Tutti i prossimi concerti di Erica Mou per il disco “Tienimi il posto”

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Erica Mou continua nel 2016 a portare in scena le canzoni di “Tienimi il Posto” a teatro e nei club d’Italia con semplicità essenziale. Non recita una parte, non ostenta maschere comode, non sceglie di circondarsi di scenografie sontuose. Erica tiene il posto alla musica, a qualche oggetto simbolico e a tutte le emozioni sprigionate nell’incontro con il pubblico.

Nel suo concerto Erica Mou dona la sua incantevole voce, incastona immagini e memorie preziose nelle canzoni e soffia convinzioni e abitudini dentro palloncini da liberare poi in volo, in modo catartico. Ogni gesto della giovane cantautrice pugliese è fatto insieme alla sua chitarra acustica e alla loop station, per intrecciare parole e suoni, amplificati in un magico e variegato concerto capace di stupire.

Ed Erica Mou stupisce in questi giorni anche per un altro simpatico motivo: sulla sua pagina Facebook ufficiale confessa di essere lei quella che appare di sfuggita in “Quo Vado?”, il film record di incassi con Checco Zalone!

PROSSIMI CONCERTI di ERICA MOU:

21 GENNAIO, BOLOGNA – Cortile Cafè
22 GENNAIO, STORNARA (FG) – Gogo Baby
23 GENNAIO, CASTELLAMARE DI STABIA (NA) – Echo Club
24 GENNAIO, CASERTA – Jarmusch Club
25 GENNAIO, NAPOLI – Piccolo del Teatro Bellini
28 GENNAIO, ROMA – Monk
29 GENNAIO, SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA (TE) – Dejavù
27 FEBBRAIO, BISCEGLIE (BT) – Teatro Garibaldi

Calendario in costante aggiornamento!

Guarda il videoclip “Se mi lasciassi sola”: https://www.youtube.com/watch?v=S7XPAECEd68

CONTATTI & CANALI SOCIAL per seguire ERICA MOU:
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SMEMORANDA al Salone Del Libro di Torino

Smemoranda è al Salone internazionale del Libro di Torino ospite d’eccezione allo stand del Libraccio, dove dal 10 al 14 maggio i più curiosi potranno sfogliarla in anteprima. Per i 35 anni dalla pubblicazione della mitica numero 1, il tema raccontato dagli oltre 100 collaboratori Smemoranda è “Friends”. Perché essere amici nell’era di Facebook, che con la nuova interfaccia veste i panni di un diario su cui raccontare e condividere la propria vita in tempo reale, significa soprattutto scambiarsi le idee e farle girare. Un po’ come fa la Smemo tra i banchi. Non è un caso che questa 25a edizione del Salone del Libro sia dedicata proprio alla “Primavera digitale”, perché vivere in rete ha davvero rivoluzionato il nostro modo di leggere, scrivere e comunicare la cultura.

 

E proprio in occasione del Salone del Libro di Torino, in allegato il racconto inedito scritto per Smemo dalla scrittrice fantasy italiana, Licia Troisi: una storia dedicata all’amicizia tra il valoroso Alenor e il suo drago rosso fuoco Iznar.

 COSA C’È NELLA SMEMORANDA FRIENDS 2013

 

Scrivono per Smemoranda 2013: Antonio Albanese, Giuliano Aluffi, Aldo Giovanni e Giacomo, Massimo Bagnato, Enrico Bertolino, Claudio Bisio, Enrico Brizzi, Martin Castrogiovanni *, Cristiano Cavina, Paolo Cevoli, Lorenzo Cherubini, Paola Cortellesi, Geppi Cucciari, Giuseppe Culicchia, Finley, Katia Follesa, Mr Forrest, Don Gallo *, Fabio Geda, Enzo Gentile, Gialappa’s Band, Kalabrugovic, J-Ax *, Luciano Ligabue, Luciana Littizzetto, Stefano Mancinelli-Marco Belinelli *,  Teresa Mannino, Raul Montanari, Gianluca Morozzi, Negrita, Davide Oldani *, Lucia Bosetti-Martina Giuggi, Pali e Dispari, Piero Pelù, Andrea Ranocchia, Alessandro Robecchi, Simone Rugiati *, Federico Russo *, Nicola Savino, Daniele Silvestri, Sud Sound System, Gino Strada, Marina Terragni, Ivan Tresoldi, Licia Troisi, Giovanni Vernia, Checco Zalone.

 

*Le new entry sono segnalate con l’asterisco.

 

Disegnano per Smemoranda 2013:

Albert, Allegra, Altan, Bertolotti e De Pirro, Cavez, Ceccon, Chito, Contemori, Corradi, Deco, De Donno, Donarelli, Elfo, Ferrari, Franca & Toti, Giuliano, Greggio, Leone, Lunari, Makkox e Caviglia, Maramotti, Marilungo, Migneco e Amlo, Natali, Natangelo, Persichetti Bros, Rebori, Simon, Solinas, Squillante, Staino, Vauro, Villa, Zero Calcare, Ziche.

 

Le copertine 2013: tanti colori vivaci e due copertine special edition, tutto 100% made in Italy. 

E anche per Smemoranda è tempo di “primavera digitale”. La Smemo infatti corre veloce anche sul web e per il 2013 regala alla sua Community:

 

-un QR code al mese perché il diario continua online con approfondimenti, ricette e tanti consigli utili

-un’applicazione gratuita disponibile da settembre e tutta da scoprire

-una Vodafone Card: in omaggio per chi acquista Smemo una sim con 5 euro di traffico, la possibilità di scaricare gratis 10 Mp3 e seguire in diretta le migliori partite del Campionato italiano ed estero.

-un nuovo portale con news, recensioni e approfondimenti studiati appositamente per gli smemorati doc (a partire da settembre su www.smemoranda.it).

 

Qualche albero… Ma lo ripiantiamo subito: Smemoranda è Emission Free e prodotta al 100% in Italia

Grazie al sodalizio con Eco-Way la Smemo è l’unico diario in Italia Emission Free e attraverso un progetto di impegno concreto a favore dell’ambiente -sotto la tutela di Fondazione Terra ONLUS- ha creato 6 boschi con 200.000 alberi per assorbire più di 1200 tonnellate di CO2 all’anno e restituire all’atmosfera una grande quantità di ossigeno.

 

Una dedica speciale

Quest’anno Smemoranda è dedicata al suo grande amico Marco Simoncelli.

Dopo l’anteprima del Salone del Libro di Torino, Smemoranda sarà in libreria e in cartoleria alla fine del mese di maggio.

Chi è Smemoranda

La Smemo, fondata da Nico Colonna e Gino & Michele, nasce alla fine degli anni Settanta grazie al progetto di un gruppo di giovani milanesi legati all’allora movimento studentesco. Il loro intento: creare una nuova proposta editoriale ai tempi rivoluzionaria senza l’ausilio di uffici marketing e capitali. È così che vede la luce la Smemo, l’agenda un po’ libro un po’ diario, lunga 16 mesi, che dal 1979 ha alternato tra le sue pagine – sempre rigorosamente a quadretti! – articoli, opinioni, saggi,  notizie, poesie, canzoni, quiz, disegni e vignette. Sono oltre 20 milioni gli studenti che l’hanno “consumata” ogni giorno.

 www.smemoranda.it

Checco Zalone su Vanity Fair

Vanity Fair - Checco Zalone

A inizio anno il suo secondo film, Che bella giornata, ha totalizzato 43 milioni e mezzo di euro d’incasso, in assoluto il più alto nella storia del cinema italiano. Adesso Checco Zalone – cioè Luca Medici, nato 34 anni fa a Capurso, in provincia di Bari, una laurea in Giurisprudenza attaccata al muro – sta preparando un nuovo spettacolo, Resto umile World Tour, che dal 14 settembre porterà in giro per l’Italia e, a Natale, su Canale 5. A Vanity Fair, che gli dedica una copertina a spalle nude, in edicola dal 20 luglio, racconta quanto le aspettative su di lui lo facciano vivere in un perenne stato d’ansia.
 
Si esibirà in spazi – arene, palazzetti, stadi – dai 6-7 mila posti in su: non avrà esagerato? «È la produzione che nutre tutta questa fiducia. Io ho accettato a una sola condizione: biglietti dai 40 euro in giù. Se poi la gente non viene, farò una figura di merda mondiale». Uno dei suoi nuovi personaggi è Roberto Saviano. «Non intendo certo prenderlo in giro, semplicemente renderlo umano. Il mio Saviano non fa sesso per colpa della vita che è costretto a fare: invece quelli della scorta trombano, e lui fa da scorta a loro». Questo periodo fortunatissimo non ce l’ha un effetto collaterale? «Certo che ce l’ha. L’asticella delle aspettative nei miei confronti sale sempre di più, questo mi fa vivere in un perenne stato d’ansia e la salute ne risente: poche sere fa, al ristorante, sono svenuto. Quando è arrivata l’ambulanza mi ero già ripreso, ma che figuraccia… Il 29 giugno, poi, alla presentazione del nuovo palinsesto Mediaset, me la sono fatta sotto perché ho capito che tutti si aspettano da me grandissimi risultati. Ero al tavolo di Pier Silvio con Maria De Filippi, e già mi vedevo l’anno prossimo seduto al posto più sfigato, vicino all’uscita». Nonostante il clamoroso successo il mondo del cinema ha completamente ignorato Che bella giornata. Ma a Checco Zalone i premi non interessano «forse perché non vivo a Roma, a contatto di un mondo, quello del cinema, veramente piccolo. Non voglio sminuire i premi, ma per me conta solo che la gente sia andata a vedere i film, che li abbia apprezzati, che non siano stati un flop. E invece la cosa assurda è che in quel piccolo mondo c’è tanta gente che guarda agli incassi come una diminutio. È immorale: fare un film dà lavoro a tante persone, i risultati sono fondamentali». Qual è la cosa che le dà più fastidio? «Sentirmi ripetere che sono “l’uomo del momento”. Perché il momento, prima o poi, passa, e ancora non ho un piano B. Di sicuro so che a 50 anni non farò il comico. Potrei aprire un ristorante, dedicarmi alla produzione, cinematografica o musicale. Sono anni che tento di scrivere canzoni serie: purtroppo mi scappa sempre la cazzata». Se le venisse, a chi vorrebbe farla cantare? «A Jovanotti, o a Caparezza. Sa che cosa mi piacerebbe fare, su Canale 5, con Caparezza e Al Bano? I Tre Terrones». Le capita di ridere quando vede un comico? «Quasi mai. Ogni tanto mi diverte Grillo, quando è cattivo. Quando ha fatto il verso al modo in cui parla Bossi, l’ho trovato irresistibile». Fra i tanti cantanti che ha imitato – Vasco Rossi, Carmen Consoli, Giuliano Sangiorgi dei Negramaro – c’è qualcuno che si è arrabbiato? «Tiziano Ferro. Quando l’ho preso in giro non aveva ancora fatto coming out, e io forse ero l’unico a non sapere che fosse gay. E ci sono andato giù pesante. Se ho ferito la sua sensibilità, gli chiedo scusa». Pensa mai alla paternità? «Sì, e anche Mariangela, la mia fidanzata. Ma prima devo sposarla. Materazzi e Cassano, che sono amici, fanno pressing, dicono che il matrimonio mi farà bene. “Lo so, Antò”, ho detto a Cassano, “ma tu hai trombato 600 donne”. Io otto, comprese le due fidanzate».