Speedliner

Speedliner

 

1) La vostra musica punta sicuramente in alto grazie anche alla qualità. Siete voi così o avete lavorato in modo particolare su questo aspetto ? 

Sai, quando si cerca e si prova a riuscire in qualcosa l’obiettivo è sempre quello di raggiungere i massimi livelli, la cosa risulta spesso complicata e contorta per questo bisogna riuscire a fermarsi cercando di arrivare oltre a quella finissima linea tra l’ideale che ci si è prefissati e la ben riuscita.

Mi spiego meglio, quando abbiamo iniziato le registrazioni di “Flash” l’obiettivo andava molto oltre alle disponibilità economiche e tempistiche che avevamo a disposizione, non potevamo permetterci in modo ottuso di seguire un binario già delineato senza dar ascolto a chi aveva più esperienza di noi. In questo caso l’approccio e l’aiuto di Fausto Zanardelli (Edipo) in qualità di direttore artistico insieme a me e a Simone ci ha aiutato a colmare il “gap”.

Abbiamo quindi lavorato molto e intensivamente per raggiungere il nostro fine e continuiamo quotidianamente a farlo per migliorarci e migliorare ciò che speriamo ci aspetti in futuro.

2)  “Assente” parla di una rivalsa. Questa avviene resettando tutto e partendo da zero oppure con la consapevolezza di quello che è successo in passato ?

Penso che ciò che ci accade oltre ad avere uno spazio tempo ben definiti, abbia una ragione. In questo oceano di situazioni che singolarmente riguardano tutti noi, capita che si debba sempre imparare e apprendere dalle delusioni del passato e del presente per riuscire in un non troppo lontano futuro ad affrontare ciò che la vita ci proporrà.

Quando ho scritto “Assente” ero in un momento di follia lucida nella quale cercavo di razionalizzare il momento ma non essendo pronto a farlo, sognavo un reset totale senza riuscire a resettare i miei pensieri. Il tempo a volte è la cura, altre volte lo sono gli eventi, nel mio caso è stato un insieme delle due cose.

L’unico modo di imparare è apprendere, che faccia male o che sia indolore non importa, la cosa che conta è non smettere di credere che ci sia di più rispetto alle delusioni.
3) Ora che vi siete messi in moto dove vorreste arrivare ?

Il limite è il non limite…sembra una frase fatta, ma in mezzo all’inferno della quotidianità vogliamo credere di riuscire a venirne fuori, di continuare a fare musica e soprattutto riuscire a portare la nostra musica il più lontano possibile. I soldi non fanno la felicità e non sono il motivo per cui imbracciamo 5 volte a settimana gli strumenti, ma riuscire a condividere qualcosa di proprio sicuramente aiuta a raggiungere soddisfazioni e traguardi, quindi siamo grati a chiunque leggerà questa intervista ed eventualmente apprezzerà il nostro operato, perché la musica è comunicazione, contenuti e condivisione, emozioni e melodie. Insomma io e gli altri Speedliner cerchiamo di non fermarci mai, sempre veloci e sempre sulla nostra linearità.

Intervista a cura di Davide Falco