TEATRO DELL’OPERA DI MILANO presenta LA BOHEME

Il gioco verbale che sin dalle prime battute si rivela negli spiriti e di conseguenza sulle bocche dei personaggi, pervade di ironia tutto l’inizio del dramma, tipica di chi vive l’ineffabilità dell’essere artista. Così Puccini nei primi anni della sua permanenza a Milano, in una modesta casa in affitto in Via Solferino. La sfida registica è percorrere il lavoro di Puccini con un senso di realismo mai abbastanza totale o studiato o fedele.

Il pubblico guarda al mondo dell’arte vivendo due esperienze al tempo stesso: la storia dei personaggi da una parte e l’universo pucciniano dall’altra calato nella Milano ottocentesca. Milano dove Puccini visse e dove scrisse Boheme proprio nel quartiere di Brera, quello storico dei bar degli Artisti e delle nascite delle avanguardie pittoriche e culturali. Proprio quei locali dove la vita si sperimentava quotidianamente.

I vecchi mestieri di strada mescolati alla gente, la macchina scenica che svela luoghi che esistono nella memoria nostra e in quella dell’autore. Un approccio quasi opposto a quello dei “personaggi” pirandelliani che non sanno dove si trovano e cercano l’autore, nella mia messa in scena, il gruppo di Bohemiennes, co­scienti della macchina drammaturgica e musicale, vive, suo malgrado un momento di ribalta, cercando di sottrarsi e di rileggersi in una luce più umana. Il percorso dell’Opera in una città come Milano ci rende ancora più vicini alla sensazione realistica del dramma di Puccini ma anche quella di un ulteriore spettacolo dove quasi la quarta parete tra spettatore e messa in scena non esiste.

L’opera di Puccini in una chiave di lettura moderna e insolita dove tutto diventa teatro, l’impatto scenografico e lo scarno disordine di un palcoscenico rivelano la possibilità che ogni scena sia pensata da un regista e ogni personaggio sia studiato a tal punto da meritare un riflettore che focalizzi il suo desiderio di vivere e nello stesso tempo tutti i particolari e le sfumature del suo esistere.

Il teatro è luogo ideale di vita bohemienne ed evidenzia l’intreccio tra favola e realtà.

I costumi riambientano l’opera in una Milano di fine 800 dove il teatro era la strada e così, viceversa, la strada entrava nella magia dello spettacolo. Un poliedrico gioco in bianco e nero dove Boheme vive una atmosfera nuova, dove ritrovare palazzi antichi e quartieri che rivi­vono nella memoria storica di una città che ebbe la sua fervida e intrigante Boheme.

All’interno dell’Opera si sviluppa un percorso temporale, evidente nel cambiamento della città di Milano , nel quale però emerge l’assoluta atemporalità del dramma dell’uomo, allegoricamente rappresentato dalla soffitta dei  bohémiennnes,che , seppur cambiando i simboli della gioventù, rimane sempre uguale a se stessa, presente nel primo e nel quarto atto dell’Opera.

Dopo il grande successo della scorsa stagione, il Teatro dell’Opera di Milano si rinnova con la scelta evidente di portare l’Opera Lirica in un teatro popolare come il Teatro Smeraldo dopo tre stagioni di successo al teatro CiakWebank.it . Una scelta che ci porta verso orizzonti ancora più ampi.

Le opere, che quest’anno toccheranno 13 piazze per più di 40 date, vengono organizzate in modo del tutto indipendente: le produzioni non hanno infatti sovvenzioni istituzionali, dalle scenografie ai costumi all’attrezzeria, viene tutto realizzato nel laboratorio del Teatro dell’Opera da Arti di Scena.

Ciò che contraddistingue Teatro dell’Opera di Milano è l’immediatezza comunicativa.

Il nostro pubblico è alla continua ricerca di contaminazioni culturali, di opere dal sapore tradizionale, ma che lascino spazio ad una rilettura che si sviluppa su diversi livelli, dai contenuti alla scenografia. Allo stesso tempo però vogliamo rivolgerci anche a chi ha sempre apprezzato l’opera lirica. La gente è tornata a cercare contenuti nel divertimento e le produzioni di teatro dell’Opera garantiscono una ricerca fedele alla musica, alla drammaturgia che riesce a parlare una lingua nuova coerente al melodramma, una delle forme d’arte più complesse.

I cantanti sono stati scelti tramite audizioni, e sono in maggioranza giovani che compongono un cast internazionale

Ad accompagnare le opere sarà l’Orchestra Accademia UECO, diretta dal Claudio Morbo per Carmen; l’Orchestra Filarmonica di Milano diretta da Daniela Candiotto accompagnerà La Boheme e sotto la direzione di Damiano Cerutti accompagnerà  Tosca.

Il Coro di Teatro dell’Opera di Milano canterà in Carmen e Tosca, mentre la Corale Lirica Ambrosiana accompagnerà La Boheme.

Promozione di veicoli elettrici attraverso la collaborazione con Mad Motors i veicoli utilizzati da Teatro dell’Opera di Milano

Ingresso gratuito nel corso degli spettacoli per disabili e padri single (il Teatro dell’Opera di Milano aiuta i genitori separati in difficoltà dando sostegno all’Associazione di Volontariato per la tutela dei diritti dei figli nella famiglia separata).

Collaborazione con la Fondazione Renata Quattropani impegnata nella ricerca sulla leucemia linfatica cronica.

  • Allestimenti in 13 piazze italiane con più di 40 date.
  • Cast internazionale.
  • Le opere di repertorio sono rilette secondo un archetipo dal quale si sviluppa uno studio sia musicale che contenutistico – drammaturgico.
  • Regie innovative che guardano alla ricerca contenutistica e all’innovazione, senza trascurare però l’aspetto tradizionale.
  • Le scenografie sono ideate e interamente realizzate nel laboratorio di Arti di Scena.
  • Abbiamo voluto fare una scelta completamente diversa, siamo diventati la prima compagnia lirica ecosostenibile, adeguando ogni fase del processo produttivo ad un basso impatto ambientale.

 

La novità della stagione 2011-2012 è l’impegno di Teatro dell’Opera che si presenta come la prima realtà teatrale ecosostenibile.

Si impegna infatti a creare un progetto ecosostenibilità e riconsidera tutti i suoi momenti produttivi seguendo i principi di questo valore già intrinseco nella natura stessa della nostra associazione.

Teatro dell’Opera crede fermamente nella possibilità di proteggere e di utilizzare consapevolmente le risorse naturali e culturali del nostro pianeta. Questo significa avere uno sguardo sul futuro e sui nuovi modi di vivere la comunità.

Ed è proprio per questo che ha creato legami e collaborazioni in modo da divulgare e far conoscere questo nuovo stile di vita attraverso altri marchi ecosostenibili.

Utilizzare la cultura per far conoscere le possibilità di un vivere sostenibile. Questi sono i punti evidenziati con le aziende partner per il progetto: In occasione del debutto di Teatro dell’Opera al Teatro Smeraldo di Milano, verranno installate alcune piante davanti al teatro stesso: un simbolo verde che contribuisca a legare il marchio di Teatro dell’Opera ad un impegno concreto e duraturo nell’ambito dell’ecosostenibilità; 

Organizzazione in data 24 ottobre 2011 alle ore 20.30 di un concerto gratuito per la cittadinanza in serata

Omaggio per i giornalisti di bustine di semi durante la conferenza stampa. Apposizione di piantine depura aria durante gli spettacoli

L’installazione di pannelli solari nei luoghi di produzione di Teatro dell’Opera, capannoni Morimondo.