Lorena Ravelli

Natività - C. Procaccini

Si chiama Lorena Ravelli, è novatese ed è stata lei ad occuparsi del restauro dell’opera “Natività della Vergine” del Procaccini. Il quadro è stato presentato a seguito dell’opera di restauro la scorsa domenica presso la chiesa SS. Gervaso e Protaso.

Durante la Santa messa è avvenuta una solenne benedizione. Il quadro è un patrimonio artistico e culturale della parrocchia e la sua commissione risale tra il 1616 e il 1632 da parte della confraternita “natività Vergine” che ai tempi aveva una cappella all’interno della chiesa novatese.  Questa con il passare degli anni  è stata più volte restaurata, la cappella eliminata, eppure il quadro è sempre rimasto al suo interno. Di questo dipinto del Procaccini aveva scritto recentemente Lorenzo Caratti, novatese appassionato della storia di Novate in cui citava l’enorme patrimonio artistico e Alessandra Lancini, anche lei novatese, che ha studiato il quadro dal punto di vista storico artistico.

Per quanto riguarda i restauri, i documenti presenti nella chiesa citano solo un pittore novatese che nel 1965 fu incaricato di restaurare il quadro: Matteo Carnazzi. Un paio di anni fa invece il Parroco di Novate, Monsignor Vittorio Madè decise di farlo restaurare nuovamente. Rivoltosi ad una restauratrice milanese, ha consigliato al Don una sua ex allieva, la novatese Lorena Ravelli. “Per me è stata una grandissima sorpresa oltre che un onore potermi occupare di un dipinto cosi importante e lavorare per la mia città”, spiega la restauratrice. Cosi, dopo avere progettato un piano di restauro è intervenuta l’ispettrice della Soprintendenza ai Beni Storico Artistici di Milano che ha diretto l’intervento, la dottoressa Emanuela Daffra e ha dato l’autorizzazione a procedere.

“Il quadro presentava dei problemi sia di tipo conservativo che estetico- continua Lorena Ravelli- deformazioni, perdite di colore e molti ritocchi alterati che ne impedivano la corretta visione. Analisi scientifiche non invasive hanno supportato la delicata operazione di pulitura che ha permesso di recuperare la cromia originale del dipinto. Successivamente, un puntuale intervento di reintegrazione pittorica ha ridato unità di lettura alla raffigurazione. I lavori in totale sono durati diciotto mesi.” Durante il restauro però una scoperta, la parte alta del quadro era stuccata e pulendo è comparso un grosso inserto non originale eseguito con una tela di recupero. Le ipotesi sono molteplici  tra cui dare la forma rettangolare al quadro o chissà cosa altro, questo probabilmente  rimarrà un mistero.