Il mistero dell’orso marsicano ucciso come un boss ai quartieri spagnoli

“Il mistero dell’orso marsicano ucciso come un boss ai quartieri spagnoli”

Antonio Menna
253 pag. 16.50 euro
Guanda Editore
2 marzo 2015, di Elisa Zini – L’ultimo romanzo di Antonio Menna, “Il mistero dell’orso marsicano ucciso come un boss ai quartieri spagnoli”, è un giallo accattivante, romantico, teatrale.
Uno sguardo sulla bella Napoli a partire dai quartieri spagnoli; un orso bruno marsicano morto e l’omertà nell’aria che si respira a pieni polmoni. Antonio Menna crea un personaggio irresistibile: Tony Perduto, giornalista trentenne, single, accasato all’ultimo piano di un piccolo palazzo.
Da giornalista cronista freelance all’astuto e audace detective il passo è breve. Innamorato ancora perdutamente di Marinella, la sua ex fidanzata e ora migliore amica, inizia insieme a lei un’indagine nei quartieri di Napoli muovendosi goffo e timido all’interno del calore di Napoli. Le espressioni napoletane arricchiscono e danno sapore al romanzo con finale aperto. Da leggere con divertimento e commozione.

Poesie

“Poesie”
Autore: Dylan Thomas
Pag. 186, 13.00 €
Guanda Editore

29 gennaio 2015, di Elisa Zini – “Poesie” di Dylan Thomas non è una semplice raccolta di poesie. Le pagine, testi originali a fronte, trasudano di vita, quella stessa vita che Dylan Thomas ha perso a soli 39 anni, stroncato dall’alcool. Nato nel 1914 a Swansea, in Galles, morì a New York nel 1953.

Soggiornò a Londra per lavoro collaborando come giornalista con la BBC per qualche tempo ma la maggior parte della sua breve esistenza la passò in Galles.
A viaggiare ci ha pensato la sua mente. E il suo cuore. Le poesie di Dylan Thomas non amano etichettature, classificazioni: amano la libertà. Inseguono una profonda rigenerazione spirituale a partire dall’individuo. Poco si adattano al clima realistico e sociale che in quegli anni influenza non poco la poesia contemporanea inglese.
Poesie brevi, che affondano coltelli nella carne e poesie che raccontano storie come nei romanzi. Storie importanti, da decifrare, che non si dimenticano.
La nascita, la morte, l’amore, la vita, la guerra, il potere sono temi che gridano, gemono, sussultano, escono con forza dalle pagine del libro, graffiando.

Dylan Thomas scriveva: “Ho letto da qualche parte di un pastore che, quando gli chiesero perché rivolgesse, dal centro di cerchi magici, ossequi rituali alla luna per proteggere il suo gregge, rispose: “ Sarei un pazzo dannato se non lo facessi! Queste poesie, con tutte le loro crudezze, dubbi e confusioni, sono scritte per amore dell’Uomo e in lode di Dio, e sarei un pazzo dannato se non lo fossero”.

Gli amici degli animali

Gli amici degli animali
Di T.C. Boyle
Edizione Feltrinelli

22 dicembre, di Elisa Zini – Lo scrittore statunitense T.C. Boyle con uno stile mai banale, serrato, quasi al cardiopalmo e a tratti crudo da risultare sopra le righe, ci dona un’attenta riflessione sugli equilibri della Natura. Quella Natura che non seguire le regole del Bene o del Male ma che semplicemente fa’ il suo corso.

Sullo sfondo delle coste californiane Boyle mette in scena, come a teatro, un dinamico conflitto tra esuberanti ambientalisti estremisti e la rappresentante dell’ente per la protezione del parco naturale delle Channel Islands.

Difficile staccarsi dalla lettura, il ritmo coinvolgente della scrittura dona sempre la voglia di leggere “ancora un’ultima pagina” prima di spegnere la luce del comodino. In questo nuovo romanzo Boyle rivela tutta la sua natura di Biologo offrendoci un libro che qualunque sia il giudizio del lettore, negativo o positivo, non lascia mai indifferenti, stimolando più di una riflessione.

Ciulla, il grande malfattore


Ciulla, il grande malfattore
Dario Fo e Piero Sciotto
164 pag. 14€
Guanda Editore

6 dicembre 2014, di Elisa Zini – Dario Fo e il suo storico collaboratore Piero Sciotto affascinati dalla straordinaria vita di Paolo Ciulla, pittore anarchico siciliano, malfattore e falsario di banconote da 500 lire, decidono di raccontare, a due teste, la sua storia.

“Ci siamo naturalmente trovati a scriverlo semplicemente a due teste…Le nostre teste, i nostri cuori, le nostre pance (per restare nella contemporaneità) ci hanno portato a reagire in modo diverso alle sollecitazioni offerte dalla vicenda di Ciulla: uno è rimasto affascinato soprattutto dalla sua carica umana di benefattore, l’altro, dal contesto in cui la sua vicenda ebbe a svolgersi. Entrambi, dal genio, dalla sapienza tecnica e dal carattere ribelle, irriverente, spiazzante di questo malfattore”.

Dario Fo e Piero Sciotto si sono impossessati degli atti del processo, depositati al tribunale di Catania, a cui Ciulla venne sottoposto dopo il suo arresto, nel 1921, nel quale gli fu inflitta una condanna a cinque anni. Dagli atti del processo emerge un personaggio indomito, ribelle, combattente come all’interna di un arena, pronto a difendersi accusando i suoi complici che lo avevano tradito. Le aule del tribunale si riempivano di gente per non perdersi lo spettacolo, in uno dei primi processi mediatici del nostro Paese.
Ciulla nacque a Caltagirone nel 1867 con una grande passione per il disegno che ben presto divenne virtù. Dopo aver studiato alle accademie di Roma, Napoli, Parigi divenne un importante pittore e illustratore di libri. A Buenos Aires impara l’arte della falsificazione e la migliora con una geniale tecnica di sua invenzione. Tornato in Italia sarà ricordato per la produzione di banconote false da 500 lire mettendo in circolazione un ammontare di 12 milioni di lire.

Come fu scoperto? Il vecchio anarchico spediva alle famiglie povere di Catania buste anonime con le famose banconote dal fondo viola pallido, cornice azzurra e stemma sabaudo. Fu scoperto dalle guardie regie nella sua casupola insieme ai suoi macchinari ormai mezzo cieco probabilmente a causa degli acidi usati nell’arco della sua vita.