allergie: come migliorare la qualità di vita

Dr. Rolando Tasinato
Dr. Rolando Tasinato

Come migliorare la qualità di vita di chi soffre di allergie, attraverso il lavaggio dell’aria

Un cittadino su quattro è affetto da allergie, la tendenza è in aumento. La pessima qualità del sonno unita alle difficoltà respiratorie, penalizzano la qualità di vita di questi pazienti. La purificazione dell’aria dagli allergeni con l’ultimo ritrovato Gioel 440, si ripercuote sul minor ricorso a farmaci per trattare le fasi acute di persone affette da allergie respiratorie. A supporto uno studio scientifico sul dispositivo, di Rolando Tasinato, Medico presso Dipartimento Chirurgico dell’Ospedale di Mirano (Venezia).

Trento, 6 maggio 2020. Un cittadino su quattro è affetto da allergie, in Italia si stima che tra il 10 e il 20% della popolazione soffre di allergie respiratorie con un picco tra i giovani adulti per la maggior parte donne. Sono circa 9-10 milioni gli italiani che si ammalano ogni anno. La prevalenza nel mondo varia dal 10% al 40% a seconda del Paese considerato, ma la tendenza è in aumento tanto da prevedere picchi fino al 50% della popolazione*. Secondo l’ISTAT le allergie costituiscono la terza causa di malattia cronica dopo osteoporosi/artrite e l’ipertensione.

Qual è la causa delle allergie respiratorie?

Sono determinate dall’esposizione dell’organismo ad antigeni inalati o areodispersi che penetrando nell’organismo attraverso il tratto respiratorio e le congiuntive in un soggetto allergico danno luogo principalmente a congiuntivite allergica, Bronchite allergica (asma bronchiale). Gli allergeni responsabili sono pollini, spore, acari, derivati epidermici di animali, micofiti, lattice, polveri sottili ed altri particolati aerodispersi come la polvere di casa e le polveri industriali.

Sintomi, da non confondere con quelli del Covid-19

In questo periodo bisogna fare attenzione a non confondere i sintomi da allergia e della pandemia in corso, che, in alcuni casi possono sembrare sovrapponibili.

I sintomi dell’allergia includono: congestione e naso gocciolante – starnuti – prurito – lacrimazione degli occhi – tosse continua – difficoltà respiratorie. Possono però manifestarsi anche sintomi più importanti come quelli caratteristici dell’asma, con difficoltà respiratorie gravi.

Congestione, naso gocciolante e lacrimazione continua sono sintomi esclusivamente delle allergie, mentre la tosse e la congiuntivite sono sintomi comuni al Covid-19. Inoltre, gli stati febbrili non sono contemplati tra i sintomi delle allergie, diversamente dall’infezione virale che invece li ha tra i suoi sintomi prevalenti.

Come migliorare la qualità di vita delle persone affette dalle allergie

Gioel da sempre attenta allo studio della salubrità dell’aria indoor, sperimenta tecnologie sempre più performanti con il supporto delle Università e centri di ricerca come l’Università di Modena e Reggio Emilia e il CNR di Roma. È giunta all’ultima versione con una tecnologia di filtraggio brevettata che permette a questo dispositivo di lavare l’aria con l’acqua e sanificare le superfici con il vapore eliminando la quasi totalità dei batteri senza l’ausilio di nessuna sostanza chimica.

Risultati davvero incoraggianti emersi da uno studio scientifico sull’efficacia di Gioel 440 nel controllo dei sintomi e nell’evoluzione delle patologie a genesi allergica che interessano il tratto respiratorio, coordinato da Rolando Tasinato, Medico presso Dipartimento Chirurgico dell’Ospedale di Mirano (Venezia).

“In soggetti con allergie di tipo respiratorio il miglioramento della qualità dell’aria indoor – asserisce Rolando Tasinato – , è certamente da correlare ad un miglioramento dei sintomi di questi pazienti ed ad una conseguente riduzione dell’intensità e della frequenza di crisi asmatiche. Questo in ultima analisi si ripercuote anche su un minore ricorso a farmaci per trattare le fasi acute”.

Lo studio scientifico

Lo studio ha preso in esame dei soggetti che presentavano delle patologie di tipo allergico e respiratorio. Questi soggetti hanno utilizzato quotidianamente l’apparecchiatura Gioel 440 per un periodo superiore alle 8 settimane. Sono stati confrontati i risultati sia con valutazioni di tipo clinico che di tipo laboratoristico strumentale, mettendo a confronto i dati rilevati subito prima di iniziare il periodo di utilizzo del lavaggio dell’aria ambientale con quelli registrati dopo 8 settimane di purificazione dell’aria ambientale.

“In particolare – continua Tasinato – abbiamo rilevato un miglioramento sia dei sintomi legati alle patologie allergiche del tratto respiratorio che delle performances di ossigenazione, ventilazione di questi soggetti. Altri vantaggi si sono riscontrati sia sulla qualità del riposo notturno in relazione al disconfort respiratorio che spesso i pazienti allergici manifestano, sia per quanto riguarda la qualità di vita relazionale e sportiva.

La riduzione delle particelle aerosospese in aria ambientale traduce un miglioramento della qualità di vita di questi pazienti, rispetto ai pazienti che si affidano esclusivamente alla sola terapia medica.

Attraverso questo studio abbiamo dimostrato la reale efficacia della purificazione dell’aria ambiente nel migliorare la gravità e la durata dei sintomi correlati alle patologie allergiche del tratto respiratorio”.

La tecnologia innovativa alla base di Gioel
“In natura quando c’è molto inquinamento bisogna aspettare il vento o la pioggia per far abbassare i valori, in modo significativo. Noi al posto del vento aspiriamo l’aria all’interno di un involucro – asserisce l’Ingegnere Paolo Svaldi, Responsabile Ricerca e Sviluppo di Gioel – e la laviamo attraverso il nostro sistema che usa solo acqua e nessuna sostanza chimica.” Lava l’aria negli ambienti chiusi, grazie ad un sistema brevettato che permette ad ogni forma di polvere (di dimensioni fino a 0,3 µm) e sostanze aerodisperse, VOC (Composti Organici Volatili), di essere rimosse e trattenute nell’acqua.
Gioel, sanifica le superfici attraverso un potente sistema di igienizzazione a vapore ed aspirazione con filtro ad acqua. Le alte temperature del vapore saturo Gioel (160° in caldaia) inattivano i virus che vengono poi asportati dall’aspirazione.

 

Come mantenerci in salute in tempo di Covid-19

Coronavirus, difese immunitarie
Coronavirus, difese immunitarie

Come mantenerci in salute mentre conviviamo con il Covid-19

Miglioriamo il sistema immunitario per difenderci dalle infezioni virali

Roma, 27 aprile 2020 – Da diverse settimane ormai, la vita di oltre 3 miliardi di persone in tutto il mondo ha subìto un cambiamento radicale. Una sigla, Covid-19, fino a qualche tempo fa sconosciuta ai più, è diventata, nel giro di brevissimo tempo, il denominatore comune di nuove quotidianità sempre più dilatate, metaforicamente e fisicamente, in tempi e spazi. La diffusione del coronavirus ha imposto nuove regole, nuovi tempi e nuovi limiti. A scandire l’andamento della nostra vita è l’indice R0, misura della velocità di diffusione di un virus, nell’attesa che si abbassi a 0.

È importante continuare a rispettare le misure di contenimento: restare in casa, mantenere il social distancing e fare ciò che possiamo per mantenerci in salute. Questo implica non trascurare gli aspetti nutrizionali perché è proprio da lì che la salute del nostro organismo parte ed è sempre attraverso una sana e corretta alimentazione che difendiamo e rafforziamo le nostre difese immunitarie.

Il nostro sistema immunitario, infatti, è una delle forme di difesa più efficaci contro le infezioni virali. Tuttavia, aumentare le difese del sistema immunitario non è così semplice come sembra e sono ancora molte le domande che necessitano di una risposta a livello scientifico, ma è ormai acquisita la relazione tra l’efficacia di risposta del sistema immunitario, lo stato di salute del microbiota intestinale e nutrizione.

Cos’è e come funziona il sistema immunitario?

Il sistema immunitario è il nostro scudo naturale alle aggressioni esterne: organi e cellule altamente specializzate che lavorano insieme per riconoscere ed eliminare gli agenti estranei all’organismo come batteri, virus e altri agenti patogeni.

Il sistema immunitario attua due forme di difesa: l’immunità innata e l’immunità adattativa. Mentre la prima è presente sin dalla nascita e lavora per impedire ad agenti esterni e potenzialmente dannosi di entrare nel corpo, la seconda è acquisita a partire dal primo anno di vita e viene potenziata e “educata” in risposta alle infezioni e agli agenti estranei che il corpo incontra. Il nostro corpo tiene memoria della maggior parte dei virus o batteri che ci fanno ammalare, così da sapere come combatterli in caso si ripresentassero.

Le nostre difese immunitarie sono, quindi, naturalmente vigili e pronte ad intervenire in caso di necessità ma è possibile, oltre che opportuno, rafforzarle mantenendo, innanzitutto, uno stile di vita sano e un’alimentazione equilibrata grazie all’assunzione del corretto fabbisogno di vitamine, minerali e sostanze nutritive. Ciò richiede molto più che cambiare l’assunzione di uno o due nutrienti e comporta il bilanciamento dell’intera dieta per garantire che vi sia un apporto nutrizionale ottimale a livello cellulare.

“Il nostro corpo è straordinario. Sa proteggersi e ripararsi grazie al lavoro di cellule altamente specializzate che, per operare al meglio, hanno bisogno della giusta quantità di macro, micro e fitonutrienti, elementi chiave del benessere del nostro organismo” dichiara Andrea Bertocco, Direttore del Dipartimento Scientifico per Europa e Africa, Herbalife Nutrition. “Macronutrienti come le proteine sono necessari per sostenere la struttura del corpo, insieme agli Omega-3, i cosiddetti “grassi buoni”, mentre le fibre favoriscono il benessere dell’intestino, in particolare quelle prebiotiche favoriscono l’equilibrio della flora intestinale. Tra i micronutrienti rientrano vitamine e minerali. La filosofia globale di Herbalife Nutrition va in questa direzione: garantire il corretto apporto di nutrienti essenziali, sia che si tratti di concentrati multiproteici, zinco, selenio o vitamine. Seguire diete caloriche, ricche di grassi saturi e povere di nutrienti, che possono portare ad infiammazioni croniche, significa indebolire il nostro sistema immunitario e renderci soggetti a malattie.”

Ora più che mai è importante conoscere cosa fa bene al nostro corpo. In ogni momento è possibile ottimizzare la nostra nutrizione e prendersi cura del nostro benessere attraverso il corretto apporto di nutrienti a protezione del sistema immunitario.

Quattro gruppi essenziali di nutrienti per aiutare a rafforzare il sistema immunitario

1. Proteine

Le proteine sono un elemento essenziale nella nostra dieta: sono il costituente di tessuti e muscoli e forniscono un supporto importante alla formazione delle ossa. Per quanto riguarda il sistema immunitario, gli anticorpi sono composti da amminoacidi ottenuti dalle proteine che consumiamo nella dieta ed è per questo importante consumarle quodidianamente a livelli ottimali (pesce, pollame, carni magre, legumi, tofu e cereali).

2. Vitamine e fitonutrienti

Le vitamine A e C, nonché i fitonutrienti, sono i principali attori della salute del sistema immunitario. La vitamina C contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario e alla produzione del collagene, proteina che troviamo anche nella pelle, l’organo più esteso del nostro corpo, nonché prima e principale barriera con cui ci difendiamo dagli agenti esterni e parte dell’imminutà innata. Si tratta di una vitamina essenziale che il nostro organismo non è in grado di produrre autonomamente e che, pertanto, va introdotta regolarmente con la dieta.

La vitamina A, altrettanto importante per il sistema immunitario, contribuisce anche al benessere della pelle e coadiuva alcune delle normali funzioni fisiologiche, come il mantenimento della normale capacità visiva. I fitonutrienti, che si trovano in frutta e verdura, riducono lo stress ossidativo del nostro corpo[1] che può indebolire la sua capacità di combattere le malattie.

Anche la vitamina D gioca un ruolo di rilievo nel mantenimento di un sistema immunitario in salute. Il metabolismo e l’azione della vitamina D quale responsabile del mantenimento osseo sono noti. La vitamina D3 è prodotta nella pelle e svolge un ruolo importante nel sistema immunitario. In queste settimane in cui ci è imposto stare in casa, sono ridotte le occasioni in cui esporci al sole con un possibile conseguente abbassamento dei livelli di vitamina D. Livelli bassi di vitamina D, infatti, sono concausa di un sistema immunitario indebolito, con un rischio di infezione virale più alto.

3. Probiotici e prebiotici

Il sistema digestivo svolge un ruolo centrale nel supportare la funzione immunitaria. Nel tratto intestinale, principale via di contatto con l’ambiente esterno, sono presenti miliardi di organismi, principalmente batteri detti microbiomi, che popolano il nostro intestino e che aiutano la digestione e l’assorbimento dei nutrienti. I probiotici, cosiddetti “batteri buoni”, favoriscono l’equilibrio della microflora intestinale insieme ai prebiotici, definiti costituenti degli alimenti non vitali che conferiscono un beneficio alla salute mediante una modulazione del microbiota intestinale[2].

4. Acidi grassi Omega-3

È importante, infine, bilanciare i grassi sani favorendo un consumo di acidi grassi polinsaturi e omega 3. Gli acidi grassi omega-3, come DHA ed EPA, sono tipi di grassi essenziali che possono essere trovati in alimenti come semi di chia e integratori a base di olio di pesce.

Informazioni su Herbalife Nutrition:

Herbalife Nutrition è la multinazionale della nutrizione che ha l’obiettivo di cambiare in meglio la vita delle persone, grazie a ottimi prodotti e specifiche soluzioni nutrizionali e una comprovata opportunità commerciale per i suoi distributori indipendenti dal 1980. La società offre prodotti di alta qualità e sviluppati da oltre 300 ricercatori e scienziati, venduti in oltre 90 paesi da distributori indipendenti che forniscono coaching individuale e una comunità di supporto che ispira i propri clienti ad abbracciare uno stile di vita più sano e più attivo. Attraverso le attività globali di CSR, Herbalife Nutrition supporta Herbalife Nutrition Foundation (HNF) e il suo programma ‘Casa Herbalife’ per offrire e sostenere una corretta nutrizione nelle comunità di tutto il mondo.

Herbalife Nutrition ha circa 8.900 dipendenti in tutto il mondo e le sue azioni sono quotate alla Borsa di New York (NYSE: HLF) con un fatturato netto di circa 4,8 miliardi di dollari nel 2018. Per ulteriori informazioni, visita www.herbalife.it o www.iamherbalife.com

Herbalife Nutrition invita, inoltre, gli investitori a visitare il sito web di investor relations ir.herbalife.com in cui si trovano tutti gli aggiornamenti sulle informazioni economiche e finanziarie relative all’Azienda.

Giornata della Carenza di Ferro

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Stanchezza, frequenti mal di testa, fiato corto, colorito pallido, capelli e unghie fragili, ma anche irritabilità, scarsa concentrazione, maggiore esposizione alle infezioni: tutte condizioni apparentemente slegate tra loro ma che invece possono avere una causa comune.

Si tratta della carenza di ferro, un problema di notevole rilevanza per l’impatto epidemiologico e sociale – colpisce un terzo della popolazione mondiale1, in particolar modo le donne in età fertile e i bambini sotto i 5 anni4 – eppure ancora ampiamente trascurato e sotto diagnosticato, in gran parte proprio per la difficoltà a riconoscerne i sintomi.

La Giornata della Carenza di Ferro (Iron Deficiency Day), che si celebra ogni anno il 26 novembre, è l’occasione per accendere i riflettori su questa condizione che, se prolungata e non adeguatamente trattata, può portare a gravi conseguenze per la salute di chi ne soffre, sensibilizzare la popolazione sull’importanza di riconoscere tempestivamente i campanelli d’allarme e parlarne con il medico di fiducia.

In Europa, il deficit marziale interessa oltre il 30% della popolazione femminile, fino al 77% delle donne in gravidanza e al 48% dei bambini4. Anche chi soffre di patologie croniche infiammatorie è particolarmente a rischio: si stima che ne siano affetti fino al 61% dei pazienti con scompenso cardiaco, fino all’85% dei pazienti con insufficienza renale cronica e fino al 90% dei pazienti con malattie croniche intestinali3.

Il ferro è un oligoelemento essenziale per la vita: interviene nella produzione dei globuli rossi, funge da importante cofattore di varie proteine necessarie per il metabolismo dell’ossigeno e dell’energia, rafforza il sistema immunitario e garantisce la resistenza alle malattie. Si trova, inoltre, nel sistema nervoso centrale dove interviene nei processi enzimatici chiave per la sintesi di neurotrasmettitori come la dopamina – che stimola la motivazione, il piacere, il controllo dei muscoli – e la serotonina – che regola il tono dell’umore.

“Quando le riserve di ferro nell’organismo diventano scarse, l’impatto sulla salute e la qualità di vita è notevole perché ne risentono il metabolismo, il benessere psico-fisico, il desiderio sessuale, la produttività”, afferma la Dott.ssa Elisa Nescis, Ematologa presso l’Ospedale Cardinale Panico di Tricase, Lecce. “Nei bambini – prosegue – la carenza può indurre disturbi della performance cognitiva, motoria e del comportamento. Particolarmente delicato e quindi non trascurabile, è il periodo della gestazione poiché l’aumentato fabbisogno di ferro per lo sviluppo del feto e della placenta può indurre uno stato anemico nella gestante, vera e propria patologia derivante da un deficit importante e prolungato, che a sua volta aumenta il rischio di parto prematuro e di basso peso del bambino alla nascita”.

Oltre all’aumentato fabbisogno fisiologico dovuto alla crescita (gravidanza, infanzia e adolescenza), la carenza di ferro può essere causata, nelle donne, da perdite eccessive di sangue associate, ad esempio, a cicli mestruali abbondanti, o da patologie come l’insufficienza renale cronica, lo scompenso cardiaco e le malattie croniche intestinali.

In questi pazienti, inoltre, l’infiammazione sottostante può determinare una riduzione della disponibilità di ferro, con conseguente riduzione delle riserve marziali e aumento del rischio di morbilità e mortalità. Incide, infine, un apporto nutrizionale non adeguato, derivante dallo scarso consumo di alimenti ricchi in ferro.

“C’è ancora una scarsa consapevolezza del problema e un grande bisogno di informazione sui possibili gravi rischi per la salute causati dalla carenza di ferro. Per questo motivo, è importante sensibilizzare l’opinione pubblica a riconoscere i sintomi e rivolgersi al proprio medico di fiducia, il primo passo per una diagnosi corretta e l’impostazione di una cura appropriata”, dichiara il Prof. Maurizio Volterrani, Primario di Cardiologia presso l’Ospedale IRCCS San Raffaele Pisana, Roma.

“Intervenire tempestivamente per correggere la carenza rappresenta un obiettivo fondamentale, anche alla luce delle diverse strategie terapeutiche che consentono di far fronte al problema: dalla modifica della dieta, all’assunzione di preparati a base di ferro per via orale, alla somministrazione di terapie iniettive quando i farmaci orali sono mal tollerati. I benefici di un trattamento adeguato si sono riscontrati anche nei pazienti nefropatici e con scompenso cardiaco”, conclude.

La diagnosi di carenza di ferro viene effettuata mediante un semplice esame del sangue che misura i livelli di emoglobina (il principale componente dei globuli rossi che fa sì che questi leghino l’ossigeno nei polmoni e lo trasportino ai tessuti e agli organi), la ferritina sierica (che riflette la quantità di riserve di ferro presenti nell’organismo) e la saturazione della transferrina (che indica quanto del ferro disponibile può essere utilizzato per produrre nuovi globuli rossi).

L’acqua migliora la qualità della voce

L'acqua migliora la qualità della voce
L’acqua migliora la qualità della voce

E’ risaputo che bere almeno otto bicchieri d’acqua al giorno sia la soluzione consigliata per permettere al nostro organismo di rimanere idratato e apportare una serie di benefici per la salute, ma non tutti sanno cosa fare per preservare la qualità della voce.

Secondo uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Pretoria in Sudafrica che ha analizzato oltre dieci anni di pubblicazioni sull’argomento, l’acqua rappresenta la più semplice e la più efficace soluzione per migliorare la qualità della voce.
E’ quanto riporta In a Bottle (www.inabottle.it) sul rapporto idratazione e salute vocale in occasione del Festival di Sanremo.
Sono stati cercati cinque database utilizzando le parole chiave “idratazione della piega vocale”, “qualità della voce”, “disidratazione della piega vocale” e “terapia della voce igienica”.

Tutti gli studi presi in considerazione sono stati analizzati in base a livelli di evidenza e indicatori di qualità della American Speech-Language-Hearing Association.
Analizzando parametri acustici è emerso che l’acqua è senza dubbio il mezzo naturale più efficace per preservare la salute della voce in particolare.

Effetti positivi sono stati confermati anche dall’inalazione del vapore e dalla nebulizzazione di soluzioni isotoniche. Questi risultati sono stati testati dai ricercatori di Pretoria su un gruppo di giovani studentesse di canto, che rispetto alle colleghe meno idratate hanno dimostrato una capacità acustica migliore e maggiormente prolungata.

La letteratura recente si sta specializzando sempre più sul tema del idratazione legato a quello della voce. Da quasi la totalità dei testi del settore emerge che in un programma di igiene vocale l’acqua rappresenta uno degli elementi indispensabili.

Bere poco peggiora la percezione del dolore

disidratazione
disidratazione

Seguire una corretta idratazione, ovvero scegliere l’acqua come bevanda principale e consumarne circa 8 bicchieri al giorno, è alla base del benessere di tutto l’organismo. Al contrario la disidratazione conduce ad una serie di conseguenze negative che si ripercuotono anche sulla percezione del dolore.

Studi condotti da un gruppo di ricercatori neozelandesi dell’Università di Massey1 confermano infatti che se beviamo troppo poco siamo più sensibili al dolore.

I ricercarori sono arrivati a questa scoperta effettuando su un gruppo di volontari per due volte (idratati VS disidratati) il cossidetto Cold Pressure Test – test dello stimolo del freddo – che consiste nel sottoporre i partecipanti alla pressione fredda sui piedi finché il dolore non diventa intollerabile.

Il risultati sono arrivati confrontando il tempo di sopportazione durante le due fasi e hanno provato che quando i soggetti erano fortemente disidratati percepivano il dolore il 40% in più rispetto a quando invece erano ben idratati. Ma gli effetti negativi sono stati riscontrati già con una lieve disidratazione, che porta ad un aumento del 20% alla sensibilità del dolore.

Ma quali sono i meccanismi alla base di questi risultati?

“Il Cold Press Test provoca uno stress termico sull’organismo innescando un aumento della pressione sanguigna – spiega il professor Umberto Solimene dell’Università degli Studi di Milano, membro dell’Osservatorio Sanpellegrino, Presidente FEMTEC, Federazione Mondiale del Termalismo – Durante il test il corpo risponde allo stimolo attraverso la regolazione della temperatura corporea. Nel caso di un organismo ben idratato il sistema di termoregolazione è più efficiente, e attraverso la stimolazione del sistema nervoso simpatico e l’aumento della produzione di endorfine – che provoca un effetto analgesico – riesce ad adattarsi più facilmente alle nuove condizioni ambientali. Per questo motivo mantenere il proprio corpo correttamente idratato aiuta a non aumentare la percezione del dolore”.

I risultati di questi studi confermano che l’idratazione è fondamentale per il benessere del nostro organismo a 360°. A maggior ragione in inverno, quando con il freddo è facile dimenticarsi di bere.

Su questo delicato aspetto, è importante sensibilizzare in modo particolare le persone anziane che anche in inverno vengono spesso colpite da disidratazione perché in aggiunta al “fattore freddo” in generale non percepiscono in maniera decisa lo stimolo della sete. La stessa attenzione, alla luce dei risultati dello studio, che dovrebbero prestare coloro che soffrono di malattie croniche. “In un contesto come quello odierno, – conclude il professor Solimene – in cui l’aspettativa di vita e d’invecchiamento della popolazione si allunga; aumentano, di conseguenza, anche le malattie croniche.

Circa un quinto della popolazione italiana soffre quotidianamente di dolore cronico causato per esempio da malattie osteoarticolari, influenzando in tal modo la qualità della vita e i costi della assistenza sanitaria. Diventa, dunque, necessario associare ad una buona alimentazione anche una corretta idratazione per evitare di aumentare la percezione del dolore che in questi casi è già alta”.