Bastille: “ReOrchestrated” – il documentario

Bastille-2020
Bastille-2020

“ReOrchestrated” è il nuovo documentario dei Bastille, in arrivo il 10 febbraio in tutto il mondo via Amazon Prime Video. I fan possono anche ascoltare in streaming – esclusivamente su Amazon Music- il brano ‘Warmth’, che accompagna la sequenza di apertura del film.

Il documentario racconta la storia della band: dalle umili origini, passando per un album di debutto che raggiunge il numero uno e infine le grandi folle nelle arene e nei festival di tutto il mondo. La storia dei Bastille ruota intorno allo spettacolo che ha cambiato la loro carriera alla Union Chapel di Londra nel 2017.

Durante lo spettacolo organizzato per beneficenza, piuttosto che presentare semplicemente la band com’era allora, Dan Smith, Kyle Simmons, Will Farquarson e Woody hanno arruolato un coro e un ensemble di archi/ottoni, riarrangiando e reinventando la loro intera set-list per l’occasione. Ciò che è scaturito da quella performance ha ribaltato la prospettiva della band per sempre – accendendo un desiderio insaziabile di collaborare con un cast in continua evoluzione di musicisti di classe mondiale, attraverso una serie di apparizioni di profilo sempre più alto in luoghi di fama mondiale.

Il tema della motivazione e dell’ansia fanno da filo conduttore: “ReOrchestrated” è un film rivelatore e stimolante per chiunque voglia capire cosa ci vuole sia per mantenere le cose vive all’interno di una band, sia per sorprendere e incantare i membri coinvolti e il pubblico.

Il film ripercorre la storia della band, dai loro tre album fino ad oggi, passando attraverso gli spettacoli con tutta l’orchestra alla Royal Albert Hall di Londra, alla Elbphilharmonie di Amburgo e al London Palladium, senza dimenticare le inevitabili tensioni incontrate lungo il percorso.
Il film è co-diretto dal collaboratore di lunga data della band Tom Middleton e Toby L (Foals – ‘Rip Up The Road’), ed è prodotto in associazione con Crooked Cynics, EMI e Amazon Music.

Il brano “Warmth” contenuto nel documentario sarà esclusivamente su Amazon Music.
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Storie Digitali @Museoscienza

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STORIE DIGITALI @MUSEOSCIENZA
Palinsesto gennaio 2021

Online ogni lunedì il documentario Meccanica di una mostra,
giovedì si parla di attualità scientifica con Barbara Gallavotti
e sabato storie dallo spazio con i podcast del curatore Luca Reduzzi
Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci
Via San Vittore, 21 – Milano

All’indirizzo https://www.museoscienza.org/it/area-stampa/palinsesto-gennaio2021
sono disponibili il comunicato stampa e alcune immagini

Le Storie Digitali @Museoscienza – il progetto nato per raccontare attraverso i linguaggi del digitale le collezioni, i temi, le metodologie educative, l’attualità scientifica del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci – presentano il palinsesto del mese di gennaio e continuano nel loro percorso a sostegno della diffusione della cultura.

Protagonista del palinsesto ogni lunedì è la serie di brevi documentari Meccanica di una mostra, il racconto della nascita delle Gallerie Leonardo, la più grande esposizione permanente dedicata a Leonardo da Vinci ingegnere, umanista e indagatore della natura. All’interno della rubrica #StorieScelte, prosegue il viaggio del regista documentarista Francesco Clerici che, dall’estate 2018, quando la storica Galleria Leonardo ha chiuso i battenti ed è stata smantellata per fare posto al nuovo progetto, è stato osservatore silenzioso e discreto, documentandone il “dietro le quinte”. Il documentario è infatti la testimonianza storica dell’azione del Museo nei confronti dell’eredità di Leonardo, attraverso la rappresentazione della quotidianità del lavoro dei suoi professionisti, nei vari settori coinvolti.

Giovedì 7 gennaio torna ogni settimana il consueto appuntamento con #StorieAttualità, l’attualità scientifica insieme a Barbara Gallavotti, giornalista scientifica, autrice di Superquark RAI e consigliere per il coordinamento scientifico del Museo, che cambia giorno passando dal mercoledì al giovedì.

A partire da sabato 9 gennaio ripartiranno anche gli approfondimenti con #StorieInPodcast insieme al curatore Luca Reduzzi che ci guiderà attraverso un inedito viaggio astronomico che parte dalle esposizioni del Museo per arrivare nelle profondità dell’Universo. La sezione Spazio e Astronomia del Museo, presenta infatti molti affascinanti oggetti originali e inediti tra cui ad esempio l’unico frammento di roccia lunare presente in Italia, il prototipo di tuta sovietica per esplorazione lunare detta Krechet, il settore equatoriale di Jonathan Sisson e ancora alla tuta spaziale indossata da Samantha Cristoforetti durante la Missione Futura, il grande telescopio Merz-Repsold grazie al quale Giovanni Schiaparelli osservò e descrisse la superficie di Marte, contribuendo a creare il mito dei marziani e, infine, collocato all’esterno del Museo, non può mancare il razzo Vega, il modello in scala 1:1 del primo vettore sviluppato dall’Agenzia Spaziale Europea e Avio.

Le Storie Digitali sono ogni settimana online sul sito web www.museoscienza.org e sui canali social Facebook, Instagram, Twitter e Youtube.
I diversi pubblici del Museo potranno scegliere il contenuto preferito attraverso un’ampia gamma di linguaggi tra cui le esperienze online interattive, i prodotti audiovisivi, i podcast, le app, le esperienze di realtà aumentata o quelle di realtà virtuale, installazioni interattive e applied games . Questa molteplicità di canali è pensata per accompagnare la fruizione in diverse situazioni: online o al Museo, a casa o nelle aree espositive, in autonomia o attraverso una mediazione a seconda della tipologia di contenuto, del tempo disponibile e del tipo pubblico.

PALINSESTO STORIE DIGITALI @MUSEOSCIENZA gennaio 2021

Lunedì 4 gennaio – #MeccanicaDiUnaMostra
Episodio #3 – Antiche e nuove prospettive. Attività educative e realtà virtuale
Dall’inizio dei lavori è passato quasi un anno. Temporaneamente privo della sua esposizione più importante, il Museo festeggia il compleanno di Leonardo con un weekend speciale, dedicato al disegno. Già negli anni Cinquanta, il Museo proponeva attività di laboratorio, ma oggi gli strumenti e l’approccio sono molto cambiati.

Giovedì 7 gennaio – #StorieAttualità
L’attualità scientifica con Barbara Gallavotti
Barbara Gallavotti, giornalista scientifica, autrice di Superquark RAI e consigliere per il coordinamento scientifico del Museo, si interroga settimanalmente su tematiche legate all’attualità scientifica e all’emergenza Covid-19.

Sabato 9 gennaio – #StorieInPodcast
La scoperta del Cielo – “La corsa per la Luna; tragedie e trionfi dei progetti di conquista – seconda parte”
La situazione geopolitica mondiale negli anni Sessanta è drammatica. La guerra fredda raggiunge il culmine della tensione: a Berlino i sovietici costruiscono il muro che dividerà fisicamente e ideologicamente il mondo in due mentre gli americani falliscono clamorosamente il tentativo di sottrarre Cuba all’influenza di Mosca. La terza guerra mondiale non è più solo una minaccia, l’umanità è vicinissima a un terrificante nuovo conflitto militare che, questa volta, tutti lo sanno, non avrà vincitori. Lo Spazio diventa il nuovo terreno di confronto fra Stati Uniti e Unione Sovietica. Ma qui la rivalità fra le due superpotenze può esprimersi senza mettere a repentaglio il Pianeta. Il presidente Kennedy tende la mano a Krusciov proponendo di unire gli sforzi per riuscire nell’intento di portare, insieme, i primi uomini sulla Luna; l’equipaggio, infatti, sarà composto da astronauti e cosmonauti. Da questa collaborazione in ambito spaziale potrebbe derivare una soluzione politica anche per i problemi sulla Terra. L’uccisione di Kennedy e il ritiro dalle scene di Krusciov impediranno la realizzazione di questo progetto. Stati Uniti e Unione sovietica andranno ognuno per la propria strada. E quella vincente sarà quella americana.

Lunedì 11 gennaio – #MeccanicaDiUnaMostra
Episodio #4 – Il passaggio della macchina. Trasferimento del modello di telaio (5’ 40’’)
La mostra Leonardo Parade, che ha aperto le celebrazioni vinciane a Milano, è appena terminata. Il modello di telaio a grandezza naturale fatto costruire dal Museo nel 2005 deve essere spostato nella sua nuova collocazione permanente: un’operazione delicata e complessa. Come risolvere gli imprevisti?

Giovedì 14 gennaio – #StorieAttualità
L’attualità scientifica con Barbara Gallavotti
Barbara Gallavotti, giornalista scientifica, autrice di Superquark RAI e consigliere per il coordinamento scientifico del Museo, si interroga settimanalmente su tematiche legate all’attualità scientifica e all’emergenza Covid-19.

Sabato 16 gennaio – #StorieInPodcast
La scoperta del Cielo – “Avamposti nello Spazio: le stazioni orbitanti, dalla Saljut alla ISS”
Da vent’anni la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) permette a scienziati e tecnici di disporre di un laboratorio in cui svolgere ricerche che, per loro natura, sarebbero impossibili da fare rimanendo esposti agli effetti del campo gravitazionale terreste. La ISS, infatti, è l’unico luogo al mondo, anzi “al di fuori del mondo”, dove si realizzano quelle particolari condizioni di microgravità, non riproducibili artificialmente, che sono necessarie per studiare il comportamento della materia, animata e inanimata, in condizioni peculiari. Lo scopo non è solo di estendere le nostre conoscenze riguardo alle proprietà fisiche, chimiche e biologiche fondamentali della materia ma anche di comprendere se l’antico desiderio dell’Umanità di espandere la propria presenza nel Sistema Solare sarà un giorno realizzabile o se dovrà rimanere solamente un sogno. La ISS è’ stata definita “la più complessa macchina che sia mai stata realizzata”; la sua costruzione ha richiesto quasi venti anni e decine di missioni durante le quali gli astronauti hanno dovuto assemblare le varie parti da cui è composta operando in attività extraveicolare; meraviglioso, ma difficilissimo e pericolosissimo. La ISS non è però la prima stazione spaziale della storia. I primi esemplari risalgono infatti agli anni Sessanta e, anche in questo caso, i primi a cimentarsi con successo nella realizzazione di quello che viene definito “il nostro avamposto nello Spazio” sono stati i sovietici. Dalla Saljut alla MIR all’americana SkyLab per arrivare infine alla ISS il percorso è stato lungo, complesso e difficile… ma entusiasmante. La tuta usata da Samantha Cristoforetti durante la missione Futura che oggi è esposta nella Sezione Spazio del Museo è una concreta testimonianza di quello straordinario progetto di collaborazione internazionale che è la ISS.

Lunedì 18 gennaio – #MeccanicaDiUnaMostra
Episodio #5 – Il viaggio dell’icona. Movimentazione dell’affresco dell’Ultima Cena del Fiammenghino (4’ 54’’)
Il grande affresco strappato raffigurante l’Ultima Cena realizzato da Fiammenghino nel 1626 testimonia quanto profonda fu l’influenza di Leonardo nella pittura lombarda. Collocato nel vecchio allestimento all’inizio del percorso, l’opera, montata su un supporto di resina, viene spostata per trovare posto in una nuova Sala ed essere restaurata.

Giovedì 21 gennaio – #StorieAttualità
L’attualità scientifica con Barbara Gallavotti
Barbara Gallavotti, giornalista scientifica, autrice di Superquark RAI e consigliere per il coordinamento scientifico del Museo, si interroga settimanalmente su tematiche legate all’attualità scientifica e all’emergenza Covid-19.

Sabato 23 gennaio – #StorieInPodcast
La scoperta del Cielo – “La strada europea per lo Spazio: i lanciatori Ariane e Vega”
L’Europa opera da circa sessant’anni nel campo dell’esplorazione dello Spazio. È una lunga e gloriosa tradizione che risale agli inizi degli anni Sessanta quando vennero costituite le due organizzazioni ELDO e ESRO poi confluite, nel 1975, nell’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea. Che sia per svolgere indagini scientifiche dell’Universo piuttosto che per studiare la Terra piuttosto che per posizionare in orbita servizi per noi oggi irrinunciabili, lo Spazio – prima di tutto – bisogna raggiungerlo. Grazie ai due lanciatori Ariane e Vega, l’ESA ha oggi completa autonomia sulle attività di lancio di missioni che non prevedano esseri umani a bordo. Al Museo è possibile ammirare l’unica replica esistente al mondo di Vega il lanciatore europeo progettato per mettere in orbita più satelliti contemporaneamente realizzato per conto dell’ESA dall’italiana Avio. Ma la strada verso il cielo è difficilissima e ogni lancio è una storia a parte. Anche nel caso di un razzo la tecnologia consente di ottimizzare i processi di produzione ma il successo non è mai scontato e ogni volta bisogna conquistarselo.

Lunedì 25 gennaio – #MeccanicaDiUnaMostra
Episodio #6 – La prova di abilità. Montaggio del modello del Pantheon di Roma (7’ 35’’)
L’architetto Georges Chedanne fu il progettista delle Gallerie Lafayette di Parigi e già da studente rivelò la sua attenzione ai dettagli. Realizzò il modello del Pantheon di Roma come prova finale all’Accademia di Francia, nel 1892-93. È composto da più di 70 pezzi che si montano a incastro, su una base formata da un unico blocco. In ogni movimentazione, ai restauratori spetta l’arduo compito di ricomporre pazientemente l’opera.

Giovedì 28 gennaio – #StorieAttualità
L’attualità scientifica con Barbara Gallavotti
Barbara Gallavotti, giornalista scientifica, autrice di Superquark RAI e consigliere per il coordinamento scientifico del Museo, si interroga settimanalmente su tematiche legate all’attualità scientifica e all’emergenza Covid-19.

Sabato 30 gennaio – #StorieInPodcast
La scoperta del Cielo – “L’esplorazione di Marte, da Schiaparelli a ExoMars”
Lo studio moderno di Marte inizia nella seconda metà dell’Ottocento grazie a un astronomo italiano: Giovanni Virginio Schiaparelli. Con il suo grande telescopio da 50 centimetri di diametro, oggi esposto al Museo, Schiaparelli è il primo a immaginare di poter studiare la morfologia di un pianeta del Sistema Solare. Il suo metodo è innovativo e i risultati che ottiene sono di tale importanza che la sua fama e quella dell’Osservatorio Astronomico di Brera di Milano, del quale è direttore, si diffondono rapidamente anche in ambiti extra scientifici. Diventa uno degli astronomi più famosi al Mondo ed è a lui che si deve la prima mappa precisa della superficie del Pianeta Rosso. Oggi, grazie alle sonde automatiche, siamo in grado di andare fisicamente fino a Marte e di scendere sulla sua superficie per osservarlo ed esplorarlo proseguendo, in una sorta di continuità ideale, il lavoro iniziato un secolo e mezzo fa dall’astronomo milanese. Fra qualche mese la sonda europea ExoMars, una missione internazionale a guida italiana, atterrerà sul pianeta alla ricerca della vita. Per farlo avrà a bordo una trivella, della quale al Museo è esposta una replica, che gli permetterà di scavare fino a due metri di profondità.
Se esiste (o è esistita in passato) una qualche forma di vita, infatti, non può che essere rintanata sotto la superficie al riparo dalle mortali radiazioni provenienti dal Sole.

 

Paolo Cognetti.Sogni di grande Nord, al cinema

Paolo Cognetti Sogni di grande nord Poster
Paolo Cognetti Sogni di grande nord Poster

E alla fine eccomi lì. La vita a volte è incredibile, dopo lunghissimi giri ti porta al centro esatto della tua storia. Il Magic Bus se ne sta su quella collinetta a ricordare la sua, a testimoniare ciò che è stato, credo, e a veder scorrere due torrenti e le stagioni, senz’altra compagnia che quella degli orsi e gli alci di passaggio
Paolo Cognetti

Lo scrittore Paolo Cognetti, vincitore del Premio Strega 2017 con oltre 1.000.000 di copie vendute in oltre 40 paesi (450.000 solo in Italia), arriva per la prima volta al cinema con PAOLO COGNETTI. SOGNI DI GRANDE NORD, diretto da Dario Acocella.

In uscita nelle sale italiane solo per tre giorni, il 30 novembre, 1 e 2 dicembre (elenco sale a breve su www.nexodigital.it), PAOLO COGNETTI. SOGNI DI GRANDE NORD propone un percorso originale e dal potente impatto visivo, sulle orme di Ernest Hemingway, Raymond Carver, H.D. Thoreau, Jack London, Herman Melville e Chris McCandless di Into the Wild, in un viaggio letterario ed emozionante dalle Alpi all’Alaska. Lo scrittore italiano – accompagnato dall’ amico Nicola Magrin, viaggiatore ed illustratore – ci guiderà nel suo viaggio tra uomo e natura ripercorrendo le parole e attraversando i luoghi di alcuni dei grandi maestri della Letteratura americana, alla ricerca di una nuova frontiera esistenziale per l’uomo e per la sua convivenza con l’Ambiente.

Il documentario racconta un viaggio che ne contiene molti altri. C’è il viaggio di Paolo lo scrittore e Nicola l’illustratore, che prendono un aereo a Milano, atterrano a Vancouver e da là, con un camper preso in affitto, si dirigono a nord, fino in Alaska. Attraverso le immagini girate durante il tragitto e i frammenti di dialogo tra i due amici, emerge anche il viaggio personale che Cognetti compie a ritroso, per scoprire le sue radici di scrittore e di uomo. Perché i luoghi sulla strada richiamano alla memoria i grandi maestri che hanno avuto nella sua vita un valore ben più ampio di quello meramente letterario.

La sepoltura di Raymond Carver; il Klondike di Jack London; i laghi pescosi di trote di Ernest Hemingway; la natura selvaggia di Thoreau: sono questi gli autori e i luoghi di cui Cognetti raccoglie il frutto, lasciandosi aiutare dalla parabola di Chris McCandless di Into The Wild, una figura che lo ha sempre ispirato nel suo percorso personale e che lo ha portato a essere tra gli ultimi viaggiatori a raggiungere il Magic Bus, rimosso solo pochi mesi fa dal luogo in cui giaceva abbandonato dal 1961, nel Parco Nazionale di Denali, in Alaska.

Scritto da Paolo Cognetti, Dario Acocella, Francesco Favale, e diretto da Dario Acocella, PAOLO COGNETTI. SOGNI DI GRANDE NORD, è una produzione Samarcanda Film con Feltrinelli Real Cinema e con Rai Cinema, con il sostegno della Regione Valle d’Aosta e del MIBACT. Sarà distribuito nei cinema italiani da Nexo Digital in collaborazione con i media partner Radio Deejay e MYmovies.it.

CityLife Anteo: due appuntamenti per la MovieWeek

CityLife Anteo
CityLife Anteo

Mercoledì 16 settembre Citylife Anteo è felice di ospitare, nel contesto dell’iniziativa diffusa MovieWeek la settimana dedicata al cinema e all’audiovisivo promossa e coordinata dal Comune di Milano, una proiezione speciale in anteprima documentario di Christian Frei e Maxim Arbugaev GENESIS 2.0 presentato nella sezione World Cinema Documentary al Sundance Film Festival.

Sinossi: Christian Frei e Maxim Arbugaev raccontano ciò che avviene ogni estate nella Siberia Settentrionale, dove decine di uomini lasciano i propri villaggi per incamminarsi verso le remote e disabitate Isole della Nuova Siberia, un inospitale arcipelago situato nell’Oceano Artico, dove si mettono in cerca del famoso “oro bianco”, ovvero antiche zanne di mammut. Ad attirare gli scienziati però è il ritrovamento di una carcassa eccezionalmente conservata che li stimola a cercare il modo di clonare questi animali preistorici, fino a manipolare la creazione della vita. Così la genetica, il riscaldamento globale e le grandi domande della vita si scontrano in Genesis 2.0.

Il documentario Napoli Eden sarà invece proiettato giovedì 17 settembre alle ore 21 alla presenza del regista Bruno Colella e dell’artista protagonista Annalaura Di Luggo.

Sinossi: L’artista Annalaura di Luggo, si trova alle prese con la sua ultima avventura che consiste nel realizzare quattro opere d’arte in alluminio riciclato, da installare nei luoghi più significativi della città di Napoli. Difficoltà e ostacoli non mancheranno, ma tutto si risolverà anche con l’aiuto dei ragazzi dei “Quartieri Spagnoli”, i quali attraverso questa avventura avranno l’occasione di prendere una maggiore coscienza della bellezza che li circonda attraverso il contatto diretto con una esperienza artistica, che rimarrà nei loro cuori.

La Piazza della mia Città – Bologna e Lo Stato Sociale

La Piazza della mia Città Bologna e Lo Stato Sociale
La Piazza della mia Città Bologna e Lo Stato Sociale

La Piazza della mia Città
Bologna e Lo Stato Sociale

Regia di Paolo Santamaria
Con Lo Stato Sociale e la partecipazione di
Gianni Morandi, Luca Carboni, Matilda De Angelis, Luis Sal e tanti altri
Nei cinema dal 17 settembre

La Piazza della mia Città – Bologna e Lo Stato Sociale, diretto da Paolo Santamaria e prodotto da The Culture Business in collaborazione con Garrincha Dischi e The Factory sarà distribuito a partire dal 17 settembre nei cinema da I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection con il sostegno della Regione Emilia-Romagna. Il documentario è un racconto corale che parte dalle riprese del memorabile concerto in Piazza Maggiore a Bologna del gruppo musicale Lo Stato Sociale e si arricchisce, frame dopo frame, di interviste, immagini d’archivio, voci e musiche trascinanti che ritraggono in modo suggestivo “la Dotta, la Grassa, la Rossa” e l’indiscutibile fascino che caratterizza il vivace e antico capoluogo dell’Emilia-Romagna.
LA PIAZZA DELLA MIA CITTÀ – BOLOGNA E LO STATO SOCIALE vi farà ballare al centro di una delle piazze più iconiche d’Italia e vi farà innamorare di Bologna, una città che si trasforma e pullula di vita. Mai come in questo momento, LA PIAZZA DELLA MIA CITTÀ diventa un sogno proibito, poiché descrive l’amore per la piazza quale luogo fisico, di contatto umano, di condivisione sociale, di arricchimento culturale. Uno spazio unico, che da tempo immemore ha funzione di cuore di ogni comunità.
Bologna, giugno 2018. Il concerto in Piazza Maggiore de Lo Stato Sociale, la band che ha portato l’indie italiano sul palco del Festival di Sanremo, diventa la colonna sonora per raccontare una delle piazze più iconiche d’Italia e la città magica che si muove intorno. Grazie ad un cast di star di primissimo piano del mondo dello spettacolo, la musica diventa protagonista di un indimenticabile documentario diretto da Paolo Santamaria che racconta aneddoti, curiosità e ricordi legati a Bologna, alla storia d’Italia e ai suoi personaggi.
Giovedì 10 settembre alle ore 20.45 Lo Stato Sociale sarà protagonista di uno special unplugged showcase per l’evento speciale di chiusura della stagione dell’Arena Puccini a Bologna, già sold out, a cui seguirà la proiezione in anteprima nazionale del final cut de La piazza della mia città – Bologna e Lo Stato Sociale.
LA PIAZZA DELLA MIA CITTÀ – BOLOGNA E LO STATO SOCIALE è distribuito dal 17 settembre da I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection nell’ambito delle I Wonder Stories, un appuntamento mensile per poter vedere su grande schermo i documentari più straordinari e le storie più rivelatrici, una serie di uscite a evento costruite su misura con un approccio totalmente innovativo, in cui il film del mese è impreziosito e accompagnato da contenuti speciali che la arricchiscono. Il progetto I Wonder Stories è realizzato in collaborazione con Biografilm Festival – International Celebration of Lives, Regione Emilia-Romagna, Unipol Gruppo, Sky Arte HD, Radio2 e MYmovies.it.

Immagini: http://www.biografilmfestival.com/guest/La_piazza_della_mia_città_FotoSel.zip
Poster: http://www.biografilmfestival.com/guest/iwonder/Lapiazza_poster_web.jpg.zip