Assago (Milano), 18 aprile 2014 di Stefano Daprile. La partita: a 2 giorni dal suicidio sportivo l’EA7 ci riprova con lo stesso quintetto di gara 1. Hackett, Langford, Moss, Melli e Samuels sfidano Hickman, Smith, Ohayon, Blu e Zizic.
Milano parte a razzo e riesce a mettere subito 7 punti di gap sugli avversari colpendo dal perimetro con Moss e Langford. I guai per il Maccabi arrivano anche con la brutta caduta di Big Sofo costretto ad abbandonare il campo anzitempo. Gli ospiti anziché disunirsi tornano a una sola lunghezza prima che ancora Moss e Langford riportino l’Emporio a +10, e Tyus fissi il punteggio della prima frazione sul 25 a 17.
Nel secondo quarto Milano picchia sui ferri come la migliore bottega di un fabbro. Il Maccabi con Landesberg ne approfitta e accorcia a meno 2 dando la netta sensazione, come in Gara 1, di sapere esattamente come colpire tra le maglie biancorosse.
L’Olimpia deve ritarare la mira e ottiene buoni risultati con Jerrells e Kangur che riportano Milano sopra di 8 lunghezze. Segue una fase con tanti errori per entrambe le squadre, ma la tripla di Cerella del +11 a 54 secondi dalla fine è il colpo giusto per mettere alle corde gli avversari. E’ l’uomo che non ti aspetti, Kangur, a suggellare la sua prestazione da MVP provvisorio e fissare il punteggio sul 47 a 34 per il massimo vantaggio EA7 del primo tempo.
Le triple di Langford e Kangur dilatano il vantaggio EA7 a +15. Cinque punti consecutivi di Moss il +17. Il dominio è assoluto, ma un tecnico fischiato alla panchina di Milano, una cattiva circolazione di palla e un Maccabi generoso, rimettono in discussione, come fosse la fotocopia di gara 1, il punteggio, che torna a un misero +8 prima che Jerrells sulla sirena trovi la tripla scaccia crisi del 66 a 55
Melli inchioda a canestro il +13. Blu risponde con la tripla del +10. Il botta e risposte dice che il Maccabi venderà cara la pelle anche questa volta. Ma Milano si scrolla subito i fantasmi di Gara 1 giocando 2 minuti perfetti che producono le triple di Wallace e Jerrells del 74 a 58. Gli israeliani non trovano la stessa lucidità (e follia) per replicare gli incredibili colpi della rimonta di gara 1. La voragine con la retina vista da Hickman, Rice e compagni è chiusa. Il vantaggio di Milano tocca le 18 lunghezze prima di sfociare nel 91 a 77 finale.
Si va a Tel Aviv. Sarà dura, ma Coach Banchi ha tra le mani tutto il necessario per raddrizzare la serie.
Pagelle: Gentile inf. – Cerella 6 – Melli 5,5 – Hackett 6 – Kangur 7 – Langford 6 – Samuels 6,5 – Wallace 7 – Lawal 6,5 – Moss 6,5 – Jerrells 6,5.




