Vestiti in mimetica e con un addestramento di autodifesa, i guardiani di Union Island sembrano pronti alla battaglia.
Sono infatti in missione per proteggere una delle specie più piccole del mondo, così rara da esistere in soli 50 ettari (123 acri) in un angolo remoto di una delle isole più piccole dei Caraibi.
Il geco di Union Island ha le dimensioni di una graffetta, è in pericolo di estinzione e deve affrontare un nemico insidioso: i bracconieri.
Dopo la sua scoperta ufficiale nel 2005, questa creatura unica nel suo genere è diventata rapidamente un’ambita curiosità per i collezionisti, affascinati dai suoi segni simili a gemme, guadagnandosi la dubbia distinzione di rettile più trafficato dei Caraibi orientali.
È lungo appena un centimetro e mezzo ed è così bello che la gente rimane a bocca aperta.
Il gruppo della Ong in carica per la protezione di questo piccolo anfibio, pattugliano la foresta quotidianamente e sono reperibili 24 ore su 24.
Proteggendo tutto: la fauna, la flora, persino le pietre che un tempo venivano utilizzate per le costruzioni, perché fanno parte dell’habitat dei gechi. L’area deve essere totalmente incontaminata.
Essendo una delle ultime foreste secche tropicali rimaste al mondo, la casa dei gechi a Chatham Bay è una “sorta di laboratorio vivente per la fauna selvatica delle Antille”, afferma James Crockett, responsabile del progetto della FFI.
“La foresta secca caraibica è uno degli habitat più a rischio del pianeta. Pochissimi sono indisturbati come a Chatham Bay”, spiega.
“Credo che il geco di Union Island sia la mascotte rappresentativa perfetta per far conoscere l’isola al mondo intero: è piccolo, perfetto e bellissimo”, aggiunge Crockett.
“Questa specie ci rappresenta come Unioniti: possiamo essere piccoli, ma siamo orgogliosi e resistenti”.


Per info e progetti:
www.unionislandenvironementalliance.org
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