Manuel Rinaldi

Manuel Rinaldi - ph Maurizio Montani

E’ un cd ricco di pensieri. Voglia di capire la vita ma anche ad un certo punto di sdrammatizzare, prendersi un po’ si libertà…

La vita presa sempre troppo sul serio può diventare pericolosa, rischia di non essere più genuina e autentica. Ovviamente va presa sul serio sì, perché forse può essere una sola e probabilmente non ci saranno altre occasioni ma, allo stesso tempo, non deve diventare perennemente problematica. Sdrammatizzare, ironizzare, prendersi poco sul serio, a volte sono atteggiamenti necessari per andare avanti, per sentirsi liberi e autentici. Questo è proprio “10 minuti“, un disco vero, ricco di pensieri, concetti, storie…ma anche di provocazione, ironia e libertà.

Perché proprio 10 minuti e non ad esempio, un giorno per parlare con chi ha creato la vita?

Perché un giorno per l’ “onnipotente” mi sembrava troppo, troppo sfacciato. Chiedere un’udienza di così tanto tempo vorrebbe dire abbandonare tutto quello che sta facendo per dare ascolto a me …e chi sono io per meritare così tanto tempo?

10 minuti sono sufficienti; con quel tempo riesci già a capire molte cose, anche semplicemente guardando diritto negli occhi il diretto interessato. In realtà ho chiesto 10 minuti perché è un modo di dire: “…fra 10 minuti arrivo”, “…10 minuti e ho finito”, “… le rubo solo 10 minuti”…sono così pochi minuti che alla fine non si negano a nessuno, ma si presuppone che si si possa allungare e avere a disposizione un tempo più lungo. I 10 minuti sono il tempo minimo per presentarti e fare capire chi sei, lì ti giochi tutto…pensa che nei vari format televisivi chiamati talent, ti danno meno di 10 minuti per decidere se sei un talento oppure no…ahahaha che tristezza! Comunque, mi dispiace per questa divagazione, ma è stato più forte di me…torniamo a noi…sì, dai, 10 minuti sono sufficienti, poi chissà, il tempo potrebbe diventare molto più lungo.

In tutte le canzoni c’è sempre la tua chitarra. Suonata bene, in modo pulito, forte. E’ la metafora della tua forza per volere cambiare delle cose ?

La chitarra fa nascere le mie canzoni. Senza di lei non riuscirei a scrivere e quindi è diventata la protagonista del mio genere. La chitarra può essere dolce e armoniosa ma anche dura, ruvida e graffiante, un po’ come questa vita che ti dà e ti toglie al momento stesso. Ho bisogno di lei per cambiare le cose e dato che in questo disco dico le cose come stanno, senza filtri, e sono spesso anche arrabbiato, direi proprio che la forza che emana mi accompagna in questo viaggio. In questo disco dovevo fare arrivare dei concetti importanti in una maniera diretta e così le chitarre distorte mi hanno aiutato a enfatizzare tutto questo. Sono mie alleate, compagne inseparabili fondamentali per il sound che ho scelto. Con loro cambierò inevitabilmente le cose.