“Quarto Grado- La Domenica”

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Tornano gli approfondimenti e le riflessioni di “Quarto Grado-La domenica”.
Il 4 febbraio, nell’access prime-time di Retequattro, Gianluigi Nuzzi si occupa del caso di Noemi Durini, la ragazza di 16 anni uccisa lo scorso 3 settembre a Specchia, in provincia di Lecce.

Il fidanzato Lucio, maggiorenne da poche settimane, aveva confessato di essere l’autore del delitto. Ma, dal carcere sardo dove è rinchiuso, dopo quattro mesi il giovane ha scritto una lettera per smentire la propria confessione e accusare Fausto Nicolì.

L’uomo, un meccanico 49enne, era amico dei due adolescenti. A seguito del colpo di scena, Nicolì è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio volontario (un «atto dovuto», secondo il legale che lo assiste).

Nella missiva, Lucio racconta di essere uscito con Noemi nella notte in cui è avvenuto l’omicidio. Poco dopo il loro incontro, però, i due sarebbero stati raggiunti da Nicolì, il quale avrebbe avuto un litigio con Noemi culminato in un’aggressione nei confronti della giovane, colpita con schiaffi e un coltello.

Il programma a cura di Siria Magri ripercorre questo giallo che ha ancora diversi misteri da chiarire: le parole di Lucio sono attendibili?

Al Teatro Duse di Bologna: “Dieci piccoli indiani… e non rimase nessuno”

Dieci piccoli indiani...
Dieci piccoli indiani…

Una nuova versione teatrale del classico di Agatha Christie che si adatta ai tempi e all’estetica del momento. Questi dieci ‘piccoli indiani’ bloccati nell’isola sono vittime o assassini? Questa è la stessa domanda che la scrittrice pone a sé stessa mostrando al pubblico il lato nascosto di una classe borghese e aristocratica mischiati insieme in un’unica arena, facendoli confrontare e sbranare per la sopravvivenza

Un grande giallo di Agatha Christie per continuare la stagione di Prosa del Teatro Duse di Bologna. Dal 10 al 12 novembre sul palco di via Cartoleria è la volta di Dieci piccoli indiani… e non rimase nessuno per la regia di Ricard Reguant.

Siamo nel 1939, l’Europa è alle soglie della guerra. Dieci sconosciuti per vari motivi sono state invitate su una bellissima isola deserta. Arrivati nelle camere, trovano affisse agli specchi una poesia, “Dieci piccoli indiani”. La filastrocca parla di come muoiono, uno dopo l’altro, tutti i dieci indiani.

Una serie di morti misteriose infonde il terrore negli ospiti dell’isola, che iniziano ad accusarsi a vicenda fino ad arrivare ad una scioccante conclusione. L’assassino si nasconde tra di loro. Forse il romanzo più cupo della scrittrice probabilmente a causa proprio degli echi della guerra che di li a poco si sarebbero fatti sentire.

Ma è grazie a questa cupezza che la scrittrice da sfogo ad una vicenda piena di intrigo e suspense che trova il suo apice in un finale tra i più elettrizzanti e spiazzanti mai scritti. L’uso della filastrocca infantile, ribadisce il clima angosciante che pervade tutto il romanzo e che si manifesta tra i due poli contraddittori della colpa e dell’innocenza.

Come scrive Reguant nelle sue note di regia: “Questa nuova versione teatrale si adatta ai tempi e all’estetica del momento facendo godere il pubblico nella ricerca dell’enigma preparato dalla Signora Aghata; questi dieci “piccoli indiani” bloccati nell’isola sono vittime o assassini?

Questa è la stessa domanda che la scrittrice pone a se stessa mostrando al pubblico il lato nascosto di una classe borghese e aristocratica mischiati insieme in un’unica arena, rivelando le proprie carenze facendoli confrontare e sbranarsi per la sopravvivenza fino a diventare esseri volgari e ordinari.

Sembra quasi una vendetta della stessa Christie verso una classe dirigente nella società inglese in cui la stessa scrittrice vive agiatamente e dalla quale vuole evadere costringendosi a diventare lei stessa la carnefice verso i suoi personaggi”.

Giorgio Serafini Prosperi: “Una perfetta geometria”

libro
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Giorgio Serafini Prosperi unisce in un giallo originale ed elegante una storia di relazioni, di vite incompiute, di segreti e iniquità e la arricchisce di personaggi umanissimi, ironici e saggi.

Il libro.
Adriano Panatta (sì, come il tennista) ha avuto una vita intensa: ex commissario capo (ora confinato a un noioso incarico al Ministero dell’Interno) ed ex obeso (ha perso sessanta chili seguendo un programma per mangiatori compulsivi simile a quello frequentato dagli Alcolisti Anonimi), non si sente ancora pronto a tornare sul campo.

Ha rovinato la sua carriera a causa della passione per le donne complicate e spesso squilibrate, ha rischiato di rovinare il proprio corpo con il cibo: vive nascosto e come in convalescenza.

Ma Olivia, antico e doloroso amore, torna improvvisamente per chiedergli aiuto: sua figlia Vera (di cui Adriano non sapeva nulla) è ossessionata dalla morte della sua migliore amica, Alice, di famiglia ricchissima e completamente plagiata da una setta religiosa i cui contatti arrivano fino alle più alte cariche dello Stato.

La bellezza e la forza della personalità di Vera finiscono per travolgere Adriano, che si getta nelle indagini, e poco alla volta porta alla luce l’inquietante contesto di pressioni e ricatti che circonda l’omicidio di Alice.

Giorgio Serafini Prosperi è nato a Roma nel 1968 e vive in Sabina.
Drammaturgo, regista teatrale, autore televisivo e documentarista, ha vinto il Premio Flaiano nel 1991 e nel 2001. Diplomato Mindfulness Counselor, ha perso 60 chili con la meditazione e da qualche anno insegna  questo metodo di dimagrimento in corsi e seminari.

Morte e Notre-Dame


Morte a Notre-Dame
Alexis Ragougneau
Guanda Editore
240 pag. 17.50 euro
17 marzo 2015, di Elisa Zini – Il comandante Landard della Polizia criminale dovrà indagare sulla misteriosa e prematura morte di una giovane fedele scomparsa mentre sedeva davanti alla Madonna del Pilastro nella cattedrale di
Notre-Dame, a Parigi.
Insieme al suo inseparabile collega Gombrowicz e alla supervisione di Claire Kauffmann, affascinante giovane procuratrice, Landard dovrà trovare risposte a molte domande: cosa ci faceva una giovane donna vestita di bianco, dagli indumenti succinti,
all’interno della cattedrale? Era o no assorta in preghiera? Chi era l’uomo dai capelli biondi che il giorno prima, durante la processione dell’Assunta, le si è avvicinato rivolgendole parole di fuoco? A intrecciare la trama ci penserà padre Kern, prete di provincia con l’incarico di reggenza della cattedrale nel periodo estivo. Padre Kern
non crede che il colpevole sia banalmente la persona più sospettata: molte voci dovranno essere ascoltate per risolvere questo caso.
Romanzo ben scritto, dal ritmo incalzante come i tamburi che risuonano in lontananza, nella penombra.

L’IMPERATORE DEL SOLE

Mercoledì 16 e Giovedì 17 maggio 2012, alle ore 21, Charlie Owens mette in scena il giallo, quinto appuntamento allo Spazio Teatro NO’HMA Teresa Pomodoro del ciclo I colori della vita.

L’incontro dal titolo “L’imperatore del sole”, testo scritto da Maurizio Cucchi da un idea di Charlie Owens, sarà l’elogio del colore del Sole e non solo, esalterà il pensiero “giallo, giallissimo” dell’Imperatore, genio incompreso, appunto, del giallo. 

In scena Alain Toubas  con le musiche dal vivo di Rhapsodija Troup e le danze di No’hmaDG. 

Spazio Teatro NO’HMA Teresa Pomodoro Via Andrea Orcagna 2, Milano ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti è consigliabile prenotare tramite telefono o via mail 0245485085/ 0226688369 – nohma@nohma.it www.nohma.it