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Il Motomondiale prende il via, ed è subito un Yamaha-show!

Il podio della Moto Gp

Losail (Qatar), 8 aprile 2013 di Fiorenzo Di Costanzo. Nella suggestiva cornice del deserto qatarioca prende il via il Motomondiale, ricco di novità soprattutto nella classe regina, ormai “orfana” dell’australiano Casey Stoner ma che si è arricchita della classe di Marc Marquez (Repsol Honda), già campione del Mondo 2012 della Moto 2 e della 125 nel 2010. Gradite novità per i tifosi italiani sono anche la nascita del nuovo binomio “tricolore” Dovizioso-Ducati, con il pilota di Forlimpopoli che sostituisce Valentino Rossi, ritornato alla Yamaha.

Le prove ufficiali del sabato hanno messo in evidenza l’ottimo feeling di Lorenzo (Yamaha) con la pista del Qatar: il suo miglior tempo batte di oltre 2 decimi di secondo la Yamaha Tech 3 di Crutchlow. La Honda piazza i suoi piloti al terzo posto (Pedrosa) e al sesto (Marquez). Buona la prova della Ducati di Dovizioso, che fa segnare il quarto tempo in classifica e che precede la LCR Honda di Bradl. Rossi invece chiude con il settimo tempo, con circa un secondo di ritardo dal proprio compagno di scuderia.

Al via Lorenzo scatta in maniera impeccabile e riesce a mantenere la prima posizione dopo la prima curva; alle sue spalle inseguono Pedrosa e Dovizioso. Ottima la partenza di Rossi che nel primo giro è aggressivo e attacca sia Dovizioso che Crutchlow, ma ad inizio del secondo giro stacca in ritardo alla prima curva e va lungo, perdendo così le posizioni che aveva guadagnato con lo spunto iniziale.

I piloti percorrono solo 4 giri e la gara sembra già segnata: Lorenzo accumula un vantaggio di oltre 4 secondi sulle Honda di Pedrosa e Marquez e su Crutchlow; mentre più staccati e in lotta per la quinta posizione troviamo Dovizioso, Bradl, Bautista (Honda Gresini) e Rossi.

Circa a metà gara Rossi rompe gli indugi e prima si prende la quinta posizione di Bradl, poi va all’inseguimento del trio Pedrosa-Marquez-Crutchlow: il Dottore è una furia in pista e guadagna circa mezzo secondo al giro.

Intanto Lorenzo allunga ulteriormente sul terzetto di inseguitori, guidato da un indomito Marquez, portando il suo vantaggio oltre i 6 secondi.

Rossi, giro dopo giro, si è portato nella scia di Crutchlow e al 18° giro si prende la quarta posizione, costringendo l’inglese ad andare lungo e perdere il treno buono per la lotta per il podio. Ma Rossi non perde tempo e va all’attacco dei due spagnoli della Honda: prima Pedrosa e poi Marquez si devono arrendere alla prepotenza del 9 volte campione del Mondo.

La gara si conclude con il trionfo Yamaha che piazza Lorenzo sul gradino più alto del podio e Rossi sul secondo; a difendere i colori della Honda ci pensa Marquez, che ha la meglio nello scontro diretto con Pedrosa e ottiene un ottimo terzo posto. Quinto chiude Crutchlow, mentre le Ducati chiudono al settimo posto (Dovizioso) e all’ottavo (Hayden).

Moto2: al via i più pronti a menare sull’acceleratore sono Nakagami, Espargarò e Scott Redding che subito allungano sul resto del gruppo, guidato da Aegerter, Rabbat e Corsi. In testa Nakagami rompe gli indugi e allunga su Reding ed Espargarò. A 12 giri dal termine Nakagami subisce il sorpasso di Redding e di Espargarò: lo spagnolo è il più veloce in pista e riesce a riprendere e superare anche l’inglese Redding e a difendere la prima posizione fino alla bandiera a scacchi. Questa la top 5: Espargarò, Redding, Nakagami, Aegerter, Kallio.

Moto3: partenza tutta “spagnola”, con Salom, Vinales e Rins che mantengono le proprie posizioni precedendo Folger. Alle spalle del quartetto di testa danno spettacolo Oliveira e Sissis, in lotta per la sesta posizione. Il finale è molto concitato, con 5 piloti a giocarsi la prima vittoria stagionale: Rins, Marquez, Salom, Vinales e Folger. Salom inizia in testa l’ultimo giro spingendo fortissimo e costringendo gli altri piloti ad accontentarsi delle posizioni alle sue spalle. Il podio è tutto spagnolo: Salom, Vinales, Rins. Chiude al quarto posto Marquez; quinto è il tedesco Folger.

 

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Davide Falco

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