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martedì, Giugno 28, 2022

Falcone e Borsellino – L’eredità dei giusti. Teatro Regio Torino

A trent’anni dalle stragi di mafia di Capaci e di Via d’Amelio, venerdì 27 maggio alle ore 20 e sabato 28 maggio alle ore 19 va in scena – in prima assoluta – il racconto in musica Falcone e Borsellino. L’eredità dei giusti. Una coproduzione che vede uniti, nel segno della memoria a 30 anni dall’uccisione del giudice Giovanni Falcone e del giudice Paolo Borsellino, il Teatro Regio, il Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, la Fondazione per la Cultura Torino – MITO Settembre Musica e il Teatro Massimo di Palermo.

Il compositore Marco Tutino è autore della musica originale ed Emanuela Giordano della drammaturgia e della regia. Il maestro Alessandro Cadario dirige l’Orchestra e il Coro del Teatro Regio, quest’ultimo istruito dal maestro Andrea Secchi, e gli interpreti: il soprano Maria Teresa Leva e gli attori del Piccolo Teatro di Milano: Jonathan Lazzini, Anna Manella, Marco Mavaracchio, Francesca Osso, Simone Tudda. Video e immagini a cura di Pierfrancesco Li Donni e Matteo Gherardini.

Questa nuova produzione, la cui genesi si deve a Rosanna Purchia oggi Assessore alla cultura della Città di Torino ed ex Commissario del Teatro Regio, si realizza con il sostegno degli Amici del Regio, della Fondazione E. di Mirafiore e di Green Pea i quali, consapevoli dell’importanza di questo anniversario, hanno deciso di essere al fianco del Regio.

Lo spettacolo è diviso in tre parti narrativamente e temporalmente riconoscibili: Le Stragi, La Reazione e Il Presente. Musica, immagini, canto e narrazione si intrecciano con delicatezza e intensità ai documenti video originali, materiale Teche Rai su licenza di RAI COM S.p.A, e alla drammaticità della voce di Paolo Borsellino che, dopo la morte di Giovanni Falcone, denuncia l’isolamento in cui era stato lasciato l’amico. Orrore, paura e senso di sconfitta, lo sgomento di un intero paese, la morte della speranza, l’Italia in lutto: questo emerge con forte intensità.

E ancora, i rimandi poetici a Gesualdo Bufalino, il ricordo corale di quei giorni, che dal senso di sconforto vira al desiderio di riscatto, individuale e collettivo; ecco, dunque, le assemblee, le piazze gremite, il coraggio dei giovani, il riaffermarsi dei valori imprescindibili: verità, giustizia, onestà. Infine Il Presente, che si domanda quale sia l’eredità lasciata dai Giusti.

La mafia si è trasformata e “adattata” e riesce ad agire ancor più profondamente nell’ombra. Ma non possiamo arrenderci e ci domandiamo quale sia la nostra responsabilità di cittadini: non dimenticare e continuare ad agire nel senso di appartenenza, che è il dovere di una comunità degna di questo nome.

Ricorda Gian Carlo Caselli: «C’era il rischio concreto – con le stragi del 1992 – che la nostra Democrazia crollasse. Una forte reazione corale (forze dell’ordine, magistratura, società civile, politica una volta tanto unita) ha recuperato il metodo del pool di Falcone e Borsellino, riuscendo a produrre risultati che ci hanno salvati dall’abisso.

Anche perché ha cominciato ad avverarsi quanto Paolo Borsellino aveva sempre sostenuto, e cioè che “la lotta alla mafia non deve essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale, anche religioso, che coinvolga tutti, che tutti aiuti a sentire la bellezza del fresco profumo di libertà che si contrappone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della complicità”.

Parafrasando lo storico Salvatore Lupo, l’eredità “rivoluzionaria” di Falcone, Borsellino e delle altre vittime di mafia: esse sono state straordinarie creatrici di credibilità e rispettabilità; vale a dire che, operando come hanno operato in vita e sacrificandosi fino alla morte, a fronte di tanti personaggi eccellenti che con il malaffare hanno scelto di convivere, hanno restituito lo Stato alle persone, dando un senso alle parole “lo Stato siamo noi”».

Il Sindaco Stefano Lo Russo afferma: «Con questa nuova opera, che vede idealmente unite Torino, Milano e Palermo, tre città, tre teatri e altrettanti partner, desideriamo riportare attenzione sulle stragi che hanno rappresentato un bivio drammatico per la nostra democrazia, e che purtroppo sono ancora una ferita aperta e profonda del nostro Paese. Desideriamo raccogliere quel testimone, perché la violenza e la cultura mafiose sono ancora oggi molto forti, e continuare l’impegno per un Paese libero dalle mafie».

“L’eredità dei giusti è una eredità ingombrante – afferma Marco Tutino – perché ci costringe a sapere che contro l’ingiustizia, la violenza, il sopruso e l’arroganza della criminalità e della mentalità mafiosa si può lottare, si può dire no.

Falcone e Borsellino ce lo chiedevano allora, e continuano a chiedercelo ogni volta che li ricordiamo, in pubblico e in privato: non giratevi da un’altra parte, non abbassate lo sguardo. È un invito al quale non ci si può sottrarre soprattutto oggi, quando tutto ci sembra troppo forte e invincibile e inaffrontabile solo con la nostra fragile e indifesa volontà individuale.

Questo racconto per musica, canto e parole recitate è il nostro modo di ribadire la possibilità di ribellarsi, e di non dimenticare chi lo ha fatto per tutti noi. In una terra complicata e bellissima, che ha visto nascere accanto al male una grande Poesia e la profondità di un pensiero prezioso. Un racconto di testimonianze e di speranza, amplificate dalla musica non di scena, bensì protagonista anch’essa”

Per il ciclo de Le conferenze, mercoledì 25 maggio alle ore 17.30 nel Foyer del Toro è prevista una conversazione con la giornalista de «La Repubblica» Anna Bandettini dal titolo: “Falcone e Borsellino. Una prima assoluta per non dimenticare l’eredità dei giusti”, ospite il compositore Marco Tutino. L’ingresso è gratuito; per accedere, è necessario registrarsi acquisendo i biglietti sul sito del Regio.

Falcone e Borsellino. L’eredità dei giusti sarà trasmessa in diretta da Rai Radio 3 sabato 28 maggio alle ore 19 e il programma televisivo “Prima della Prima” in onda su Rai 5 dedicherà una puntata alla nuova produzione.

I biglietti a € 25 (under 30 € 15) sono acquistabili presso alla Biglietteria del Regio, piazza Castello 215, da lunedì a sabato ore 13-18.30; domenica ore 10-14; un’ora prima degli spettacoli – Tel. 011.8815.241 e 011.8815.242 oppure online su www.teatroregio.torino.it o www.vivaticket.it.
Lo spettacolo fa anche parte del cartellone di In famiglia: biglietti ridotti (€ 12 adulto e € 8 under 30) con l’acquisto contestuale di 1 biglietto adulto e 1 biglietto under 18.

Alla Biglietteria non sono consentiti pagamenti in contanti ed è attivo il pagamento con Satispay.

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