Taoubuk Festival e Ang: Vincitori contest “Noi e Gli Altri”

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Oltre duecento elaborati tra reportage giornalistici e racconti brevi. I giovani hanno voglia di raccontare le loro esperienze, i loro momenti di confronto con culture diverse. E soprattutto vogliono superare qualsiasi barriera ideologica e pregiudizio.

Era questo lo spirito che animava il contest “Noi e Gli altri”, bandito in maggio dall’Agenzia Nazionale per i Giovani e da Taobuk-Taormina International Book Festival.

L’obiettivo è stato raggiunto. Sul tavolo della commissione istituita dal Festival, di cui è presidente Antonella Ferrara, e dall’Agenzia diretta da Giacomo D’Arrigo, sono arrivati tantissimi testi da valutare.

L’argomento del contest era molto affine a quello che sarà il filo conduttore di Taobuk 2016, in programma dal 10 al 17 settembre e dedicato al tema “Gli Altri”, per un approfondimento a largo spettro sull’alterità e l’altrove.

Due i vincitori: Marta Mattalia di Savigliano (Cuneo) per il racconto “Human Library” e Andrea Roncella di Roma con il reportage “Gli occhi di Mashtoz”.

Dando voce all’esperienza di Human Library come matrice e strumento del confronto con l’altro, Marta Mattalia riesce a trasferire il portato di condivisione allo scopo di creare “coesione, comunità”.

Un microcosmo ricco di valori e identità multiple che trovano ciascuna una ragion d’essere e un’affermazione proprio nella tutela della diversità. Questo si evince dalle stesse parole dell’autrice, che spiega appunto l’ingranaggio del racconto di sé nella pratica di Human Library.

Tra i dieci partecipanti che riceveranno una menzione speciale c’è anche una giovane russa, Natalia Dushkina, e poi nove italiani: Laura Alfino, Sara Cadoni, Cinzia Maria Caserio, Martina Dei Cas, Giulia Gobbi, Tawfik Kawlab, Sara Micello, Andrea Giovanni Taietti, Simone Vespa.

Il contest stabilisce che la coppia dei premiati sia ospitata da Taobuk per i primi due giorni del festival. Nel corso della serata inaugurale, sabato 10 settembre, quando Marta e Andrea saliranno sul palco del Teatro Antico, sarà il direttore nazionale di Ang, Giacomo D’Arrigo, a consegnare loro le targhe e ad indicare le menzioni speciali.

L’indomani, 11 settembre, i due giovani avranno la possibilità di assistere alla tavola rotonda dell’editoria. Taobuk darà dunque loro l’opportunità di conoscere alcuni tra i rappresentanti più autorevoli del mondo del libro. I lavori dei vincitori e di coloro che hanno ottenuto le menzioni saranno pubblicati sul sito di Taobuk e di Ang.

 

In volo libero alla conquista dei cieli della Macedonia e della Valbelluna

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La squadra nazionale italiana di deltaplano sta per spiccare il volo – mai espressione fu più appropriata! – verso Krushevo in Macedonia, sede dei campionati d’Europa che si terranno dal 16 al 30 luglio.

La cittadina si erge nella parte centrale del paese a 1.250 metri d’altezza, la località più alta di tutta la Macedonia, e dista 160 km dalla capitale Skopje. Qui, con classifiche separate, si confronteranno circa 80 piloti di 20 nazioni a bordo di deltaplani ad ala flessibile ed ala rigida.

Come decollo è previsto l’uso di un pendio montano a circa 1.400 metri, atterrando poi nella valle sottostante a circa 600 metri. Tra decollo ed atterraggio questi mezzi, che si reggono in aria sfruttando le masse d’aria ascensionali, potranno gareggiare su percorsi predeterminati per decine di km, ben oltre i 100 nelle giornate migliori. Tutto dipenderà dalla meteo.

Sommando le due categorie gli azzurri si presentano con un palmare complessivo di otto titoli mondiali, gli ultimi quattro consecutivi, compreso quello del marzo 2015 in Messico, e tre europei. Nessuno al mondo ha vinto di più.

La squadra schiera in testa il campione del mondo in carica Christian Ciech, trentino trapiantato nel varesotto, seguito da Alessandro Ploner di San Cassiano (Bolzano), Filippo Oppici di Parma, Davide Guiducci di Villa Minozzo (Reggio Emilia), Tullio Gervasoni di Brescia, Suan Selenati di Sutrio (Udine) e Michele Perlo di Torino. Le sorti nella categoria ala rigida sono affidate alle ali di Franco Laverdino torinese, e di Luca Comino di Mondovì (Cuneo).

Invece, dal 16 al 23 luglio, il comprensorio del Monte Avena presso Feltre(Belluno) ospiterà il più antico appuntamento agonistico di volo libero al mondo, il Trofeo Guarnieri, edizione numero 33.
Organizzata dal Para&Delta Club Feltre e dell’Aeroclub Feltre, la competizione si volgerà tra le vette delle Dolomiti ed è intitolata ad Adriano Guarnieri, che a metà degli anni ’70 introdusse il volo in deltaplano in Valbelluna. Oggi la disputa sarà tra piloti di parapendio, l’altro mezzo per il volo libero che ai tempi del pioniere ancora non esisteva.

Si decollerà dai vasti prati a quota 1.400 metri nei pressi della Malga Camper, facilmente raggiungibili grazie ad una strada in parte sterrata.
Atterraggio ufficiale nella nuova zona sportiva di Boscherai presso Pedavena.

Hanno confermato la presenza 108 piloti provenienti da una ventina di paesi.L’evento è inserito nel calendario della Federazione Aeronautica Internazionale come Pre-World Championship, cioè premondiali, visto che i campionati del mondo saranno ospitati qui il prossimo anno, prima volta in Italia.

Chiuso l’appuntamento italiano, dall’8 al 20 agosto i piloti della nazionale di parapendio sostituiranno i colleghi di deltaplano a Krushevo per i campionati europei.

Cortina tra le righe 2016: terza edizione

Cortina d'Ampezzo
Cortina d’Ampezzo

Cortina d’Ampezzo torna ad essere palcoscenico dell’informazione dall’11 al 17 luglio con la terza edizione di Cortina tra le righe, il format che per primo ha unito formazione e vacanza.

20 seminari formativi per i giornalisti e più di 40 relatori – tra cui Pietrangelo Buttafuoco, Andrea Cangini, Luigi Contu, Luciano Fontana, Carlo Freccero, Maurizio Molinari, Nicola Sinisi, Luca Telese – con un calendario che include diversi appuntamenti aperti al pubblico, insieme ad alcuni grandi protagonisti del giornalismo italiano, per riflettere sul presente e sul futuro dell’informazione nell’eccezionale cornice delle Dolomiti Patrimonio UNESCO.

Quest’anno il programma sarà suddiviso in 2 momenti principali:

Al mattino la Formazione 2.0, forte della partnership ormai consolidata con Google Italia e grazie al contributo del giornalista del Gazzettino Carlo Felice dalla Pasqua, che prevede, ogni giorno, focus dedicati agli strumenti e alle strategie della comunicazione on line e sui nuovi media.

Al pomeriggio, l’Informazione: numerosi momenti di approfondimento aperti al pubblico, dedicati ai grandi protagonisti dei media italiani alle prese con le grandi sfide che affronta chi svolge questa professione in una società in perenne cambiamento. Il diritto all’informazione, la divulgazione culturale, la rivoluzione digitale, le nuove tecnologie sono alcuni dei temi che saranno portati all’attenzione dei partecipanti.

Intervista a Siro Brugnoli

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Un uomo e tre vite “L’obbiettivo è cercare di dare a chi legge un po’ più di forza per reagire a quelli che possono essere gli impedimenti e i problemi fisici, ma anche non fisici”
“L’iniziativa l’ho presa io, era tanto tempo che volevo scrivere un libro che raccontasse di me e della mia storia”, confessa Siro Brugnoli protagonista del libro appena uscito a cura di Cesare Lanza “Siro Brugnoli. Un uomo e tre vite” (ed. L’Attimo Fuggente, 2016).

Viene descritto come playboy di successo, imprenditore geniale, filosofo libertario. “Ma ci si ritrova in queste tre definizioni?”-
“Mah, si stenta a crederci, però nella realtà è così.”.

“Vorrebbe aggiungere o togliere qualcosa a quello che ha scritto il suo amico Cesare?”
– “No, se mi ha visto così, va bene quello che ha scritto. Evidentemente ha trovato in me queste caratteristiche, e devo dire che non si è discostato dalla realtà, sono tutte e tre cose che ho raggiunto nella mia vita”.

Nella vita Siro Brugnoli ha avuto tante soddisfazioni. È riuscito a realizzarsi in campo lavorativo e sentimentale con impegno e fatica, e con doti di corteggiatore, senza mai perdersi d’animo, “perché tutto dipende da noi stessi”. E non lo dice come una frase fatta, di quelle che si sentono tutti i giorni e che si danno quasi per scontate. Brugnoli a quattro anni è stato colpito da poliomielite, e in maniera piuttosto grave, ma senza arrendersi ha vissuto come se fosse ogni giorno una sfida. La sfida di vivere.

“Si può dire che la sua vita sia stata quasi un paradosso? Nel senso che la malattia è stata la sua fonte di vita, le ha permesso di combattere e di realizzarsi in ogni campo desiderato. Si può dire che dalla negatività è riuscito a trarre laSiro Brugnoli bambino e le sue partite di calcio a quattro zampe positività?” .
“È proprio così – risponde – di solito chi ha queste malattie ha problemi nella vita. Nella realtà io sono riuscito a far diventare la malattia da cosa negativa a cosa positiva. Un meccanismo che la mia psicologa chiama in un certo modo, ora non ricordo”.

E se non ci tradiamo forse possiamo ipotizzare che la parola del meccanismo attuato da Brugnoli sia “compensazione”. Ci rifacciamo ad Alfred Adler, lo psichiatra, psicoanalista e psicoterapeuta austriaco che introdusse il concetto di complesso di inferiorità. Complesso che può essere accentuato da inferiorità d’organo, l’insufficienza fisica o estetica, e da costellazione familiare, la rivalità fra i fratelli. La compensazione è uno dei modi in cui la volontà di potenza supera il sentimento di inferiorità.

Si potrebbe continuare perché Adler sostiene che l’individuo ha in sé una serie di potenzialità creative e deve trovare la possibilità di esprimerle attraverso l’azione, ma questo richiede un adeguato livello di autostima. Ed ecco entrare dunque l’incoraggiamento che in un contesto relazionale può consentire il superamento del complesso e portare all’espressione della propria potenzialità creativa.

L’incoraggiamento diventa lo strumento per il cambiamento e per la guarigione, perché l’individuo viene aiutato a mettere in campo tali potenzialità, rimuove gli ostacoli, supera i problemi e capisce che dispone degli strumenti per realizzare le sue mete.
E Brugnoli lo dice con una frase chiara e delucidativa: “ Non ho mai sentito di avere una disgrazia, e chi mi conosce neanche se ne accorge, anzi si dimentica”.

Probabilmente molto è dipeso anche dal contesto familiare in cui è vissuto. Il contrasto fra una mamma molto dolce e un padre duro e autoritario. La madre così premurosa e dedita alle cure per il suo amato figlio, il padre che non ha mai voluto riconoscere la sua malattia, facendogli fare esattamente tutto ciò che anche gli altri figli facevano, non aiutandolo, ed anzi arrabbiandosi se Siro non riusciva da solo. Se l’atteggiamento del padre aveva creato un dissidio forte con Siro, solo dopo scoprirà il grande insegnamento ricevuto. Ma certo, accanto aveva almeno avuto la fortuna dell’affetto e della dolcezza della madre e dei fratelli che comunque non lo avrebbero mai abbandonato.

Brugnoli ha avuto accanto a sé donne belle e conosciute, addirittura su Siro Brugnoli e le donneriviste apparivano notizie delle sue love stories, donne che si innamoravano di lui, ma che non duravano poi troppi anni….
“Ma che rapporto ha con le donne? Perché non si è mai sposato?  A leggere il libro sembra che non si fidi delle donne.
“E invece è tutto il contrario, io mi fido eccome, perché ho il vantaggio di conoscerle prima. Si chiama empatia questa mia qualità, la capacità di porsi nella situazione di un’altra persona con nessuna o scarsa partecipazione emotiva, ed io riesco a capirle prima che loro possano capire me. Le donne ti portano a fare cose che non vuoi fare e invadono la tua libertà. Allora so bene di chi fidarmi e di chi no, so bene chi frequentare e chi no. E non ho paura di loro sennò non avrei avuto tutte queste storie”.

Nelle sue parole riportate nel libro si trova una punta di misoginismo, ma lui nega,
“Non è così”. “Quello che dico è vero”, “sono storie che fanno ridere quando le racconto. Perché insomma è pur vero che iniziano a criticare gli amici e a non farmici più uscire, a criticare la pulizia o meno della casa facendomi perdere la donna che mi aiuta senza farmi mancare nulla. E poi ti tradiscono con un bel bagnino e ben presto sei costretto a lasciare casa e a ritrovarti con nulla”.

Ma sorvoliamo sulle donne e sul suo essere playboy, Siro Brugnoli è un industriale di successo. Ha una industria che produce apparecchi per la respirazione e vende in 95 paesi differenti. Si chiama MIR medical international research ed è un’azienda produttrice di dispositivi medici globale fondata nel 1993.
Da più di 20 anni l’azienda è riconosciuta a livello internazionale per le numerose innovazioni e progressi in tre diversi settori del mercato: Spirometria, OssSiro Brugnoli viaggiatore del mondoimetria e Telemedicina. Forse anche la nascita di questa azienda è stata dettata da un sentimento di plongee verso chi ha bisogno di aiuto, dal poter far qualcosa per qualcuno.

In realtà difficilmente ci si può mettere nella testa di chi ha subito una malattia. Difficilmente si comprende e si arriva a una sensibilità tale da entrare in ciò che le persone sopportano e hanno dovuto sopportare
“La società che ci circonda non ci capisce, non ha la capacità di comprendere. Perché bisogna mettersi nel cervello di chi ha quella determinata malattia, ed è impossibile. E poi sbagliano nel compatire chi ha un problema. Non capiscono che bisogna aiutare quelle persone affette da particolari disturbi o malattie in modo che non se ne accorgano di averle. Se si viene compatiti e aiutati allora va a finire che si trovano giustificazioni per non realizzare nulla e non si reagisce, non si ha nessuno stimolo”.

E ribadisce : “Se ho fatto tutte queste cose nella vita è perché mi sentivo di farle anche se non ero in grado di farle. La capacità di risolvere il problema è dentro di noi, abbiamo in mano la possibilità di riuscirci. Io sono un esempio”.
Il libro ha una precisa funzione e valenza. La storia di Siro Brugnoli è piuttosto particolare e deve essere divulgata. E poi come dice il protagonista “l’obbiettivo è cercare di dare a chi legge un po’ più di forza per reagire a quelli che possono essere gli impedimenti e i problemi fisici, ma anche non fisici”.
Il messaggio che si evince è che tutto dipende da noi stessi, e “non c’entrano nulla i soldi” (e Brugnoli lo dice perché ha avuto una vita sempre agiata), “perché ricco o non ricco uno deve avere la spinta, il carattere, la forza di risolvere il problema”.

Con tutte queste cose dette siamo così giunti alla terza immagine di Brugnoli: filosofo libertario. Non dà conto a nessuno, fugge dai pregiudizi e dagli stereotipi di vita, dalle convenzioni sociali e dalle precostituite idee politiche. Ed anche questo dipende da come egli ha vissuto ed è stato capace di vivere.

(di Stefania Miccolis)

“La rivoluzione è facile se sai come farla” allo Spazio Alfieri di Firenze

La rivoluzione_Alfieri
La rivoluzione_Alfieri

È possibile oggi, qui, per noi, immaginare una rivoluzione? Se sì, quale? Si tratta del moto di un corpo intorno al suo centro di gravitazione o della sovversione violenta dei rapporti di forza?

Due venti/trenta, con il loro carico di speranza, birrette, frustrazione, cercano di cambiare radicalmente la propria vita mentre si avvicina la rivoluzione, quella vera. Un motore che, forse, è comune alle piccole rivoluzioni dei due protagonisti e a tutte le altre.

Scritto da Daniele Rielli (Quit The Doner) con musiche dello Stato Sociale, “La rivoluzione è facile se sai come farla” è lo spettacolo teatrale di Kepler-452 che arriva martedì 3 maggio allo Spazio Alfieri di Firenze dopo un filotto di sold-out, ottime recensioni e gran buzz sui social.

“La rivoluzione è facile se sai come farla” parla di rivoluzione, una prospettiva così lontana dalle vite dei venti/trentenni in questo paese, partendo da due possibili declinazioni: la sovversione violenta dei rapporti di forza in cerca di un nuovo ordine e il moto di un corpo celeste intorno al suo asse.

Uno spettacolo che cerca di scovare un potenziale rivoluzionario tra piccoli fallimenti quotidiani, birrette, soprusi, frustrazioni, slanci vitali e tentativi di cambiamento radicale della propria vita. In mezzo a questa quotidianità sfigata e allegra, dal fondo di una piazza circondata da platani e tavolini del bar abbandonati, vediamo avvicinarsi la rivoluzione, quella vera. Un motore che, forse, è comune alle piccole rivoluzioni dei due protagonisti e a tutte le altre.

“La rivoluzione è facile se sai come farla”
Spazio Alfieri di Firenze ore 21,15 –
biglietto 15 euro prevendite
www.boxol.it tel. 055 210804;
www.ticketone.it tel. 892101;
info tel. 055.0460993 – 055.5320840 –
www.lndf.it – www.spazioalfieri.it