Giulia Molino: “Camice Bianco”

Giulia Molino
Giulia Molino

Arriva a sorpresa “CAMICE BIANCO”, il nuovo brano della finalista di Amici 19 GIULIA MOLINO, disponibile sulle piattaforme streaming e da ieri, mercoledì 6 maggio, in digital download su iTunes (https://GiuliaMolino.lnk.to/CamiceBianco).

Un brano ipnotico e toccante, scritto dalla stessa Giulia durante questo periodo di quarantena e dedicato a tutti i medici, infermieri, OSS e volontari che trascorrono ogni giorno tra le mura di un ospedale.

«Finalmente ci siamo. Ho pensato davvero tanto alla situazione critica che l’Italia, e il mondo tutto, sta vivendo da qualche mese a questa parte. Spesso ci sentiamo soli, perché siamo chiusi in casa e non possiamo abbracciare i nostri cari.
A volte, invece, ci sentiamo sfortunati, malinconici, come stessimo per crollare da un momento all’altro.
C’è chi trascorre le proprie giornate fra le mura di un ospedale, sperando di sopravvivere, di sentire, giorno dopo giorno, il proprio respiro riacquisire forza.
Altri vorrebbero riabbracciare le persone che amano, mentre sono costrette dalle circostanze a salutarle tramite i vetri di una finestra o attraverso lo schermo di un cellulare.
E poi ci sono loro: MEDICI, INFERMIERI, VOLONTARI, che ogni santo giorno dedicano la propria esistenza al prossimo. In questo periodo storico ancor più complesso, regalano il proprio tempo a chi sta soffrendo in questi ospedali affollati.
E sono EROI che non chinano la testa dinnanzi agli innumerevoli ostacoli, che non si lasciano demoralizzare dalle troppe vittime, ma che, invece, non si fermano e continuano a lottare affinché quanta più gente possibile possa rientrare nelle proprie case e ripristinare la vita di sempre.
Ciononostante, dimentichiamo che dietro quelle mascherine, dietro quegli sguardi, ci sono anzitutto delle PERSONE. Persone che soffrono, come tutti noi, ma che lottano, senza sosta, senza risparmiarsi, donandosi completamente mettendo a rischio la propria vita per salvare quella degli altri.
Questo è un brano che ho scritto di getto, pensando a tutto ciò che ci accade intorno.Onore a voi, che per amore del vostro lavoro non smettete di dedicarvi al servizio dell’umanità», così Giulia ha commentato questo nuovo brano sul proprio profilo Instagram.

È disponibile la versione fisica di “VA TUTTO BENE”, il primo album di Giulia Molino, in 3 diverse versioni (https://musicfirst.it/738-giulia-molino):
• CD
• CD + T-Shirt (possibilità di scelta tra 2 diverse grafiche)
• CD + 2 T-Shirt

L’album (direzione artistica di Carlo Avarello), a più di un mese dalla sua release, è entrato in TOP 10 nella classifica dei dischi più venduti della settimana TOP OF THE MUSIC FIMI/GfK Italia (diffusa lunedì 4 maggio da FIMI).

“Va tutto bene” è anche disponibile in digital download e su tutte le piattaforme streaming e ha già superato 5 milioni di stream.

Questa la tracklist di “Va tutto bene” (Isola degli Artisti/Artist First): “Le domeniche di maggio”, “Va tutto bene”, “Nietzsche”, “Amore a lieto fine”, “Solo questo mi è rimasto”, “Non sentire più niente”, “Briciole”.

“ForzaBergamo” la fiaba dedicata a Bergamo

Bg_Hope_RGB
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“C’era una volta, una città di nome Bg. Era una città famosa perché i suoi abitanti si alzavano all’alba ed erano grandi lavoratori. Avevano una parlata che pochi capivano, dicevano pota in ogni frase, e non erano fra le persone più aperte del mondo ma, una volta conquistati, li avevi accanto per la vita…”

Inizia così la fiaba dal titolo “FORZA BERGAMO” scritta per dare forza e coraggio a tante persone, bambini, adulti e malati, costretti in un letto d’ospedale.

L’autrice è Marcella Panseri, una bergamasca che scrive “Fiabe su misura per adulti e bambini” – www.fiabeperdire.com
(GiZeta, uno stampatore di Nembro (BG), ha scelto di stampare gratuitamente questa fiaba e distribuirla al suo comune colpito).

“Oggi più che mai ognuno può mettere i suoi doni a servizio e a conforto della nostra città. Questa fiaba, per adulti, ma anche per i bimbi, è dedicata a tutti quelli che sono in ospedale ed è per tutti noi, cittadini”. Marcella Panseri

Questa fiaba si rivolge a tutti i bambini e adulti con la dolcezza e la gentilezza che solo un mondo fatato può donarci.

Fiera Milano: Benedizione Ospedale

ospedale Fiera
ospedale Fiera

“Questa mattina sono tornato all’Ospedale della Fiera di Milano per la benedizione dell’arcivescovo Mario Delpini. Con lui ho incontrato tutti i lavoratori che in questi giorni hanno contribuito giorno e notte alla nascita di questa struttura”.

Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, al termine della visita all’ospedale allestito presso i padiglioni della Fiera di Milano per i malati di Covid-19.

“Una grande opera – ha aggiunto Fontana – che solo l’ingegno e la concretezza lombarda potevano realizzare in cosi’ poco tempo.
A tutte le maestranze va il mio piu’ sentito ringraziamento.
Un pensiero particolare lo rivolgo all’amico Guido Bertolaso che, fin dal primo momento, ha creduto in questa missione e, nonostante sia stato colpito dal virus, continua a contribuire a distanza in maniera fattiva per rendere l’ospedale operativo”.

All’incontro hanno partecipato anche il presidente della Fondazione Fiera, Enrico Pazzali, e il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, oltre al vicepresidente della Regione, Fabrizio Sala e gli assessori Giulio Gallera e Davide Caparini.

Salute, malasanità e fake news

Avvocato Gabriele Chiarini
Avvocato Gabriele Chiarini

Salute, malasanità e fake news: come scegliere l’ospedale in cui curarsi o partorire

L’Avvocato Gabriele Chiarini, esperto in malpractice sanitaria, spiega quali siano le informazioni che il cittadino deve raccogliere, prima di fare la sua scelta

Con tutte le notizie che si leggono sui media e sui social network, che riportano episodi di malasanità – reale o presunta – e, talvolta, anche accuse al personale medico sanitario, non è facile scegliere l’ospedale in cui curarsi o andare a partorire. Tra gli ultimi casi mediatici, quello di uno speaker di una nota radio romana (poi sospeso, con tanto di scuse ufficiali da parte dell’editore), che metteva in dubbio la competenza degli infermieri triagisti dei Pronto Soccorso, nel valutare i pazienti.

Il diritto del cittadino di poter scegliere il luogo in cui curarsi risponde fondamentalmente a due istanze: da un lato, si tratta di assicurare pari opportunità a tutti i cittadini, senza distinzioni geografiche (ex art. 3 Costituzione); dall’altro, si suppone che la competizione tra Strutture possa incentivare il miglioramento dell’erogazione dei servizi sanitari, elevandone la qualità.

Ma quali informazioni dovrebbe raccogliere il cittadino per fare una scelta ponderata? A questa domanda risponde l’Avvocato Gabriele Chiarini, esperto di malpractice sanitaria. “Ascoltare le esperienze dirette di conoscenti in merito a una determinata struttura, così come leggere le notizie rilasciate da fonti accreditate, può essere un punto di partenza, ma non dimenticate che potrebbero essere casi isolati, o riportati con soggettività e parzialità. Tra i dati che presentano una maggiore oggettività che il cittadino può utilizzare per la sua scelta c’è la percentuale di ‘mortalità trattabile’, che indica il numero dei pazienti deceduti per patologie che si sarebbero potute risolvere se fosse stata garantita una assistenza sanitaria adeguata”.

Questo parametro descrive il rapporto tra la qualità dei servizi sanitari e la morte di un paziente, pertanto, è un indice della mortalità direttamente riconducibile ai servizi sanitari e alla loro scarsa qualità. Tuttavia, non può essere considerato determinante nella scelta del paziente, in primo luogo perché si tratta di dati su base territoriale, e per lo più attestano la situazione nelle singole Regioni, difficilmente disponibili per le singole strutture, in secondo luogo, perché risente della mortalità intrinsecamente correlata ad alcune patologie, e, infine, perché un ospedale considerato tra i migliori tende ad attrarre i casi più gravi o più difficili da risolvere, talvolta anche incurabili, finendo con avere un tasso di mortalità più alto, nonostante il servizio eccellente.

“La questione della scelta dell’ospedale migliore al quale rivolgersi è stata sollevata più volte negli anni, al punto che sono stati creati appositi portali a sostegno dei cittadini, anche se, purtroppo, la maggior parte di loro non ne è a conoscenza. – Prosegue l’Avvocato. – Il primo, lanciato nel 2015 dal Ministero della Salute e finalizzato, come si legge sul sito, a rendere la sanità sempre più trasparente, è DoveSalute. Un’idea buona, che poteva rivelarsi decisamente utile, se non fosse che l’aggiornamento del portale è fermo a cinque anni fa, da quando fu aperto. La seconda opzione, invece, è DoveeComeMiCuro.it, attivato nel 2013 e tuttora gestito da una società di capitali privata. Sicuramente molto più aggiornato ed efficiente del primo, contiene un archivio piuttosto completo delle Strutture Sanitarie pubbliche e private convenzionate con il S.S.N. presenti in Italia, e permette di valutarne il livello qualitativo sulla base di una serie di indicatori provenienti da fonti pubbliche o private qualificate”.

Per quanto riguarda la scelta della struttura in cui partorire, ad esempio, il portale DoveeComeMiCuro.it tiene conto dei seguenti parametri: numero di parti naturali o cesarei in un anno, la proporzione tra i parti con taglio cesareo primario e il totale, e la proporzione di complicanze durante il parto (naturale o cesareo) e il puerperio.

Dall’analisi effettuata dal portale, le prime cinque strutture ospedaliere in Italia (per volume annuo di parti) risultano essere:

Ospedale Sant’Anna di Torino;
Ospedale Maggiore Policlinico di Milano;
Ospedale San Pietro Fatebenefratelli di Roma;
Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo;
Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma.

Ospedale San Carlo: nessuna chiusura

Palazzo Lombardia103
Palazzo Lombardia103

“Il San Carlo non corre nessun rischio di chiusura”. Lo ha detto l’assessore al Welfare della Regione Lombardia a margine del sopralluogo all’ASST dei Santi Paolo e Carlo con la direzione strategica coordinata dal direttore generale, Matteo Stocco, spiegando che l’ospedale “è e rimarrà un polo di riferimento per il territorio, anche dopo la realizzazione dell’ospedale unico, con la riqualificazione di alcuni edifici esistenti e ulteriori servizi specifici che saranno definiti nel dettaglio. Gli allarmismi sono infondati e fuorvianti”.

“A breve – ha aggiunto – formuleremo una proposta operativa al Comune e al Municipio 7 per la declinazione dei servizi e degli spazi che dovranno essere specificati sulla base dei nuovi bisogni e delle nuove esigenze di carattere socio sanitario.
Siamo inoltre in fase di definizione dell’Accordo di programma per la realizzazione del nuovo ospedale unico e presto trasmetteremo al Comune di Milano il piano dettagliato dell’operazione. Non possiamo permetterci di interrompere la corsa all’innovazione che si concretizza con la realizzazione di un nuovo presidio moderno e funzionale, strutturato sulle eccellenze dei due poli esistenti. Ma non saranno smantellati i servizi ad esempio legati alla cronicità, a beneficio dei cittadini che animano questo popolato quartiere di Milano accanto al San Carlo”.