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domenica, Giugno 7, 2026

Intervista a Carlo Pepi, grande esperto e profondo conoscitore della vita e delle opere di Modigliani

Carlo Pepi, il Don Chisciotte dell’arte, un grande esperto e profondo conoscitore della vita e delle opere di Modigliani, ma non solo.

La sua è una vera passione, una sensibilità e un occhio capaci di riconoscere opere autentiche e opere false, una capacità che l’ha portato spesso a combattere per la verità e la giustizia contro chi aveva meri interessi economici.

Si può considerare il caso di Genova come il più grande scandalo dopo la beffa delle teste di Livorno. Secondo lei è cosi?

Indubbiamente è uno scandalo colossale, mondiale. Ci sarebbe anche un altro grande scandalo passato completamente sotto silenzio. Quando sono uscite le teste, le sculture autentiche, nessuno se n’è occupato, nessuno ha detto niente e quindi quando erano false sono state prese per buone e sappiamo cos’è successo. Quando poi sono state ritrovate quelle autentiche e la sovrintendenza di Pisa insieme a quella di Roma e il Comitato degli Esperti del Ministero dei Beni Culturali hanno detto che erano false, non sono stato ascoltato, ma erano autentiche.

Poi finalmente a Genova sono stato ascoltato e capito e sono intervenuto. Ho sempre indovinato ed ecco che è scoppiato il bubbone che da tanto volevo far scoppiare, ma giustamente mi avevano definito il Don Chisciotte dell’arte che fa le battaglie contro i mulini a vento. Vengono ascoltati dei cialtroni che non indovinano mai, mentre chi indovina sempre si fa fatica ad ascoltarlo. Questa volta sono stato ascoltato e i riscontri mi hanno dato ragione.

L’arte ha bisogno dell’occhio, della sensibilità, non della storia. Ci sono tanti falsi nelle aste, nelle mostre e per decine di anni invano ho predicato, ma sapevo che prima o poi sarebbe scoppiato il bubbone ed è venuta a galla una storia tremenda.

Visto che lei è sempre stato in prima linea nel denunciare i falsi, le istituzioni le sono state di supporto?

Le istituzioni per tantissimi anni mi hanno perseguitato, avevo la pessima abitudine di dar noia ai falsari, ho avuto procure della repubblica contro, il generale dei carabinieri contro.  Io facevo queste battaglie contro i mulini a vento perché le istituzioni mi avversavano. E non solo non mi si dava credito, ma persino mi avversavano, perché sappiamo che le opere autentiche danno noia ai falsari.

Gli esponenti delle istituzioni che mi perseguitavano hanno fatto poi una brutta fine, chi è stato arrestato, chi è stato sospeso, chi è stato messo in causa, chi è andato in pensione. Le generazioni sono cambiate e il clima è cambiato. Io ora non vengo più perseguitato, prima ci sono stati i finanzieri, i carabinieri, non ho più queste persecuzioni di un tempo e ho potuto fare l’operazione di Genova. Le istituzioni mi hanno poi anche aiutato eseguendo perizie come avevo chiesto.

Per Genova andai sul sicuro e denunciai inizialmente 16 falsi, ma ce n’erano altri, che avrei dovuto vedere dal vero e per questo non li ho messi nell’elenco, ma ora sono usciti anche gli altri di cui sospettavo la non autenticità e sono diventati 20.

Di recente c’è stata un’audizione all’antimafia di Mondini e Loiodice, loro ritengono che far rientrare gli archivi che adesso sono sequestrati a Ginevra sarebbe utile per autenticare le opere di Modigliani. Lei cosa ne pensa?

Io ho avuto gli archivi per tanti anni, facevo parte degli archivi legali per volere della figlia Jeanne, me li consegnarono e li ho tenuti per tanto tempo nella Casa Natale a Livorno, ma non servano per l’autenticazione delle opere, sono un supporto, quello che ci vuole è l’occhio. E’ una sensibilità innata.

Disgraziatamente per i falsari io purtroppo ho l’occhio, ne ho dato prova ed è quello che serve. Ho una collezione d’arte importante con 20mila opere d’avanguardia, perché scovavo gli artisti al nascere. Lo vedo subito se sono bravi, ho trovato artisti che poi sono diventati importanti e altri che lo diventeranno, mi sono occupato molto del contemporaneo.

Gli archivi sono documenti della famiglia, sono un supporto, io molto orgogliosamente li ho tenuti per tanti anni, tutte le lettere scritte da Modigliani, dalla mamma, dalla sorella, dai fratelli. E’ una documentazione importante che avevo tenuto con emozione, ma è un’importanza non utile all’autenticazione delle opere. Si possono trovare dei riscontri, ma non servono per le autenticazioni.

Sono stato processato per aver autenticato sculture autentiche e questa è una beffa più grossa della prima. Le sculture autentiche lo Stato le dichiara false, mentre sono autentiche. La seconda beffa è più grossa della prima. Al processo ho potuto dimostrare l’ignoranza della critica mondiale.

Nel libro ‘L’Affare Modigliani’, si parla di un sequestro di opere d’arte avvenuto a casa sua

Come avrà capito quel libro deriva da tutto quanto sollevato da me.

Si cerca anche in quel libro di danneggiarmi, arrancandosi all’impossibile, si parla di falsi ma non si dice perché li hanno dichiarati falsi. Era tutta gente che io avevo colpito e quindi per vendicarsi prendono 56 opere che in confronto alla mia collezione di 20mila opere sono quasi pari allo zero, una quantità infima, ma in mezzo alle 56 opere ci sono degli anonimi dichiarati falsi. Io ho le autentiche del capo della Commissione dello Stato che dice che sono autentiche e ho i documenti che ne attestano l’autenticità, ma poi vengono dichiarate false.

Io ho lasciato perdere, al processo dicono risponda si o no: ‘Ce l’ha una laurea in storia dell’arte?’ ‘No’, rispondo io, però me l’ha conferita honoris causa una città americana. Non ne voglio far parte perché sono tutti mercanti che a pagamento dicono quello che gli viene chiesto di dire e io non ne voglio far parte, per questo l’ho rifiutata. Io ho la laurea in economia e mi basta. Al processo non mi facevano dire le mie motivazioni. Nel libro dicono che la Quattrocchi mi ha sconfitto a processo, ma non è vero. Lo vinsi io. La Quattrocchi ha detto bugie, eravamo con i periti e la mia perizia ammazzò la sua.

Loiodice mi mandava continuamente foto di opere e io gli ho chiesto ‘ma perché ti preoccupi continuamente se le opere sono false o vere?’, poi ho capito che vogliono diventare autenticatori delle opere di Modigliani. Io per un mio stupido principio ottuso non ho mai voluto guadagnare dall’arte.

Io non sono uno storico dell’arte. Per me non è un mestiere, ma una passione che ho avuto fin da sei anni quando vidi un’opera di Cézanne, è un istinto innato che ho affinato, ho letto molti libri, molti testi universitari li ho sbattuti contro il muro, perché farebbero odiare l’arte. L’arte è bellezza, intuizione, è capire, è genialità, è tutto in positivo, non tutte quelle chiacchiere che io non ho condiviso. Fattori è un grande artista, innovativo, molto più avanti di tutti gli impressionisti e non se ne sono accorti. Io non stimo quella categoria e non voglio farne parte.

Loro (Loiodice e Mondini) vogliono diventare autenticatori di Modigliani. Loro sanno che mi sono stati offerti tre milioni di euro per un’autentica, io le faccio gratis, non ho mai voluto speculare sulle spalle degli artisti, morti per la maggior parte in miseria.

Io non sono legato a nessun carro, a nessun soldo e questo mi da la piena libertà di pensiero e di espressione, ma oggi sono concetti che la gran massa non può capire perché si basano sui soldi.

A Liodice ho dato documenti a valigiate, tutti gli input inimmaginabili, io li avevo scoperti molti anni prima del loro libro. I documenti che sembra abbiano scoperto loro, io li avevo scoperti tanti anni prima.

Mi sono occupato anche di restauri, ho fatto molto per la tutela delle opere d’arte, avrei tante cose da raccontare a livello mondiale, ma sono troppe e troppo grosse.

Sono andato anche a Genova, mi danno il catalogo, lo sfoglio e come avevo previsto fin da prima che iniziasse la mostra, ho scritto sulla mia pagina Facebook che ne avremmo viste delle belle.

Ho dato le dimissioni dagli archivi perché pubblicavano opere che non erano autentiche secondo me e per non essere implicato mi dimisi, lasciai gli archivi. L’arte per me è una cosa seria, lasciai gli archivi e loro continuarono a fare mostre con falsi.

Secondo lei il lavoro di Jeanne per la valorizzazione delle opere del padre è stato utile o ha sbagliato anche lei?

Qualche volta ha sbagliato anche lei. Io volevo intervenire anche su quello. Anche il Ceroni prende per buona una scultura falsa, la cataloga come autentica. Anche lui ha preso degli abbagli, allora ripuliamo queste cose. Ecco cosa volevo fare io. Ma poi le opere valgono zero, anziché milioni.

Con Restellini fortunatamente andiamo abbastanza d’accordo, perché si pensano le stesse cose, lui in Francia e io in Italia. Anche lui per Genova uscì fuori e subito dopo mi mandò una mail dicendomi che avevo ragione ed era d’accordo con me.

Feci la denuncia, ma per tanto tempo non successe nulla.

Quando stava per chiudere la mostra, pensai di fare un annuncio all’Ansa dicendo che 16 opere erano false e poi altre che avrei dovuto vedere dal vero. Ma non andai perché mi veniva il travaso di bile a vedere quelle opere.

Dopo due giorni uscì la notizia sull’Ansa e uscì la bomba. Il giorno dopo Restellini mi scrisse che concordava con quanto avevo denunciato. Lui è un personaggio importante.

Tornando a ‘L’Affare Modigliani’, lei cosa pensa del lavoro che stanno portando avanti Mondini e Loiodice?

Non mi piacciono, hanno messo cose parziali su di me cercando di distruggere la mia figura, il tentativo è quello di annientarmi, parlano dei miei falsi ma non dicono che io ho dato loro documenti, la commissione era costituita da gente che io ho colpito duramente, per distruggere me si sono inventati i falsi, ma io non li ho. Nella mia casa sono tutti autentici.

Io sono perito del tribunale e ho fatto chiudere delle fondazioni perché spesso autenticano falsi fatti post mortem, per continuare a produrre gli artisti morti. Quelli autentici a volte vengono bocciati perché non guadagnano su quelli.

Le fondazioni spesso vogliono guadagnare e così non tutelano l’artista morto.

Mondini e Liodice hanno avuto alle spalle il sottoscritto, Loiodice mi mandava tutti i giorni opere. ‘Cos’è questa cosa? E’ buona o no?’ e io brontolavo perché già me ne arrivavano da tutto il mondo e me le mandava anche lui tutti i giorni per WhatsApp e a volte si può rischiare di sbagliare così.

Poi non so se si sono rivolti alla Quattrocchi, contro di lei vinsi io il processo. Non mi piace il loro atteggiamento. Anche a  Restellini non piace il loro atteggiamento.

Vogliono arrivare ad autenticare le opere di Modigliani.

Loiodice mi ha intasato il telefonino con le opere di Modigliani. In un caso, per esempio, mi ha raccontato di un proprietario di un disegno e mi ha detto ‘ho chiesto un acconto perché sto  facendo le analisi’ e mi dice quanto, mi dice tutto e loro voglio diventare autenticatori di Modigliani, perché c’è un mare di soldi, con un’autentica ci si mette a posto per tutta la vita.

Mi sono stati offerti tanti soldi diverse volte. Se le opere sono autentiche, io lo faccio, ma non voglio nulla.

Intervista del 21 febbraio 2022 a cura di Paola Dongu

Carlo Pepi

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