OLIMPIA EA7 EMPORIO ARMANI MILANO – PASTA REGGIA CASERTA

EA7 - Caserta

Di Stefano Daprile, Assago (Mi) 14.12.14

Al Forum di Assago arriva la Pasta Reggia Caserta, fanalino di coda in campionato con nessuna vittoria all’attivo, e perfetta vittima sacrificale sul cammino di Milano alla ricerca del primo posto in Regular Season.

Alla palla a 2 saltano Samuels e Michelori, completano i quintetti Ragland, Moss, Gentile e Melli per l’Olimpia, Moore, Young, Vitali, e Antonutti per gli ospiti.

Passata l’invasione di peluche sul parquet in seguito ai primi 2 punti di Young, si ricomincia con una Milano morbida tanto quanto i pupazzi lanciati dagli spalti. A meno di metà frazione Caserta, in maniera perfino semplice,  doppia già l’Emporio 5 a 10. Samuels suona la carica con la schiacciata del meno 1, ma Caserta risponde volando +6 con le giocate di Vitali e Moore.

Coach Banchi sceglie di scuotere i suoi con un time-out e sembra riuscirci quando all’uscita capitan Gentile mette 4 punti consecutivi che sembrano il preludio del sorpasso. Caserta non ci sta e dimostra di non essere venuta semplicemente in gita e chiude la frazione sopra 17 a 22.

 

Nel secondo quarto Ragland trova le entrate giuste per mettere Milano a un possesso di distanza, ma Brooks, tornato in versione inizio di stagione, distrugge quanto di buono costruito dai compagni sprecando ogni pallone gli capiti tra le mani. Il sorpasso è comunque nell’aria anche perché l’attacco dei campani diventa improvvisamente sterile. E’ Kleiza dalla distanza a materializzarlo per il 28 a 27 EA7 e con un buon James, che conferma la crescita delle ultime apparizioni, Milano abbozza perfino un parziale. E’ l’Ex Mordente, salutato dal pubblico a inizio gara, ad annullarlo e a rimettere l’equilibrio dall’arco, prima che i liberi di Young mandino le squadre negli spogliatoi con, a sorpresa, Caserta condurre 34 a 36.

 

Nella ripresa tanto Gentile e la tripla di Samuels rimettono la gara in equilibrio a quota 41 con Caserta che continua a rispondere colpo su colpo alle giocate del Capitano. Difese appena abbozzate e 4 punti consecutivi di Moss scrivono il massimo vantaggio Olimpia sul 49 a 45. Milano cerca di premere sull’acceleratore sfruttando peso e centimetri che caricano gli ospiti di falli, ma solo nell’ultimo minuto della frazione riesce ad aprire una breccia nella stoica resistenza campana, riuscendo a giungere all’ultimo intervallo sopra 60 a 52.

 

In avvio di ultimo quarto l’Olimpia la tripla di Samuels mette la prima doppia cifra di vantaggio del Match. Ci si aspetta che la breccia diventi una voragine e invece Caserta trova la forza di tornare a meno 3 giocando tutt’altro che da ultima della classe. Il miglior Gentile della stagione e Kleiza ridanno dall’arco ossigeno all’attacco delle scarpette rosse. Altra boccata fondamentale la fa tirare Brooks che imbrocca la prima conclusione della sua pessima gara e rimette il +7 per l’Emporio. Caserta prova un ultimo disperato tentativo, ma Melli e Ragland mettono a un minuto dal termine la partita in ghiaccio. Milano vince  un match difficile e vero 78 a 71, ma quel che più conta è altrettanto vero primo posto in classifica ottenuto con la contemporanea sconfitta di Venezia.

 

La Partita

Pagelle: Ragland 7 – Brooks 5 –  Gentile 7,5 – Gigli N.E. –  Cerella 6 – Melli 6 –  Meacham 6 – Kleiza 6 –  James 6,5 – Hackett Squal. –  Samuels 7  – Moss 6

EA7 EMPORIO ARMANI OLIMPIA MILANO – BARCELLONA

EA7 MILANO – BARCELLONA

Di Stefano Daprile, Assago (Mi) 23.10.14

Euro debutto casalingo per Milano contro una delle tante candidate alle Final Four del girone più infernale di tutta la massima competizione europea. Al Forum arriva un Barcellona con tanti cerotti, su cui spicca l’assenza della sua stella più lucente chiamata Juan Carlos Navarro.

Alla palla a 2 saltano Samuels e Tomic. Completano i quintetti Hackett, Moss, Gentile e Melli per Milano, Oleson, Huertas , Thomas,e Doellman per gli spagnoli.

Coach Banchi sceglie il quintetto più rodato per evitare i soliti inizi molli che contro gli spagnoli potrebbero rivelarsi letali. La scelta è azzeccata perchè Milano parte concentrata e butta sul parquet una buona intensità difensiva. Gentile è in versione Eurolega e attacca il ferro con buona regolarità procurando i primi grattacapi ai Blaugrana. Samuels lavora sporco con successo sotto le plance, e anche Hackett pare riabilitato nell’ora d’aria europea concessagli dall’esilio del campionato.

E’ Milano a condurre, ma il Barcellona non è squadra che si scompone, e studiato l’avversario inizia a martellare le serrate maglie biancorosse colpendo lontano dalla mischia. La precisione dall’arco è quasi chirurgica, con Thomas vestito da cecchino spietato che non risparmia nessuno, nemmeno la buona Olimpia della prima frazione, che chiude sotto 17 a 20 complice l’83% spagnolo dalla distanza.

 

In avvio di secondo periodo iniziano le rotazioni e i dolori più grossi per Milano.

Brooks conferma 2 cose: di conoscere il Basket, ma di averci capito ancora poco della pallacanestro, quella d’oltreoceano. Il Barcellona capitalizza al meglio i suoi errori volando 21 a 32.

Coach Banchi si rifugia in un timeout che anzichè spronare i suoi, trasforma James in un budino divorato puntualmente da Pleiss che, in coppia con l’ottimo Abrines, fa decollare il Barca a +18 sul 22 a 40.

Kleiza prova a scuotere dal torpore i suoi, ma sono solo scintille di un accendino scarico. Si svegliano anche gli opachi Huertas e Tomic, che permettono al Barcellona di condurre all’intervallo lungo per 32 a 45, con Hackett che di grinta nel finale trova il gioco da 3 punti che rende un po’ meno amaro il gap.

 

Ci vogliono altre facce nella ripresa. I primi 2 punti del terzo quarto sono di Oleson con l’appoggio più semplice e solitario del mondo. I musi si allungano.

Con classe e grinta Gentile e Hackett, con il sostegno dei muscoli di Samuels, imbastiscono un timido tentativo di rientro fino al 39 a 47. Purtroppo altri danni di Brooks sono in agguato, e l’immarcabile Avrines riporta in un amen gli ospiti sopra di 13. Ancora Gentile e Hackett, con il merito di essere gli ultimi ad arrendersi, riportano l’Emporio sotto 50 a 58.  Ci sono ancora fiammelle di speranza che gli ultimi 30 secondi scellerati di Milano spengono prontamente. 5 punti micidiali dei migliori in campo, Avrines e Pleiss scrivono il 50 a 63 dell’ultimo intervallo.

Nel quarto periodo gli spagnoli mettono subito la partita in ghiaccio, anche con parvenze di irrisoria facilità. Milano torna a -16 e assiste anche ad accenni di accademia da parte del Barcellona.

Coach Banchi prova la carta Ragland, ma l’ex Cantù è totalmente fuori dalla partita. James e Kleiza rimettono l’Olimpia a meno 9 alimentando i (finti) patemi di rientro degli ospiti.  Basta un timeout per rimettere le cose in chiaro. Il Barcellona è, in questo momento, più squadra ed espugna dominando il Forum 63 a 78.

Milano è 02, che non è il prefisso ma bensì numeri che sottolineano un brutto avvio di stagione e una chimica di gruppo tutta ancora da scoprire.

 

Pagelle: Ragland 4,5 – Brooks 4 –  Gentile 6 – Giglie N.E. –  Cerella 5 – Melli 5,5 –  Meacham N.E. – Kleiza 5,5 –  James 5,5 – Hackett 6,5 –  Samuels 6  – Moss 5,5.

 

Olimpia EA7 Emporio Armani Milano – Giorgio Tesi Group Pistoia

Assago (Milano), 19 maggio 2014 di Stefano Daprile. La partita: i Play Off per Milano partono con Hackett, Langford, Gentile, Melli e Samuels sul parquet. La sorpresa Pistoia risponde con Wanamaker, Gibson, Daniel, Washington e Johnson. 3 minuti e il divario tra le 2 squadre appare subito netto. Milano martella coi lunghi, costringendo Coach Moretti fin da subito a rinfrancare i suoi tramite timeout. Si riprende con Milano che conduce senza fare troppo male, Melli escluso particolarmente ispirato e coinvolto in fase offensiva. Pistoia ci prova a non fare la vittima sacrificale e a suon di liberi risale a un paio di possessi di contatto prima che una noiosa prima frazione termini con i padroni di casa avanti 20 a 14.

Se pur difficile, in avvio di secondo periodo la qualità di gioco scende ancora. Ferri e palle perse sono i protagonisti a tutto campo, mentre Coach Banchi mescola giocatori e posizioni meglio di un Croupier professionista. Trascorso metà periodo, Milano da un filo di Gas con 4 punti consecutivi di Melli che le concedono il primo vantaggio in doppia cifra sul 30 a 20 prima che si scivoli verso l’intervallo sul 35 a 28.

Ritmi un po’ più alti nella ripresa ma senza esagerare. Washington e Wanamaker rimettono la Giorgio Tesi a sole 4 lunghezze e solo le troppe infrazioni di passi degli ospiti evitano distacchi ancor più esili. L’apparente rilassatezza di Milano porta qualche buon tiro di Samuels e Kangur ma Galanda sornione pesca la tripla del meno 3 che costringe Coach banchi al primo time out emergenza del match. Hackett prova a farsi perdonare un periodo di assenza ingiustificata come protagonista, e in post basso trova un paio di buone giocate che all’ultimo intervallo dicono 53 a 48 EA7.

Langford cadendo all’indietro inaugura l’ultima frazione. Un po’ di nervosismo del bomber d’Eurolega e Banchi non possono nascondere una certa apprensione impensabile alla vigilia. Anche gli spalti sono obbligati ad accendersi un minimo, ma un tecnico fischiato alla panchina EA7 da la palla del pareggio agli ospiti, sprecata con la tripla di Cortese. Milano la scampa ma Pistoia con la difesa versione Play Off rimane in scia, almeno fino a quando l’MVP del Match, Niccolò Melli pesca la tripla del nuovo +10 con 2 minuti abbondanti di gioco. E’ il colpo del KO. Milano si prende il lusso di giocare addirittura un paio di minuti da Olimpia e portare a casa Gara 1 con il punteggio di 73 a 59. Per questa serie può anche bastare, ma per tornare a vincere l’ultima partita dei Play Off servirà elevarsi.

Pagelle: Gentile 5,5 – Cerella 6,5 – Melli 7,5 – Hackett 6 – Kangur 6 – Langford 6,5 – Samuels 6,5 – Wallace 6. – Lawal 6 – Moss 5 – Jerrells 5 .

OLIMPIA EA7 EMPORIO ARMANI MILANO – REYER UMANA VENEZIA

EMPORIO ARMANI MILANO

di Stefano Daprile, Assago 01-04-12

Buon compleanno Coach Scariolo, anche se di buono c’è ben poco. La sconfitta di settimana scorsa con Cremona ha fatto riapparire in un istante tutti i dubbi intorno all’Olimpia che nelle ultime apparizioni sembrava stessero sparire.
I limiti mentali è ormai appurato che sono scritti nel DNA di questa squadra, e una mutazione genetica negli ultimi 2 mesi della stagione è sempre più difficile.

I quintetti di partenza delle 2 squadre sono formati da Cook, Hairston, Mancinelli, Fotsis e Bourousis per Milano, da Clark, Young, Szewczyk,  Slay e Bryan per la Venezia.

Milano scappa 6 a 0 grazie alle seconde opportunità procurate da Fotsis che calamita 2 rimbalzi offensivi nelle sue mani. Il terminale offensivo più efficace è Bourousis che si dimostra tanto sgraziato quanto letale bucando con una certa facilità una troppo distratta Reyer.

Cook è preciso dall’arco e solo i troppi errori di Milano dalla lunetta non scrivono un parziale ben più pesante del 22 a 11 con cui l’Olimpia doppia i lagunari con poco più di un minuto da giocare.

Il finale di primo quarto è comunque tutto EA7, che gioca anche un bel basket, e con Hairston e Melli dilata il vantaggio fino al 27 a 11 tra gli applausi del pubblico del Forum.

 

Terminata la prima disastrosa frazione Venezia si rimbocca le maniche e ricomincia più determinata e aggressiva con l’obiettivo di ricucire lo strappo. La formula funziona. Si torna a 10 punti di gap e Coach Scariolo argina chiamando timeout. Il break giova alle scarpette rosse che riprendono a macinare gioco e punti. Gentile è presente in tutte e due le metà campo mentre Bourousis continua ad aumentare il suo bottino.  Sul +13 per Milano gli arbitri diventano protagonisti (in negativo) fischiando un tecnico alla panchina di Venezia, rea di proteste troppo vivaci sul netto fallo non fischiato a Meini durante una conclusione dall’arco. Milano controlla e arriva all’intervallo lungo sopra 43 a 28 guidata da un super Bourousis, immacolato dal pitturato e autore di 16 punti.

 

Il centrone greco è devastante anche nella ripresa. Il +19 Olimpia è tutto suo, e se non fosse per i precedenti blackout stagionali di Milano si potrebbe considerare il match già chiuso. Venezia sa di questi passaggi a vuoto e non vuol morire. Sui primi errori di Bourousis e le ingenue palle perse di un irriconoscibile Bremer costruisce una lenta risalita  fino al meno 8 del 57 a 49, prima che, Bremer, si scrolli un po’ di grigiore di dosso, e mandi le squadre all’ultimo intervallo sul 60 a 49.

 

In avvio di ultimo quarto a Milano tremano visibilmente le gambe. Young folleggia tra le scarpette rosse e deposita nella retina 4 punti che portano Venezia a meno 7 sul 60 a 53. Ci pensa Rocca a provare a scuotere i suoi ma è la Reyer a crederci di più. Nella fase dei tanti errori i lagunari rosicchiano un punto a minuto a Milano e giungono a meno 5 con altrettanti minuti da giocare. Bourousis si inceppa dalla lunetta ma Mancinelli arriva come un felino dalla retrovie e trova il tap-in del 65 a 58.  Stesso copione poco dopo con la tripla sbagliata dall’Ex Olympiakos seguita dal fondamentale rimbalzo in attacco dell’Ex Fortitudo. I 2 lunghi biancorossi continuano a essere i protagonisti della frazione.  Il Mancio questa volte costruisce e Bourousis trova la retina del suo 25esimo punto per il +8 EA7 sul 69 a 61 con 2 minuti da giocare. Hairston riscrive poi la doppia cifra di vantaggio non lasciando più spazio per altri harakiri. Milano vince, ancora non convince perchè come consuetudine pecca dal punto di vista mentale. L’istinto killer questa squadra proprio non lo possiede. E purtroppo non sembra la sola virtù a mancare. 79 a 70 il risultato finale.

 

 

Pagelle: Giacchetti s.v. –  Mancinelli 6,5 –  Fotsis 6 –  Cook 6,5  –  Rocca 6 –  Filloy s.v. –  Melli 6 –  Gentile 6,5 –  Radosevic 6 – Hairston 5,5 – Bourousis 8 – Bremer 5,5

 

In Conferenza Coach Scariolo: Grandi complimenti alla mia squadra ma anche al nostro avversario. Abbiamo giocato tre quarti di partita molto bene. Forse in maniera anche non sostenibile. Abbiamo sbagliato però troppi liberi. La vittoria è stata costruita sul controllo dei rimbalzi. Sulla nostra classifica siamo messi bene nei confronti diretti con le squadre potenzialmente da Play Off. Dobbiamo migliorare il rendimento contro quelle, sulla carta, più piccole. La nostre difficoltà sono molto più mentali che tattiche.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

OLIMPIA EA7 EMPORIO ARMANI MILANO – JUVE OTTO CASERTA

EA7 - JUVE OTTO CASERTA

di Stefano Daprile, Assago 18-03-12

Dopo la doppia sosta dovuta all’All Star Game e al turno di riposo, Milano prosegue la rincorsa a Siena, e più verosimilmente alle sue inseguitrici.
Cantù, Sassari, Venezia, Bologna e Pesaro corrono, e in questo momento della stagione occorre assolutamente evitare passi falsi imprevisti se non si vuole scivolare in pericolosi piazzamenti nella griglia Play Off.

Siamo nel momento della stagione dove le scelte, le rotazioni, e nel caso dell’Olimpia l’ultimo posto disponibile a Roster, diventano decisive.

Coach Scariolo aveva dichiarato che  l’ultimo acquisto di Milano sarebbe arrivato dopo la sosta, il nome è ancora un mistero, mentre appare sempre più probabile l’arrivo di una guardia, ruolo che con la partenza di Nicholas è sicuramente il più scoperto.

Sulle rotazioni il solo Giacchetti sembra essere uscito dal campo visivo del Coach campione d’Europa, mentre il borsino di Radosevic e Melli è in rialzo.

Per tenere il passo del gruppo Milano deve superare l’ostacolo Juve Caserta, squadra imprevedibile capace di vincere quest’anno addirittura sul parquet di Stonerook e compagni.

 

Alla palla a 2 Coach Scariolo si affida a Cook, Hairston, Mancinelli, Fotsis e Bourousis, risponde Coach Sacripanti con Collins, Bell, Maresca, Smith e Stipanovic.

 

In avvio Milano gioca un buon basket anche se le percentuali al tiro non gli danno ragione. Caserta si affida soprattutto ai lunghi dove in particolare Stipanovic , dimenticato troppo spesso da Bourousis, scardina con regolarità la difesa biancorossa. Nell’altra metà campo il centrone greco è più preciso e le sue due triple permettono a Milano di tenere il naso avanti. Buono l’impatto anche di Mancinelli e Hairston, in ombra invece Fotsis. Sul finire di frazione si rivede in campo nuovamente Giacchetti; il suo impatto sembra essere il medesimo degli ultimi mesi, ma è sua la tripla di fine periodo che permette a Milano di chiudere avanti 17 a 16.

 

Il baby quintetto milanese formato da Giacchetti, Gentile, Bremer, Melli e Radosevic si rivede anche alla ripresa dei giochi dopo aver chiuso il primo quarto. I ragazzacci di Scariolo lottano da veri guerrieri dimostrando di meritare minuti importanti.   E’ però a meta ripresa con il rientro dei senatori che Milano confeziona il primo break significativo. Fotsis, Cook e Bourousis lanciano l’Olimpia sul 31 a 20, nonostante quest’ultimo sprechi palloni in attacco a ripetizione. Smith prova a scuotere la Juve ma 2 giochi da 3 punti di Hairston e Bourousis, in versione croce e delizia, proiettano Milano sul +13 per il 37 a 24 preludio del 42 a 28 di fine primo tempo in virtù dell’ennesimo gioco da 3 punti dell’ex Olimpiakos sulla sirena.

 

Milano rimane concentrata e alla ripresa assesta un 6 a 0 di parziale che assomiglia terribilmente al colpo del KO.  Bell e Collins, a digiuno nel primo tempo dalla distanza, aggiustano il mirino e a suon di triple provano a far rialzare una Caserta stramazzante, ma l’Olimpia continua a trovare il canestro con continuità e una certa facilità coinvolgendo tutto il quintetto,  il medesimo dell’avvio di gara. Mancinelli e soprattutto Bourousis fanno infatti malissimo ai campani, che nonostante  un Charlie Bell scatenato e una terza frazione con più punti a referto rispetto l’intero primo tempo, chiudono sotto 72 a 60.

 

L’ultimo quarto si apre con il Cost to Cost  di Mancinelli che sembra dire che l’Olimpia degli inspiegabili passaggi a vuoto  è un lontano ricordo. Smith non è dello stesso parere e conduce Caserta a meno 8. Arriva anche un tecnico fischiato a Cook ma l’Olimpia di oggi è rocciosa come il suo colosso greco; Bourousis interrompe in schiacciata il pericoloso rientro casertano e Bremer con una bomba ristabilisce la doppia cifra di vantaggio sull’82 a 71. E’ la successiva schiacciata di Hairston a far esplodere il Forum di Assago è far sembrare la partita chiusa. Ma la Juve Caserta di oggi ha il grande merito di non voler morire. Collins si traveste da spietato cecchino  e con 3 triple intervallate dal jumper di Hairston avvicina Caserta fino al meno 4 dell’86 a 82 con poco più di 2 minuti da giocare. Le responsabilità della palla che scotta se la prende Bremer ma non trova il fondo della retina. Collins spreca malamente il contropiede con un’infrazione di doppio palleggio, e Bourousis dalla lunetta riprende a muovere il punteggio per l’88 a 82.
Inizia un fittissimo valzer dei liberi; Smith a un minuto dal termine ristabilisce il meno 4, Bremer il +6, Collins il nuovo meno 4, ancora Bremer il +6. Collins si inceppa dalla distanza, ma il rimbalzo offensivo di Doornekamp  permette a Smith di scrivere il meno 3 sul 92 a 89. Bremer continua a essere chirurgico dalla lunetta, ma sul fronte opposto Righetti dall’arco spreca l’ultima occasione. Rimane il tempo per l’ultimo giro in lunetta per Fotsis che fa mezzo bottino per il 95 a 89 finale.

La Juve gioca una buona gara, ma Milano lancia un altro segnale positivo al campionato. La vittoria contro questa Caserta non era per nulla scontata, e la crescita costante del gruppo di Scariolo non può di certo passare come una bufala.

 

 

Pagelle: Giacchetti 5,5 –  Mancinelli 6,5 –  Fotsis 6 –  Cook 6,5  –  Rocca s.v. –  Filloy s.v. –  Melli 5,5 –  Gentile 6,5 –  Radosevic 6 – Hairston 6,5 – Bourousis 7 – Bremer 7

 

In Conferenza Coach Scariolo: Fino a quando siamo andati 20 punti avanti abbiamo fatto una partita molto buona, specialmente in difesa. In attacco abbiamo sbagliato qualche tiro facile da sotto. Abbiamo pensato troppo presto che la partita fosse chiusa. Sul fronte mercato abbiamo 4/5 nomi. Sono tutti i giocatori sotto contratto. Di sicuro questa settimana non arriverà nessuno. Come obiettivi per il futuro immediato dobbiamo pressare di più l’avversario a tutto campo, dobbiamo migliorare a rimbalzo offensivo e diminuire le palle perse.