Una stanza a sud

Una Stanza a Sud 140

Dal 28 novembre al 9 dicembre 2013

drammaturgia e regia Corrado Accordino

con Alessandro Castellucci, Pasquale di Filippo, Giancarlo Latina

scene e costumi MariaChiara Vitali

assistente scenografa Gilda Esposito

disegno luci Chiara Senesi

tecnico del suono Andrea Diana

assistente alla regia Valentina Paiano

un ringraziamento a Luigi Bertacchi

compagnia La Danza Immobile
spettacolo realizzato con il contributo di Fondazione Cariplo

Una pioggia, incessante, continua, senza tregua. Alberi alti sessanta metri, il rumore di animali sconosciuti, in agguato. Una natura inespugnabile, la foresta pluviale e una stanza al centro della foresta. Tre sconosciuti, tre viaggiatori, tre fuggiaschi. Per pura casualità o volere del caso si ritrovano a condividere il ristretto spazio di una stanza in un luogo estraneo e inospitale a sud del mondo. Dove tutto è differente, almeno in apparenza. Essere altrove, osservare il mondo da un altro punto di vista, i rumori, le voci, le abitudini, il senso delle cose, abituarsi a un nuovo codice di sopravvivenza, abituarsi ad avere un po’ di compagnia, in questo luogo dove è ancora possibile sparire, uscire dal “campo”.

I tre protagonisti scopriranno che i loro destini sono intrecciati più di quanto possano immaginare. Qualcosa li lega, il loro desiderio di fuga, la loro ricerca di una nuova identità. Questo viaggio verso nuove latitudini li porterà a scoprire qualcosa di sé, qualcosa di terribilmente umano.

LO SPETTACOLO

Un linguaggio concreto, incisivo, caustico, ma anche ironico, pulp, surreale.  I personaggi, in apertura credibili, autentici, “possibili” anche se dai tratti eccessivi, nella loro difficile convivenza vengono trascinati in un vortice di tensione, di divertimento e di delirio. Le loro relazioni di complicano, il sospetto prende forma, restare attaccati alla realtà è sempre più difficile. Ma cosa poi, è veramente reale?

SCENE E COSTUMI

La sintesi spaziale è sviluppata su un primo piano da semplici elementi di concretezza legati a una stanza di “fortuna” nel centro della foresta pluviale, mentre, verticalmente, la presenza di un tetto scomposto, capace di delimitare e ferire con squarci lo spazio, offre al pubblico il senso di costrizione e prigionia di un luogo lontano e impervio.

I costumi, ispirati alla stravaganza pulp di Kill Bill e al mondo fumettistico di Dick Tracy, amplificano la potenza dei personaggi nel loro momento di trasfigurazione.

EFFETTI SONORI E ILLUMINOTECNICA

Un attento lavoro di effettistica sonora ci permette di raccontare tutto quello che si muove intorno alle pareti della stanza: il fruscio delle  foglie, gli acquazzoni pluviali, i tuoni che squarciano il cielo, i versi di animali che si aggirano tra gli alberi. Le luci, attraverso il tetto, tagliano e amplificano lo spazio dentro e fuori la stanza, lo stato di infinita attesa di un tempo che non passa, la costrizione e il disagio di tre sconosciuti, il sospetto, i lampi di follia e la pioggia incessante che immobilizza, raggela e rompe la realtà.