Esperti in classe Fattore J: per la salute è tempo di empatia

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Esperti in classe
Fattore J: per la salute è tempo di empatia
Di 1.000 studenti intervistati il 40% vive con disagio il rapporto con persone affette da una patologia. È quanto emerge dai sondaggi svolti nell’ambito di Fattore J, il progetto promosso da Fondazione Mondo Digitale in collaborazione con Janssen Italia per aiutare i giovani a sviluppare intelligenza emotiva, rispetto ed empatia verso coloro che soffrono. Il programma formativo è stato presentato questa mattina in occasione dell’evento live “Esperti in classe”, patrocinato dall’Istituto superiore di Sanità. Tra gli ospiti anche la ministra Azzolina e il virologo Massimo Andreoni. Con uno spot di 100 secondi parte anche la campagna di sensibilizzazione che raggiungerà entro il prossimo anno 100.000 giovani in Italia.

Roma, 8 maggio 2020 – Qual è il rapporto dei giovani con la malattia? Come si comportano gli adolescenti di fronte a uno stato di disagio proprio o altrui? In che modo la scuola può aiutare a gestire gli stress della vita e ad affrontare emergenze importanti come quella che stiamo vivendo? Sono solo alcune delle domande al centro dell’evento live “Esperti in classe” che si è svolto questa mattina con il patrocinio dell’Istituto Superiore di Sanità. Collegati in un’aula virtuale aperta e diffusa più di 800 studenti e docenti da tutta Italia. Hanno partecipato anche la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, la sindaca Virginia Raggi e il professore Massimo Andreoni, primario del reparto Malattie Infettive del Policlinico Tor Vergata di Roma.
L’evento si è svolto nell’ambito di Fattore J, il programma promosso da Fondazione Mondo Digitale in collaborazione con Janssen Italia, divisione farmaceutica del gruppo Johnson & Johnson, per educare 100mila giovani all’inclusione, alla diversità e all’empatia verso le persone affette da malattie. Il percorso formativo prevede formazioni online e in presenza, oltre a video pillole e testimonianze dirette di associazioni nazionali di pazienti e partner scientifici di rilievo.
“Nonostante il lockdown, abbiamo raggiunto in poco più di un mese 1.000 studenti di 21 scuole in 19 città diverse. E lo abbiamo fatto partendo proprio dalle zone più colpite dall’emergenza, come Codogno e Brescia” – ha dichiarato in conferenza Mirta Michilli, direttore generale della Fondazione Mondo Digitale. “In questi mesi abbiamo tutti riflettuto sulla crucialità della salute, sull’importanza dei valori ‘umani’, sulla necessità di far avanzare la ricerca per dare più vita alle persone. Dobbiamo guardare con lungimiranza al futuro, lavorando sulla prevenzione ed anche con Fattore J siamo certi di poter dare il nostro contributo” – ha proseguito Massimo Scaccabarozzi, presidente e amministratore delegato di Janssen Italia.
Tra i 1.000 studenti che hanno risposto alle domande del questionario il 40% dichiara di vivere con disagio il rapporto con persone affette da una patologia. Tra le emozioni che i ragazzi dichiarano di provare maggiormente in questo periodo vi sono tristezza, malinconia, nostalgia, paura del futuro, noia e ansia. I giovani si considerano dotati di empatia, ma non si sentono in grado di gestire le proprie emozioni e di trasformarle da negative a positive.
Uno spot di 100 secondi (youtu.be/vA5zzHQPaG4) dà il via alla campagna di sensibilizzazione di Fattore J. La formazione avverrà online e anche in presenza nelle scuole di sei regioni: Lazio, Lombardia, Piemonte, Sicilia, Emilia Romagna e Veneto. Gli esperti guideranno ragazze e ragazzi a una corretta comprensione scientifica dei modi per prevenire e affrontare alcune patologie diffuse con focus particolare sulle aree terapeutiche di ematologia, immunologia, infettivologia, ipertensione polmonare e neuroscienze. Al loro fianco, le associazioni dei pazienti che aiuteranno a cogliere la dimensione più personale e intima della malattia, a sviluppare intelligenza emotiva e maggiore consapevolezza della “diversità” e “unicità”.
Hanno aderito al progetto Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma (AIL), Associazione Ipertensione Polmonare Italiana Onlus (AIPI), Associazione Malati Reumatici del Piemonte (AMaR), Associazione Nazionale per le Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino (AMICI Onlus), Associazione Nazionale Amici per la Pelle (ANAP Onlus), Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza (APIAFCO), Network Persone Sieropositive (NPS Italia Onlus) e Progetto Itaca Onlus. Partner scientifico l’Università Campus Bio-Medico di Roma.

Le scuole interessate a partecipare al progetto sono invitate a compilare il modulo online alla pagina fattorej.org

Fondazione Mondo Digitale
Siamo un’organizzazione non profit, uno dei primi esempi di successo di collaborazione tra pubblico e privato con una forte missione di servizio. Nati nel 2001 come Consorzio Gioventù Digitale, lavoriamo per una società democratica della conoscenza coniugando innovazione, istruzione, inclusione e valori fondamentali, in modo che i benefici siano a vantaggio di tutte le persone senza discriminazione. Operiamo a livello locale, come ente strumentale di Roma Capitale, nazionale e internazionale, con partnership in oltre 40 paesi di tutto il mondo. Ovunque collaboriamo con scuole, imprese, organizzazioni non profi¬t, centri di ricerca e pubbliche amministrazioni, rendendo le persone protagoniste di ogni iniziativa.

Janssen
Janssen è impegnata nell’affrontare alcune tra le più importanti esigenze mediche insoddisfatte, in diverse aree terapeutiche fra cui oncoematologia, immunologia, neuroscienze, malattie infettive e vaccini, malattie cardiovascolari e metaboliche e ipertensione arteriosa polmonare (PAH). Mossi dal nostro impegno nei confronti dei pazienti, sviluppiamo prodotti, servizi e soluzioni innovative per la salute delle persone di tutto il mondo. Per ulteriori informazioni visitate il sito www.janssen.com/italy e seguiteci su @JanssenITA.

“Oltre la soglia”, la nuova fiction Mediaset

Pession
Pession

Da mercoledì 6 novembre, in prima serata su Canale 5, al via la nuova serie medical “Oltre la soglia” con Gabriella Pession.

“Oltre la soglia” è una fiction dai toni asciutti e ironici, che ha il coraggio di affrontare ed esplorare temi duri e scottanti, rompendo il muro di silenzio che circonda le malattie psichiatriche, soprattutto quando colpiscono i giovani. Una serie che ruota intorno a un tema fondamentale: che cosa fa di noi quello che siamo?

Qual è il limite oltre il quale il disagio, la patologia ci privano della cosa più preziosa, la nostra identità? O, viceversa, quando la diversità diventa, se non una ricchezza, un’occasione di guardare alla realtà con altri occhi? Un racconto senza retorica, che mette al centro diagnosi appassionanti, un mondo di ragazzi sorprendenti e un personaggio affascinante ma ostico, Tosca Navarro sempre pronto ad agire fuori dagli schemi pur di aiutare i suoi pazienti. Perché lei è stata come loro…

 

Infertilità, la malattia del nostro tempo

infertilità
infertilità

La Medicina della Riproduzione è una delle protagoniste del Congresso Nazionale di Ginecologia e Ostetricia in corso a Napoli: una disciplina che nasceva oltre trent’anni fa di esclusiva pertinenza ginecologica e che oggi rappresenta l’emblema della multidisciplinarietà, nello sforzo costante di accompagnare scrupolosamente la coppia attraverso un percorso diagnostico-terapeutico personalizzato per il raggiungimento della gravidanza.

Integrazione e dialogo tra le differenti competenze hanno caratterizzato questa edizione del congresso che vede la partecipazione di oltre 1500 professionisti di diverse discipline – Ginecologia e Ostetricia, ma anche Genetica, Biologia, Endocrinologia e Oncologia –, e il contributo di esperti di fama internazionale, in pieno spirito di condivisione delle conoscenze e confronto con realtà scientifiche e assistenziali di altri Paesi.

Al centro del confronto l’affermazione di una ostetricia che tutela la maternità e contrasta l’eccesiva medicalizzazione di gravidanza e parto, la presentazione delle nuove raccomandazioni sulla contraccezione ormonale, le novità nel trattamento dei tumori ginecologici e le strategie di preservazione della fertilità.

Un’area di grande attualità, quest’ultima, alla luce dei cambiamenti sociali che vedono ogni anno in Italia un nuovo record di calo delle nascite (1,32 figli in media per ogni donna – dati ISTAT 2018) e un progressivo aumento dell’infertilità maschile e femminile, e in considerazione delle straordinarie opportunità offerte dalla medicina predittiva per la preservazione della fertilità sia nelle pazienti oncologiche, sia in quelle fisiologiche.

“L’infertilità va considerata una vera e propria patologia che oggi interessa il 25% della popolazione, in egual misura uomini e donne, che tendono a posticipare sempre più la decisione di avere un figlio, trascurando la riduzione dell’età ovarica correlata all’aumento dell’età biologica – commenta Giuseppe De Placido, Direttore Dipartimento Materno-Infantile dell’Università di Napoli “Federico II” – Centro di Sterilità, e co-presidente del Congresso –. Le donne in cerca di una gravidanza, in particolar modo dopo i 35 anni, dovrebbero sempre sottoporsi al ‘pap-test riproduttivo’: un semplice esame diagnostico che misura il valore dell’ormone antimulleriano, consentendo di accertare il numero di follicoli, e quindi di effettuare una stima dell’età ovarica, vale a dire del potenziale riproduttivo, così da poter intervenire con una strategia appropriata”.

Un’opportunità concreta per gli ‘aspiranti genitori’, non solo in presenza di patologie oncologiche, è rappresentata dal social freezing che consente di congelare il materiale biologico – gameti e tessuto ovarico – per poterlo utilizzare in un secondo momento

Incontinenza urinaria femminile – Incontro gratuito

Evento/incontro Incontinenza urinaria
Evento/incontro Incontinenza urinaria

L’incontinenza urinaria è la perdita involontaria di urina attraverso l’uretra. È spesso chiamata “malattia silenziosa” perché le donne che ne soffrono, raramente ne parlano al proprio medico.

Eppure si tratta di una patologia molto comune, che coinvolge circa 2 milioni di donne in Italia. Qualsiasi donna potrebbe essere soggetta ad incontinenza urinaria. Non si tratta, infatti, di età o di tipo di lavoro o di modo di vivere. L’incontinenza è piuttosto dovuta a cause che possono essere anche transitorie.

Tra le cause: l’indebolimento del pavimento pelvico, il blocco dell’uretra o la diminuzione del tono sfinterico dell’uretra , ma anche: infezioni urinarie o vaginali, effetti secondari di alcuni farmaci, debolezza muscolare, malattie nervose e/o muscolari, effetti secondari di alcuni interventi chirurgici.

Tra i fattori di rischio: la pluriparità (quasi un terzo delle donne incinte soffrono
di incontinenza urinaria ed il rischio aumenta con parti successivi); la menopausa (un rilassamento dei tessuti uterini e un cambiamento delle mucose potrebbero portare
all’incontinenza); la costipazione (la costipazione cronica ha delle
conseguenze sui muscoli pelvici e quindi direttamente sul sistema di continenza).

L’incontinenza urinaria può essere oggi trattata con successo, spesso attraverso la
combinazione di più approcci.

L’evento si svolgerà Giovedì  19 settembre 2019 18:30 – 20:30 CEST

Località Centro Sportivo Polì / In Med.Rehab

6 Via Giacomo Brodolini

20026 Novate Milanese

“Sport-dipendenza”

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Trascorrono oltre 10 ore in palestra e sono costantemente ossessionati dal rimettersi in forma per la prova costume e bruciare le calorie in eccesso.
Ma per il 63% dei casi, l’attività fisica si trasforma in una vera e propria ossessione.

Con la primavera alle porte, per molti è già cominciata l’ansia da prova costume e per tanti altri la priorità numero uno è stare comunque in forma adottando una dieta equilibrata e praticando dell’attività fisica.

Ma per 6 italiani su 10 lo sport è sinonimo di ossessione e stress, tanto da essere soggetti di quella che gli esperti definiscono ‘gym-a-holic’, ovvero la “sport-dipendenza” che porta migliaia di sportivi improvvisati a svolgere sport in modo errato e senza risultati, ma soprattutto in modo ossessivo. Una “patologia” che riguarda a sorpresa più le donne (48%) degli uomini (37%).

È quanto emerge da uno studio di Nutrimente condotto con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) attraverso un monitoraggio web su circa 1500 italiani, su oltre 100 fonti fra testate, magazine, portali, blog e community nazionali e raccogliendo il parere di un pool di 20 esperti per comprendere il fenomeno dell’ossessione da sport che si registra in questo particolare periodo dell’anno.

“L’ossessione da sport, una sindrome che si concentra sul miglioramento della prestanza sportiva come se il livello fosse quello agonistico – afferma la Dr.ssa Sara Bertelli, psichiatra psicoterapeuta presidente dell’Associazione Nutrimente Onlus – porta la persona a cambiare totalmente lo stile di vita, partendo soprattutto dall’alimentazione. Il rischio è che si cerchi di controllare la perdita di peso e la rimessa in forma, aumentando un’attività fisica, già in partenza intesa e restringendo ancora di più l’alimentazione, con comportamenti scorretti come l’eliminazione dei carboidrati complessi a favore delle proteine o con l’assunzione di integratori, non sempre sicuri per la salute”.