TEX -Sulle piste del Nord

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Arriva in libreria e in fumetteria dal 21 maggio un capolavoro della saga di Tex: un concentrato di avventura e vita di frontiera scritto da Gianluigi Bonelli e disegnato da Giovanni Ticci.

Con TEX. SULLE PISTE DEL NORD ci troviamo nel Grande Nord, precisamente a Winnipeg, nella provincia di Manitoba, sul margine orientale della regione delle Praterie canadesi. Qui l’arrivo dei quattro pards non passa inosservato: il trafficante di armi e di alcol Paul Bonnet tenta inutilmente di uccidere i pericolosi avversari, mentre Tex intuisce che dietro il tentativo di fomentare una rivolta indiana si nascondono cospicui interessi economici.

Per questo, convince l’avvenente Rita Duchesne, una seduttrice al soldo di Bonnet, a vuotare il sacco prima che sia troppo tardi. È l’inizio di una lunga avventura che porterà Aquila della Notte e compagni sul sentiero di guerra…

TEX. SULLE PISTE DEL NORD, con la copertina di Aurelio Galleppini, presenta la prefazione di Graziano Frediani e un testo introduttivo di Luca Barbieri.

Daryl Zed n. 4 – Sergio Bonelli Editore

Daryl
Daryl

Quarto appuntamento per il Cacciatore di Mostri nato dalla penna di Tiziano Sclavi, che torna in fumetteria con il nuovo episodio della miniserie a colori di Daryl Zed, scritto da Tito Faraci e disegnato da Angelo Stano che firma anche la copertina.

Tra le mura di una sala cinematografica, Daryl Zed deve vedersela con un orrido essere venusiano che con i suoi tentacoli è in grado di inglobare qualsiasi umano. Ma come fare a sconfiggere una creatura la cui pelle respinge persino le micidiali raffiche della pistola del Cacciatore di Mostri?

Anche quest’avventura dai toni pulp è esaltata dalla colorazione “pop” realizzata da Sergio Algozzino.

K-11. Volume Secondo

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Arriva nelle librerie e nelle fumetterie italiane dal 14 maggio il secondo episodio di K-11 di Matteo Casali, la serie che ci conduce nell’ultimo periodo del secondo conflitto mondiale, quando un giovane soldato accetta di partecipare a un pericoloso progetto scientifico segreto. Segnato nel corpo e nell’animo dall’assedio di Stalingrado, Karl compie il suo primo, doloroso passo nell’era che segnerà tutto il ‘900: quella atomica.

In questo secondo episodio, disegnato da Luca Genovese e con la copertina di Emiliano Mammucari, la decisione di Karl ha impresso al misterioso Progetto Zaroff una pericolosa accelerazione dagli inattesi effetti collaterali: ora il suo corpo racchiude un potere che sfugge ad ogni comprensione.

Mentre l’orologio della Storia corre inesorabilmente verso un futuro atomico, Karl sarà messo davanti a una verità che potrebbe spingerlo a una drammatica scelta personale.

Il volume è corredato da una postfazione che svela i dietro le quinte della serie, con testi, disegni ed estratti della sceneggiatura che guideranno il lettore alla scoperta della genesi creativa di K-11.

Simona Ventura: copertina di “F ” n. 45

F n 45
F n 45

Nel numero in edicola domani di F – il settimanale femminile di Cairo Editore diretto da Marisa Deimichei – Simona Ventura, conduttrice tv in onda sulla Rai con La domenica Ventura e Il Collegio, si racconta a tutto tondo, alla vigilia dell’uscita del suo libro Codice Ventura (Sperling&Kupfer). Lo fa partendo dal grave incidente accaduto nel luglio del 2018 al suo primogenito Niccolò (avuto dall’ex marito Stefano Bettarini), quando il ragazzo rischiò di morire dopo essere stato accoltellato davanti a una discoteca di Milano.

Nel libro parla dei ragazzi di oggi e fa un confronto con la sua giovinezza vissuta negli anni Ottanta. Da madre, come ha vissuto l’incidente di Niccolò? «È stato terribile, ma oggi posso dire che quell’esperienza mi ha cambiato la vita. Io l’ho metabolizzata così: il Signore ha voluto darmi un segnale molto forte. Come se mi dicesse: vuoi continuare così o vuoi cambiare strada?».

Che strada stava percorrendo? «Non facevo niente di male, ma mi ero chiusa in me stessa. Non avevo autostima, mi sentivo sola e non capivo perché. Il fatto che mio figlio sia uscito miracolosamente vivo da quell’aggressione ha cambiato tutto. È stata una botta di vita pazzesca, mi ha ridato gran voglia di fare e sperimentare».

Da un grandissimo spavento, le è andata via la paura? «La paura di fallire c’è sempre, però da allora sono più fredda, riflessiva, incasso meglio. E so anche capire qual è il momento per reagire, ribellarmi».

Un anno fa è arrivato l’amore, con il giornalista Giovanni Terzi. «L’amore è stato una conseguenza del fatto di aver ritrovato la voglia di vivere. Dopo la grande paura per mio figlio, è come se un castello fosse venuto giù. Da queste ceneri ho recuperato un’energia positiva che mi ha portato a tagliare tanti rami secchi e proprio allora si sono aperte altre porte (…)».

Lo cercava questo amore? «Per niente. Avevo appena concluso una storia lunga (con Gerò Carraro, ndr), lavoravo molto e dicevo: voglio stare sola! E invece, quando meno te lo aspetti, eccolo qui l’amore più grande… Ma devo stare attenta a dirlo. Se gridi la tua felicità attiri invidia, energie negative».

“F” nuovo numero in Edicola

COPERTINA F n 39
COPERTINA F n 39

Elena Santarello a quasi un anno dalla scoperta del tumore del suo primogenito, è tornata a lavorare in tv ed è un’altra donna.
Mai un momento di rabbia? «Non sono arrabbiata, anzi sono contenta di aver vissuto questo passaggio. Molti hanno conosciuto un lato di me che non era visibile con i miei lavori precedenti, mi hanno visto più umana. Non ho mai dato la colpa a nessuno di quello che è successo, anche perché i bambini più reattivi alle cure sono quelli con i genitori che non accusano nessuno […]» e prosegue «[…] Sono una donna fortunata, lo scriva. Da certe esperienze si esce trasformati: so che non sarò più quella di prima, ma so anche che sono diventata una persona migliore».

Dice di essere fortunata, eppure molte al suo posto si sarebbero chieste: perché proprio a me? «Io invece guardo le altre madri in ospedale con me. Non solo quelle che hanno figli più gravi del mio, ma anche quelle che non abitavano a Roma e per trasferirsi vicino all’ospedale dove fanno le terapie hanno lasciato tutto: famiglie, altri figli neonati, lavoro, casa, affetti […]».

Suo figlio sta meglio? «La nostra battaglia non è ancora finita ma noi siamo molto fortunati: ci siamo accorti che Giacomo non stava bene prima che succedesse il patatrac. E poi lui è un bambino forte, fa una vita normale, corre, gioca. La parola tumore fa paura ma in questi mesi ho scoperto che esistono malattie peggiori, anche per i bambini. […]».
Sono diverse le reazioni di madri e padri di fronte alla malattia di un figlio? «I padri reagiscono più lentamente, ingranano piano piano, le mamme sono più corazzate. […] Con le dovute eccezioni, la verità è che le donne per la loro straordinaria forza si sobbarcano sulle spalle il peso maggiore».

Nella sua coppia invece come è andata? «Andavamo già bene e la nostra complicità è continuata. Lui mi fa tantissimi complimenti, mi dice sempre ‘se non ci fossi tu’ […]».

Ha annunciato che non posterà più foto dei suoi figli «Una riflessione che non avrei mai fatto senza la malattia di Giacomo. Ho sempre postato le foto dei miei bambini, mi faceva piacere. Oggi ho deciso che non lo farò più perché desidero che mio figlio, anche quando sarà guarito, sia libero di uscire senza essere indicato come il figlio della Santarelli. Tra un anno sarà diverso e nessuno lo riconoscerà più».

Il settimanale F è disponibile anche in versione iPad e iPhone, nell’edicola di iTunes Store.