Elettronoir

Elettronoir - foto
Elettronoir – foto

“Mia nonna si laureò in medicina. Truccava il viso, poco a dire il vero… usciva con le amiche ed indossava la minigonna ed i tacchi, acquistandoli per corrispondenza. Profumava il seno con il gelsomino. Io ho avuto altre possibilità, il burka o il kalashnikov… e sono salita sui monti”. Soldatessa YPG

Questo è un passo significativo di un’intervista rilasciata ad Al Jazeera da una delle tante soldatesse YPG impegnate a combattere l’Isis e da cui ha preso spunto “Postalmarket”, videoclip del secondo brano estratto dal quinto album in studio degli Elettronoir (“Suzu”, in uscita il 31 ottobre

“Postalmarket” è un brano che parte dalla new wave per arrivare alla musica ambientale delle sale d’attesa (Erik Satie o Brain Eno) e ad una coda che richiama l’aria finale dei “Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo. Parla di equilibri alterati, dinamiche spezzate, esistenze e vite sconfitte, da recuperare:

“Avevo letto vari articoli, testi, “Cobane Calling” di Zerocalcare, e le interviste, le storie delle soldatesse che in Kurdistan combattono frontalmente l’ISIS” – racconta Marco Pantosti, voce e pianoforte della band romana che si completa con Georgia Lee (voce) e Maurizio Sarnicola (basso e campionamenti e co-produttore artsitico) -. “Lo fanno con un fucile impugnato con la mano destra, mentre col braccio sinistro tengono stretto il proprio bambino. Con il sorriso, un’ombra di rossetto che tradisce una leggera civetteria, ed il turbante in testa pronto a calare sul viso mentre montano la guardia o si devono mobilitare per un’azione di difesa improvvisa”.

“Le loro nonne erano nate libere. – prosegue Marco – Sotto scià a capo di assemblee parlamentari e laiche. Negli anni ’50/’60/fino ai primi ’70 rappresentarono il faro dei diritti femminili. Ragazze all’università, in minigonna, psichedeliche, colorate, serene, giovani, belle. La Rivoluzione sessuale prima della rivoluzione di costume europea, prima dei Beatles, dei Rolling Stone, del ’68 e del ’69: istruzione, rotocalchi, gruppi musicali, cinema, avanguardie, riunioni, feste, mostre, sfilate, cultura, cataloghi, foto, assemblee, amori, sessualità, politica. Non vi era al mondo nulla di simile. L’Occidente ha schiacciato tutto questo ed imposto regimi tetri, di terrore, oscuri, integralisti con cui fare affari. “La “nipote” ora combatte per recuperare il campo che fu della propria nonna. La “nipote” combatte perchè il burka, la condizione del burka, non può diventare la regola”.

Nel video (regia di Robeat) il tema del cambiamento radicale avvenuto in Medio Oriente, viene rappresentato attraverso le immagini del catalogo Postalmarket iraniano, di pochi decenni fa, che diventa così un album di “foto di famiglia” da tramandare alle future generazioni, per resistere, per non arrendersi, per sapere che tutto è ancora possibile. Ma anche con un video di uno sciamano che danza nel deserto iraniano e che è uno dei simboli, dei colori di quella società. Il filmato è difficilmente databile con precisione, ma le riprese sono state effettuate tra il 1966 ed il 1972.

Museo Omero di Ancona: “La politica insegnata a mio nipote”

IMG_9335
IMG_9335

Mercoledì 13 luglio sarà di scena per la prima volta ad Ancona al Museo Tattile Statale Omero – Mole Vanvitelliana, lo spettacolo itinerante LA POLITICA INSEGNATA A MIO NIPOTE Capitolo I – Il mattino ha l’oro in bocca.

Lo spettacolo, scritto e diretto da Sonia Antinori, nasce dal progetto europeo W.I.S.E. che in 2 anni ha raccolto oltre 60 testimonianze delle generazioni centrali del Novecento in Italia, Germania, Gran Bretagna, Polonia con l’obiettivo di raccontare il percorso della Democrazia in scala europea.

Il mattino ha l’oro in bocca, il primo dei dodici capitoli, è dedicato all’Italia. Il racconto dal dopoguerra ad oggi è affidato ad un gruppo di giovani – Desirée Domenici, Giacomo Lilliù, Giulia Salvarani –  in crisi di fronte alla disgregazione odierna che a loro modo, scherzando e arrabattandosi tra i “sentito dire”, tentano una difficile ricostruzione politica sotto lo sguardo muto dei veri protagonisti di quel periodo di speranze,  Loredana Barbanera e Franco Frezzotti.

La politica insegnata a mio nipote, dopo decine di repliche in Italia e all’estero, approda al Museo Omero, sua sede “naturale”: il racconto prende avvio infatti proprio dalla testimonianza di Aldo Grassini e dalla sua vicenda personale di perdita – è diventato cieco a causa di una mina inesplosa della seconda guerra mondiale – e di riscatto civile: professore, pacifista, consigliere comunale, fondatore di un museo unico al mondo.

LA POLITICA INSEGNATA A MIO NIPOTE

CAPITOLO I – IL MATTINO HA L’ORO IN BOCCA
Testo, regia, scene e costumi di Sonia Antinori
con Desirée Domenici, Giacomo Lilliù, Giulia Salvarani
e con Loredana Barbanera e Franco Frezzotti
Light Design Angelo Cioci
Sound Design Slate
Progettazione Grafica Francesca Pavoni
Organizzazione Michela Cavaterra
Assistente alla Regia Bianca Ottaviani

Le donne e la Politica – Corso d’aggiornamento

avv_ Mautone-on_Cesaro
Nuovo appuntamento lunedì 26 ottobre con il corso di aggiornamento professionale “Le donne e la Politica. Nuove visioni e prospettive al femminile” promosso da Scelta Civica per l’Italia. Il corso si articola in dodici incontri settimanali della durata di tre ore che si tengono al Royal Ca altamente qualificati, che fino al 25 gennaio prossimo terranno lezioni di storia moderna, economia, diritto del lavoro ed altre materie di primario interesse.

Il piano di studi prevede anche incontri e workshop operativi per imparare modalità di gestione dei fondi europei e approfondire gli aspetti dell’informatica giuridica. Il corso è strutturato per offrire un’opportunità concreta di confronto e inserimento nel mondo della politica.

La terza lezione sarà tenuta da Ferdinando Di Orio presidente Fondazioni Universitarie “Le donne nella ricerca scientifica e nell’innovazione del Paese”, dalla parlamentare Paola Pinna “La comunicazione politica: fatti ed interpretazioni”.
Quindi, Raffaele Zito portavoce Agenda 21 che parlerà sul tema “La progettazione partecipata dei cittadini: il caso Carditello”.
Per la seconda lezione, la scorsa settimana, erano saliti in cattedra l’avvocato giuslavorista Pasquale Mautone,l’ingegnereFabio Russoe l’avvocato Ciro Centore. Ad aprire l’incontro il parlamentare Antimo Cesaro Commissione Lavoro della Camera dei Deputati.

Ammazziamo il Gattopardo

“Ammazziamo il Gattopardo”

Autore: Alan Friedman

Rizzoli

4 aprile 2014, di Elisa Zini – Uno sguardo politico sull’Italia e gli italiani con gli

occhi di una persona che vive e ama l’Italia senza aver avuto i natali nel Bel Paese.

Alan Friedman ricostruisce l’Italia degli ultimi anni attraverso ricordi, eventi, interviste,

riflessioni: da Romano Prodi a Letta, da Massimo D’Alema a Berlusconi per

approdare al giovane Renzi. Uno sguardo al passato per capire meglio il futuro.

E la voglia di non lasciare arenare l’Italia perché ancora oggi rappresenta una nazione

ricca di cultura, arte, ingegno, intraprendenza che ha smesso però di credere in se stessa.

Una nazione colma di risorse che non ha avuto una degna classe politica capace di

rappresentarla al meglio. Un libro per capire un po’ meglio il nostro presente e riflettere

sul domani che verrà.