Sale spazioCinema:”Ultoimo Tango a Parigi”

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Torna nelle sale spazioCinema, dal 21 al 23 maggio, il capolavoro di Bernardo Bertolucci ULTIMO TANGO A PARIGI in versione restaurata.

Considerato oggi un classico del cinema erotico, Ultimo tango a Parigi suscitò scandalo a causa delle numerose scene erotiche; la censura avviò un procedimento penale contro la pellicola che sfociò nella condanna al rogo del film, decretata il 29 gennaio 1976, per poi essere riabilitata nel 1987.

Anteo Palazzo del Cinema
21 maggio ore 19.30
22 maggio ore 21.15
23 maggio ore 15.30 e 22.00

CityLife Anteo
21 maggio ore 16.50 e 21.30
22 maggio ore 17.00 e 21.30
23 maggio ore 17.00 e 21.30

Capitol spazioCinema
21 maggio ore 21.15

Teodolinda spazioCinema
21 maggio ore 18.20
22 maggio ore 21.00

Cremona spazioCinema
21 maggio ore 21.50
22 maggio ore 17.20 e 21.50
23 maggio ore 21.30

Proiezione in versione originale con sottotitoli in italiano

Biglietteria normale programmazione
Per info e acquisto biglietti: www.spaziocinema.info

Teatro Carignano: “Dieci piccoli indiani… e non rimase nessuno”

DIECIPICCOLIINDIANI078
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Proseguono con grande successo al Teatro Carignano le recite di DIECI PICCOLI INDIANI… E NON RIMASE NESSUNO! due atti di Agatha Christie, nella traduzione di Edoardo Erba, con la regia di Ricard Reguant.
Il 31 dicembre 2017 sarà possibile festeggiare il Capodanno al Teatro Carignano: Dieci piccoli indiani… e non rimase nessuno! andrà in scena alle 20.30 (recita fuori abbonamento) e al termine dello spettacolo per il pubblico è previsto un brindisi nella caffetteria Lavazza e nel foyer del Teatro.
Lo spettacolo è interpretato da Giulia Morgani, Tommaso Minniti, Caterina Misasi, Pietro Bontempo, Leonardo Sbragia, Mattia Sbragia, Ivana Monti, Luciano Virgilio, Alarico Salaroli, Carlo Simoni. Il progetto scenico è di Gianluca Ramazzotti e Ricard Reguant, le scene di Alessandro Chiti e i costumi di Adele Bargilli.
Dieci piccoli indiani… e non rimase nessuno! sarà replicato al Carignano, ospite della Stagione del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, fino a lunedì 1° gennaio 2018.

Tra i romanzi più letti al mondo, Dieci piccoli indiani è il capolavoro della suspense scritto da Agatha Christie. Una serie di morti misteriose semina il terrore tra gli ospiti di un’isola. Un assassino si nasconde tra di loro, così come i segreti inconfessabili che ogni personaggio occulta.

Appuntamento Natalizio a Palazzo Marino con un Capolavoro di Tiziano

SALA_ALESSI
SALA_ALESSI

Giunto alla sua decima edizione, il tradizionale appuntamento natalizio con l’arte di Palazzo Marino torna in Sala Alessi con un capolavoro di Tiziano, la maestosa pala d’altare “Sacra conversazione 1520 (Pala Gozzi)” proveniente dalla Pinacoteca Civica “Francesco Podesti” di Ancona, che sarà visitabile, come sempre con ingresso libero, dal 5 dicembre al 14 gennaio 2018.

Insieme all’indiscussa importanza storico-artistica del dipinto di Tiziano, la scelta del Comune testimonia la vicinanza di Milano alla città di Ancona, che svolge un ruolo fondamentale come centro di raccolta e riparo di numerose opere d’arte, tra cui molti capolavori, provenienti dai territori marchigiani colpiti dal terremoto.

Grazie a un importante progetto allestitivo curato dall’architetto Corrado Anselmi, i visitatori potranno straordinariamente osservare non solo il capolavoro di Tiziano ma anche il retro della tavola, dove sono presenti schizzi a matita, in parte ombreggiati a pennello, realizzati dallo stesso Tiziano e raffiguranti varie teste, una delle quali potrebbe essere il bozzetto per il Bambino in una prima stesura del dipinto.

La possibilità di ammirare anche il retro della grande pala d’altare (olio su tavola, 312 x 215 cm) consentirà di scoprire come venivano realizzate nel Cinquecento queste opere che tanta importanza e diffusione hanno avuto nella storia dell’arte del nostro Paese.

Dipinta nel 1520 dall’allora trentenne Tiziano per il mercante di Dubrovnik Luigi Gozzi, e destinata all’altare principale della chiesa di San Francesco ad Alto ad Ancona, la “Sacra Conversazione” è il primo dipinto firmato e datato di Tiziano a noi noto: in un cartiglio in basso si legge infatti ALOYXIUS GOTIUS RAGOSINUS / FECIT FIERI / MDXX / TITIANUS CADORINUS PINSIT.

La tavola è una tappa decisiva nell’affermarsi di una nuova forma di pala d’altare, svincolata dagli schemi architettonici e prospettici del Quattrocento. Una rivoluzione che era stata intuita da Leonardo con la Vergine delle Rocce, proseguita da Raffaello, ma interpretata da Tiziano con uno spirito aperto alla natura.

L’opera appartiene al tradizionale genere iconografico della pala d’altare definita ‘Sacra Conversazione’: la Madonna con il Bambino appare improvvisamente in un cielo di nuvole in vibrante movimento, infuocato dalla luce magica del tramonto; in basso contemplano sbigottiti la visione San Francesco, a cui era dedicata la chiesa che ospitava la pala, e San Biagio protettore della città dalmata, che indica al committente inginocchiato l’apparizione celeste.

Immerso in una calda luce reale, un paesaggio irripetibile, dove spiccano in primo piano le relazioni visive tra i personaggi: ognuno guarda qualcuno, sino ad arrivare al Bambin Gesù che a sua volta punta lo sguardo all’esterno, sullo spettatore, che viene così a diventare parte dell’opera stessa. Sullo sfondo della rappresentazione, ben visibile, il bacino di San Marco con il Palazzo Ducale e il suo campanile.
Un dipinto grandioso che unisce Venezia, Ancona e Dubrovnik: Tiziano sembra suggerire un’alleanza tra i tre più importanti porti dell’Adriatico, sullo sfondo delle turbolenze politiche sul suolo italiano e dell’espansionismo ottomano.
A valorizzare ancor di più il capolavoro, l’impianto illuminotecnico a cura dell’architetto Francesco Murano, che utilizzerà la tecnica della luce miscelata, ottenuta componendo luci calde e fredde, e favorirà una visione particolarmente brillante dei colori con i faretti Luum della Lumen Center Italia.

Curata da Stefano Zuffi, la mostra è promossa da Comune di Milano, Intesa Sanpaolo – partner istituzionale – con il sostegno di Rinascente. L’iniziativa è coordinata da Palazzo Reale e realizzata insieme alla Città di Ancona – Pinacoteca Civica “Francesco Podesti” in collaborazione con le Gallerie d’Italia di Piazza Scala e organizzata con Civita.

L’ingresso alla Sala Alessi sarà libero e possibile tutti i giorni dal 5 dicembre al 14 gennaio2018. I visitatori saranno ammessi in mostra in gruppi e accolti da storici dell’arte, coordinati da Civita, che faranno da guida nel percorso espositivo.

Spazio Tertulliano – “Vania”

vania bassa - teatro
Dopo aver esplorato le conseguenze dell’abbandono in “Va Tutto Bene”, la Compagnia Oyes porta avanti la sua ricerca tra le crepe e le contraddizioni dell’animo umano.

Attraverso uno dei capolavori di Antov Cechov, Oyes indaga il senso di vuoto e l’immobilismo della generazione dei trentenni attraverso un lavoro di reinvenzione drammaturgica. VANIA racconta le paure, le frustrazioni dei nostri tempi attraverso una drammaturgia originale costruita a partire dai temi e dai personaggi principali di “Zio Vanja”.
Tutti, finché siamo giovani, cinguettiamo come passeri sopra un mucchio di letame.

A vent’anni possiamo tutto, ci buttiamo in qualsiasi impresa. E verso i trenta siamo già stanchi, è come dopo una sbornia. A quarant’anni poi siamo già vecchi e pensiamo alla morte. Ma che razza di eroi siamo?

Così scriveva Anton Cechov in una delle sue lettere. Ed è proprio dalla stessa pervasiva
sensazione di stagnamento ed immobilismo che è nata la necessità di questo lavoro. Come la maggior parte dei trentenni anche noi ci ritroviamo in un limbo poco rassicurante e per non sentire il vuoto ci aggrappiamo al passato e guardiamo al futuro con poche speranze.

Il rischio è quello di sopravvivere galleggiando nel “letame” di cui scrive Cechov. La nostra vicenda si svolge in un paesino di provincia e ruota attorno alla figura del Professore, tenuto in vita da un respiratore artificiale. Non vedremo mai il Professore ma le tragicomiche conseguenze che la sua condizione produce sul resto della “famiglia”: la giovane moglie Elena, il fratello Ivan, la figlia Sonia, il Dottore. Come in “Zio Vanja” anche i nostri personaggi sentono di non vivere la vita che vorrebbero.

Ma la spinta al cambiamento deve fare i conti con la paura di invecchiare, le rigidità, i sensi di colpa, il timore di non essere all’altezza.

Dal 17 al 27 febbraio 2016

Spazio Tertulliano – Via Tertulliano 70

Da mercoledì a sabato ore 21 – domenica ore 16,30

ORARI
da mercoledì a sabato ore 21.00 – domenica ore 16.30
BIGLIETTI
INTERO 16 EURO
OVER 60 E UNDER 26 10 EURO
GIOVEDì POSTO UNICO 10 EURO
SCUOLE DI TEATRO 7
ACCADEMIE 5 EURO
+ 1 euro tessera associativa validità annuale
PER INFO E PRENOTAZIONI
02/49472369– 320/6874363 – organizzazione@spaziotertulliano.it – biglietteria@spazi
otertulliano.it