i miei figli, se voglio servirmi delle sue scuole. Non ha il diritto di impormi le sue scuole se in esse i miei figli vi saranno educati male»
«La scuola privata rappresenterà sempre un pungiglione ai fianchi della scuola pubblica. Obbligandola a perfezionarsi senza tregua, se non vuole essere vinta e sopraffatta»

Gaetano Salvemini