Valentino Rossi – post gara

valentoino rossi
Il pilota della Yamaha Valentino Rossi ha parlato a Sky nel post gara del GP di Valencia.

“Lorenzo secondo me ha meno colpe di Marquez, anche perché penso che quello che ha fatto Marquez, Lorenzo non lo ha mai fatto in pista.
Però con il suo comportamento e quello che ha detto dopo la gara della Malesia, per me personalmente si merita di essere trattato quasi alla stregua di Marquez.

Poteva stare benissimo zitto e faceva molta più bella figura.
Magari erano d’accordo, non lo so. Lo avevo già detto giovedì, alcuni dicevano che non lo avrebbero fatto, io ero convinto che ormai sarebbero andati fino in fondo. È stato brutto.

Già dall’ultima reazione di Marquez, da venerdì e da sabato, dove diceva che avrebbe fatto di tutto per battere Lorenzo, lì ho avuto la conferma che avrebbero fatto il “biscottone”. È un po’ quello che fanno le squadre di calcio quando alla fine della stagione non devono andare in Serie B.
E’ abbastanza triste, una grande occasione sfumata. Secondo me non me lo meritavo, ma ormai…

Sinceramente ho ancora l’adrenalina della gara, quindi diciamo che sto abbastanza bene. Magari con il passare delle ore mi dispiacerà di più, però avevo già capito che andava a finire così. Ero sicuro che avrebbero fatto questo. Quando ho capito che sarei dovuto partire ultimo, non potendo giocarmi le mie possibilità con Lorenzo, mi è stato subito chiaro che Marquez gli avrebbe guardato le spalle e così è successo. Me lo aspettavo.

Il mio grandissimo rimpianto è stato Phillip Island: ero più veloce di Lorenzo, dopo 4,5 giri lo avevo già preso, da 18 punti il vantaggio sarebbe cresciuto e probabilmente sarebbe stato chiuso lì. È stato quello il bivio del finale di stagione.”

Motomondiale, Marquez riscrive la storia

Marquez riscrive la storia del Motomondiale

Austin (Stati Uniti d’America), 21 aprile 2013 di Fiorenzo Di Costanzo. Il GP delle Americhe entra nel libro della storia del Motomondiale e l’autore dell’ultima pagina è un ragazzino di appena 20 anni: Marc Marquez. Lo spagnolo della Honda domina il weekend texano e diventa il più giovane pilota ad ottenere prima la poleposition e poi la vittoria in un GP della classe regina: la sua età è di 20 anni, 2 mesi e 4 giorni.

La prima fila allo start è tutta spagnola: Marquez precede il suo capitano, Dani Pedrosa, e la Yamaha di Lorenzo. La seconda fila è aperta da Crutchlow su Yamaha Monster ed è chiusa dalla Ducati di Dovizioso; Rossi e la sua Yamaha partono dalla ottava posizione.

Al via i più reattivi sono Pedrosa e Bradl (Honda LCR) che balzano in prima e seconda posizione; buona anche la partenza di Rossi che si issa in sesta posizione, mentre è da dimenticare la partenza di Lorenzo. Il momento di gloria di Bradl dura però pochi metri e viene sopravanzato prima da Marquez, che si butta all’inseguimento di Pedrosa, e poi da Lorenzo. Le posizioni di vertice così vanno delineandosi, con i due piloti Honda che hanno un ritmo impossibile da sostenere per Lorenzo, che insegue ad un paio di secondi; alle spalle del trio spagnolo si stabilizzano anche le posizioni di Crutchlow, Bradl e Rossi.

La gara prosegue senza grosse emozioni fino a quando Marquez decide di attaccare la prima posizione di Pedrosa e con una manovra “cattiva” riesce ad infilarsi in entrata di curva: lo spagnolo più esperto subisce il colpo e non riesce a mantenere il ritmo di Marquez.

Termina così un weekend che riscrive la storia del Motomondiale e che ci ha consegnato un “campione” di solo 20 anni: Marquez vince il GP davanti Pedrosa e Lorenzo; chiudono la top 5 Crutchlow e Bradl. Rossi chiude in sesta posizione, mentre per la Ducati è incoraggiante la settima posizione di Dovizioso.

Classifica Mondiale: Marquez e Lorenzo 41 punti; Pedrosa 33 pt; Rossi 30 pt; Crutchlow 24 pt.

MOTO2: ottima la partenza di Redding e Nakagami che girano alla prima curva in prima e seconda posizione, mentre Espargaro parte piano e viene assorbito nella parte centrale del gruppo. Il duo di testa però viene ripreso e superato da Aegeter. A 16 giri dal termine Terol si issa fino alla prima posizione, precedendo Redding, Kallio e Aegeter; in quinta posizione sale fortissimo Rabat. Sotto la bandiera a scacchi fa festa Terol, che precede Rabat che al termine di una rimonta entusiasmante riesce a prendersi la seconda posizione, ai danni di Kallio, solo negli ultimissimi metri. Chiudono la top 5 Aegeter e Redding.

Classifica Mondiale: Redding 31 punti; Terol, Rabat e Kallio 27 pt; Aegeter 26 pt.

MOTO3: gara divisa in due spezzoni a causa dell’interruzione seguita alla caduta di Iwema. Nella prima parte parte alla grande Rins, inseguito da Salom, Vinales e Folger. Giro dopo giro Folger e Salom non riescono a mantenere il ritmo di Rins e Vinales, perdendo terreno e secondi preziosi. A 7 giri dal termine, la gara viene interrotta per la rovinosa caduta di Iwema. Alla ripartenza Salom ha lo spunto migliore, mentre Vinales e Rins appaiono in lieve difficoltà. Il finale è molto appassionante, con Salom che tenta la fuga ma Rins non si arrende e riesce a riprendere e superare il fuggitivo. Rins, a soli 17 anni, ottiene così la prima vittoria in carriera, precedendo Vinales e Salom. Chiudono la top 5 Folger e Oliveira.

Classifica Mondiale: Rins e Salom 41 punti; Vinales 40; Folger 24 pt; Oliveira 20 pt.

 

Il Motomondiale prende il via, ed è subito un Yamaha-show!

Il podio della Moto Gp

Losail (Qatar), 8 aprile 2013 di Fiorenzo Di Costanzo. Nella suggestiva cornice del deserto qatarioca prende il via il Motomondiale, ricco di novità soprattutto nella classe regina, ormai “orfana” dell’australiano Casey Stoner ma che si è arricchita della classe di Marc Marquez (Repsol Honda), già campione del Mondo 2012 della Moto 2 e della 125 nel 2010. Gradite novità per i tifosi italiani sono anche la nascita del nuovo binomio “tricolore” Dovizioso-Ducati, con il pilota di Forlimpopoli che sostituisce Valentino Rossi, ritornato alla Yamaha.

Le prove ufficiali del sabato hanno messo in evidenza l’ottimo feeling di Lorenzo (Yamaha) con la pista del Qatar: il suo miglior tempo batte di oltre 2 decimi di secondo la Yamaha Tech 3 di Crutchlow. La Honda piazza i suoi piloti al terzo posto (Pedrosa) e al sesto (Marquez). Buona la prova della Ducati di Dovizioso, che fa segnare il quarto tempo in classifica e che precede la LCR Honda di Bradl. Rossi invece chiude con il settimo tempo, con circa un secondo di ritardo dal proprio compagno di scuderia.

Al via Lorenzo scatta in maniera impeccabile e riesce a mantenere la prima posizione dopo la prima curva; alle sue spalle inseguono Pedrosa e Dovizioso. Ottima la partenza di Rossi che nel primo giro è aggressivo e attacca sia Dovizioso che Crutchlow, ma ad inizio del secondo giro stacca in ritardo alla prima curva e va lungo, perdendo così le posizioni che aveva guadagnato con lo spunto iniziale.

I piloti percorrono solo 4 giri e la gara sembra già segnata: Lorenzo accumula un vantaggio di oltre 4 secondi sulle Honda di Pedrosa e Marquez e su Crutchlow; mentre più staccati e in lotta per la quinta posizione troviamo Dovizioso, Bradl, Bautista (Honda Gresini) e Rossi.

Circa a metà gara Rossi rompe gli indugi e prima si prende la quinta posizione di Bradl, poi va all’inseguimento del trio Pedrosa-Marquez-Crutchlow: il Dottore è una furia in pista e guadagna circa mezzo secondo al giro.

Intanto Lorenzo allunga ulteriormente sul terzetto di inseguitori, guidato da un indomito Marquez, portando il suo vantaggio oltre i 6 secondi.

Rossi, giro dopo giro, si è portato nella scia di Crutchlow e al 18° giro si prende la quarta posizione, costringendo l’inglese ad andare lungo e perdere il treno buono per la lotta per il podio. Ma Rossi non perde tempo e va all’attacco dei due spagnoli della Honda: prima Pedrosa e poi Marquez si devono arrendere alla prepotenza del 9 volte campione del Mondo.

La gara si conclude con il trionfo Yamaha che piazza Lorenzo sul gradino più alto del podio e Rossi sul secondo; a difendere i colori della Honda ci pensa Marquez, che ha la meglio nello scontro diretto con Pedrosa e ottiene un ottimo terzo posto. Quinto chiude Crutchlow, mentre le Ducati chiudono al settimo posto (Dovizioso) e all’ottavo (Hayden).

Moto2: al via i più pronti a menare sull’acceleratore sono Nakagami, Espargarò e Scott Redding che subito allungano sul resto del gruppo, guidato da Aegerter, Rabbat e Corsi. In testa Nakagami rompe gli indugi e allunga su Reding ed Espargarò. A 12 giri dal termine Nakagami subisce il sorpasso di Redding e di Espargarò: lo spagnolo è il più veloce in pista e riesce a riprendere e superare anche l’inglese Redding e a difendere la prima posizione fino alla bandiera a scacchi. Questa la top 5: Espargarò, Redding, Nakagami, Aegerter, Kallio.

Moto3: partenza tutta “spagnola”, con Salom, Vinales e Rins che mantengono le proprie posizioni precedendo Folger. Alle spalle del quartetto di testa danno spettacolo Oliveira e Sissis, in lotta per la sesta posizione. Il finale è molto concitato, con 5 piloti a giocarsi la prima vittoria stagionale: Rins, Marquez, Salom, Vinales e Folger. Salom inizia in testa l’ultimo giro spingendo fortissimo e costringendo gli altri piloti ad accontentarsi delle posizioni alle sue spalle. Il podio è tutto spagnolo: Salom, Vinales, Rins. Chiude al quarto posto Marquez; quinto è il tedesco Folger.

 

MOTOGP, Lorenzo diventa Campione del Mondo

Lorenzo è Campione del Mondo

Phillip Island (Australia), 28 ottobre 2012 di Fiorenzo Di Costanzo. Il mondiale della classe regina delle due ruote si decide in Australia, dopo appena due giri. Tutto si è deciso nelle fasi iniziali di gara, con la caduta di Pedrosa (Honda) che, partito in pole position cerca di allungare sul resto del gruppo, guidato dalla Honda del padrone di casa, Stoner, e la Yamaha di Lorenzo, leader mondiale.

Con la prematura uscita di scena dell’unico contendente alla testa della classifica mondiale, Lorenzo si limita a gestire la sua seconda posizione, anche perché il ritmo di Stoner è insostenibile. La gara fila liscia-liscia fino alla bandiera a scacchi, quando a festeggiare sono in due: Stoner, che ottiene la sesta vittoria consecutiva sul circuito di casa e dice “addio” nel migliore dei modi al motomondiale e ai suoi numerosissimi tifosi, e Lorenzo, che al termine di una stagione straordinaria, contrassegnata da soli primi e secondi posti ed un solo ritiro (ad Assen fu steso in partenza da Bautista) può festeggiare il secondo titolo mondiale nella classe regina, il quarto considerando anche le categorie minori.

Sul terzo gradino sale Crutchlow, che precede Dovizioso, Bautista e Bradl, che si sono dati battaglia per le posizioni di rincalzo.

 

Classifica Mondiale: Lorenzo 350 punti; Pedrosa 307 pt; Stoner 238 pt; Dovizioso 208 pt; Bautista 165 pt.

 

MOTO2: Marquez gestisce il suo enorme vantaggio in classifica mondiale e da buon ragioniere disputa una gara senza correre alcun rischio e centrando un terzo posto che gli consegna il titolo di campione del mondo. La gara è stata vinta da un solitario Espargaro che ha inflitto più di 16 secondi a West, che si piazza secondo.

 

Classifica Mondiale: Marquez 299 punti, Espargaro 260 pt; Iannone 188 pt; Luthi 177 pt; Redding 161 pt.

 

MOTO3: Sandro Cortese dimostra ancora una volta di essere il miglior pilota della categoria e dopo essersi aggiudicato il mondiale la scorsa settimana, si aggiudica anche l’appuntamento australiano precedendo Oliveira e Sissis.

 

Classifica Mondiale: Cortese 305 punti; Salom 208 pt; Vinales 199 pt; Rins 141 pt; Fenati 136 pt.