“Dante, Inferno” a Manifatture Teatrali Milanesi

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Dall’11 al 23 giugno 2018 / Milano, MTM Sala Cavallerizza
Compagnia Corrado d’Elia

DANTE, INFERNO
progetto e regia di Corrado d’Elia
con Corrado d’Elia
assistente alla regia Federica D’Angelo
immagine e grafica Chiara Salvucci
organizzazione Beatrice Nannetti Pozzi
produzione Compagnia Corrado d’Elia
NUOVA PRODUZIONE

O, Divina Commedia, cosa sei dunque?
Opera maldestra del piccolo Dante?
Immensa opera del grande Dante?
Opera mostruosa del perfido Dante?
(Witold Gombrowicz)

Ci accostiamo alla Commedia di Dante con la consapevolezza che non si tratti di un viaggio immaginario, ma del viaggio della nostra stessa vita.
Il nostro stesso viaggio. Un autentico cammino dentro di noi.

Dante Alighieri è poesia per eccellenza, la parola che si fa carne, il suo sapere è il nostro stesso sapere e ci specchiamo in lui vedendo nitido il nostro volto.
La strada che ci indica è quella dove noi in questo momento poggiamo il piedi.

Uniamo quindi al sommo piacere di ascoltare i suoi innarrivabili versi la sicura coscienza che durante lo spettacolo vivremo la più importante opera della letteratura italiana di tutti i tempi, conosciuta, studiata e apprezzata in tutto il mondo, scritta dal nostro più grande poeta.

Nei secoli che ci separano da Dante tante cose sono cambiate, abitudini, costumi, velocità, geografie. Non il sentire più vero dell’animo umano. L’amore, il dolore, le ipocrisie, i conflitti, la paura della morte sono rimaste le stesse.
Dante è quindi assolutamente nostro contemporaneo, parla di noi e parla a noi con una lingua e con una lucidità inimitate. E’ il padre della nostra lingua, della nostra letteratura e della nostra cultura. Leggerlo, ascoltare i suoi versi è quindi un piacere senza limiti, una bellezza assoluta, pura emozione.

Certe sue affermazioni sembrano scritte oggi: il degrado politico, le invettive contro le bassezze dell’animo umano, le riflessioni sul suicidio, sul potere o sull’omosessualità, sono ancora oggi i temi fondamentali della discussione sociale e politica.
E la Divina Commedia è un’opera perfetta; non si può togliere una sola parola!

Uno spettacolo, quello di Corrado d’Elia, di intensa autentica suggestione che ancora una volta racconterà ed esplorerà le altezze del vivere poetico ponendo al centro l’uomo e le sue domande fondamentali.
Un grande interprete a prenderci per mano in quello che universalmente riconosciamo come il “cammin” della nostra stessa vita.

“Sanghenapule”: Saviano e Borrelli di nuovo al Piccolo

SANGHENAPULE foto Ceva Valla
SANGHENAPULE foto Ceva Valla

Dal 10 al 18 gennaio 2017 al Teatro Studio Melato:
SANGHENAPULE
Roberto Saviano e Mimmo Borrelli raccontano Napoli sulle tracce di San Gennaro

In uno spettacolo che intreccia il racconto alla poesia, esaltando la lingua napoletana in tutta la sua barocca bellezza, Mimmo Borrelli e Roberto Saviano, puntano al cuore di Napoli, città di sangue e di lava incandescente, esplorandone il mistero e la contraddizione. Attore e narratore percorrono alcune tappe della storia napoletana in una continua osmosi tra celeste e sotterraneo.

È il sangue il filo conduttore di uno spettacolo di parole, luci e suoni, con una splendida colonna sonora originale eseguita dal vivo.

È il sangue che si scioglie, rinnovando ogni anno il patto tra il santo e la sua gente; è il sangue dei primi martiri cristiani, ma anche quello dei “martiri laici” della Repubblica partenopea, che a fine Settecento tentò di opporre l’ideale democratico all’oppressione borbonica; è l’emorragia dell’emigrazione nei primi decenni del Novecento, quando migliaia e migliaia di italiani varcarono l’oceano in cerca di un futuro migliore; è il sangue versato sotto le bombe della Seconda Guerra mondiale; è, infine, quello degli agguati di camorra.

Saviano e Borrelli hanno qualcosa in comune. Il luogo di nascita, Napoli; la generazione, sono nati entrambi nel 1979; una maniera differente ma egualmente lucida e appassionata di leggere la ‘napoletanità’.

Entrambi hanno un legame consolidato con il Piccolo Teatro: Saviano nel 2009 è in scena, per la prima volta, con La bellezza e l’inferno, diretto da Serena Sinigaglia; Mimmo Borrelli, nel 2014 porta al Teatro Studio Malacrescita, una Medea nella Terra dei Fuochi.

Per entrambi la centralità del lavoro sta nella parola, quella di Saviano come unica possibilità di resistenza; quella di Borrelli, cesellata ‘testorianamente’ in una costante contaminazione tra letterario e popolare.

Entrambi hanno raccontato l’inferno della criminalità, Saviano attraverso la cronaca, Borrelli quasi in forma di tragedia classica. Le loro parole si intrecciano, in questa produzione del Piccolo Teatro, per tornare a raccontare la ‘napoletanità’, frammenti della storia della città, intrecciati su una trama, tra il serio e il grottesco, attraverso il suo simbolo per eccellenza, il suo santo protettore, San Gennaro, e la ritualità che lo accompagna.

“Immaginando uno spettacolo su San Gennaro – dice Saviano – pensiamo a un racconto di Napoli attraverso i secoli. Il Santo ne è protagonista in quanto figura di mediatore, spartiacque tra il bene e il male, tra il celeste il sotterraneo, tra la luce della nostra città e l’oscurità delle sue contraddizioni”.

“Quello di San Gennaro è un culto che si afferma nel XV secolo – prosegue Borrelli – intrecciandosi a tradizioni pagane. E se la chiave di questa religiosità è l’innesto, la stessa contaminazione si manifesta nella lingua con cui andiamo a costruire il nostro racconto, ricca, viva, barocca che deve di necessità tradurre sulla scena una tradizione così stratificata nei secoli”.

È una Divina Commedia napoletana, con Saviano Virgilio e Borrelli Dante, un viaggio narrativo e figurativo affidato al talento affabulatorio di Saviano, un viaggio drammatico che ruota intorno alla potente presenza scenica di Borrelli, ma anche un percorso linguistico, nella maniera destrutturante, quasi ‘devastatoria’, di Borrelli, e musicale, nelle sonorità partenopee, affidato alla musiche, eseguite dal vivo, di Gianluca Catuogno E Antonio Della Ragione.

Nicolò Perego

Nicolò Perego

“Mi sono innamorato della Divina Commedia”. Lo si capisce da come lo dice, dal poco tempo che ha impiegato per imparare alcuni canti a memoria e dall’entusiasmo nel salire su un palco per comunicare questa sua passione. Stiamo parlando di Nicolò Perego, adolescente di 16 anni che oggi pomeriggio sarà al Centro Socio Culturale Coop  di Novate per leggere ed interpretare la “Divina Commedia” nello spettacolo “Io e Dante che coppia”.

Chi è Nicolò Perego ?

“Sono un ragazzo di 16 anni, frequento il terzo anno di informatica all’Erasmo di Bollate, gioco a calcio e da un paio di anni ho una forte passione per Dante e la sua -Divina Commedia-“. 

Un’ interesse nato tra i banchi di scuola? 

No. Mi è capitato di vedere in televisione un intervento del comico e  attore Roberto Benigni in merito all’unità d’Italia. Ha recitato dei canti, ha parlato di Dante e mi ha colpito molto, mi ha incuriosito. Non è solo cultura ma è qualcosa in più, di più profondo, di più nobile”.

Dopo cosa è successo?

Ho iniziato a leggere la Divina Commedia su Internet e a ripeterla recitando nella mia stanza, fino a che l’ho imparata a memoria. Poi i miei genitori mi hanno regalato per il mio compleanno il libro completo dei tre canti. Da li a poco ho sentito il bisogno di condividere questo mio interesse con altri  e l’ho detto a scuola. La mia professoressa di Italiano è stata contenta e da un anno mi capita di andare nelle altre classi a leggere dei pezzi significativi della Divina Commedia.”

E’ cambiato il suo rapporto con amici e coetanei ?

“Si ma in positivo. Per loro sono una persona che ha messo in pratica una passione ed è stata vista come una cosa positiva. Due di loro Federico Marzani e Maurizio Bissa hanno iniziato a seguirmi in questo percorso e quando abbiamo fatto il primo spettacolo uno si è occupato di luci e microfoni e l’altro di mettere un po’ di musica sinfonica prima e dopo le mie parole. In questo modo siamo riusciti a creare in sala una piacevole atmosfera.” 

Compiti, interrogazioni, Dante..c’è dell’altro nella sua vita?

Si assolutamente. Non sono uno studente –secchione- , vado bene e dedico il mio tempo anche ad altro. Gioco a calcio come attaccante, tifo Inter, ascolto musica, specie Battisti, leggo, uso il pc,  litigo con mia sorella e cerco di tenere una ragazza per più di un mese ma non ci riesco…

Serate, uscite, vacanze?

Sia io che i miei amici non abbiamo l’auto e quindi spesso le serate sono dei ritrovi in piazza la sera o a casa di qualcuno. Se poi il giorno dopo, la domenica alle 8 devo alzarmi perché ho la partita, evito anche di uscire.  Una mia caratteristica invece è che non –adoro- il mare. In vacanza mi faccio prendere dalle letture sotto l’ombrellone e in mare ci vado quando ho finito di leggere.” 

Come finirà questa passione dantesca?

Ci sono dei canti il quinto in particolare che rimarranno per sempre nella mia memoria. La Divina Commedia è un’opera eccezionale, perfetta in cui ogni singola parola è al posto giusto e mi ha dato la forza di salire su un palco e affrontare il pubblico. E’ un’esperienza che mi sta portando a pensare al teatro come mio primo interesse per il futuro. Già da qualche anno nei villaggi in cui trascorro le vacanze con i miei genitori mi capita di essere coinvolto la sera a raccontare barzellette o fare imitazioni sul palco e questo mi diverte molto. La scorsa estate ho collaborato con lo staff del villaggio per la serata conclusiva dell’animazione. Ho aiutato a preparare i testi ed ho partecipato come –attore- e l’esperienza mi è piaciuta molto. Ora ho imparato che il teatro può piacere anche attraverso la cultura, Dante ne è l’esempio. Ho tanta voglia di studiare e portare avanti questa passione”.