Nuovi giochi per asilo Munari di Ospiate

Asilo Munari
Asilo Munari

Nuovi giochi nel giardino della scuola materna Munari di Ospiate. È quello che troveranno i piccoli all’inizio del nuovo anno scolastico, dal prossimo mese di settembre. Anche per ringraziare di questas bella novità, alcuni bambini della scuola, accompagnati dalle loro insegnanti, sono venuti a trovare il Sindaco Francesco Vassallo che li ha accolti in sala giunta e ha spiegato loro cosa significa fare l’Amministratore pubblico e quali e quante cose si devono e si possono fare per il bene della città.

Ma come saranno i nuovi giochi? Si tratta di un Tunnel mangia mela, del Lombrico a molla, della Piramide a corde e del Piccolo cespuglio dotato di due scivoli e altre corde per l’arrampicata. “Era una promessa che avevo fatto – dice il Sindaco Vassallo – e appena vista la possibilità, l’abbiamo concretizzata”.

L’impegno di spesa si aggira sui 10mila euro e le risorse sono state recuperate dall’avanzo di Bilancio.

Quando curare il giardino trasforma in criminali

FABIO MANARA(FILEminimizer)
FABIO MANARA(FILEminimizer)

Sono sempre maggiori le restrizioni imposte alla cura del verde per i normali cittadini che vogliono curare il proprio giardino e il proprio orto familiare. Soprattutto vi è una mancanza di sensibilità delle amministrazioni pubbliche che nemmeno si impegnano, all’interno di restrizioni sempre più importanti, ad agevolare gli abitanti con normative chiare e puntuali nonostante sia a tutti nota la passione degli italiani per la coltivazione delle piante.

La maggior parte della popolazione italiana vive in ambienti di provincia dove è frequentissimo avere a disposizione piccole superfici di terreno che non vengono lasciate incolte ed invase da erbacce, topi e quant’altro, ma doviziosamente curate con zelo e passione mettendo a frutto una storica cultura del verde che molti sanno di avere e vogliono orgogliosamente esercitare. Persino nelle grandi città si arriva a coltivare le piante in casa o su terrazzi e balconi.

Qualche numero? 10 milioni le famiglie italiane che, chi più o chi meno, frequentemente utilizzano una pompetta per distribuire prodotti per la protezione delle piante, o un tagliaerba, una vanga o altro per dedicarsi al proprio fazzoletto di terra o ai propri vasi; un italiano su 4! E ben di 70 milioni è il fatturato delle aziende che distribuiscono i mezzi tecnici necessari alle famiglie italiane per dedicarsi alle operazioni di giardinaggio e alla cura dell’orto. Il potenziale è enorme se si pensa che in Francia il giro d’affari è già arrivato a 200 milioni di euro.

Ma per raggiungere questi traguardi urgono regole chiare e precise che diano la possibilità alle aziende di fornire i propri prodotti ai consumatori. A tutt’oggi invece manca un decreto che sarebbe dovuto uscire entro il 26 novembre 2013 e che avrebbe dovuto regolamentare l’impiego dei prodotti per la difesa delle piante per uso hobbistico.

“È incredibile” sostiene Fabio Manara, Presidente di Compag –  l’associazione nazionale dei rivenditori dei mezzi tecnici per l’agricoltura e il giardinaggio, “è dal 26 novembre 2015, giorno in cui sarebbe dovuto diventare operativo il decreto del 2013, che operiamo in una situazione precaria per la mancanza di una normativa che dia regole chiare a livello nazionale. Per poter rifornire i nostri clienti di fitosanitari e altri prodotti legati al green, siamo obbligati ad agire a vista, con Regioni che consentono di vendere di tutto e di più ed altre in cui l’amministrazione locale ha posto restrizioni a proprio piacimento creando in tal modo disparità di trattamento tra cittadini ed operatori”. Ma la nostra Costituzione non stabiliva che tutti i cittadini fossero uguali davanti alla legge? “In questo caso proprio no” prosegue Manara. “È il momento che le pubbliche amministrazioni superino le proprie inefficienze per porre in primo piano le esigenze del cittadino, senza renderlo così assurdamente e palesemente un fuorilegge per il sol fatto di voler curare il proprio spazio”.

www.compag.org

Milano: Intitolato ad Ambrogio Fogar il giardino in Zona 6

giardino ambrogio fogar
giardino ambrogio fogar

Il Comune ha intitolato ad Ambrogio Fogar il giardino di Zona 6 che si trova tra corso Cristoforo Colombo e viale Gabriele D’Annunzio.

Ambrogio Fogar (Milano 1941-2005) ha vissuto la propria vita con il coraggio dell’esploratore e del navigatore e con la curiosità dello scrittore. Ancora oggi si ricordano i racconti e i reportage televisivi delle sue avventure nei luoghi più insoliti del pianeta: dalle lunghe traversate in barca a vela, all’esplorazione del Polo Nord, ai raid nel deserto.

Dopo le prime esperienze da paracadutista e nel volo acrobatico, scopre la sua grande passione per il mare che lo porterà, nel 1972, ad attraversare l’Atlantico del nord in solitaria e per buona parte del viaggio senza l’uso del timone a causa di un’avaria: Fogar è stato il primo italiano ad eseguire la circumnavigazione del globo in solitaria sulla barca a vela Surprise, navigando da Est verso Ovest e contro le forti correnti oceaniche.

Dal mare alla montagna, il coraggio di Fogar lo porta ad organizzare una spedizione al Polo Nord a piedi in compagnia del suo cane Siberian Husky. Ed è proprio in questo periodo che inizia la sua carriera di conduttore televisivo dei programmi d’avventura tanto amati dal pubblico.

Durante uno dei suoi infiniti viaggi, nel 1992 in Turkmenistan, durante il raid Pechino-Parigi, il suo fuoristrada si ribalta e Fogar rimane quasi completamente paralizzato a causa di una frattura della seconda vertebra cervicale. Ma non si doma il suo spirito d’avventura: nel 1997, partecipa al giro d’Italia in barca a vela su una sedia a rotelle e qualche tempo dopo prende parte alla crociata di Greenpeace contro la caccia alle balene per testimoniare il suo impegno ed il suo amore per la natura e l’ambiente.

Arriva al cinema “Da Monet a Matisse”

da monet a matisse al cinema
da monet a matisse al cinema

Da Monet a Matisse. L’arte di dipingere il giardino moderno racconta a tutti gli effetti una storia d’amore.
Racconta la passione che lega alcuni dei più grandi artisti moderni -Monet, Matisse, Bonnard, Renoir, Kandinskij, Pissarro, Sorolla, Nolde, Libermann- ai loro giardini prediletti.

Il tour cinematografico, che arriva nelle sale italiane solo il 24 e 25 maggio nell’ambito del progetto della Grande Arte al Cinema di Nexo Digital (elenco delle sale su www.nexodigital.it), ci permette di scoprire una mostra innovativa e coinvolgente: quella che la Royal Academy of Arts di Londra ha allestito per raccontare l’evoluzione del tema del giardino nell’arte moderna, dalle bellissime e colorate visioni degli Impressionisti fino alle sperimentazioni più audaci, oniriche e simboliche dei movimenti d’avanguardia.

Ed è proprio Monet, forse il più noto ed importante pittore di giardini nella storia dell’arte, il punto di partenza della mostra: appassionato ed esperto orticoltore, Monet coltivò ed allestì numerosi giardini in ciascuna delle sue residenze, da Sainte-Adresse a Giverny, dove si spense 90 anni fa.
Si svegliava all’alba Monet. Dipingeva sotto il sole cocente e sotto la pioggia battente per studiare tutte le infinite sfumature della luce.

Intorno alla sua casa rosa a Giverny aveva creato un giardino con uno stagno e un ponte giapponese, che ancor oggi accoglie migliaia di visitatori con le sue tinte e i suoi avvolgenti profumi. Dalle passeggiate sulle colline intorno alla proprietà, Monet tornava con semi di fiori selvatici per aiole. Papaveri di campo, primule, violette, margherite, fiordalisi e digitali erano l’anima del duo giardino.

Il film trasporta così gli spettatori attraverso alcuni dei più bei giardini del mondo, raffigurati poi all’interno di opere d’arte: oltre alle ninfee di Monet a Giverny, conosceremo il giardino di Bonnard a Vernonnet, in Normandia, o quello di Kandinskij a Murnau, in Alta Baviera, luogo di incontro di musicisti e artisti provenienti da tutto il mondo.
E avremo naturalmente un accesso privilegiato alle opere che questi magnifici giardini hanno ispirato e che sono state raccolte nella mostra londinese per narrare il ritorno alla natura che caratterizzò il periodo a cavallo tra Otto e Novecento: la ricerca di un’oasi di pace, in fuga dal rumore e dal caos della vita moderna.

La visita dietro le quinte di questi paesaggi, accompagnata dalle nuove intuizioni di esperti internazionali di giardinaggio e critici d’arte, offrirà uno scenario straordinario per svelare il rapporto tra l’arte e i giardini. Le interviste con famosi artisti moderni, come Lachlan Goudie e Tania Kovats, riveleranno inoltre come il rapporto tra l’artista e il mondo naturale sia tema di enorme modernità anche nel 21 ° secolo.