Tennis in rosa

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La manifestazione denominata “Archigen Cup” ha offerto una finale avvincente e combattuta che ha visto protagoniste l’argentina Catalina Pella (sorella di Guido, top player ATP), attuale n. 365 del Ranking WTA ma nel recente passato a ridosso delle prime cento, e la spagnola Amanda Carreras, al rientro dopo una lunga assenza per infortunio ed intenzionata a riagguantare al più presto la classifica mondiale intorno alla duecentesima posizione che aveva già raggiunto nel 2017.

Dopo una vera battaglia durata circa tre ore è stata la grinta della giovane spagnola a farla prevalere con il punteggio finale di 6-4 3-6 7-5.

Mentre negli altri campi di gara erano già in corso le qualificazioni del secondo evento, la “G&V Hospital Cup”, il vicesindaco di Solarino Silvana Cassia ed il presidente onorario della Federtennis regionale Giuseppe Adamo hanno premiato le due finaliste con delle targhe in cristallo offerte dall’amministrazione comunale della cittadina siracusana, ringraziandole per l’impegno in campo.

Per la cronaca si erano arrese in semifinale le due italiane Miriana Tona e Verena Hofer, entrambe regolate in due set dalle finaliste, mentre nella gara di doppio la coppia italo-argentina composta da Tona e Pella ha superato in finale il tandem russo formato da Sokolovskaia e Reyngold: 6-4 6-2 lo score.

Giornata della Carenza di Ferro

globuli_rossi_
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Stanchezza, frequenti mal di testa, fiato corto, colorito pallido, capelli e unghie fragili, ma anche irritabilità, scarsa concentrazione, maggiore esposizione alle infezioni: tutte condizioni apparentemente slegate tra loro ma che invece possono avere una causa comune.

Si tratta della carenza di ferro, un problema di notevole rilevanza per l’impatto epidemiologico e sociale – colpisce un terzo della popolazione mondiale1, in particolar modo le donne in età fertile e i bambini sotto i 5 anni4 – eppure ancora ampiamente trascurato e sotto diagnosticato, in gran parte proprio per la difficoltà a riconoscerne i sintomi.

La Giornata della Carenza di Ferro (Iron Deficiency Day), che si celebra ogni anno il 26 novembre, è l’occasione per accendere i riflettori su questa condizione che, se prolungata e non adeguatamente trattata, può portare a gravi conseguenze per la salute di chi ne soffre, sensibilizzare la popolazione sull’importanza di riconoscere tempestivamente i campanelli d’allarme e parlarne con il medico di fiducia.

In Europa, il deficit marziale interessa oltre il 30% della popolazione femminile, fino al 77% delle donne in gravidanza e al 48% dei bambini4. Anche chi soffre di patologie croniche infiammatorie è particolarmente a rischio: si stima che ne siano affetti fino al 61% dei pazienti con scompenso cardiaco, fino all’85% dei pazienti con insufficienza renale cronica e fino al 90% dei pazienti con malattie croniche intestinali3.

Il ferro è un oligoelemento essenziale per la vita: interviene nella produzione dei globuli rossi, funge da importante cofattore di varie proteine necessarie per il metabolismo dell’ossigeno e dell’energia, rafforza il sistema immunitario e garantisce la resistenza alle malattie. Si trova, inoltre, nel sistema nervoso centrale dove interviene nei processi enzimatici chiave per la sintesi di neurotrasmettitori come la dopamina – che stimola la motivazione, il piacere, il controllo dei muscoli – e la serotonina – che regola il tono dell’umore.

“Quando le riserve di ferro nell’organismo diventano scarse, l’impatto sulla salute e la qualità di vita è notevole perché ne risentono il metabolismo, il benessere psico-fisico, il desiderio sessuale, la produttività”, afferma la Dott.ssa Elisa Nescis, Ematologa presso l’Ospedale Cardinale Panico di Tricase, Lecce. “Nei bambini – prosegue – la carenza può indurre disturbi della performance cognitiva, motoria e del comportamento. Particolarmente delicato e quindi non trascurabile, è il periodo della gestazione poiché l’aumentato fabbisogno di ferro per lo sviluppo del feto e della placenta può indurre uno stato anemico nella gestante, vera e propria patologia derivante da un deficit importante e prolungato, che a sua volta aumenta il rischio di parto prematuro e di basso peso del bambino alla nascita”.

Oltre all’aumentato fabbisogno fisiologico dovuto alla crescita (gravidanza, infanzia e adolescenza), la carenza di ferro può essere causata, nelle donne, da perdite eccessive di sangue associate, ad esempio, a cicli mestruali abbondanti, o da patologie come l’insufficienza renale cronica, lo scompenso cardiaco e le malattie croniche intestinali.

In questi pazienti, inoltre, l’infiammazione sottostante può determinare una riduzione della disponibilità di ferro, con conseguente riduzione delle riserve marziali e aumento del rischio di morbilità e mortalità. Incide, infine, un apporto nutrizionale non adeguato, derivante dallo scarso consumo di alimenti ricchi in ferro.

“C’è ancora una scarsa consapevolezza del problema e un grande bisogno di informazione sui possibili gravi rischi per la salute causati dalla carenza di ferro. Per questo motivo, è importante sensibilizzare l’opinione pubblica a riconoscere i sintomi e rivolgersi al proprio medico di fiducia, il primo passo per una diagnosi corretta e l’impostazione di una cura appropriata”, dichiara il Prof. Maurizio Volterrani, Primario di Cardiologia presso l’Ospedale IRCCS San Raffaele Pisana, Roma.

“Intervenire tempestivamente per correggere la carenza rappresenta un obiettivo fondamentale, anche alla luce delle diverse strategie terapeutiche che consentono di far fronte al problema: dalla modifica della dieta, all’assunzione di preparati a base di ferro per via orale, alla somministrazione di terapie iniettive quando i farmaci orali sono mal tollerati. I benefici di un trattamento adeguato si sono riscontrati anche nei pazienti nefropatici e con scompenso cardiaco”, conclude.

La diagnosi di carenza di ferro viene effettuata mediante un semplice esame del sangue che misura i livelli di emoglobina (il principale componente dei globuli rossi che fa sì che questi leghino l’ossigeno nei polmoni e lo trasportino ai tessuti e agli organi), la ferritina sierica (che riflette la quantità di riserve di ferro presenti nell’organismo) e la saturazione della transferrina (che indica quanto del ferro disponibile può essere utilizzato per produrre nuovi globuli rossi).

Erp: progetto sperimentale, trasporto d’emergenza

Gabriele Rabaiotti
Gabriele Rabaiotti

Un progetto sperimentale, un aiuto concreto alle persone con difficoltà motorie che abitano negli stabili popolari del Comune di Milano. L’Amministrazione, attraverso la Direzione Periferie in particolare, in collaborazione con MM e con Croce Rossa italiana, ha attivato un nuovo servizio per il trasporto d’emergenza degli inquilini con problemi di mobilità nel caso di blocco prolungato dell’ascensore dello stabile.

Sarà una rete di volontari a garantire a chi ne farà richiesta la possibilità di scendere le scale per recarsi al lavoro, a scuola o ad una visita medica prenotata in precedenza, e in seguito a poter risalire a casa. Il servizio coinvolgerà l’intero patrimonio comunale, e si ipotizza possa essere utilizzato da cinque o seicento inquilini.

Partirà quando, una volta segnalato il blocco al numero verde di MM, gli interventi di manutenzione dovessero protrarsi per un periodo superiore alle 72 ore. Sarà attivo dal lunedì al venerdì, tra le 7:30 e le 18:30.

“Vogliamo dare un aiuto fattivo a chi ne ha bisogno, contribuire al benessere dei nostri inquilini, perché sappiamo benissimo che i problemi di malfunzionamento degli ascensori possono creare parecchi disagi – spiegano gli assessori alla Casa, Gabriele Rabaiotti, e alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino -. Ovviamente gli interventi di manutenzione restano prioritari e imprescindibili e per questo stiamo investendo su un appalto dedicato. Ma troviamo importante, e segno di attenzione verso chi abita le case pubbliche, se mentre si aspettano i tecnici, con la collaborazione dei volontari si può andare incontro alle esigenze degli inquilini, soprattutto di quelli più deboli”.

Di carattere sperimentale, il progetto prevede anche un finanziamento, dell’importo massimo inferiore ai 40mila euro, che serviranno per il rimborso spese dei volontari, e verrà attuato fino al 31 dicembre 2019. Questo spiega la necessità di circoscrivere l’avvio degli interventi, il cui sviluppo dovrà avvenire in modo graduale per consentire di valutarne l’efficacia.

Questa mattina l’assessore Rabaiotti, insieme ai tecnici di MM, ha incontrato un primo gruppo di inquilini nello stabile di via Palmanova 59, per presentare il progetto e fornire tutte le informazioni utili al riguardo. Sabato 1° dicembre è già in calendario un secondo incontro, questa volta nel complesso di via Saint Bon.

Sicurezza: Guardie Ecologiche Volontarie

Gev
Gev

Da oggi 21 Novembre fino al prossimo 10 gennaio, è aperto il bando per diventare Guardie Ecologiche Volontarie (Gev) e scegliere così di dedicare parte del tempo libero al bene della città. Per iscriversi basta andare sul sito del Comune di Milano a questo link.

Le Gev attualmente in servizio a Milano sono 196 e il loro contributo è consistente: 31mila ore di servizio nel 2017, di cui circa il 70% nella vigilanza diretta sul territorio. Nel corso dell’ultimo anno sono state fatte circa 790 relazioni di servizio e nell’attività di educazione ambientale sono stati coinvolti oltre 8.800 ragazzi delle scuole primarie con interventi sui temi dell’acqua, aria, verde, rifiuti, energia e risparmio energetico.

C’è tempo fino al prossimo 10 gennaio per iscriversi al corso di formazione per aspiranti Gev. L’impegno richiesto è serio, anche perché, dopo un corso teorico e pratico di circa sessanta ore e dopo aver superato un esame di fronte alla Commissione Regionale, si diventa pubblici ufficiali con funzioni di Polizia Amministrativa, potendo accertare e sanzionare gli abusi di propria competenza, che riguardano principalmente il regolamento del verde. Il corso di 26 lezioni in aula si svolgerà presso la Scuola del Corpo della Polizia Locale in via Boeri 7 a Milano.

Alle Guardie ecologiche volontarie è richiesto un minimo di 14 ore mensili di attività dedicata in maggior parte alla vigilanza e controllo del verde pubblico per prevenire, segnalare o accertare fatti e comportamenti errati nei parchi cittadini. Dotati di una sede in ogni Municipio, le Gev hanno a disposizione tutti gli strumenti tecnici di lavoro, tra cui auto, biciclette e smartphone da usare in servizio e avranno anche la possibilità di avere un abbonamento annuale ATM pagato al 70% dal Comune.

“Innanzitutto voglio ringraziare – ha detto la vicesindaco Anna Scavuzzo – tutte le guardie ecologiche volontarie del Comune di Milano che quotidianamente mettono a disposizione il loro tempo per il bene collettivo: difendere e tutelare il verde, farlo apprezzare e rispettare e spiegarne il valore ai più giovani. Un impegno serio e importante che serve alla città: per questo lavoriamo per aumentare il numero di Gev che operano nei nostri parchi e promuovere questo prezioso servizio che migliora il benessere e la vivibilità delle nostre aree verdi”.

Convegno di studi su “Attila”

Teatro alla Scala, Ridotto dei Palchi
Teatro alla Scala, Ridotto dei Palchi

Lunedì 19 novembre il Ridotto dei Palchi del Teatro alla Scala ospita il convegno di studi “Attila, il Risorgimento e la Trilogia bellica del giovane Verdi”, a cura di Franco Pulcini. Due sessioni (dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 19) in cui gli studiosi Raffaella Bianchi, Elisabetta Fava, Anselm Gerhard, Helen M. Greenwald, Liana Püschel, Antonio Rostagno, Emanuele Senici e Armando Torno affronteranno diversi aspetti dell’opera che il prossimo 7 dicembre inaugurerà la Stagione 2018/2019.

Particolarmente attesa la relazione del M° Riccardo Chailly (“La trilogia bellica del giovane Verdi, affinità evolutive di un linguaggio melodrammatico”) che colloca l’esecuzione di Attila nel contesto del più ampio progetto dedicato al giovane Verdi, iniziato con Giovanna d’Arco e destinato a concludersi con Macbeth.

Il convegno offrirà un esauriente approfondimento dell’opera inaugurale analizzandone le radici letterarie, l’inserimento nelle vicende risorgimentali, le importanti innovazioni sceniche, la storia vocale nonché l’edizione critica.

Lunedì 19 novembre 2018, h. 11-13 e 15-19
Teatro alla Scala, Ridotto dei Palchi “Arturo Toscanini”

Attila, il Risorgimento e la Trilogia bellica del giovane Verdi
Convegno di studi a cura di Franco Pulcini

ore 11-13

Armando Torno
“Le Cinque Giornate di Attila”

Elisabetta Fava
“Solera riscrive Attila di Zacharias Werner: la versione patriottica di un dramma anti-italiano”.

Liana Püschel
“L’aurora nel silenzio dei cristalli: musica e scenografia nel Prologo di Attila”.

***

ore 15-19

Helen M. Greenwald
“L’edizione critica di Attila: contesto storico, creatività e produzione”.

Riccardo Chailly
“La trilogia bellica del giovane Verdi, affinità evolutive di un linguaggio melodrammatico”.

Emanuele Senici
“Löwe, Guasco, Ivanoff e Moriani, quattro voci per Attila”.

Raffaella Bianchi
“Palchi, chiavi e barricate: la sfera pubblica al teatro alla Scala nella Milano della Restaurazione (1814 – 1848)”

Anselm Gerhard
“Quale patria? Giuseppe Verdi e la «risorta fenice novella»”

Antonio Rostagno
“Attila: etnogenesi e carattere italiano nel 1846″

Ingresso libero fino a esaurimento posti