Sesso e Covid

Safe is the new normal
Safe is the new normal

Sesso e Covid:
Nasce la Task Force Medico-Scientifica per la promozione di comportamenti responsabili in ambito sessuale, per cambiare le abitudini considerate come normalità nel periodo precedente alla pandemia

• Il progetto, promosso da Durex in collaborazione con Anlaids, è guidato nei contenuti scientifici dal Professor Massimo Galli, Direttore della terza divisione di Malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, e da importanti medici italiani

• L’iniziativa è sviluppata all’interno di “Safe is the new normal”, la nuova campagna educational di Durex per non tornare alle cattive abitudini della normalità prima del Covid-19 lasciando infezioni sessualmente trasmissibili e comportamenti sbagliati in lockdown

• Dalla ricerca Durex: ansia e paura del contagio hanno cambiato le abitudini sessuali degli italiani

Milano, 16 giugno 2020 – Come sono cambiate le abitudini sessuali degli italiani durante il lockdown? La maggiore attenzione alle precauzioni per la prevenzione di infezioni trasmesse per contatto, come l’infezione da Covid-19, contribuiranno a modificare i comportamenti sessuali e ad evitare la diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili?
Nasce da queste domande la nuova campagna educational di Durex “Safe is the new normal”: un progetto di ampio respiro che si inserisce all’interno di numerosi programmi di sensibilizzazione del brand, volto a promuovere comportamenti consapevoli in ambito sessuale in un periodo, come quello attuale, estremamente delicato. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Anlaids, la prima associazione italiana nata nel 1985 per fermare la diffusione del virus HIV e dell’AIDS, permetterà la creazione di una Task Force di esperti in ambito medico-scientifico che avranno il compito di trasmettere un messaggio di rottura rispetto alla normalità in fatto di abitudini sessuali tipiche del periodo precedente al lockdown, sensibilizzando la popolazione sul ruolo cruciale che gioca la prevenzione anche in questa sfera.
La situazione prima dello scoppio della pandemia Covid-19 non era affatto rosea: le conoscenze su rischi e pericoli per la salute in tema di malattie sessualmente trasmissibili erano spesso sommarie, vissute con noncuranza circa il loro potente impatto sulla vita, soprattutto da parte dei giovani. A questo si aggiungeva una scarsa informazione sulle modalità di trasmissione e di conseguenza su quali comportamenti adottare per la prevenzione, con i tabù che giocavano ancora un ruolo importante. Una normalità, quindi, non abbastanza corretta e che, oggi ancora di più, richiede maggiore impegno in termini di prevenzione e salute pubblica.
La Task Force multidisciplinare è costituita dal Professore e infettivologo dell’Ospedale Sacco di Milano Massimo Galli, riconosciuto come uno dei principali punti di riferimento della comunità scientifica per il suo impegno nella ricerca sull’HIV e oggi anche sul Covid-19, la Dott.ssa Sonia De Balzo, Sessuologa specialista in psicologia clinica e dello sviluppo dell’Ospedale D. Cotugno di Napoli, il Dott. Alberto Venturini, Psicologo psicoterapeuta cognitivo comportamentale presso la Struttura Complessa Malattie infettive Ospedale Galliera di Genova e la Dott.ssa Alessandra Scarabello, Dermatologa presso l’INMI L. Spallanzani di Roma.
LE CONSEGUENZE DEL VIRUS IN AMBITO SESSUALE
Durante il recente periodo di lockdown ogni italiano ha vissuto un inatteso processo di trasposizione da una precedente dimensione di libertà e di interconnessione ad una nuova realtà, governata dall’isolamento e dal distanziamento sociale. L’aspetto maggiormente colpito, in uno scenario di questo tipo, è stato senza dubbio quello della sessualità. Migliaia di coppie si sono infatti ritrovate da un giorno all’altro rinchiuse in convivenze forzate o a vivere inaspettati momenti di lontananza dal partner. Discorso ugualmente valido per i single, che hanno invece visto interrompersi improvvisamente le opportunità di frequentazioni occasionali e di ricerca di partner.
In questo contesto, e mossa dalla convinzione circa l’importanza di continuare a parlare di questi temi con campagne di comunicazione mirate, Durex ha realizzato una ricerca, che ha coinvolto in Italia 500 persone comprese tra i 16 e i 55 anni, con l’obiettivo di misurare il reale impatto che l’esperienza della quarantena forzata ha determinato sulle abitudini sessuali delle persone.
La ricerca è parte della campagna globale “Let’s not get back to normal” ed è incentrata sulla trasmissione di messaggi positivi di cambiamento e superamento di una precedente, e non sempre corretta, normalità in ambito sessuale.
La ricerca realizzata da Durex ha pertanto permesso di fotografare in maniera chiara i cambiamenti che hanno interessato la sfera sessuale in diversi paesi nel mondo.
“Tutte le grandi epidemie hanno lasciato profonde tracce nella cultura e nei comportamenti umani. È quindi atteso che anche Covid lasci segni profondi. Che poi una malattia trasmissibile per via aerea e per contatto diretto abbia condizionato anche i comportamenti sessuali di questo periodo certamente non stupisce. In un’epidemia come questa, l’altro è stato percepito, se sconosciuto, come pericolo. E se partner abituale non convivente, è diventato a lungo inaccessibile. Un impatto certamente differente rispetto all’AIDS, che ha segnato la ‘cultura sessuale’ dell’ultimo ventennio del secolo scorso, ma la cui influenza è andata attenuandosi nel tempo, almeno nella consapevolezza, nelle attitudini e nei comportamenti delle ultime generazioni – sottolinea il Professor Massimo Galli, Direttore della terza divisione di Malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano – Ma la crisi causata da Covid offre l’opportunità di ripartire ‘bene’ anche da questo punto di vista, cogliendo l’opportunità di programmi educativi volti ad estendere i comportamenti responsabili anche all’ambito sessuale. Da oltre trent’anni ANLAIDS porta nelle scuole messaggi di prevenzione e per una cultura della responsabilità che si traduca in esercizio responsabile della propria sessualità. È tempo di riprenderli dopo la pausa che Covid ha imposto”.
TUTTI I DATI SUL CAMBIAMENTO DELLE ABITUDINI SESSUALI DURANTE IL LOCKDOWN IN ITALIA
Gli italiani in quarantena hanno fatto meno sesso: è questo il primo, importante dato emerso dalla ricerca presentata da Durex. L’83% degli intervistati, infatti, ha confessato un generale calo del desiderio e della pratica sessuale durante il periodo di lockdown, con solo il 23% che ha invece sostenuto di aver mantenuto un livello di attività sessuale quasi uguale al periodo pre-quarantena. Tra le principali motivazioni espresse a giustificazione di questo importante decremento sono emerse: ansia, paura del contagio, presenza di bambini in casa, interruzione dei movimenti e obbligo di distanziamento sociale.
Dopo una prima analisi generale, la ricerca si è poi concentrata sull’effettivo impatto che il distanziamento sociale ha avuto su alcune specifiche categorie di persone, ovvero single, partner conviventi e partner non conviventi.
“La pandemia che ha colpito il nostro Paese ci ha costretto per motivi di sicurezza all’isolamento sociale. Questa condizione ha generato degli effetti psico – sessuali a breve e a lungo termine. Aumentatati i sentimenti di ansia, ossessività, compulsività per il contagio e effetti simil depressivi; si sono drasticamente ridotte le pratiche sessuali – compreso il petting – con i partner occasionali ma anche con il partner stabile – spiega la Dott.ssa Sonia De Balzo, Sessuologa specialista in psicologia clinica e dello sviluppo dell’Ospedale D. Cotugno di Napoli – In questo momento storico così particolare diventa di primaria importanza sollecitare l’opinione pubblica ad adottare un approccio consapevole su quanto ci accade intorno, al fine di promuovere un’opera di sensibilizzazione riguardo alla prevenzione del contagio del virus COVID-19 , e ancor di più, del virus dell’HIV e delle altre malattie a trasmissione sessuale”.
Single
In riferimento a questa categoria, nonostante in termini assoluti si tratti di quella maggiormente colpita dagli effetti del lockdown nella sfera sessuale, è comunque importante fare una distinzione tra i single che non hanno alcuna frequentazione e quelli che, invece, hanno un rapporto saltuario che non può però essere definito come relazione. Infatti, mentre per i primi vi è stato un drastico crollo dell’attività sessuale, addirittura per il 98% degli intervistati, i secondi hanno lamentato qualche difficoltà in meno, con un calo dell’attività sessuale che ha toccato il 93%. Questi dati sono poi confermati dal confronto delle abitudini sessuali pre e durante la quarantena. Nella fase di lockdown si sono infatti mantenute stabili le attività sessuali praticabili in autonomia, come la masturbazione (62% prima, 60% durante) e la visione di materiale pornografico (38% prima, 37% durante), mentre sono drasticamente crollate quelle che prevedono il contatto fisico e che invece svettavano nella fase pre-quarantena, tra queste: i baci (63% prima, 8% durante), il sesso vaginale (59% prima, 8% durante), il sesso orale (48% prima, 4% durante) e il sesso anale (21% prima, 4% durante). Altri due dati molto importanti emersi dalla ricerca Durex, in grado di fotografare al meglio l’impatto della quarantena sulle abitudini sessuali dei single, sono quelli relativi ai rapporti occasionali, crollati dal 34% al 3%, e all’utilizzo di app di incontri, scesi invece dal 21% pre-lockdown al 6% durante la quarantena.
“La nostra Associazione è da sempre impegnata nella prevenzione dell’Hiv e delle malattie sessualmente trasmissibili. In un momento così critico come quello che stiamo vivendo, dove è necessario mettere in campo molte più attenzioni nella vita di tutti i giorni per difendersi da Covid-19 forse ricordare che è necessario proteggersi anche da HIV e dalle malattie sessualmente trasmissibili può risultare un messaggio non gradito, in quanto aumenta la paura e l’insicurezza già dominanti – osserva Bruno Marchini, Presidente di Anlaids Onlus – Proviamo però a cogliere anche l’opportunità di una maggiore attenzione generale verso la nostra e l’altrui salute per non abbassare la guardia: il lockdown e la conseguente diminuzione dell’attività sessuale possono anche essere un’occasione per effettuare uno screening su HIV e malattie sessualmente trasmissibili e ripartire da “quasi zero” con le giuste protezioni”.
Partner non conviventi
Un’altra categoria che ha subito un importante impatto nella sfera sessuale in questo periodo così delicato è quella dei partner non conviventi. Secondo quanto emerso dalla ricerca Durex, infatti, ben il 95% degli intervistati ha dovuto rinunciare all’attività sessuale nel periodo della quarantena. Scendendo più nel dettaglio, come nel caso dei single, emerge chiaramente una netta differenza tra il periodo pre e quello durante la quarantena. Nello specifico, nella fase di lockdown si sono rivelate stabili le attività sessuali praticabili in autonomia, come la masturbazione (38% prima, 36% durante), la visione di materiale pornografico (30% prima, 27% durante) e il sesso virtuale in webcam (13% prima, 13% durante), mentre sono crollate quelle che prevedono il contatto fisico e che dominavano la classifica nella fase pre-quarantena, tra queste: il sesso vaginale (74% prima, 20% durante), i baci (73% prima, 8% durante) e il sesso orale (56% prima, 9% durante).
Partner conviventi
Lo scenario è invece sicuramente molto diverso per quanto riguarda i partner conviventi, che solamente nel 65% dei casi hanno visto ridurre la propria attività sessuale. In questo caso, però, a differenza delle categorie precedenti dove la diminuzione dell’attività sessuale era legata all’impossibilità di contatto, il calo si è verificato in seguito ad una progressiva diminuzione del desiderio sessuale, come dichiarato dal 62% degli intervistati. Inoltre, il periodo di quarantena forzata ha avuto, sulle coppie conviventi, un forte impatto sui livelli di soddisfazione sessuale. Nello specifico, dalla ricerca Durex è emerso che la percentuale di soddisfatti della propria attività sessuale è diminuita dal 73% al 58%, mentre gli insoddisfatti sono aumentati dal 17% al 22%, con un restante 10% che è andato ad incrementare il gruppo dei neutrali, passato dal 10% al 20%.
In generale, infine, in previsione della ripresa e della totale riapertura è poi molto significativo il dato per cui più della metà degli intervistati ha dichiarato che l’isolamento da Covid-19 non ha cambiato le abitudini e le attenzioni legate alla propria igiene sessuale e che prima del Covid-19 solo 1 italiano 2 era solito utilizzare il preservativo come contraccettivo. Evidenze che sottolineano l’importanza della campagna Safe is the new normal promossa da Durex e l’intervento della Task Force, che si impegna a promuovere un comportamento più responsabile attraverso un percorso educational e di sensibilizzazione volto alla tutela di sé stessi e del proprio partner.

DUREX
Durex è leader mondiale nel mercato del benessere sessuale, presente in più di 150 paesi. L’azienda produce preservativi di alta qualità, gel lubrificanti e per massaggi, sex toys. Con oltre 90 anni di esperienza, Durex si dedica al benessere sessuale di tutti e si impegna nel promuovere l’uso del preservativo per una sessualità consapevole e protetta. Durex è costantemente impegnata nella ricerca e sviluppo per offrire prodotti innovativi, di qualità e che rispondano alle esigenze dei suoi consumatori.

Virus Hiv e Hcv: Easy Test gratuito

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Venerdì 7 febbraio torna l’appuntamento con EASY TEST per l’individuazione dell’infezione da virus HIV e HCV

A partire da venerdì 7 febbraio 2020, con cadenza mensile, sarà possibile eseguire gratuitamente EASY TEST, i test rapidi per l’individuazione di anticorpi specifici contro i virus HIV e HCV, promossi dall’IRCCS Ospedale San Raffaele, in collaborazione con ATS Milano – Città Metropolitana, Anlaids e il Centro Diagnostico Italiano (CDI).

I test, effettuati da operatori sanitari, sono totalmente gratuiti e anonimi e danno il risultato in pochi minuti. Un medico sarà a disposizione per eventuali dubbi o domande. É possibile eseguire i test presso il punto prelievo Ospedale San Raffaele, in via Spallanzani 15, presso nove diverse sedi del Centro Diagnostico Italiano (CDI) – a Milano in via Saint Bon 20, a Legnano, Corsico, Cernusco sul Naviglio, Rho, Pavia, Corteolona, Varese e Uboldo – e presso il punto prelievo ATS Milano – Città Metropolitana, in viale Jenner 44.

I numeri dell’HIV in Italia

Da 10 anni Easy Test è un appuntamento mensile che ha l’obiettivo di prevenire la trasmissione del virus HIV e del virus dell’epatite C sul territorio. Nel 2018 solo in Italia, secondo i dati dell’Istituto Superiore della Sanità, sono state riportate 2847 nuove diagnosi di infezione da HIV, pari a 4,7 nuovi casi per 100.000 residenti. I dati mostrano una leggera diminuzione rispetto al 2017, ma purtroppo continua ad aumentare la quota di persone (57% nel 2018) che scoprono di essere sieropositive molti anni dopo essersi infettate, avendo quindi già compromesso il sistema immunitario e avendo probabilmente già contagiato eventuali partner.

Perché fare il test

Se fino a un paio di decenni fa contrarre l’HIV era considerato una condanna, oggi il virus fa meno paura ma è necessario diagnosticarlo precocemente. Grazie all’efficacia dei farmaci disponibili è infatti possibile bloccare la replicazione del virus e evitare l’insorgenza dell’AIDS in oltre il 90% dei casi. Oltretutto essere a viremia negativa significa non trasmettere il virus ad altri: questo è il messaggio della campagna universale U=U (undetectable = untransmittable) che vede uniti nella sfida ricercatori e associazioni dei pazienti in tutto il mondo.

Che cos’è EASY TEST

Easy test è un test per l’individuazione degli anticorpi HIV e HCV ed è molto rapido: può essere eseguito su un campione di saliva o di sangue, prelevato con un pungidito*. Un medico è a disposizione per eventuali dubbi o domande.

* presso il CDI il test sarà effettuato attraverso il campione salivare.

7 febbraio 2020

Vieni a fare EASY TEST

Scopri tutte le sedi e orari:

https://www.easytest.it/

Giornata mondiale lotta all’Aids

Italy Bares@SGP
Italy Bares@SGP

Nell’ambito della Giornata Mondiale per la lotta all’AIDS 2019, Anlaids Sezione Lombarda, M•A•C Cosmetics e i performer di Italy Bares (la straordinaria compagnia di ballo che ha portato in Teatro un mese fa a Milano lo spettacolo sold out “La prima volta”) organizzano “LO SAPRANNO ANCHE I MURI”, diversi flash mob di danza per sensibilizzare la Città di Milano sull’importanza della prevenzione, della solidarietà e dell’inclusione.

Un’azione che vuole accompagnare i presenti in un viaggio attraverso la propria coscienza per abbattere i pregiudizi e quella strana vergogna rispetto alla tematica dell’HIV.

L’appuntamento con le danze di Italy Bares è di fronte al MAC Pro Store di Via Dante ogni 45 minuti, a partire dalle 14.30: i 30 artisti balleranno e canteranno sulle basi della canzone portante de “La prima volta”, coinvolgendo tutti i passanti.

Italy Bares: “La Prima Volta” al Teatro Principe, 12 ottobre

La Prima Volta_Teatro Principe
La Prima Volta_Teatro Principe

Arriva in esclusiva in Italia il progetto “Italy Bares” con La prima volta. Il 12 ottobre al Teatro Principe di Milano, doppio appuntamento ore 17 e ore 21.In collaborazione con la Compagnia della Rancia e con il sostegno di M·A·C Cosmetics. Per La Prima Volta il mondo del musical e degli artisti si unisce a titolo completamente gratuito per sostenere la ricerca sull’Aids. Tutti i ricavi a favore di ANLAIDS.

27 anni fa in America grazie a Jerry Mitchell, uno dei più noti registi e coreografi di Broadway (Pretty Woman, Hairspray, The Full Monty, Legally Blond, Kinky Boots) è nato Broadway Bares, con 8 ballerini sul palco in un club di Manhattan, come risposta artistica della comunità teatrale alla violenta crisi provocata da HIV e Aids. L’evento è cresciuto anno dopo anno e ha visto la partecipazione di numerose star e performer internazionali provenienti non solo dal mondo della danza contemporanea, diventando il charity show più importante d’America per le battaglie contro l’Aids. La finalità di Broadway Bares, attraverso spettacoli in cui i ballerini danzano quasi completamente nudi, è stata da sempre sensibilizzare e raccogliere fondi da investire per la prevenzione e la ricerca relative al mondo dell’Aids

Quest’anno si forma il progetto Italy Bares, dall’idea di Giorgio Camandona è un progetto che vuole far crescere anche in Italia quest’iniziativa, creando uno show finalizzato a sensibilizzare e ad appassionare il pubblico, rispetto a un tema troppo spesso sottovalutato e poco trattato. Nasce così La Prima Volta, lo spettacolo che andrà in scena a Milano il prossimo 12 ottobre al Teatro Principe. Troviamo fra i protagonisti dello show Guglielmo Scilla, Diego Passoni, Jonathan Bazzi e Francesca Taverni con la regia di Mauro Simone.

Il 12 ottobre Jerry Mitchell sarà presente in sala, testimonial d’eccezione alla Prima Volta di Italy Bares.

Molti performer hanno accettato di partecipare allo show e saranno sul palco del Teatro Principe:

Luigi Allocca, Giulio Benvenuti, Gianmarco Capogna, Martina Ciabatti, Alessandra Costa, Laura Fiorini, Gabriele Foschi, Jessica Lorusso, Giulia Maffei, Roberta Miolla, Elena Nieri, Marco Rigamonti, Nadia Scherani, Davide Talarico, Cheope Turati, Andrea Verzicco, Gabriele Virgilio e la compagnia dei giovani ballerini Plasmon.

La Prima Volta ha ricevuto il Patrocinio del Comune di Milano, e l’intero ricavato dell’iniziativa sarà devoluto ad ANLAIDS Sezione Lombarda e ad ANLAIDS Sezione Liguria a sostegno del progetto “Io(c’)entro.

Lo spettacolo si terrà il prossimo 12 ottobre a Milano, al Teatro Principe, Viale Bligny 52 proponendo uno spettacolo pomeridiano alle 17.00 e uno serale alle 21.00.

Prezzi:

– biglietto posto unico, dalla terza fila in poi – 25 euro

– biglietto posto unico, prime tre file + Calendario 50 euro

Prevendite ufficiali su Ticketmaster:

https://www.ticketmaster.it/artist/italy-bares-la-prima-volta-biglietti/1015189

La Compagnia della Rancia, primo gruppo teatrale specializzato nella produzione di musical in Italia, sosterrà e affiancherà la messa in scena di Italy Bares.

Un ringraziamento speciale va a M·A·C Cosmetics per il sostegno alla realizzazione dello spettacolo e per aver curato il make up di tutti gli artisti sul palco; al fotografo Daniele Barraco e alla sua assistente Alice Lombardi per le immagini della locandina e del calendario con le foto dei ballerini che Italy Bares metterà in vendita, sempre a favore della causa di Anlaids; a Mym Group per gli allestimenti; a Phonolux, service tecnico dello show; allo Studio fotografico SGP, per le foto di scena; a Nicoletta Boyer per tutte le grafiche; a Graziana Tolino per la gestione dei social; a Stefania Scarpetta per il prezioso supporto nella comunicazione; a Slashlab Spazio Creativo per la disponibilità dello studio fotografico; ad Antonio Trovisi per l’hair-styling dei servizi fotografici e il salone Rainbow Hair Milano per le acconciature dello show; Dexter Milano, brand di gioielli artigianali presente al Teatro Principe con i suoi preziosi solidali per fermare la data de La Prima Volta incidendola sul suo iconico gioiello a ingranaggio; l’Azienda vinicola Astoria Wines per un flute di benvenuto a tutto il pubblico dello spettacolo serale, accompagnato da un buffet offerto da Sonia Peronaci; a Carbotermo, azienda che opera nel settore energetico e a  Studio da Domus, mediazioni immobiliari, per il sostegno, al Teatro Nazionale CheBanca! per la preziosa ospitalità e al BSMT (Bernstein School Of Musical Theatre) di Bologna per l’affettuoso sostegno.

DNC Entertainment Factory, società specializzata nella distribuzione di film, documentari e serie tv internazionali in Italia, realizzerà per Italy Bares una serie esclusiva di gadget – tazze e t-shirt – che saranno in vendita il giorno delle rappresentazioni de La prima volta. Anche il ricavato della vendita dei gadget sarà interamente devoluto ad Anlaids.

La scuola di danza Area Dance è media partner e ha messo a disposizione il suo prezioso spazio per le prove dello spettacolo.