Herzog incontra Gorbaciov

locandina
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Martedì 21 gennaio a Milano al Cinema Colosseo, Sala Biografilm presenta l’evento speciale, in versione originale sottotitolata, di HERZOG INCONTRA GORBACIOV, dove l’ultimo presidente dell’Unione sovietica e premio Nobel per la pace, Mikhail Gorbaciov, racconta gli anni che rivoluzionarono il corso del Novecento – dalla firma degli accordi sul disarmo nucleare alla fine della Guerra fredda e il crollo dell’Urss.

L’ex capo dello Stato sovietico, oggi 88enne, ripercorre insieme al maestro del cinema Werner Herzog i momenti più importanti della sua vita politica (1985-1991) e privata in quello che può essere definito il suo testamento morale ed esistenziale più autentico. Attraverso eccezionali immagini d’archivio e interviste esclusive il film racconta una vita straordinaria.

Il film sarà nelle sale italiane dal 19 al 22 Gennaio 2020 distribuito da I Wonder Pictures.

“La musica è cambiata” di Luca Pollini

copertina libro
copertina libro

Dalla canzone politica, che si forma all’alba del Sessantotto, alla Febbre del sabato sera, passando da canzoni politiche, nonsense, pop e tormentoni estivi. La musica è cambiata racconta oltre vent’anni di trasformazioni sociali e di costume attraverso la musica leggera.

A partire dalla fine degli anni Sessanta, quando i dischi a 33 giri sono una sorta di oggetti di culto: si conservano come fossero gioielli, si studiano le copertine e si ascoltano tutti insieme perché la formazione politica passa anche dai testi e dalla musica che, con l’andare degli anni, diventa sempre meno «leggera».

A metà degli anni Settanta nei concerti e nei raduni infuriano battaglie, si contestano artisti ai quali – fino a pochi mesi prima – venivano affidati messaggi controrivoluzionari. Poi, di colpo, si cambia musica: si svuotano le piazze e si riempiono le discoteche che i politici e i moralisti bollano come «tomba dell’impegno politico giovanile» e «luoghi di dubbia moralità».

Ma i giovani non sognano più la rivoluzione, vogliono solo essere felici. E ballare. E così verso la fine degli anni Settanta si chiede al fenomeno della discomusic solo un’occasione per evadere e stemperare rabbie e insoddisfazioni politiche accumulate nel decennio precedente, restituendo energia e fiducia a una generazione che stava paurosamente sbandando.

L’AUTORE
Luca Pollini, cresciuto nella Milano degli anni Settanta, è giornalista, saggista e autore. Ha pubblicato, tra gli altri, I Settanta, gli anni che cambiarono l’Italia; Gli Ottanta, l’Italia tra evasione e illusione; Hippie, la rivoluzione mancata; Amore e rivolta a tempo di rock; Immortali; Restare in Vietnam; Ordine compagni! Per il teatro ha scritto Ci hanno rubato la parola amore. Collabora con diversi giornali, cura retrovisore.net, sito dedicato alla storia del costume ed è tra i fondatori di mollybrown.it, blog di cultura pop. Musicalmente onnivoro, crede nel rock e rimpiange il Parco Lambro (inteso come Festival).

Andrea Pucci – “In…tolleranza zero” al Celebrazioni

foto Pucci
foto Pucci

Dopo le 70 repliche sold out della scorsa stagione teatrale, Andrea Pucci torna in teatro e approda al Teatro Il Celebrazioni di Bologna il 6 e il 7 aprile con il suo nuovo In…tolleranza zero, uno spettacolo esilarante sulla fatica del vivere a 50 anni.

L’interagire con nuove e incomprensibili mode, con le avanzate tecnologie, con i figli e le loro devastanti e dispendiose attività extrascolastiche, rende tutti intolleranti. Pucci, appesantito dagli acciacchi del mezzo secolo, sarà costretto a rivoluzionare la sua vita con esami clinici, esercizi fisici e con un nuovo tipo di alimentazione.

L’attore comico italiano con i ritmi più incalzanti e l’energia a “ciclo continuo” evita la satira politica preferendo quella di costume. Pucci sarà accompagnato in scena dalle note della Zurawski live Band.

“Ieri Oggi Italiani”

scena
scena

La storia, il costume e la società del Paese – con rari documenti d’epoca e molti ospiti in studio – sono il cuore del nuovo programma di Retequattro ideato da Maurizio Costanzo – “Ieri Oggi Italiani” – al via dal 19 marzo, per otto appuntamenti, in onda ogni lunedì, in seconda serata.

La produzione, a cura di Alessandro Banfi per Videonews, segna il ritorno alla conduzione di un volto storico della rete diretta da Sebastiano Lombardi: quello di Rita Dalla Chiesa (primogenita del Generale Carlo Alberto), il cui debutto tv risale agli Anni 80, per una carriera che l’ha vista a lungo impegnata in Mediaset e in Rai.

La parte storica di “Ieri Oggi Italiani”, inoltre, è affidata al giornalista e scrittore Roberto Olla, più volte premiato per i suoi lavori televisivi e documentaristici, attuale collaboratore del Tg5 ed in passato in Rai (da Chi l’ha visto al Tg1, fino a La grande storia).

Nel corso delle puntate, ognuna dedicata ad un tema – la famiglia, lo sport, il cibo, la politica, la televisione, il cinema, l’amore, la musica – Rita Dalla Chiesa, con lo stile consueto, ripercorre il passato mettendo in luce i fatti più importanti che hanno segnato l’Italia del ‘900 e del nuovo Millennio.

La presenza di Maurizio Costanzo, infine, non si limita ad una supervisione deluxe di “Ieri Oggi Italiani”, ma lo vede intervenire in prima persona per raccontare un ricordo personale legato all’argomento al centro della serata.

Antonella Ferrari torna al Teatro

photoDavide Zanesi teatro pax a ferrari
photoDavide Zanesi teatro pax a ferrari

Ci sono dei ritorni che hanno un gusto diverso, che sono veramente speciali. Come quello dell’attrice Antonella Ferrari, di nuovo in scena con il suo spettacolo “Più forte del destino” (reduce dal successo delle passate tre stagioni teatrali con tanto di sold out in ogni parte d’Italia) dopo aver deciso di dire no alla politica.

Giorgio Gori, candidato del PD alla presidenza della Regione Lombardia, le ha infatti proposto di scendere in campo al suo fianco alle prossime elezioni. Lei però, nonostante lo conosca da vent’anni (fin dai tempi in cui lei era autrice di Canale 5 e lui direttore della rete) e abbia una grande stima nei suoi confronti, ha preferito declinare l’invito.

Un invito arrivato in tandem con la proposta di candidarsi anche alle politiche, sempre nel team del Partito Democratico.

“Non posso negare che ricevere la proposta di candidatura sia per le elezioni regionali che politiche mi ha lusingata, soprattutto perché il motivo non si cela nel mio essere un volto conosciuto ma una donna che da tanti anni lotta in prima linea per i diritti delle persone con disabilità. Per questo motivo ho passato notti insonni per prendere una decisione giusta e ponderata” – racconta l’attrice –

“Molte persone si improvvisano politiche solo per la fame di potere o di soldi. Io, invece, credo serva essere preparati perché la posta in gioco è troppo alta: la vita delle persone. Accettare questa sfida significava dire addio alla mia arte o, quantomeno, metterla da parte dandole un ruolo secondario. Non me la sono sentita. Ho scelto i miei sogni perché in questo momento ho bisogno del palcoscenico e dell’amore del pubblico per sentirmi felice”.

E aggiunge: “Continuerò a fare battaglie per i diritti delle persone con disabilità, continuerò a chiedere risposte su tematiche spigolose come l’adozione ma lo farò come attrice , come scrittrice, come testimonial di Aism ma, soprattutto, come cittadina che rivendica i diritti dei più fragili.

Nel frattempo studierò per prendere in considerazione, qualora mi fosse richiesto più avanti, la carriera politica ma ora non mi sento pronta. Ora voglio dedicarmi anima e cuore al mio lavoro che, in molti momenti della mia vita, è stato terapeutico”.

Così eccola tornare con “Più forte del destino”. Il primo appuntamento è fissato per venerdì 16 febbraio, alle ore 21.00, presso il Centro Civico l’Agorà di Arese (in Via Monviso 7), all’interno della stagione ScenAperta OFF organizzata dal CBSNO, in collaborazione con il Comune di Arese.

Lo spettacolo affronta il tema della disabilità e prende in giro (a tratti) l’etichetta della diversità. Antonella Ferrari, volto noto del cinema e della televisione, porta in scena la sua esperienza di vita in modo leggero, curioso, buffo, senza far mancare momenti di riflessione.