Intervista a Marco Selvaggio

Amante delle percussioni, dello djembè…come sei arrivato a conoscere l’ hang ? E’ uno strumento idiofono molto raro..

“Non è semplice spiegare da cosa nasca la passione per questo strumento! Io dico sempre che è stata serendipità! Il termine serendipità indica la fortuna di fare delle scoperte felici per puro caso e, anche, il trovare una cosa non cercata e imprevista mentre se ne stava cercando un’altra. Io non cercavo l’hang, mi è semplicemente capitato davanti un suonatore dell’est d’Europa mentre cercavo un locale di Roma per Trastevere! Da lì è iniziata la sfrenata ricerca per lo strumento e l’amore folle per lo stesso che mi ha portato oggi a suonare e comporre tante musiche e canzoni e che al tempo stesso mi tiene incollato 4 ore al giorno, o meglio a notte, sullo stesso. È uno strumento incredibile che riesce ad evocare sensazioni mistiche. È quasi ipnotico ed è difficile separarsene. Non è semplice descriverlo, io dico sempre che se la magia è presente nella musica, per quanto mi riguarda, è dentro questo scrigno di metallo chiamato Hang”.

Sempre parlando dell’hang, autodidatta ?

“L’hang è lo strumento più raro al mondo. Non esiste un maestro di hang. Su internet si riescono a prendere molte informazioni sullo strumento e su come suonarlo ma ogni suonatore ad un certo punto sviluppa un proprio stile e una propria tecnica. Io suonando circa 3-4 ore al giorno ho studiato moltissimo per imparare a suonarlo e poi mi son dedicato alla composizione delle mie canzoni”

Hai collaborato con molti dj, un apprezzamento da parte dei Coldplay, ora cosa vorresti ?

“Ho collaborato e tutt’ora collaboro con moltissimi DJ. Ho iniziato suonando le percussioni sulla musica house ed elettronica e una volta avuto l’hang ho da subito sperimentato il suo suono su questa tipologia di musica. È stata una bella caccia di suoni che mi ha portato a suonare anche all’estero poiché rappresenta tutt’oggi qualcosa di veramente originale! A tal proposito ho creato diversi EP con dj di tutta Europa (Afro Hang per la label brasiliana electronic fusion records insieme al dj producer britannico Jules Dickens uno dei miei preferiti) e ho suonato moltissimo live. Per ciò che concerne i Coldplay è stata una pura coincidenza poiché i miei video a seguito dell’inserimento nel loro form son stati inseriti per 3 volte in un anno e mezzo all’interno del loro sito come video del giorno! Adesso punto alla promozione dell’album “The Eternal Dreamer” (Waterbirds Records) e non vedo l’ora che la gente possa ascoltare i brani! E’ un disco al quale son legatissimo e non vedevo l’ora uscisse dopo il tanto lavoro alle spalle”

Concerti in Italia e all’estero, dove ti senti più apprezzato?

“L’estero rappresenta forse un po’ di più l’espressione della meritocrazia. Sono arrivato a suonare molto all’estero poiché a seguito della visione dei miei video e dell’ascolto della mia musica ho avuto molti apprezzamenti. Dai vari festival a diverse date in club e concerti vari. Ma anche in Italia e soprattutto nella mia città alla quale son visceralmente legato ho suonato moltissimo e credo o almeno spero di essere molto apprezzato”

La tua musica avvicina diversi generi musicali, credi che l’Italia sia pronta a queste nuove sperimentazioni ?

“Esiste pubblico per ogni genere musicale. A volte arriviamo tardi a percepire alcune innovazioni ma questo non sempre accade. Il genere di “The Eternal Dreamer” si inquadra in un pop molto soffice e sognante, a tratti malinconico e nostalgico. È un disco molto variegato anche per la presenza dei featuring internazionali e credo possa essere apprezzato tanto in Italia quanto all’estero. Il disco ha un forte respiro internazionale e l’intenzione è quella di promuoverlo anche oltre le Alpi”

Quali parole vuoi utilizzare per descrivere il tuo nuovo lavoro “The eternal dreamer” ?

“È un lavoro iniziato da più di un anno che non è stato semplice realizzare! Tutto ha avuto inizio nell’aprile del 2013 quando ho iniziato a fare ascoltare i miei brani alla Waterbirds Records, nella persona di Nica Midulla accompagnata da sua figlia Simona Virlinzi, supportato da mio padre – terzo produttore esecutivo del disco – che mi ha trasmesso la passione per la musica sin da piccolo. Ho iniziato a scrivere e a suonare l’hang circa 6 anni fa e poi è stato un crescendo continuo che mi ha portato a comporre melodie sempre diverse e provare sperimentazioni sonore molto particolari! The Eternal Dreamer è un album pop molto sognante! Lo strumento cardine del disco è chiaramente l’hang, e in questo siamo stati un po’ pionieri dato che nella musica pop non si riscontrano ancora produzioni con l’utilizzo dell’hang, o perlomeno saranno davvero pochissime e a noi sconosciute. Ho ascoltato moltissime voci per far interpretare le mie canzoni (io non canto, son davvero stonato, anche se mi sarebbe piaciuto molto) e al disco collaborano cantanti di tutto rispetto! Da Daniel Martin Moore ad Anne Ducros (che ha inciso con Battiato) e canterà l’unica canzone in francese dell’album, a The Niro che arriva fresco fresco dall’ultimo Sanremo, a Dan Davidson leader del gruppo canadese Tupelo Honey che sta andando fortissimo, a Sidsel Ben Semmane dalla Danimarca la quale ha partecipato all’Eurovision alcuni anni fa, a Haydn Cox e Hazel Tratt dall’Inghilterra. Il disco affronta principalmente il tema della vita e dell’amore visto da diversi punti di vista e prospettive. Ci sono molte metafore nei miei testi che possono anche essere interpretate in base alle proprie sensazioni! È stato curato in ogni sua parte! Ho scritto io tutti i testi con accuratezza e la maggior parte delle musiche, alcune anche insieme al compositore Giuliano Fondacaro e due lui da solo. La parte grafica invece è stata curata dall’illustratrice Valentina Indelicato che ha saputo dare una stupenda veste grafica al disco curando nel dettaglio le copertine, le locandine ed il libretto del cd! A produrlo artisticamente invece è stato Toni Carbone! La sua presenza e professionalità è stata indispensabile per la creazione di questo album! Toni ha una grandissima conoscenza musicale ed esperienza all’interno degli studi di registrazione oltre ad essere uno stimatissimo bassista (lo storico bassista dei DENOVO)! Toni ha arrangiato i brani, fatto da fonico, aiutato a cercare e scegliere le voci, ha fatto i missaggi e molto altro. È riuscito a creare quei suoni che cercavamo in maniera magistrale! Senza di lui questo disco non sarebbe così bello”

Intervista a cura di Davide Falco