Sicurezza: Guardie Ecologiche Volontarie

Gev
Gev

Da oggi 21 Novembre fino al prossimo 10 gennaio, è aperto il bando per diventare Guardie Ecologiche Volontarie (Gev) e scegliere così di dedicare parte del tempo libero al bene della città. Per iscriversi basta andare sul sito del Comune di Milano a questo link.

Le Gev attualmente in servizio a Milano sono 196 e il loro contributo è consistente: 31mila ore di servizio nel 2017, di cui circa il 70% nella vigilanza diretta sul territorio. Nel corso dell’ultimo anno sono state fatte circa 790 relazioni di servizio e nell’attività di educazione ambientale sono stati coinvolti oltre 8.800 ragazzi delle scuole primarie con interventi sui temi dell’acqua, aria, verde, rifiuti, energia e risparmio energetico.

C’è tempo fino al prossimo 10 gennaio per iscriversi al corso di formazione per aspiranti Gev. L’impegno richiesto è serio, anche perché, dopo un corso teorico e pratico di circa sessanta ore e dopo aver superato un esame di fronte alla Commissione Regionale, si diventa pubblici ufficiali con funzioni di Polizia Amministrativa, potendo accertare e sanzionare gli abusi di propria competenza, che riguardano principalmente il regolamento del verde. Il corso di 26 lezioni in aula si svolgerà presso la Scuola del Corpo della Polizia Locale in via Boeri 7 a Milano.

Alle Guardie ecologiche volontarie è richiesto un minimo di 14 ore mensili di attività dedicata in maggior parte alla vigilanza e controllo del verde pubblico per prevenire, segnalare o accertare fatti e comportamenti errati nei parchi cittadini. Dotati di una sede in ogni Municipio, le Gev hanno a disposizione tutti gli strumenti tecnici di lavoro, tra cui auto, biciclette e smartphone da usare in servizio e avranno anche la possibilità di avere un abbonamento annuale ATM pagato al 70% dal Comune.

“Innanzitutto voglio ringraziare – ha detto la vicesindaco Anna Scavuzzo – tutte le guardie ecologiche volontarie del Comune di Milano che quotidianamente mettono a disposizione il loro tempo per il bene collettivo: difendere e tutelare il verde, farlo apprezzare e rispettare e spiegarne il valore ai più giovani. Un impegno serio e importante che serve alla città: per questo lavoriamo per aumentare il numero di Gev che operano nei nostri parchi e promuovere questo prezioso servizio che migliora il benessere e la vivibilità delle nostre aree verdi”.

Convegno di studi su “Attila”

Teatro alla Scala, Ridotto dei Palchi
Teatro alla Scala, Ridotto dei Palchi

Lunedì 19 novembre il Ridotto dei Palchi del Teatro alla Scala ospita il convegno di studi “Attila, il Risorgimento e la Trilogia bellica del giovane Verdi”, a cura di Franco Pulcini. Due sessioni (dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 19) in cui gli studiosi Raffaella Bianchi, Elisabetta Fava, Anselm Gerhard, Helen M. Greenwald, Liana Püschel, Antonio Rostagno, Emanuele Senici e Armando Torno affronteranno diversi aspetti dell’opera che il prossimo 7 dicembre inaugurerà la Stagione 2018/2019.

Particolarmente attesa la relazione del M° Riccardo Chailly (“La trilogia bellica del giovane Verdi, affinità evolutive di un linguaggio melodrammatico”) che colloca l’esecuzione di Attila nel contesto del più ampio progetto dedicato al giovane Verdi, iniziato con Giovanna d’Arco e destinato a concludersi con Macbeth.

Il convegno offrirà un esauriente approfondimento dell’opera inaugurale analizzandone le radici letterarie, l’inserimento nelle vicende risorgimentali, le importanti innovazioni sceniche, la storia vocale nonché l’edizione critica.

Lunedì 19 novembre 2018, h. 11-13 e 15-19
Teatro alla Scala, Ridotto dei Palchi “Arturo Toscanini”

Attila, il Risorgimento e la Trilogia bellica del giovane Verdi
Convegno di studi a cura di Franco Pulcini

ore 11-13

Armando Torno
“Le Cinque Giornate di Attila”

Elisabetta Fava
“Solera riscrive Attila di Zacharias Werner: la versione patriottica di un dramma anti-italiano”.

Liana Püschel
“L’aurora nel silenzio dei cristalli: musica e scenografia nel Prologo di Attila”.

***

ore 15-19

Helen M. Greenwald
“L’edizione critica di Attila: contesto storico, creatività e produzione”.

Riccardo Chailly
“La trilogia bellica del giovane Verdi, affinità evolutive di un linguaggio melodrammatico”.

Emanuele Senici
“Löwe, Guasco, Ivanoff e Moriani, quattro voci per Attila”.

Raffaella Bianchi
“Palchi, chiavi e barricate: la sfera pubblica al teatro alla Scala nella Milano della Restaurazione (1814 – 1848)”

Anselm Gerhard
“Quale patria? Giuseppe Verdi e la «risorta fenice novella»”

Antonio Rostagno
“Attila: etnogenesi e carattere italiano nel 1846″

Ingresso libero fino a esaurimento posti

A “Domenica Live”, esclusiva Internazionale

Samantha Markle
Samantha Markle

Oggi, domenica 23 settembre, su Canale 5, “Domenica Live” ha proposto – in esclusiva internazionale – un’intervista di Barbara d’Urso a Samantha Markle, sorellastra di Meghan, da quattro mesi moglie del principe Harry di Inghilterra.

Nel corso delle ultime settimane, in più occasioni Samantha ha scritto sui propri profili social delle frasi che hanno creato scandalo nel Regno Unito e non solo, oltre a un forte imbarazzo nella Famiglia reale britannica. In particolare, la donna accusa la neo-duchessa di Sussex di essere “snob” e “arrogante”, e il secondogenito del Principe Carlo e di Lady Diana di essere “codardo” e di non avere rapporti con suo padre Thomas Markle (il quale, insieme alla stessa Samantha, non è stato inviato al matrimonio reale dello scorso 19 maggio).

In un altro messaggio postato sui social network a inizio estate, Samantha aveva scritto: “Se nostro padre muore, ti considererò responsabile, Meghan”.
In quest’ultimo tweet la donna faceva riferimento alle condizioni di salute del padre, che soffre di problemi di cuore.

A tal proposito Samantha, malata di sclerosi multipla, a “Domenica Live” dichiara: «Veramente ha avuto diversi infarti, aveva avuto già dei sintomi in passato ma li aveva ignorati perché non voleva che la notizia si diffondesse, per cui si è tenuto questo segreto per sé. Alla fine poi ha avuto veramente un infarto serio e i dottori hanno detto che forse sarebbe stato meglio se lui non fosse andato al matrimonio… lui era così contento di andare ma i dottori gliel’hanno proibito, doveva prendersi cura della sua salute».

Samantha, che specifica come l’invito “informale” al matrimonio fosse giunto solo al padre e non a lei, ha poi commentato un’uscita del Principe Harry secondo cui Meghan “non ha mai avuto una famiglia”: «Io ho sempre detto che ha una famiglia, ha degli zii, dei cugini, dei fratelli, ma quando ti sposi allarghi la tua famiglia, la famiglia cresce e si allarga, ma poi i giornali hanno detto “no, Samantha ha insultato Harry”, ma questo non è vero, non è un insulto».

La donna quindi racconta a Barbara d’Urso i rapporti nella famiglia Markle prima che Meghan si fidanzasse con il secondogenito di Carlo e Diana: «Siamo sempre stati lì, siamo sempre stati una famiglia normale, abbiamo sempre fatto tutto quello che potevamo fare… io stessa soffro di disabilità e nonostante questo mi sono laureata, ho sempre avuto una vita molto impegnata, lei invece viveva dall’altra parte del Paese, viaggiava in tutto il mondo quindi non ci potevamo vedere frequentemente, ma naturalmente avevamo il sostegno reciproco e quando si poteva si parlava».

Samantha, che ha portato in trasmissione delle foto della sua famiglia, quando lei e Meghan erano molto più giovani, chiude l’intervista con un appello nei confronti di Meghan e Harry: «In un certo senso, forse non è giusto che una famiglia si esprima attraverso la televisione. La tua famiglia è sempre stata qui per te, soprattutto il papà… ti ha sempre seguito, ti sostiene sempre. Non c’è alcuna ragione per cui tu debba ignorarlo e non possa fare qualcosa per farlo sentire meglio. Tu sei caritatevole, lavori al diplomazia, allora fai la cosa giusta, fai una cosa corretta, una cosa caritatevole. Come possiamo migliorare questa situazione? Per favore, non ti allontanare, non ci ignorare. Per favore, comportati da adulta, accetta l’amore che noi come famiglia ti offriamo e dimostra al mondo intero che sei partecipe, che puoi portare a un lieto fine e fai la cosa giusta: non c’è alcuna ragione per non fare la cosa giusta e penso che tu possa farlo».

Riparte il programma di Rai1: “Che Fuori Tempo Che Fa”

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Fazio_che fuori tempo che fa

Lunedì 24 settembre alle 23:30 su Rai1, torna l’appuntamento con il tavolo di Che Fuori Tempo Che Fa di Fabio Fazio.
Il programma, introdotto dalle copertine di Maurizio Crozza, vede riconfermata, accanto a Fabio Fazio, la co-conduzione di Max Pezzali. Fa il suo ingresso nel cast fisso di questa nuova edizione il Mago Forest.

Ospiti della prima puntata: Adriano Panatta leggenda del tennis italiano, attualmente al cinema nel ruolo di se stesso in un cameo diventato virale sul web, nel film “La Profezia dell’armadillo” di Emanuele Scaringi, Massimo Lopez e Tullio Solenghi che prossimamente saranno in tutti i maggiori teatri italiani con il “Massimo Lopez e Tullio Solenghi Show”, Diletta Leotta giornalista sportiva e conduttrice tv e Roberto Orosei astrofisico co-responsabile scientifico di Marsis, il radar che ha scoperto l’esistenza di un lago salato su Marte.

Avamposti Teatro Festival: “La lunga vita di Marianna Ucrìa”

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marianna-ucria_raffaella-azim

Avamposti Teatro Festival continua domenica 23 settembre al Teatro Manzoni di Calenzano (Firenze – ore 21,30) con “La lunga vita di Marianna Ucrìa”, spettacolo tratto dall’omonimo romanzo di Dacia Maraini, con Raffaella Azim nei panni della protagonista, regia di Daniela Ardini.

Fin dalle sue prime pagine il testo, vincitore nel 1990 del Premio Campiello, immerge il lettore in un tempo scandito da impiccagioni, autodafé, matrimoni d’interesse e monacazioni. Mentre in Europa trionfa il Secolo dei Lumi, a Palermo si consuma la vicenda di Marianna, della nobile famiglia degli Ucrìa.

“Sposare, figliare, fare sposare le figlie, farle figliare, e fare in modo che le figlie sposate facciano figliare le loro figlie che a loro volta si sposino e figlino…”, è questo il motto della discendenza Ucrìa, che in questo modo è riuscita a imparentarsi per via femminile con le più grandi famiglie palermitane.

Marianna, costretta ad andare in sposa a soli tredici anni a suo zio, investita “con rimproveri e proverbi” quando osa sottrarsi al suo ruolo di moglie, sembra all’inizio destinata alla medesima sorte. Lei è però diversa, sordomuta, ma proprio da questa menomazione trarrà la forza per elevarsi al di sopra della chiusura e della meschinità che la circonda.

Nello spettacolo la protagonista Raffaella Azim è affiancata da un interprete della lingua italiana dei segni.

Biglietti 13/10/7/5 euro, riduzioni per over 60, under 25, soci Coop, Arci, ATC, residenti comune di Calenzano e iscritti ai corsi di Calenzano Teatro Formazione. Prevendite alla cassa del teatro dalle ore 18, nei punti www.boxofficetoscana.it/punti-vendita e online su www.ticketone.it. Info e prenotazioni tel. 055 8877213 – www.teatrodelledonne.com.