“HIV, Presente e futuro del paziente cronico”

Adriano Lazzarin
Adriano Lazzarin

Finalmente si torna a parlare e a fare informazione sull’HIV.
Da troppo tempo le campagne di informazione non hanno più coinvolto la popolazione, specie giovani e giovanissimi, sui rischi di un’infezione che si mostra comunque sempre minacciosa e pronta a approfittarsi dell’ignoranza e del pregiudizio.

Anche nel nostro Paese, i cosiddetti “Millennials” mostrano evidenti lacune ed è compito delle istituzioni, della scuola e delle famiglie contribuire a riempire questo vuoto creatosi in venti anni di rarefazione e scarsa conoscenza.

Uno studio europeo e americano, con l’Italia che ambisce a giocare un ruolo da protagonista contro l’HIV: lo studio clinico Mosaico realizzato da Janssen, la società farmaceutica del gruppo Johnson&Johnson e nato da una partnership pubblico-privato a livello globale, si propone di valutare l’efficacia di un regime vaccinale preventivo anti HIV per il quale è già stata richiesta alle autorità competenti (Ministero Salute, AIFA e Comitati Etici) l’autorizzazione all’esecuzione dello studio clinico.

Il vaccino sperimentale ha raccolto i risultati degli studi di fase 1/2a in termini di sicurezza ed immunogenicità e si appresta ad esser sperimentato all’interno di una popolazione più ampia.

Il regime vaccinale in questione, che possiamo definire “a mosaico”, è stato sviluppato per essere potenzialmente un vaccino con approccio globale per la prevenzione dell’infezione da un’ampia varietà di ceppi virali, responsabili della malattia.

“La prova della sua efficacia – spiega il Prof. Adriano Lazzarin, Ospedale San Raffaele, Milano – la potremo avere solo a studio concluso. La complessità e variabilità dei processi di risposta immune innescati da HIV (linfociti B, linfociti T , cellule accessorie) nel singolo individuo lasciano purtroppo margini di imprevedibilità, e questo trial sarà una buona opportunità per conoscerli meglio”.

Negli ultimi 7 anni in Italia il numero di nuove diagnosi è stato piuttosto stabile, e i nuovi casi sono state provocati soprattutto da infezioni a trasmissione sessuale, sia di tipo sia eterosessuale sia omosessuale. Più del 50% delle nuove diagnosi avviene in condizioni avanzate di malattia, cioè quando il livello di linfociti CD4 è al di sotto delle 350 cellule, o addirittura alla comparsa di sintomi o manifestazioni cliniche legate alla malattia conclamata.

ICAR – HIV: In arrivo nuovi farmaci

Da sx Rizzardini Castagna D'Arminio Monforte Puoti
Da sx Rizzardini Castagna D’Arminio Monforte Puoti

Entro l’autunno saranno disponibili in Italia due nuove opzioni terapeutiche in STR (single tablet regimen): la prima prevede l’utilizzo di bictegravir, inibitore dell’integrasi di seconda generazione, mentre la seconda di doravirina, inibitore non nucleosidico della trascrittasi inversa di ultima generazione
Oltre 37 milioni di persone vivono nel mondo con l’infezione da HIV.

In molti paesi la proporzione di pazienti che ha accesso alla terapia antiretrovirale e che è in grado di controllare la replicazione del virus oscilla tra il 50 e il 60%. Ma in Italia lo scenario è decisamente migliore: oltre il 90% dei pazienti che accede alle cure è “undetectable”, ossia in grado di controllare completamente la replicazione virale. Abbiamo tuttavia necessità di opzioni terapeutiche semplici, ben tollerate, con un’efficacia terapeutica superiore al 90%, per favorire l’aderenza alla terapia e mantenere il successo virologico nel tempo.

Se ne parla a Milano durante l’ultimo giorno dell’11esima edizione del Congresso ICAR, Italian Conference on AIDS and Antiviral Research, il punto di riferimento per la comunità scientifica nazionale in tema di HIV-AIDS, Epatiti, Infezioni Sessualmente Trasmissibili e virali. ICAR è organizzata sotto l’egida della SIMIT, Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, e di tutte le maggiori società scientifiche di area infettivologica e virologica e del mondo della community.

Il Congresso, presieduto dai professori Antonella Castagna, Antonella d’Arminio Monforte, Massimo Puoti e Giuliano Rizzardini, è in corso presso l’Università degli Studi, in via Festa del Perdono, 7. Presenti 1200 partecipanti, tra specialisti, clinici, pazienti e tutto il mondo della “community”.

“Abbiamo necessità – spiega la Prof.ssa Antonella Castagna, Professore associato Malattie Infettive, Università Vita-Salute San Raffaele, Milano – di nuove opzioni terapeutiche per prevenire e combattere il fenomeno della resistenza, fenomeno fortunatamente molto limitato in Italia ma che affligge già i paesi a risorse terapeutiche limitate”.

Simit– Nuovo untore HIV ad Ancona

prof-massimo-galli
prof-massimo-galli

Allarme per il nuovo caso di “untore” dell’AIDS ad Ancona. Un uomo positivo all’HIV da circa 10 anni ha avuto rapporti sessuali senza adottare precauzioni. È stato arrestato dagli agenti della squadra mobile e adesso si trova nel carcere di Ancona.

“La trasmissione di HIV in Italia non si è mai arrestata. Si stima che ogni anno si verifichi ancora qualche migliaio di nuove infezioni” ricorda il Professor Massimo Galli, Presidente della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali – SIMIT. “in caso di rapporti occasionali non possono pertanto essere dimenticate le adeguate misure di protezione. Il preservativo rimane un presidio di prevenzione fondamentale”.

La condizione epidemiologica attuale, molto diversa da quella di 20-30 anni fa, merita nuovi interventi specifici : “Nelle attività previste dal nuovo Piano Nazionale AIDS è contenuta anche una robusta ripresa dell’attività di prevenzione e sensibilizzazione, mirata alle nuove realtà più a rischio” aggiunge il prof. Galli.

Ma quante potrebbero essere le persone che hanno contratto l’infezione avendo avuto rapporti sessuali non protetti con quest’uomo, che viaggiava in tutta Italia per lavoro. “Per ogni rapporto sessuale non protetto, il rischio che una persona con attiva replicazione del virus lo trasmetta a un’altra persona è stimato attorno all’1% – spiega il prof. Galli – Questo rischio aumenta o diminuisce a seconda di diverse variabili, quali la quantità di virus, ossia della carica virale della persona infetta o la presenza di fenomeni facilitanti nella persona suscettibile dell’infezione, come infiammazioni degli organi riproduttivi. Il rapporto anale, ad esempio, prevede un maggior rischio di trasmissione per singola esposizione. Conta anche, ovviamente, la quantità di rapporti. Il partner ricettivo, cioè in un rapporto eterosessuale, la donna, è a rischio più elevato, poiché in una singola eiaculazione la quantità totale di virus presente nel liquido seminale è maggiore di quella presente nel secreto vaginale”.

Per quanto l’efficienza di trasmissione del virus sia dunque abbastanza bassa, questo non permette di abbassare la guardia.
COSA FARE – LA PROFILASSI POST ESPOSIZIONE – “Nell’immediato è importante che le persone che abbiano avuto un rapporto nelle ultime 24-48 ore contattino lo specialista infettivologo di riferimento per eventualmente iniziare la profilassi post esposizione – spiega il dottor Marcello Tavio, Vice Presidente SIMIT e Direttore della UOC di Malattie Infettive dell’Azienda ospedaliero universitaria “Ospedali Riuniti” di Ancona – si tratta di un cocktail farmacologico che viene somministrato alla persona a rischio e che è in grado di ridurre notevolmente la percentuale di trasmissione del virus. Superate le 48 ore, le persone che hanno avuto rapporti che possono essere considerati a rischio devono rivolgersi a un centro competente e sottoporsi a un colloquio, a seguito del quale devono eseguire il test, inizio di un periodo più o meno lungo di controlli. Nel caso in cui si riscontri l’infezione da HIV, non si tratta affatto di una sentenza di morte: la persona può essere curata tempestivamente e con ottima tolleranza, avendo delle aspettative di vita pari alla popolazione generale se la terapia viene iniziata in tempi utili. La malattia dunque si controlla e si impedisce un’evoluzione sfavorevole”.

Infine, una raccomandazione. “L’importante è monitorare con i test necessari la propria situazione” aggiunge il dott. Marcello Tavio. “Non bisogna farsi ingannare dai falsi profeti che diffondono teorie pericolose come quelle che negano che l’HIV sia la causa dell’AIDS. Sono teorie mortifere che fanno del male alle persone.

In caso di dubbio, bisogna rivolgersi allo specialista per ottenere ogni chiarimento. Le conseguenze di una cattiva informazione possono essere disastrose”.

Numerose le manifestazioni scientifiche e le occasioni di confronto con la volontà di creare cultura, educare, informare e prevenire. Tra queste, ICAR (Italian Conference on AIDS and Antiviral Research), Congresso di cui si è tenuta la X edizione a Roma lo scorso mese di maggio, con oltre 1300 partecipanti, di cui circa 900 specialisti italiani e stranieri, oltre a rappresentanti del mondo delle istituzioni, dell’Aifa e del mondo delle Community.

Tra i suoi scopi, proprio la costruzione di una consapevolezza del rischio e la diffusione di una corretta informazione nella società, con particolare attenzione ai giovani, ancora poco coscienti dei pericoli quotidiani e dei rapporti occasionali. Con le terapie disponibili, che vanno assunte per tutta la vita, la malattia oggi cronicizza, val bene sottolinearlo, ma il virus non viene eradicato né esiste ancora un vaccino preventivo.

Aids. Comune lancia nuovo spot contro emarginazione persone sieropositive realizzato con Ospedale Sacco

AIDS: IN ITALIA 4MILA CASI L'ANNO, SEMPRE DI MENO FANNO TEST
Domani, in occasione della Giornata Internazionale contro l’Aids, il Comune di Milano e l’Ospedale Sacco lanciano uno spot contro l’emarginazione sociale delle persone affette da Hiv. Il video è scaricabile al link https://youtu.be/NEWO-O4J6Go.

Lo spot sarà presentato domani, martedì 1 dicembre alle ore 19 presso la Fabbrica del Vapore in via Procaccini 4, alla presenza degli assessori Francesco Cappelli (Educazione) e Pierfrancesco Majorino (Cultura della Salute), durante un aperitivo organizzato nell’ambito delle iniziative legate alla mostra ‘Out of Sight – Un viaggio nell’epidemia globale di HIV e AIDS’. Lo spot è stato realizzato dal Comune di Milano e l’Ospedale Sacco, in collaborazione con Naba e Smemoranda. In 40 secondi il video spiega come le persone sieropositive sono persone come le altre, con i loro sogni, la loro voglia di condividere gioie e passione con gli amici. “L’infezione da Hiv non si trasmette con le normali attività della vita quotidiana”, è il messaggio che emerge con forza dal video.

“L’idea dello spot – ha spiegato l’assessore all’Educazione Francesco Cappelli – nasce dall’équipe dell’Ospedale Luigi Sacco, formata dalle educatrici della Sezione Ospedaliera del Comune e dal personale ospedaliero della Clinica Pediatrica, che seguono circa cento tra bambini, ragazzi e adulti affetti di Hiv cui la malattia è stata trasmessa da madri sieropositive. Questi bambini, questi giovani hanno una vita normale: vanno a scuola, studiano, lavorano, giocano, amano, ridono come tutti. Contro ogni tentativo di emarginazione e discriminazione tutti, come cittadini e amministratori, dobbiamo impegnarci perché la loro vita sia serena e ricca di opportunità, come quella di chiunque”.

“La campagna di sensibilizzazione lanciata con questo spot dalle educatrici e dai medici dell’Ospedale Luigi Sacco – ha dichiarato Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche Sociali e Cultura della Salute – è molto semplice ed efficace perché in pochi secondi ci mette in guardia contro ogni possibile discriminazione delle persone sieropositive. Infatti il rischio di contagio non è finito, ma non è certo durante le normali attività della vita quotidiana che questo può avvenire. È dunque fondamentale promuovere la prevenzione e sensibilizzare in ogni modo i cittadini sul tema dell’AIDS circoscrivendola all’ambito sessuale. Questo spot è un ulteriore importante tassello realizzato dalla nostra Amministrazione per informare nel giusto modo la cittadinanza, promuovendo la collaborazione con tutte le realtà impegnate in questo campo e con le organizzazioni del terzo Settore e gli operatori della Sanità. Solo attraverso un’alleanza ed una rete tra esperienze presenti sul territorio è possibile agire concretamente per combattere questa malattia che è prima di tutto sociale”.

Smemoranda.it ha realizzato anche il videoreportage ‘Chi aiuta i ragazzi con l’Hiv?’ durante il quale i medici, gli infermieri, i ricercatori, le educatrici e i volontari del reparto di Infettivologia pediatrica dell’Ospedale Luigi Sacco di Milano, raccontano come si svolge il loro lavoro quotidiano, che consiste nell’offrire a circa cento bambini e adolescenti affetti da HIV le cure mediche e il sostegno psicologico necessari per condurre una vita normale. Link del videoreportage: https://youtu.be/l-KHOhggoro.

É possibile visitare la mostra ‘Out of Sight – Un viaggio nell’epidemia globale di HIV e AIDS’, patrocinata da Anlaids Onlus fino al 5 dicembre, dalle 9.30 alle 20.30, presso la Sala delle Colonne alla Fabbrica del Vapore in via Procaccini 4. La mostra è un efficace strumento di prevenzione, particolarmente per i giovani, grazie all’esposizione fotografica e al percorso scientifico-emozionale. La mostra ruota attorno agli scatti del fotogiornalista Nanni Fontana ed è corredato da informazioni epidemiologiche, morfologiche, farmaco-economiche, sulla prevenzione e sulle terapie.

I volontari di Anlaids sono a disposizione per guidare i visitatori lungo il percorso.

Domani, alle ore 18, sempre alla Fabbrica del Vapore, si terrà la tavola rotonda ‘L’Aids allo scadere dei Millennium Development Goals’, a cui parteciperà Giorgio Colombo (Dipartimento Scienze del Farmaco di Pavia), Giovanni Del Bene (Anlaids), Nanni Fontana (fotogiornalista).

Mentre, dalle ore 16 alle ore 18, presso la Sala Consiliare, a Palazzo Marino, si terrà un incontro per festeggiare i 30 anni di attività di Asa Onlus con i volontari, alla presenza dell’assessore alle Politiche sociali e Cultura della Salute Pierfrancesco Majorino e della consigliera Maria Rosaria Iardino.

Altre iniziative in programma

Martedì 1 dicembre

Easy Test – Con il supporto dei Volontari Anlaids e del G.V.M.A.S., sarà possibile effettuare il test rapido salivare in forma anonima e gratuita, presso  ASL, Centro MTS, viale Jenner 44 (dalle ore 8.30 alle ore 18.30), Laboraf – via Spallanzani (dalle ore 12 alle ore 18) e Stazione Cadorna (dalle ore 12 alle ore 17).

Presso lo Store Mac, in via Fiori Chiari, i volontari Anlaids saranno a disposizione della clientela per dare informazioni sull’Hiv/Aids. L’evento vedrà la partecipazione di blogger del settore beauty che racconteranno il tutto in diretta sui loro canali multimediali.

Dalle 18 alle 20, in collaborazione con Asa Milano Onlus, si rinnova l’evento ‘Il Tram della Prevenzione’ per sensibilizzare la cittadinanza. I volontari presidieranno l’info point di piazza Castello e saranno presenti sul Tram per fornire informazioni sull’Hiv e sulle MTS. Musica, DJ, Liveshow, animazione, bibite e kit della prevenzione.

Alle ore 19, presso la sede di Anlaids Lombardia, in via Monviso 28, si terrà un momento di confronto tra volontari, operatori e persone che si affidano ai servizi. Seguirà un momento conviviale per chiudere la celebrazione dell’AIDS Day.

Giovedì 10 dicembre

Dalle ore 20, presso la Casa dei Diritti, in via Edmondo De Amicis 10, si svolgerà l’incontro per i giovani, organizzato dal Consiglio di Zona 1, dal titolo ‘Milano e HIV. Cosa ne sappiamo?’, durante il quale sarà presentato il test salivare.

Venerdì 18 dicembre

Alle 10.30, presso il Teatro Menotti, in via Menotti 11, si terrà lo spettacolo ‘Oggi si recita l’Hiv’, realizzato nell’ambito dell’evento ‘Studenti a Teatro’. Lo scopo dello spettacolo è permettere ai giovani studenti un ulteriore approfondimento sulle tematiche dell’infezione da Hiv attraverso una pièce teatrale che raccoglie l’esperienza di chi vive la patologia.