Anti-Terrorismo, legge Lombardia

Riccardo De Corato
Riccardo De Corato

“La legge regionale sulla formazione della Polizia locale finalizzata alla prevenzione del terrorismo è legittima”.

Lo ha detto l’assessore a Sicurezza, Immigrazione e Polizia locale Riccardo De Corato commentando la sentenza della Corte Costituzionale che ha dato ragione a Regione Lombardia per quanto riguarda il giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 6, comma 3, della legge regionale del 6 novembre 2017, n. 24 (Interventi regionali di aiuto e assistenza alle vittime del terrorismo e di informazione, formazione e ricerca per conoscere e prevenire i processi di radicalizzazione violenta). La Corte costituzionale ha infatti dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale.

“Le misure prevedevano azioni coordinate tra istituzioni soggetti non profit, associazioni, istituzioni scolastiche e formative per favorire la cooperazione attiva tra la categoria professionale degli interpreti e traduttori e le forze di polizia locale ed altri organismi, allo scopo di intensificare l’attività di prevenzione nei confronti dei soggetti ritenuti vicini al mondo dell’estremismo e della radicalizzazione attribuibili a qualsiasi organizzazione terroristica”.

 “Secondo il Governo Renzi – ha aggiunto De Corato – l’attuazione di queste iniziative avrebbe costituito una scelta di politica in grado di generare un’interferenza con la disciplina statale di prevenzione e repressione dei reati. In realtà la normativa in cui si colloca la disposizione censurata ha per scopo l’assistenza ai familiari delle vittime di atti terroristici e la contestuale organizzazione di attività di informazione, formazione e ricerca volte alla conoscenza dei fenomeni di radicalizzazione violenta”.

“Si tratta pertanto – ha detto ancora l’assessore – di un intervento normativo volto al perseguimento di obiettivi di contrasto alla radicalizzazione, mediante la conoscenza, la diffusione e l’approfondimento, in ambiti diversi, delle regole di ordinata e pacifica convivenza civile, avuto riguardo al diffondersi di forme di estremismo che nei tempi più recenti ha contraddistinto la realtà territoriale di quella Regione”.

A Milano la tre giorni per la legalità

festival
Incontri e convegni, presentazione di libri e anteprime di film e spettacoli teatrali e la possibilità di visitare case e negozi un tempo usati dalla criminalità organizzata e oggi luogo di attività di carattere sociale. Dal 6 all’8 novembre torna a Milano il Festival dei Beni sequestrati e confiscati alle mafie, un appuntamento realizzato dall’Assessorato alle Politiche sociali, con la direzione artistica di Barbara Sorrentini, giunto alla quarta edizione con un seguito di pubblico ogni anno sempre più ampio e attento.

Anche in questa occasione si potrà scegliere tra numerose iniziative cui parteciperanno numerosi ospiti tra cui il presidente di Libera, Don Luigi Ciotti, il regista cinematografico Marco Tullio Giordana, il magistrato Gherardo Colombo, lo psicoanalista Massimo Recalcati e il rapper antimafia Othelloman.

Il festival aprirà venerdì 6 novembre a Casa Chiaravalle (il bene più grande mai confiscato a Milano) con un incontro dedicato agli studenti delle scuole milanesi e proseguirà tutto il giorno con le visite ad alcuni beni aperti per l’occasione in collaborazione con Libera. La sera alle ore 19 nella Sala Consiliare di Palazzo Marino si svolgerà l’incontro con Don Luigi Ciotti, Nando dalla Chiesa e Marco Tullio Giordana che, in anteprima a Milano, presenterà il suo nuovo film “Lea”, dedicato a Lea Garofalo, vittima della mafia nel 2009. La rassegna è nata per raccontare il ritorno della legalità in spazi e luoghi fino a qualche anno fa teatro di storie criminali, oggi recuperati e patrimonio di tutta la cittadinanza.

“Il Festival dei beni confiscati alle mafie – ha detto l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino – è un’importante occasione per dare visibilità a un impegno civile, sociale e culturale orientato a far sì che dove c’erano criminalità organizzata e poteri legati alle mafie sorgano buoni percorsi per la promozione della persona e l’inclusione sociale.

Il Comune e il Terzo settore sono in prima linea su questo, con un importante coinvolgimento di Libera che anche quest’anno guiderà un migliaio di studenti delle scuole milanesi alla scoperta dei beni dove si è concretizzata la vittoria della legalità sull’illegalità. Milano in questi anni ha dimostrato di essere un buon laboratorio per la cultura della legalità, un bene per le nostra città e anche per il nostro Paese”.

Il festival vedrà confrontarsi i rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali, del Terzo Settore, del mondo della cultura e dell’economia su come rafforzare l’alleanza contro le mafie, nella città che si batte ogni giorno per consolidare la “legalità organizzata”. Sarà anche un’opportunità per coinvolgere i giovani e le scuole milanesi con azioni di promozione e sensibilizzazione alla cultura della legalità per costruire con loro percorsi di cittadinanza attiva.
Il programma completo è consultabile  al link: http://www.comune.milano.it/wps/portal/ist/it/servizi/sociale