Assago (Milano), 26 marzo 2015 di Stefano Daprile. Manca solo la matematica per completare la nefasta campagna europea ma Milano centra comunque una bella vittoria, dal sapore un po’ agrodolce, che la tiene appesa a un filo fatto probabilmente di illusioni e rimpianti.
Il meno 19 virtualmente scritto alla palla a 2 rappresentava una salita troppo proibitiva e, per essere completata, ci sarebbero voluti 40 minuti pieni di scarpette rosse determinate, ben differenti rispetto a quelle svogliate, e perfino involute, entrate in campo contro gli spagnoli del Vitoria.
Il primo quarto d’ora sarebbe infatti da vietare in fascia protetta. Lo si vede dai volti dei giocatori e dal loro atteggiamento in campo. Si salva solo il capitano che, con gran mestiere e classe, è il primo ad andare in doppia cifra, anche se sembra più che altro un misero sorso d’acqua nel deserto arido creato dalle trame offensive di Banchi. Gli spagnoli scappano 26 a 41, o +34, a seconda di cosa ci si aspettasse dalla serata.
Milano è sul baratro ma, anzichè precipitare, sceglie (finalmente) di entrare in campo e giocare mettendo in coabitazione forzata Brooks e Gentile che la tengono in vita all’intervallo lungo terminato 39 a 43 in favore degli ospiti.
L’incompatibile duo inizia anche la ripresa da assoluto protagonista, prima impattando il match e poi firmando il primo vantaggio Ea7 , tanto da insinuare il dubbio in molte teste che i due possano coesistere e che forse con un sistema di gioco non solo basato sul talento chissà…
Quel che conta è che Milano è trasformata. Gentile a suon di triple sgretola le certezze costruite dal +19 spagnolo dell’andata. Moss dall’angolo completa l’insperabile, indovinando la tripla del 74 a 55 che pareggia la serie completando, in poco più di una frazione, una rimonta da 34 punti.
L’entusiasmo è alle stelle e si vedono sul parquet cose inimmaginabili come Samuels catturare di potenza rimbalzi offensivi e Kleiza correre (!) attaccando il ferro.
Il Laboral ha però la pazienza di aspettare che l’uragano Alessandro cessi di potenza e, retrocesso a tempesta o meno, riesce a piazzare le giocate dal perimetro che rosicchiano il necessario per rimettere la differenza canestri in loro favore.
Samuels regala l’ultima illusione con la tripla del 99 a 82, ma sul possesso successivo spreca insieme ad Hackett il canestro dell’impresa. Milano centra un’amara vittoria per 99 a 85, ma tutto sommato il sapore che lascia questa partita è abbastanza dolce.
Pagelle: Ragland 5– Brooks 6,5 – Gentile 8 – Gigli n.e. – Cerella s.v. – Melli 5,5 – Kleiza 6 – Elegar 5,5 – James n.e.- Hackett 5,5 – Samuels 6,5 – Moss 5,5.




